Quanti di noi saranno ammazzati oggi?


Ogni giorno ascoltiamo dai notiziari di gente che si suicida. In genere sono piccoli imprenditori, o artigiani, o gente rimasta senza stipendio e senza pensione a causa della crisi e delle decisioni prese dai governi, sia in minima parte quello preceente, che soprattutto quello attuale, di tecnici, mandato a governare dai politici che non hanno avuto il coraggio di prendere decisioni impopolari durante il loro mandato.
Tra tutti non hanno capito, o come al solito fanno finta di non capire, che non avere il coraggio di applicare leggi impopolari non è solo e semplicemente vigliaccheria – che comunque c’è – ma è soltanto la normale constatazione di inapplicabilità di leggi studiate da menti malsane per togliere dignità alla specie umana.
La crisi quindi non può, non deve, essere pagata dal cittadino comune. Perlomeno non può essere pagata dal cittadino comune, dall’uomo, in termini di dignità.
Si possono accettare ristrettezze economiche quando queste siano condivise dall’intera società, certo.
Si può imparare a vivere in maniera più sobria? Ci si può provare, certo, ma come si fa a vivere in maniera più sobria di quanto ti permette un comune stipendio da 1000/1500 € al mese?
Non si può accettare certamente, invece, che qualcuno senza alcun titolo, a parte quello di “ragioniere”, sia messo lì a dire “Cambieremo il modo di vivere degli Italiani”, perchè il mio modo di vivere non me lo deve imporre il ragioniere di turno.
I tecnici ragionieri di turno al massimo possono cominciare a cambiare il loro modo di vivere da parassiti che succhiano stipendi e prebende da 25.000 € mensili facendosi eleggere senatori, oppure possono cominciare a cambiare le loro pensioni da 34.000 €/mese e stipendi e pensioni anche milionarie annuali.
Questo sarebbe un modo per uscire dalle crisi!
Non, quello di aumentare gli anni di lavoro ai 60/65enni che già tanto hanno penato nella loro vita lavorativa.
Non, togliendo la garanzia del lavoro sicuro agli anziani per poi farli ritrovare senza lavoro e senza pensione, e con l’impossibilità a volte di raggiungere il minimo contributivo per andare in pensione.
Non diminuendo i minuti della pausa caffè.
Queste soluzioni sono di un mondo vecchio, antico, che non ci appartiene più, e ammazzano la gente.
Per questo i suicidi di questi giorni e di questi mesi non devono più essere considerati suicidi, ma omicidi di stato.
Gente ammazzata da amministratori asettici e senza scrupoli, questo sono le morti che vengono chiamati suicidio.
La dignità dell’uomo, la dignità dei padri e delle madri di famiglia è sacra, assolutamente sacra.
E se non lo capiscono vuol dire che è arrivato il tempo che gliela dobbiamo fare capire noi.
In ogni modo.
Costi quel che costi.
IL CRONISTA

Immigrazione, la ricchezza dell’italia…

Senza contare quelli degli irregolari che spacciano…
I dati della Fondazione Leone Moressa: l’analisi dei flussi monetari transitati per i canali di intermediazione regolare in uscita del Belpaese. Soldi frutto del lavoro fatto in Italia, ma che anzichè essere spesi qui da noi finiscono all’estero. Sono le rimesse degli immigrati: cioè i soldi che gli stranieri inviano ai parenti che sono rimasti nei paesi d’origine. E che nel 2011 hanno toccato la mostruosa somma di 7,4 miliardi di euro. Il dato è della Fondazione Leone Moressa, specializzata in ricerche e indagini sui temi dell’immigrazione, che ha analizzato i flussi monetari transitati per i canali di intermediazione regolare in uscita dall’Italia da parte degli stranieri che vivono nel nostro paese registrando un aumento rispetto al 2010 pari al 12,5%. Mediamente ogni straniero in Italia invia nel proprio paese 1.618 euro all’anno, destinati per lo più in Asia e in Cina per la precisione. Si stima che i cinesi che risiedono in Italia riescono a mantenere 800mila connazionali in Patria. Roma, Milano, Napoli e Prato sono le province da cui defluisce il maggior importo di rimesse verso l’estero.
Per riuscire a quantificare il volume complessivo delle rimesse basti pensare che l’ammontare del denaro in uscita dall’Italia equivale allo 0,47% del Pil nazionale: anche in questo caso tale incidenza è aumentata rispetto allo 0,42% rilevato l’anno precedente. L’Asia è il continente maggiormente beneficiario delle rimesse che escono dall’Italia. Infatti con quasi 4 miliardi di euro, la macroarea asiatica concentra il 52% di tutti i flussi monetari; della rimanente parte, il 24,4% rimane all’interno dei confini europei, il 12,1% prende la via americana e l’11,5% quella africana. Rispetto al 2010 quasi tutte le destinazioni hanno subito un aumento in termini di rimesse inviate: il continente asiatico ha ricevuto dagli stranieri in Italia il 23,4% in più di denaro, le Americhe il 5,2% in più, l’Africa il 3,1% e il continente europeo l’1,6%. Roma è la provincia dalla quale defluisce il maggior volume di rimesse verso l’estero: si tratta di 2 miliardi di euro, pari a oltre un quarto di tutte le rimesse che escono dall’Italia. Seguono a ruota Milano, Napoli e Prato.

Un’altra realtà…

Il senatore Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, e l’onorevole Giacomo Stucchi hanno incontrato questo pomeriggio, nel carcere di Bergamo, Luigi Martinelli, l’imprenditore che giovedì pomeriggio si è barricato all’interno della sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia prendendo in ostaggio 15 persone. Calderoli e Stucchi, pur condannando fermamente l’azione messa in atto dal Martinelli, azione che ha portato al coinvolgimento di tante persone estranee alla sua vicenda e al conseguente choc da esse subito, hanno scelto di incontrare Martinelli sia nel tentativo di comprendere i motivi che possano portare un cittadino a gesti così estremi – e non isolati, considerando i numerosi casi di suicidi che si sono verificati negli ultimi mesi tra gli imprenditori – sia per testimoniare personalmente la loro vicinanza rispetto a cittadini che, come lui, si trovano in situazioni di questo genere.
“Situazioni estreme, causate anche dall’esasperazione nei confronti di uno Stato che sembra veramente considerare il cittadino solo alla stregua di un suddito da spremere. Intanto durante il colloquio è emerso che il Martinelli aveva un debito non per 1000 euro, dunque una cifra esigua, come scritto dai media, ma di 44mila euro, dunque una cifra ben più consistente”, spiega a riguardo lo stesso senatore Roberto Calderoli (ma il debito non si riferisce solo ad Equitalia ma ad un insieme di soggetti: Consorzio di Bonifica, canone Rai, ecc) che aggiunge: “Nel corso del nostro colloquio abbiamo messo a disposizione dell’interessato la possibilità di essere difeso da un avvocato di fiducia, individuato nella persona di Matteo Brigandì, il quale ha già manifestato la sua piena disponibilità a difenderlo. Da parte nostra, come Lega Nord, ribadiamo il nostro totale impegno per provare a cambiare uno Stato che al momento sembra non riconoscere il diritto al cittadino di poter vivere e lavorare senza essere strangolato dall’oppressione di una tenaglia fiscale che sta portando al limite la sopportazione dei cittadini, come dimostrato dai tanti gesti estremi cui purtroppo stiamo assistendo nelle ultime settimane”. Gli stessi Stucchi e Calderoli hanno poi avuto un colloquio telefonico con il dipendente dell’Agenzia delle Entrate tenuto a lungo in ostaggio dal Martinelli, Carmine Mormandi, al quale hanno espresso la loro solidarietà per l’accaduto, sincerandosi al contempo sulla sua situazione dopo questa traumatica esperienza.
Equitalia nella serata di venerdì ha confermato che il debito complessivo con loro non è di 44mila euro. In una nota si legge che «la somma ammonta a circa 2 mila euro ed è relativa a canoni Rai e imposte richieste dal Consorzio di bonifica della Media Pianura Bergamasca», e che non è ancora stata attivata una azione esecutiva di recupero. La nota però precisa: «Nel 2001 al signor Martinelli era stata notificata una cartella di oltre 32 mila euro, pagata il 9 ottobre 2003 con l’adesione al condono (art. 12 della legge n. 289/2002 )».

Schegge impazzite, idioti laureati al governo

Eh sì, il governo gioca coi numeri. Al ribasso, ovviamente. Ieri l’ingrato compito è toccato al viceministro dell’Economia Vieri Ceriani che ha incontrato i giornalisti per porre un freno alla valanga di polemiche messe a destra e a manca contro la nuova imposta sulla prima casa. Non è ancora stata pagata la prima rata che l’Imu è già la tassa più odiata dagli italiani. Sarà perché sin dall’inizio il governo Monti non è mai stato chiaro sull’esborso, sarà perché andare a far pagare un bene che è prima di tutto un diritto rischia di andare a colpire anche i cittadini meno abbienti, sarà perché i tecnici cancellano con uno schioccare di dita la lotta fatta (e vinta) da Silvio Berlusconi alla vecchia Ici.
Quello che il governo non dice ai contribuenti è quanto andranno a pagare. O meglio: dice e non dice. E una mezza verità equivale a una bugia. “Il 70% dei proprietari di prime case pagherà in media 200 euro. Il restante 30% sarà esente“, aveva spiegato ieri in conferenza stampa Ceriani sottolineando che non si tratta di “cifre drammatiche”. Della serie: che vuoi che siano 200 euro? Punto primo: sono tanti per chi non ne ha. Punto secondo: il calcolo del vice ministro dell’economia non tiene conto di una variabile: i Comuni. Quello che, infatti, il Tesoro non dice agli italiani è che i conti effettivi potranno essere fatti soltanto a fine anno, cioè quando gli enti locali avranno deciso quale aliquota far pagare ai contribuenti. Secondo l’Osservatorio della Uil sui servizi territoriali, già tredici Comuni hanno infatti deciso di portare l’Imu sulla prima casa oltre il 5 per mille. Tutti gli altri avranno tempo fino al 30 settembre. Non solo. Su Repubblica Roberto Petrini spiega chiaramente che “anche l’aliquota di base potrà variare con un decreto del governo se il gettito non produrrà i 2,4 miliardi attesi”.
Sin dall’introduzione dell’Imu da parte del governo Monti il Pdl si è schierato contro. Tanto che nei giorni scorsi è montato il malumore tra il partito del Cavaliere e i tecnici. “Oggi siamo in presenza di una complessa e confusa disciplina normativa introdotta con la nuova Imu che oltre a penalizzare fortemente i comuni, a nostro avviso, introduce da un anno all’altro un aggravio fiscale insostenibile e inaccettabile per i cittadini”, ha scritto oggi il segretario Angelino Alfano in una lettera ai sindaci del Pdl ribadendo l’impegno per “l’eliminazione della tassazione sulla prima casa sin dal 2013”. L’appello dell’ex Guardasigilli è diretto proprio ai Comuni che adesso possono decidere se mantenere invariata l’aliquota. “È necessario che ciascun sindaco si impegni in questa battaglia contro una tassa profondamente ingiusta”, ha spiegato Alfano chiedendo ai primi cittadini di “mantenere invariata l’aliquota sull’Imu” senza, quindi, aumentarla rispetto a quanto stabilito dal governo. La battaglia resta, comunque, aperta. L’appoggio del Pdl all’esecutivo dei tecnici non è più così scontato. Ieri sera, in piazza per la campagna elettorale di Monza, Berlusconi ha dato l’ultimatum al premier Mario Monti: “Non accetteremo provvedimenti contrari al buon senso”. Il Cavaliere non esclude, infatti, l’appoggio esterno al governo.

Talvolta educa più uno schiaffo di mille parole

Le
immagini di Delio Rossi che impartisce una lezione ad un ragazzotto
impertinente
hanno fatto il giro del mondo.
Delio
Rossi è stato esonerato e sospeso per tre mesi (immagino fino alla
fine di luglio).
Il
giocatore è stato messo fuori squadra.
Sicuramente
la risoluzione dei problemi tramite la violenza non è un buon
metodo, ma in questo caso si potrebbe più paragonare la reazione di
Delio Rossi ai vecchi, sani metodi educativi che nelle scuole
vedevano anche qualche punizione di carattere corporale nei confronti
degli studenti più ribelli che, con il loro comportamento, non solo
rifiutavano l’insegnamento che veniva loro impartito, ma anche
erano di ostacolo all’apprendimento da parte degli altri studenti,
oppure al “nonnismo” nel servizio di leva di una volta, quando
agli “anziani” (i “nonni” appunto) in procinto di essere
congedati, gli stessi ufficiali affidavano informalmente compiti di
mantenimento della disciplina.
La
reazione di Delio Rossi, quindi, può rientrare tra quelle reazioni
educative
che in passato hanno contribuito a raffreddare bollori ed a
impartire salutari lezioni
.
Non
riesco inoltre a biasimare un distinto signore che reagisce in quel
modo alla strafottenza di un giovanotto sbruffoncello, anche perché
può rappresentare una inversione di tendenza rispetto ad un sistema
che, con la scusa delle varie teorie di psicologi troppo teorici e poco pratici, ha perso ogni credibilità
nel formare i giovani
, creando una società di eunuchi viziati dal
troppo che viene loro concesso, privi di qualsivoglia rispetto verso
l’Anzianità, la Gerarchia, l’Autorità
.
Ringrazio quindi Delio Rossi che mi ha dato la possibilità di esprimere, ancora una
volta, la mia personale valutazione sul momento sociale che stiamo
vivendo, in cui ci si preoccupa soltanto di chi, in vario modo, viola
diritti e proprietà altrui,
come quelli che hanno liberato i beagles
di Green Hill, o manifesta maleducazione perché nessuno ha mai
provveduto ad insegnargliela
come il calciatore della Fiorentina nei
confronti del quale Delio Rossi ha tentato una immediata rieducazione.



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Bollettino della rivoluzione n° 3


Grillo non è un politico, E’ UN DEMAGOGO! Ma meno male Sig. Napolitano! Che i politici abbiamo visto di che pasta sono fatti. BUFFONI!

LA DEMAGOGIA A VOLTE NON è UN DIFETTO, MA PUò ESSERE LA SCOSSA D’INIZIO PER LA SVOLTA CHE TUTTI GLI ITALIANI DESIDERIAMO. QUINDI IO VOTO M5S

LE AMMINISTRATIVE SARANNO IL SEGNALE DELLA RIVOLUZIONE ITALIANA. I POLITICI DOVRANNO CAPIRE CHE DEVONO ANDARE A CASA E RESTITUIRE MALTOLTO

#GRILLO è UN COMICO SERIO, I POLITICI, I TECNICI, I CONSULENTI PAGATI A PESO D’ORO SONO DEI PAGLIACCI CHE IMPROVVISANO NEL LORO INTERESSE

AMMINISTRATIVE VOTARE #GRILLO NON PERCHè è LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA ITALIANO, MA PERCHè TANTO VALE MEGLIO UN COMICO DEMAGOGO CHE I POLITICI

Grillo, Amato, Bondi e il trio lescano

Grillo contro Amato E’ un ‘vaffa’ a tutti noi. Il leader del Movimento 5 Stelle critica il governo Monti che ha arruolato il pensionato d’oro Amato

Grillo all’attacco di Amato chiamato da Monti per contenere i costi della politica. “E’ uno schiaffo agli italiani, una pernacchia un vaffanculo della Casta”, dice. “Affidare un incarico al superpensionato Amato per contenere i costi – insiste Grillo – è una dichiarazione di guerra a chi non riesce a mangiare con la sua pensione e dopo il taglio di 200 euro al suo misero reddito decide farla finita buttandosi dal terrazzo. I sacrifici, o li facciamo tutti, o non li fa nessuno”. E incalza: “Ma questo, Rigor Montis non lo sa. Non capisceche senza esempi, occupandosi di ritagli e frattaglie al posto dei tagli e senza l’appoggio dell’opinione pubblica, è già finito. Che sarà travolto. Un ferrovecchio a cui i partiti cercheranno di attribuire le colpe per poi essere spazzati via a loro volta. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento, ma forse loro non ci saranno”.
Nomine-provocazione: Beppe Grillo dal suo blog torna ad attaccare il governo, liquida come “una provocazione” la nuova tornata di nomine. “E’ come – incalza – buttare un fiammifero acceso in un pagliaio. Qualche volta mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico”. “Qualche volta – prosegue Grillo – mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico. L’Italia è sull’orlo del collasso economico, dopo il quale può succedere di tutto. Al confronto di Rigor Montis, di Alfano, Bersani e Casini, Maria Antonietta, alla quale venne attribuita la frase ‘se non hanno pane, mangino brioches!’, rivolta al popolo affamato durante la Rivoluzione francese, è una statista”. E’ un fiume in piena, Grillo che scrive: “Giulano Amato -ha una certa esperienza nel maneggiare i soldi e di finanziamenti pubblici, è stato tesoriere del PSI di Craxi. Uno dei rari casi in cui il tesoriere fa carriera e il capo finisce sotto accusa e latitante. L’esatto contrario dei tesorieri Belsito della Lega e di Lusi della Margherita. Si invocano i tagli e si imbarca un tizio che prende 32.000 euro di pensione al mese. E’ uno scherzo di Carnevale?”.
Beppe Grillo si domanda: Qualche volta, mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico“. Monti ha capito benissimo dove si trova e per fare cosa chi non ha capito è proprio il trio lescano. E tra l’altro, oltre al topo di cui sopra, c’è anche il santo risanatore; Enrico Bondi, qui qualche santo miracolo su di lui. Sul fatto della buffoneria, ancora una volta i servi dei servi hanno dato dato il meglio di se proprio oggi in parlamento: sui finanziamenti ai partiti, è tutto rimandato le tasse a noi poveri idioti invece no.

Raccolta differenziata = imposta aumentata

Ieri ho ricevuto il bollettino annuale della Tarsu, tassa dei rifiuti, meglio conosciuta a Bologna come tassa del rusco.
Da tre anni a casa mia viene effettuata la raccolta differenziata.
Improvvisamente la solita giunta di sinistra con velleità ecoambientaliste, decise che la zona in cui abito divenisse sperimentale per la raccolta differenziata a dei rifiuti.
Ci fornirono alcuni sacchetti di diverso colore e una lista con l’indicazione di cosa veniva raccolto dal lunedì al sabato.
Avrebbero la pretesa che nei giorni di non raccolta ci si tenesse il rusco (spazzatura) in casa, magari in terrazza (con quale effetto d’estate, si può immaginare).
Sono solo due i giorni di ritiro dei rifiuti organici (e dovrei tenerli in casa cinque giorni su sette ?!?!?).
Uno solo per la “indifferenziata”, carta e plastica.
Alcuni residenti (li conosco, in fondo abito dove abito dall’età di tre anni e so che sono tutti di sinistra !) erano entusiasti e propagandavano la decisione come un’ottima occasione per arrivare ad un risparmio anche sulle bollette.
A me il responsabile di tutta l’operazione dell’Hera (con il quale entrai in polemica epistolare e poi de visu in occasione dell’allocazione dei bidoni) disse esattamente il contrario e cioè che la differenziata costa di più.
I miei vicini (anche loro mi conoscono per uomo di Destra e quindi ostile alla giunta cattocomunista …) non mi credettero, ma adesso stanno zitti.
Negli ultimi tre anni la tassa del rusco invece di diminuire è aumentata e non di poco: oltre il 13%.
Nel solo ultimo anno l’aumento è stato del 4,26 %.
Dobbiamo metterci in testa che le paturnie ecoambientaliste costano più di quel che rendono (veggasi il terrorismo sul nucleare che ci rende servi dell’energia costosissima da importare) e il più delle volte sono anche finalizzate a realizzare guadagni economici da parte di chi ne propaganda la bontà.





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Esasperazione umana

MILANO – Spari all’interno della sede dell’Agenzia delle entrate di Romano di Lombardia, nel bergamasco, dove poco prima delle 16 di giovedì pomeriggio un cinquantenne, armato di un fucile, ha preso in ostaggio quindici persone. L’uomo ha poi liberato tutti gli ostaggi, tranne uno, un impiegato di lungo corso che è ancora all’interno dell’edificio. Intorno alle 17.30, un maresciallo dei carabinieri è entrato per trattare con il sequestratore che non sarebbe ancora stato identificato. I carabinieri gli avrebbero chiesto di prendere un militare al posto dell’impiegato ma lui avrebbe rifiutato. Il sequestratore ha chiesto di parlare con la stampa, annunciando che solo dopo libererà l’ostaggio. Ha urlato frasi sconnesse da cui si è capito che è in difficoltà economiche e che minaccia di togliersi la vita. L’uomo avrebbe ricevuto una serie di cartelle di Equitalia che non è in grado di pagare. I colpi sparati sono stati un paio, rivolti al soffitto, e non hanno causato feriti.
IL SINDACO – I testimoni «hanno raccontato di una persona estremamente agitata ma ragionevole, visto che ha lasciato andare 14 persone» dice Michele Lamera, sindaco di Romano di Lombardia. Secondo il primo cittadino, nella zona «la situazione economica è critica come in tutto il Paese» ma «non mi ha aspettavo un gesto così eclatante». Il sindaco ipotizza anche che il sequestratore possa essere un residente dei paesi limitrofi.
EDIFICIO CIRCONDATO – Alcune decine di militari stanno presidiando il piazzale davanti all’entrata degli uffici, in molti con in mano armi di ordinanza e indosso giubbotto antiproiettile. Sul posto anche numerosi funzionari della Questura. In volo sopra l’edificio un elicottero dell’Arma. L’Agenzia delle entrate si trova al piano terra di un edificio di 5 piani che al momento non è stato fatto evacuare. Per decine di metri intorno al quartiere – dove si sono riversati molti curiosi – il traffico è bloccato in ogni direzione.

L’arroganza al governo

Come tutti (o quasi) coloro che devono la loro fortuna non a personali doti imprenditoriali o azioni eroiche, bensì all’essersi legati al carro di strutture dominanti, Monti parla con un evidente disprezzo verso chi, con maggiore dignità, ha vissuto unicamente in base alle proprie sole forze.
Così anche ieri Monti ha berciato, con il provincialismo tipico di un esterofilo incurabile, su presunti ritardi culturali che renderebbero ostico ogni cambiamento.
In particolare il genio incompreso (lo avevamo a disposizione e lo abbiamo lasciato in panchina fino al novembre scorso  … ?)  ha condannato quello che secondo lui sarebbe un malcostume: l’ostilità verso le tasse.
Ha poi aggiunto che invitare a non pagare l’imu è evasione e dovrebbe essere punita.
In sostanza Monti vorrebbe far credere ai babbei che gli dicono sempre sì (come i cagnolini di pezza sul lunotto posteriore delle automobili anni sessanta) che è giusto pagare le sue tasse, nella misura da lui fissata.
No !
Le tasse sono un male necessario ma solo se limitate e finalizzate al mantenimento dei compiti essenziali di uno stato che è la unione di più persone per godere al meglio di quella “unione che fa la forza”.
Quindi sicurezza interna e contro i pericoli esterni, amministrazione della giustizia e funzionamento dell’organizzazione statuale snella ed efficiente, non ipertrofica e burocratica.
Gli altri compiti riguardano i servizi, da fornire a chi ne fa richiesta ed a fronte di specifiche contribuzioni che devono esulare dalla imposizione fiscale utilizzata per accumulare denaro pubblico da elargire in modo clientelare.
Una tassazione che ormai supera il 50% del reddito non solo è abnorme, ma è anche profondamente ingiusta, rappresenta un esproprio violento (perché attuato anche sotto la minaccia e con i metodi coercitivi di Equitalia) e nulla ha a che vedere con il patto sociale che lega i cittadini che hanno dato vita ad uno stato.
Rappresenta solo ed esclusivamente la manifestazione di potere di un “principe” che, tra l’altro, nel caso di Monti, non è stato neppure eletto dai cittadini.
Quanto al richiamo a punire chi istigherebbe a non pagare l’imu è evidente la coda di paglia del professorone di Bruxelles.
Solo con la repressione e con la minaccia di far intervenire la forza pubblica, infatti, può imporre la sua volontà, perché non ci sono argomenti validi, non ci sono ragioni economiche, non vi è alcun sottostante per un pizzo (perché altro non è) come la tassa sulla casa che è un bene che non dà reddito e che paga con apposite e salate bollette tutti i servizi e le infrastrutture che l’assistono.
Voler addirittura impedire l’espressione di una libera opinione contro tale tassa e lo scambio tra i cittadini delle rispettive impressioni per impedire, limitare o alleviare tale esproprio, è la evidente manifestazione di una conclamata incapacità ad accettare critiche e confronti, nel tipico atteggiamento di superiorità che hanno i piccoli funzionari statali che con i cittadini si fanno forti del ruolo che ricoprono, trasformandosi da servitori della comunità, come dovrebbero essere, in burocrati privi di qualsivoglia flessibilità.
Ma sono sicuro che, come fece dire Manzoni a Fra’ Cristoforo, anche per Monti (e quelli che sono come e con lui) “verrà un giorno …”.





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