Cause del dissesto italiano

Il programma “L’Aria che tira”, di ieri, 25 maggio 2012 (La7 ore 11) potrebbe diventare una pietra miliare per chi volesse addentrarsi nei meandri degli sprechi della spesa pubblica (cliccare qui per rivedere il programma). Puntata scioccante. L’idea che ci si potrebbe fare, guardandolo, qualora ce ne fosse bisogno è quella che in Italia c’è tutto da rifare. Il programma mette in evidenza il fatto che in Italia c’è molta gente in posti pubblici stipendiata per non fare niente (e non sarebbe una novità!). In questo molti bloggers hanno ragione nell’affermare che le tasse, oltre una certa misura logica, diventano un vero e proprio pizzo legalizzato. In pratica è come se lo stato si facesse mediatore nello spillare soldi dalle tasche di alcuni, per infilarli in quelle di altri.
Il programma fa degli esempi, soffermandosi sul caso dei numerosi enti inutili di cui è costellata l’Italia, evidenziando il fatto che il personale di quegli enti inutili che sono stati chiusi, sono ancora lì a percepire stipendi, il che equivale a dar loro uno stipendio per non fare nulla.
E’ allora evidente che parlare di lotta all’evasione, di caccia agli evasori, in siffatte condizioni di lassismo  da parte dello Stato diventa una presa in giro per i disinformati cittadini. I quali è bene restino nell’ignoranza delle cose.
Nella lista degli enti inutili esaminati, il caso più eclatante è quello del CNEL – Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Creato nel 1957 come organismo consultivo del Governo, Camere e Regioni, in oltre 50 anni di vita, con il loro contributo sono state prodotte solo 11 leggi, peraltro blande e al limite del ridicolo, come risulta dal filmato. L’organismo è composto tra l’altro di 64 consiglieri, la metà dei quali, forse a turno, si riuniscono ogni tanto, percependo dallo Stato circa 2100 euro al mese ciascuno. Sono per lo più ex sindacalisti o trombati della politica, per i quali s’è trovato il modo di far avere legalmente qualche soldo. Se dividiamo quanto è costato l’ente in cinquant’anni, per il numero di  leggi di cui sopra prodotte, otteniamo un costo medio di 100 milioni di euro ciascuna. Uno spreco super-scandaloso.
E poi vanno alla caccia degli evasori !!! 

gli inceneritori e la salute…

Il ministro per lo sviluppo ha recentemente chiesto l’intervento del ministro della Giustizia e del ministro della Salute contro L’ Ordine dei Medici dell’ Emilia Romagna, “rei” di avere richiesto alle autorità competenti di non autorizzare la costruzione di un inceneritore.
Ecco la lettera di risposta inviata da una serie di medici di diverse specialità.

La recente, durissima presa di posizione del ministro Bersani nei confronti della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri dell’Emilia Romagna – con cui minaccia ispezioni e sanzioni disciplinari nei confronti di Ordini Professionali “rei” di avere chiesto una moratoria sugli impianti di termovalorizzazione/incenerimento della regione – ci lascia non solo attoniti ed indignati, ma si presta ad alcune considerazioni e riflessioni di carattere più generale che vorremmo qui esporre.
Innanzi tutto alcune premesse:
1.Nel marzo scorso è stato diffuso il Report Enhance Health, studio finanziato dalla UE che aveva, fra gli altri, anche lo scopo di dare una visione globale del possibile impatto sulla salute in aree ove sono ubicati inceneritori attraverso studi pilota. Per l’Italia lo studio è stato condotto nel comune di Forlì, quartiere Coriano, ove sono ubicati due inceneritori, uno per rifiuti ospedalieri ed uno per rifiuti solidi urbani. L’indagine condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l’esposizione a metalli pesanti – stimata con un modello matematico- della popolazione residente per almeno 5 anni entro un’area di raggio di 3.5 km dagli impianti. Eccessi statisticamente significativi sono emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlato alla esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il + 17%. La mortalità per tutti tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il + 32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116% . Per i sarcomi, considerando insieme i due sessi, il rischio aumenta di oltre il 900%. Questi risultati sono del tutto coerenti con numerose altre segnalazioni presenti al riguardo il letteratura.
2.A fronte di questi risultati inquietanti la regione Emilia Romagna non ha minimamente modificato il programma di costruzione/ampliamento di nuovi inceneritori e, contemporaneamente, ha deciso di estendere la sorveglianza epidemiologica a tutto il resto della popolazione per altri 2.500.000 di Euro, nonostante l’ Associazione Medici per l’Ambiente avesse proposto di riconsiderare – gratuitamente – i dati dello studio, nella convinzione che un riesame di questa indagine potesse fornire risultati ancora più convincenti circa le ricadute per la salute delle popolazioni esposte.
3.L’ incidenza di cancro nella nostra regione è fra le più alte in Italia, in particolare per il sesso femminile. E’ ovvio chiedersi che senso ha continuare a fare impianti che rientrano comunque fra le “industrie insalubri di classe I”, quando il ciclo virtuoso di recupero-riciclo-riuso dei materiali post-consumo (altro che “ rifiuti”…) garantisce occupazione, salubrità dell’ ambiente, tutela della salute ed evita spreco di materia, energia e beni primari quali acqua ed aria.
4.Il Ministro parla di normative europee, ma dovrebbe ben sapere della norma – del tutto illegittima e già sanzionata dall’UE – per cui in Italia i rifiuti sono considerati fonte rinnovabile di energia. Questa norma fa sì che oltre l’80% delle risorse ( pagate dagli utenti col 7% delle bollette ENEL) da destinare alle fonti rinnovabili vada a chi costruisce impianti a biomasse ed inceneritori: nel 2006, ad es., tali impianti hanno assorbito ben 1.135.911,334 sul totale di 1.758.131,281 Euro ( Assoambiente prot.n p. 59930).
5.In Italia addirittura sostanze prima classificate come tossico-nocive sono state considerate fonti assimilate, ovvero combustibili, ed usufruiscono dei medesimi incentivi, per cui, sempre nel 2006, ben 2.179.884.346 Euro sono stati ad esse destinati. ( Assoambiente prot.n p. 59930).
Bene, caro Ministro, ora alcune domande:
1.Se questi impianti sono così innocui e sicuri, perché continuare a “ sorvegliare” la popolazione ? Crede lei che chi si ammala “sotto sorveglianza” sia per questo più contento? Trattandosi di effetti che si manifestano per lo più a lungo termine, anche dopo decenni, che garanzia può fornire un sistema di sorveglianza di questo tipo? La storia della Medicina è lastricata da disastri annunciati!
2. Nei risultati del Report su Coriano non sono riportati i casi attesi ed osservati (come è buona regola fare in questo tipo di indagini), tuttavia, con facile estrapolazione, possiamo valutare che ogni anno si siano verificati una decina di decessi in più e solo tra le donne residenti per almeno 5 anni nell’area inquinata! Quanti sono i morti che lei presume necessari per ritenere valida l’esistenza di un rischio? Segnaliamo che tali risultati potrebbero essere di ancor maggiore rilievo, qualora la popolazione di riferimento fosse realmente non esposta: infatti il livello minimo di esposizione preso come riferimento corrisponde ad una ricaduta stimata dei metalli pesanti compresa tra 0,61 e 1.9 ng/m3, valori certo non trascurabili.
3.Come potrebbero, a suo avviso, di fronte a questi risultati, i Medici dell’Emilia Romagna che si riconoscono nei propri Ordini Professionali, democraticamente eletti, fare finta di nulla?
4.Come si spiegano, a questo proposito, i messaggi rassicuranti comparsi sulla stampa dopo la diffusione del Report da parte di personaggi che sono tutto fuor che medici? Ci riferiamo alle dichiarazioni pubbliche di un Direttore di ARPA e di un Direttore Generale di AUSL, laureato in economia, che si sono precipitati ad affermare che la salute della popolazione di Coriano non corre rischi. A tutt’oggi non siamo a conoscenza di alcun documento a firma di medici del Dipartimento di Prevenzione che avvalori tali affermazioni.
5.Perché in questo caso non è intervenuto il Ministro della Salute a censurare questi signori che, così facendo, esulavano dalle loro competenze?
6.Lei sa che l’inceneritore di Forlì è stato ampliato pur con un parere negativo del Dipartimento di Prevenzione dell’ AUSL? Dato l’alto livello di inquinamento del territorio, l’ AUSL chiedeva di garantire il mantenimento dello stesso livello dell’ emissione a camino degli inquinanti. E’ a conoscenza del fatto che si è eluso questo parere decidendo di non considerare più le emissioni a camino, ma le ricadute a terra e di innalzare il camino ed aumentare la pressione di emissione dei fumi? Crede lei che in virtù di questo stratagemma un cancerogeno più “ diluito” sia per questo meno nocivo?
Ed ora alcune riflessioni che sarà bene che come cittadini, prima ancora che come medici, cominciamo a farci. Tutti ormai sanno che il Medico è tenuto – giustamente- ad informare il proprio paziente della situazione clinica, anche grave, che si presenti, ovvero diagnosi, prognosi, possibilità terapeutiche ed alternative possibili comprese: il famoso “consenso informato”…. Prassi che spinge spesso i parenti ad implorare il medico affinchè risparmi i lati più crudi dell’ informazione al proprio caro per non aggiungere stress a stress.
Orbene, perché quando si tratta di salute individuale nulla o quasi nella informazione deve essere “risparmiato” e quando si tratta di Salute Pubblica bisogna essere così attenti a non spaventare, a non allarmare, a non creare stress? In fondo, in questo caso, ci rivolgiamo a popolazioni sane, che potrebbero con lucidità accettare o meno determinati rischi per la loro salute, sempre che l’ informazione fosse però limpida e cristallina. Qualcuno mi sa spiegare perché in caso di Salute Pubblica tanto premuroso riguardo e tanta prudenza? Non sarà che più che lo stress alle popolazioni si voglia evitare lo stress a chi – imprenditore – comune – ente pubblico- ha deciso che comunque e a qualunque costo l’ “opera” deve essere realizzata? Perché non pensare ad un bel “consenso informato” in campo di Salute Pubblica anche per i cittadini, smettendo di parlare di “comunicazione del rischio”, espressione che sembra dare per scontato che il rischio ci sia e che si debba solo “indorare” la pillola ai cittadini “riottosi” ?
Caro Ministro, ci dispiace per lei, ma stia pur sicuro che i Medici continueranno a fare il loro lavoro che è quello innanzi tutto quello di informare e di prevenire: non abbiamo alcuna intenzione di sottrarci al dovere di tutelare la Salute, non solo nostra ma di chi verrà dopo di noi, preservando per loro le risorse e la salubrità dell’ ambiente.
Il momento è certamente difficile, ma, “contribuirà a salvarci la grossolanità ingorda di chi vuol dominare il mondo”.
Con queste sue intimidazioni, caro Ministro, lei ci offre un grandissimo aiuto: chi ancora non aveva aperto gli occhi ha avuto, con questo suo atto, un’ ottima opportunità di svegliarsi, perché è davvero paradossale che su tematiche così delicate e complesse chi non ha competenze specifiche, ma solo la forza del proprio potere, cerchi di intimidire chi non altro interesse che preservare la Salute di tutti.
Grazie Ministro !

Patrizia Gentilini, onco-ematologo
Ruggero Ridolfi, oncologo
Ernesto Burgio, pediatra
Francesca Cigala, psichiatra
Roberto Topino, medico del lavoro
Celestino Panizza, medico del lavoro
Giancarlo Masconi, medico del lavoro
Mauro Mocci, medico medicina generale
Giovanni Ghirga, pediatra
Vincenzo Migaleddu, medico radiologo
Valerio Vicentini, neurologo
Mauro Navarra, medico medicina generale
Liliana Pittini, ginecologo

FONTE WEB

Lettere al Direttore

Caro Presidente Monti,
lei non è il mio presidente perché nessuno ha votato la sua elezione; la ritengo quindi un presidente “illegittimo”. Tuttavia lei è premier e con la sua equipe di professori  ha avuto la presunzione di dichiarare che ora l’Italia va molto meglio. Non è affatto così e lei lo sa meglio di tutti noi. Permangono vergognose accise sui carburanti e voi ne avete aggiunte altre; la tassazione sul lavoro è la più alta in Europa; molti imprenditori si tolgono la vita per la disperazione; avete aumentato l’Iva, introdotto tasse sulla prima casa, elevato le imposte, ridotto al minimo storico il potere d’acquisto dei salari. Nulla ha incrementato i posti di lavoro; nulla ha migliorato la qualità della vita, né quella dell’aria che respiriamo. Le banche seguitano ad avere un abnorme potere economico. Le auto blu rimangono migliaia. Il Quirinale costa più di ogni altra struttura presidenziale al mondo. I manager pubblici italiani sono tra i più pagati del pianeta. Il cuneo fiscale è inadeguato per qualsiasi crescita produttiva. I centri commerciali causano il fallimento dei piccoli negozi. Avete introdotto inutili superbolli su una manciata di veicoli. Sfruttate fino all’osso il gioco d’azzardo spolpando la popolazione più debole di carattere. Idem con i tabacchi. Le pensioni dei parlamentari rimangono un privilegio provocatorio e arrogante. Personaggi come Amato percepiscono 31mila euro mensili…e chissà quanti altri. Nell’esercito ci sono più ufficiali che militari semplici. Vado avanti? Fatevi da parte e andiamo a libere elezioni; anche voi avete fallito, come molti dei governi precedenti, forse tutti. Abbiamo un debito pubblico enorme che non ha mai invertito il suo trend spaventoso. Paghiamo quasi mille parlamentari che si grattano lo scroto alla faccia nostra. Preferirei personalmente una dittatura a tempo determinato finalizzata al vero risanamento della nazione. E’ una tragedia sig. presidente per la quale provare vergogna di essere italiani.

Marco Chierici

E dove sta la novità?

Per evitare gaffes, abbiamo rispolverato il dizionario della lingua italiana. Anzi, due. Per l’Aldo Gabrielli, Hoepli, “indottrinare” significa «insegnare i princìpi fondamentali di una dottrina, di un’ideologia, generalmente politica, specialmente in modo dogmatico». Il Sabatini Colletti è più frizzante. “Indottrinare” vuol dire «ammaestrare, istruire qualcuno specialmente per propaganda politica». Nessuno, insomma, riconosce accezioni positive. Il Pd di Roma, però, usa questo concetto senza alcun imbarazzo.
“Volontari cercasi” – Martedì alle 17.46 sulla bacheca di Facebook della federazione romana dei Democratici è infatti comparso uno strano annuncio. «A.A.A. VOLONTARI CERCASI», l’incipit, per niente originale. Sotto la spiegazione: «Per le esigenze del Dipartimento Comunicazione del PD Roma, si ricercano le seguenti figure di volontari». Vediamole: « Democratici Comunicatori Porta a Portaetà compresa fra i 16 e i 60 anni, meglio se auto o moto muniti, disponibili a frequentare un corso di indottrinamento presso la Federazione di Roma, da impiegare nei contatti “porta a porta” da Novembre 2012 ad Aprile 2013. (100 posti)». Quindi: «Democratici Comunicatori della Reteetà compresa fra i 16 e i 70 anni, dotati di computer e connessione ad Internet, buona conoscenza della rete, dei blog e dei social network, disponibili a frequentare un corso di indottrinamento presso la Federazione di Roma, da impiegare nella diffusione delle notizie relative al PD e nel contrasto della disinformazione propalata sulla Rete. (100 posti)». Infine, con rispettivamente due e tre posti a disposizione, «Programmatori Democratici Junior» e «Grafici Junior».
“Ma è uno scherzo?” – A parte le curiose differenze nel range di età dei due profili, di quel Porta a Porta maiuscolo che richiama la trasmissione di Bruno Vespa, del concetto di «disinformazione propalata», non è sfuggita ai visitatori del sito quella disponibilità richiesta «a frequentare un corso di indottrinamento» presso la Federazione. «Ma è uno scherzo?», chiede Maurizio Z., che commenta per primo. «Hanno già le divise pronte e chi si mostra refrattario all’indottrinamento rischia il campo di lavoro in Siberia!», alza il tiro Gianna C.. Stefano M., chiede di correggere il tiro: «Poi non vi meravigliate se le uniche elezioni che vince il PD sono quelle in cui il candidato leader non è del PD: parlate di indottrinamento come se fossimo nella Cina di Mao!».
“Chiamiamolo corso d’aggiornamento” – Per fugare ogni dubbio che si potesse trattare di un falso o di un errore è intervenuto direttamente l’autore dell’annuncio, che non è un vecchio nostalgico della falce e martello, ma un quarantasettenne proveniente dalla Margherita, per giunta responsabile Comunicazione del Pd romano. Gianluca Santilli non smentisce, anzi: «Vabbè, chiamalo corso di aggiornamento, chiamalo come ti pare, ma quello è», scrive.
I quadri del Pci – Discorso finito. Certo, rispetto a trenta anni fa, gli indottrinandi sono fortunati: la Federazione romana è dietro l’angolo. Un tempo, invece, il Partito Comunista italiano, se decideva di investire su un “quadro”, poteva spedirlo anche molto lontano. Le tre scuole del Pci dove si sono formate migliaia di dirigenti comunisti, infatti, erano ad Albinea in Emilia Romagna, a Faggeto Lario sul lago di Como, e ai Castelli romani, a Frattocchie. Certo, ai tempi i docenti erano di altissimo livello e, spesso, l’ “indottrinamento” era in realtà soprattutto istruzione di personale politico che frequentemente veniva dalle fabbriche e non aveva potuto studiare. Adesso, invece, temiamo si tratti solo di propaganda. Comunque sia, dopo un florilegio di critiche e sbertucciamenti, i commenti al “post” sono scomparsi. Ma l’annuncio no. E la Rete, come si sa, conserva tutto.
di Paolo Emilio Russo

Troppi galli nel pollaio

Proseguiamo
il viaggio nella Destra che vorrei, anche perché non sono per nulla
soddisfatto della reazione alla sconfitta amministrativa.
Invece
di intervenire con decisione, iniziando dall’unico atto che
potrebbe riaprire alla fiducia verso il Pdl del presente e del
futuro: staccare la spina a Monti, una cacofonia di suoni viene
emessa dai vari galletti del pollaio.
Se,
poi, fosse vero (anche se non lo credo) quanto scrivono i giornali
secondo i quali Berlusconi le idee le avrebbe, ma viene bloccato dai
“consigliori” tipo Cicchitto o Letta, allora la sfiducia invece
di diminuire, cresce.
E
senza avere alternative.
E’
ovvio che se fossi nei dirigenti del Pdl non scoprirei le carte prima
di averle tutte sistemate
, per cui è auspicabile che abbiano un
progetto, una strategia per perseguirlo e una tattica per
supportarla.
Ma
la percezione e le apparenze dicono il contrario.
Invece
di parlare con una voce sola, ne ascoltiamo mille e più di mille,
ognuna convinta di essere la voce della verità.
Ogni
dirigente pensa probabilmente di avere la ricetta giusta per la
soluzione del problema, ma uno e uno solo deve essere al comando.
Due
sarebbero già troppi.
Come
ha scritto Il Giornale, il Pdl deve ripartire da Berlusconi.
E’
il valore aggiunto dell’intero Centro Destra ed è l’unico che,
anche per la sua posizione economica e la sua età, non abbia più
molto da chiedere alla politica, ma solo da dare.
Alfano
segretario ha mostrato tutti i limiti di una persona onesta, pulita
ma sin troppo accondiscendente ed educata con gli amici e persino con i
nemici.
La
perdita anche dell’ultimo telegiornale amico, il TG4
che fu di
Emilio Fede, ha ridotto ancora di più la possibilità di far
conoscere le reali posizioni di Berlusconi e del Centro Destra, a
fronte di una volgare tracimazione di commenti e programmi di
sinistra.
L’attesa
è la scelta peggiore, perché concede ai troppi galli del pollaio
Pdl l’opportunità si straparlare come se fossero dirigenti del
pci/pds/ds/pd.
O
Berlusconi o un altro (ho già scritto, a mio parere, come, chi e
perché
) devono prendere in mano la situazione e decidere.
E
l’unica decisione non può che partire dallo scrivere la parola
fine al governo Monti
.
Il
resto seguirà, pressochè automaticamente. 



Entra ne

AKIRA KUROSAWA, UN MAESTRO DEL NOVECENTO

 Adesso che il Novecento è alle
nostre spalle già da qualche anno e cominciamo a guardare ad esso con distacco,
possiamo individuare con una certa sicurezza i grandi maestri che questo secolo
travagliato ci ha lasciato, pur foriero com’è stato di ideologie criminali e di
germi di follia autodistruttiva delle cui scorie non riusciamo ancora a
liberarci; perché, indubbiamente, anche in

Alla meravigliosa gente ex Pdl


Un post è poco per ringraziare la meravigliosa gente ex Pdl.
Infatti avevamo scritto questo “Dignità e prostituzione”, ma l’Italia sente ancora il bisogno di ringraziare la meravigliosa gente libera che pur avendo creduto per tanti anni al centro-destra, quando si è resa conto della vera natura del partito a cui aveva dato la sua fiducia – un partito che al di là delle dichiarazioni ammiccanti del suo leader, al momento del bisogno si è visto invece che, lo stesso, s’è schierato apertamente per mantenere i diritti e i privilegi della casta di parassiti papponi lestofanti, margherite e trote, e per invece dare addosso ai cittadini, lavoratori, madri famiglia, pensionandi e pensionati, considerando, insieme ad ABC, Monti, Fornero, la classe operaia e impiegatizia come roba a cui poter dare o togliere le briciole avanzate dal loro piatto – gli ga staccato la spina.
Grazie ancora Italiani nobili che avete dato un colpo di spugna a un partito che ci ha tradito, considerandosi insieme agli altri il centro della vita sociale degli umani.
Non capendo invece che l’umanità che Dio ha creato, è l’umanità della gente normale, se non proprio della povera gente.
IL resto è un accessorio del quale, di questo sì, ci si può disfare.
Resta la delusione per i trinariciuti a cui qualcuno ha detto di votare Pd, che è socio in affari con ABC, Monti, Fornero, Napolitano, e questi sono andati automaticamente a fare la fila per votarlo acriticamente.
Ci vuole poco a capire la differenza tra noi e loro.
IL CRONISTA

E se lo dice lui… c’è da crederci

Sulla Grecia può succedere di tutto, gli Eurobond si faranno ma non subito, anche perché c’è ancora da convincere la Germania. E’ la crisi finanziaria dell’Unione Europea il tema forte dei primi interventi del premier italiano Mario Monti a PiazzaPulita, il programma di La7 condotto da Corrado Formigli. L’esordio è tutto sul vertice Ue di mercoledì sera, in apparenza inconcludente, che ha attirato sui leader continentali molte critiche. “La mia valutazione è che si è fatto qualche importante passo avanti – commenta il professore -. Forse meno di quanto nella situazione attuale è necessario, ma più di quanto può apparire dai formali comunicati diffusi a fine vertice”. Innanzitutto, gli eurobond. “Sono più numerosi quelli che si sono pronunciati a favore che quelli che si sono pronunciati contro”, anche se il tempo di realizzazione “non sarà qualche mese, sarà di più”. Per la collettivizzazione dei debiti nazionali, infatti, “occorre anche il consenso della Germania in particolare, che qualcosa significa”. La linea d’azione italiana, per questo, non può essere quella di picchiare il pugno sul tavolo ma la persuasione. “Anche perché – è la battuta di Monti – a Bruxelles quel pugno rimbalzerebbe…”. Comunque, annuncia, le decisioni grosse arriveranno al vertice del 28 giugno.
Grecia a rischio – L’altro capitolo è la Grecia. “E’ certamente possibile il salvataggio – spiega il premier -. Può succedere di tutto ma l’esito positivo, per la Grecia ma anche per tutti, è il più probabile”. Ottimismo cauto, dunque. Anche per l’Italia, che ora a detta del prof conta di più. “Non abbiamo più lezioni da ricevere. Siamo diventati attori compartecipi del destino dell’Europa e in grado di spingere tutti nella direzione del bene collettivo, Germania compresa”. Il paragone, obbligato, è con il governo Silvio Berlusconi. “Il momento di maggior umiliazione, immagino, è stato il vertice di ottobre quando ci volevano obbligare a mettere sotto tutela dell’Ue i nostri conti e le nostre manovre”. Un po’ come la Grecia oggi. Ma è un pericolo ormai scampato, credo. Ma a ottobre 2011 c’era il rischio di non poter pagare le pensioni, gli stipendi pubblici. Per fortuna c’è stato il presidente Napolitano, che ha rifiutato il ritorno alle urne e ha preferito un governo di ampia maggioranza. Ecco, la Grecia non ha avuto Napolitano“.
L’ultima promessa di Mario Monti: otto miliardi per provare a risolvere il dramma della disoccupazione giovanile. Reduce dal vertice Ue a Bruxelles e incassata “l’accelerazione” sugli Eurobond, il premier incontra il Forum Nazionale dei giovani e parla soprattutto di lavoro, nel giorno in cui lo scontro sul ddl di riforma è ancora al centro di polemiche feroci tra governo e parti sociali e all’interno dello stesso esecutivo, con le parole del ministro del Welfare Elsa Fornero e la replica stizzita del collega della Pubblica amministrazione Patroni Griffi sul licenziamento degli statali. Monti sprona i ragazzi a “rischiare, a mettersi in gioco”, a “sfidare l’autorità” e ad avere un “sogno in tasca che è il più bello e il più forte degli incentivi”. Belle parole, ma in concreto la realtà è durissima.
Riforma del merito – E così ecco gli annunci: in Consiglio dei ministri si discuterà della ‘riforma del merito’, concedendo incentivi, borse di studio e tasse più basse per gli studenti più bravi. “Siate più disponibili a cambiare più lavori – ripete il premier riproponendo in chiave diversa il concetto sulla ‘noia’ del posto fisso che mesi fa scatenò polemiche e critiche – accettando i cambiamenti che saprete procurarvi come un arricchimento della personalità e non come una punizione. E’ importante che viaggiate quando ne avete l’opportunità per sentirvi cittadini d’Europa”. Sempre che i genitori, già in crisi, riescano a pagare loro i soggiorni all’estero. Monti snocciola cifre, dati e percentuali. E annuncia: “In Italia il 29% dei fondi strutturali per il 2007-2013, più di 8 miliardi di euro, sono potenzialmente destinabili alla lotta alla disoccupazione giovanile. Sono 460mila i ragazzi che in Europa (128mila in Italia) potrebbero beneficiare di questo piano di riallocazione dei giovani a livello europeo”.
Lo “spreco” di Draghi – Citando le parole di mercoeldì del Capo dello Stato Napolitano, il premier esorta i giovani ad “aprire porte e finestre se non vi fanno entrare”. Quindi risponde, senza citarlo direttamente, anche al governatore della Bce Mario Draghi, che ha parlato di “spreco” riferendosi alla disoccupazione giovanile in Europa. “Il governo sta rispondendo con le riforme”. Riforme, come quella del mercato del lavoro, che favoriscono “una distribuzione più equa delle risorse, estendendo le garanzie a tutti. Vi renderà liberi di scegliere il lavoro che volete”, perché ha “l’obiettivo di spostare la tutela del singolo posto a quella della singola persona”. Certo, ammette il premier, il provvedimento del governo non ha incassato le lodi delle parti sociali, anzi ha scontentato tutti. Ma è “quasi normale che tutte le parti sociali abbiano trovato non ottimale la riforma del lavoro – dice – abbiamo seguito obiettivi di flex security seguendo le indicazioni di organismi, come l’Ocse e l’Fmi, che non hanno a cuore interessi di categoria, ma interessi generali. Tanto i sindacati quanto le imprese sono portatori di interessi particolari, ma noi abbiamo fatto l’interesse generale. E sono più contento del sì di Commissione europea e Ocse che dei dubbi espressi dalle organizzazioni sindacali e datoriali”.

La signora anticasta

ROMA – La fotografia è del settimanale Chi , il commento, a mo’ di didascalia, del sito Dagospia che la ripubblica: «Nel regno della casa low cost la senatrice del Pd acquista padelle antiaderenti e uno stendibiancheria. Consultandosi con i suoi bodyguard. Anna Finocchiaro, all’Ikea con tanto di sacca gialla, cerca tra gli scaffali, confrontando prezzi e consistenza delle pentole. In alto, con le guardie del corpo prima dell’uscita». In altre parole il capogruppo del Pd al Senato è stata ripresa mentre fa la spesa da Ikea, aiutata dalle sue guardie del corpo che le spingono il carrello pieno di acquisti. E, sempre Dagospia , si chiede: «D’accordo, trascinare il carrello riempiendolo di padelle antiaderenti e pentole, alla caccia di uno stendibiancheria, può essere anche faticoso per una signora come la senatrice Finocchiaro. Ma, con i venti gelidi che da tempo stanno investendo la casta politica, fra grilli e cavallette, la battagliera esponente del Pd aveva proprio bisogno di utilizzare le braccia dei suoi tre uomini di scorta come servizievoli domestici?». Lo stesso fanno in molti su twitter prendendosela con la capogruppo, inventano persino l’hastag #finocchiarovergogna, c’è chi propone di toglierle la scorta. Interviene anche il vicedirettore di Rai2, Gianluigi Paragone: «La foto di Finocchiaro all’Ikea, che tratta gli uomini di scorta come inservienti, è un’offesa». Risponde, sempre su twitter, la diretta interessata: «Avere la scorta per me non è un piacere. Mi è stata imposta e nonostante ciò provo a fare una vita normale, anche da Ikea». Ed anche la sua risposta viene ritwittata.