Non so se abbiamo vinto o abbiamo perso


Sono contento perchè il risultato del Movimento cinque Stelle ha superato qualsiasi mia aspettativa.
Le ultime settimane, dopo essere stato per molto tempo in dubbio sul voto e il non voto ed eventualmente a chi darlo, mi sono convinto a votare per il M5S.
Nel mio piccolo, vista comunque l’oculatezza della mia scelta, ho voluto fare la mia piccola campagna elettorale sul blog e su Twitter per convincere, dove possinile, altri cittadini a votare con me.
Un po’ quello che faccio da svariati anni.
Ma mentre negli anni passati la mia piccola campagna era a sostegno prima di An, poi di Forza Italia, poi del Polo della libertà, poi del Pdl, quest’anno ho staccato la spina a quello che, suo malgrado o no, era diventato un teatrino tanto quanto il resto.
La spinta e il coraggio me l’hanno dati un po’:

– Berlusconi che, indipendentemente dalla sua vita privata della quale può farne quello che vuole, si è scoperto elargire milioni di euro a puttane per non farsi sputtanare, sperperare milioni di euro tra troiette di malaffare e amici ruffiani e compiacenti.
Se della sua vita privata può farne quello che vuole – comunque con discrezione – dei soldi, anche quando questi sono suoi, deve aver maggior rispetto, soprattutto quando nel frattempo decide, nel Luglio del 2010 – anno in cui ho dovuto accettare un licenziamento concordato col mio ex datore di lavoro – di spostare le finestre della pensione da un giorno all’altro ai pensionandi, lasciando così, senza stipendio e senza pensione quelli che avevano già firmato l’accordo col datore di lavoro. Tanto chissenefrega! Avrà pensato!

– E ancora Berlusconi che poi ha appoggiato incondizionatamente il governo Monti il quale con la Fornero ha fatto, sempre la riforma delle pensioni da un giorno all’altro, dicendo ai pensionandi che avevano sbagliato tutto il loro programma di vita, e se pensavano di andare in pensione nel 2012, cioè dopo un mese, avrebbero dovuto invece andarci dopo cinque sei anni. Naturalmente fregandosene di chi era già stato rottamato dai datori di lavoro con un accordo che, manco a farlo apposta non prevedeva eventuali slittamenti dell’età pensionabile, seppur questo fosse già nell’aria.
Per non parlare dell’appoggio convinto alla revisione dell’Art. 18, tanto per togliere anche un po’ di sicurezza a chi, anziano, non era ancora stato rottamato.

Inutile dire che il fatto che le caste non siano state toccate con la stessa facilità, che i parlamentari che avevano giurato di diminuirsi lo stipendio, invece non si sono fatti un ulteriore aumento per prenderci ancora un po’ in giro, che gli scandali dell’ex Margherita e della Lega coi loro rimborsi elettorali che si sgraffignano tra tesorieri e presidenti e Trote e che non sono altro che una goccia di quello che c’è ancora da scoprire, mi abbia aiutato nella direzione di togliere la spina ai politici tutti.
Inutile anche dire che le dichiarazioni di Monti che si vanta in Europa che “Gli Italiani si sono dimostrati responsabili”, e le dichiarazioni della Fornero che è fondamentalmente una grande troia automatica (metaforicamente) tutta carne, anzi.. pelle e ossa e senza nient’altro di umano, e che anche la Cancellieri e colleghi avrebbero fatto meglio a starsene zitti mi hanno più che agevolato nella stessa direzione.

Inutile dire tante altre cose di Monti e compagnia, tipo stipendi e pensioni percepiti da loro e dai loro consulenti.

Inutile anche rispondere che erano soluzioni da prendere perchè il primo servo di questi parassiti che mi sostenesse quest’argomentazione di presenza, si beccherebbe almeno un calcio diretto ai coglioni.

Il fatto è che quella gente si mette in politica solo per riempire le tasce loro, dei loro figli dei loro amici e delle loro mantenute, e non certo per fare gli interessi dei pensionati. E se guadagnassero quanto qualsiasi altro lavoratore, anche specializzato, laureato, e con un minimo rimborso spese documentato, senz’altro farebbero meglio il loro lavoro, e non ci sarebbe certo bisogno di bloccare l’indicizzazione delle pensioni dei nostri anziani e allungare l’età lavorativa delle nostre madri di famiglia.

Quindi ho votato e ho fatto campagna per un demagogo, con la speranza di azzerare un mondo politico clientelare di mmerda.
Sperando anche che come Grillo, e anche come me, ce ne siano tanti altri.

E’ per questo che adesso mi domando se ho vinto o ho perso insieme a tanti altri Italiani come me che sanno benissimo che il nostro voto non è stato la soluzione di tutto, ma solo un dire BASTA! CI SIAMO SVEGLIATI! NON POTETE PIU’ FARE I VOSTRI PORCI COMODI SULLE SPALLE NOSTRE, DEI NOSTRI VECCHI E DELLE NOSTRE MAMME!

Scusate lo sfogo.

IL CRONISTA

Quelle Horreur!

Sono felicissima per la sconfitta di Sarkozy (che è anche la sconfitta dell’ottuso duo Merkozy) ma non giubilo affatto per la vittoria di Hollande. Sono in contraddizione con me stessa? No.
Purtroppo hanno costruito il solito scenario della solita pecora che se non va a destra va a sinistra. Due indicazioni stradali più che due concetti in grado di  dare realmente onore alla politica. Tertium non datur.
Patetica la sinistra di Bersani che si accoda sempre ai successi delle sinistre altrui, nella speranza che siano “gli altri” a dire NO al rigore, al Fiscal Compact,  allo spread, ai poteri forti, alla finanza, a fare marameo alle agenzie di rating, agli oligopoli e a tutti quelle sanguisughe mondialiste alle quali la nostra sinistra è supina e prona. Poveri sinistrati de noantri! Sperano sempre che a fare i Riccardi cuor di Leone siano gli altri.
 Intanto Hollande e i suoi in piazza della Bastiglia hanno intonato Bella Ciao. Quelle Horreur! E chi sarebbero gli invasori che si è trovato davanti una mattina monsieur Hollande? I carri armati? I mali assoluti? Ma i colpi di stato oggi si fanno a colpi di “declassamento” di agenzie di rating, di spread che schizzano in su, di colpi di mano tecno-finanziari (come in Italia e in Grecia), di media compiacenti e silenti.

Ora Hollande intona già l’eterno ritornello : la crescita. Ma saranno i “mercati finanziari” (ovvero le solite bische) a decidere le mosse del neoeletto presidente. Nemmeno la Francia è fuori dalla progressiva  cessione di sovranità e non facciamo finta, per cortesia, di non sapere che nella Ue, stati sovrani non ce ne sono più e che sull ‘euro si pratica un inutile accanimento terapeutico.
Intanto in Place de La Bastille l’accordéon intona La vie en rose. Io la vedo comunque grigia

PS: Qui un importante pezzo sui poteri forti  (Massoneria e Chiesa d’Oltralpe) che hanno promosso la campagna elettorale di Hollande:   http://euroholocaust.blogspot.it/2012/05/compasso-e-croce-doltralpe.html?showComment=1336513132751

Si scrive socialista, si pronuncia disgrazia

I
francesi hanno votato e scelto (peggio per loro) il candidato
socialista.
Certo,
l’alternativa non era delle migliori, il Sarkoridens che oggi ride
un po’ meno,
mentre probabilmente la sua sconfitta ha rappresentato
un brodino caldo per il Presidente Berlusconi che ha dovuto comunque
ingoiare anche lo scudetto alla Juve e la sconfitta nel derby del suo
Milan.
Il
Giornale
, oggi, analizzando il voto francese ha scritto a chiare
lettere una verità che qui ho più volte espresso: la Destra divisa,
perde
e consente alla disgrazia socialista, minoritaria, di
conquistare il potere.
Non
è un qualcosa di recente.
Accadde
in Cile nel 1969
quando i democrsitiani, guidati da uno di sinistra
come il perdente Rodomiro Tomic presero la stessa decisione di Bayrou
in Francia oggi e votarono Allende anziché Alessandri.
Tutti
ci ricordiamo cosa è accaduto: miseria, terrore, morte.
Ma
anche la Destra Radicale non è esente da colpe, se solo si pensa,
come rileva Il Giornale, che la sommatoria dei voti di Sarkozy e
della Le Pen avrebbe consentito di sopravanzare la somma dei voti
della sinistra
.
Il
Giornale riporta anche casi a noi vicini come per le politiche del
1996 o le amministrative di questi giorni.
La
Destra divisa perde e consegna il governo alla sinistra
che, come suo
solito, ne fa il peggior uso possibile, fatto di tasse, di
provvedimenti ideologici improntati alla deriva morale, di
repressione, nel nome del “politicamente corretto”, della libertà
di opinione e del diritto a manifestarla
(non dimentichiamo che
Hollande ha chiuso la sua campagna elettorale intonando “bella
ciao” !!!
).
Che
le tesi cattosocialcomuniste siano poi minoritarie lo vediamo anche
in Grecia, dove i voti del partito socialista sono praticamente stati
travasati sulla estrema sinistra, mentre a Destra emerge un’Alba
Dorata
che ha il nazionalismo, l’ostilità all’immigrazione ed ai
diktat europei come capisaldi dell’azione politica.
Nazionalista
anche il serbo Nikolic
che costringe il presidente uscente ad un
ballottaggio sul filo del rasoio, mentre in Germania la protesta
assume i colori dei “pirati” che socialisti, sicuramente, non sono.
In
Italia dovremo aspettare questa sera, ma l’astensione sembra minore
del previsto (solo un “meno 7 per cento”) forse perché abbiamo ancora molti risparmi del passato
che Monti non mancherà di depredare con le sue tasse
.
Ovunque,
però, il dato è costante: la Destra divisa perde, mentre quando
trova unità vince
.
Fa eccezione, a quanto pare, Verona ma, per l’appunto, è l’eccezione che conferma la regola.
Meditino
i vari colonnelli e capitani e sergenti del Centro Destra
alla
ricerca di una promozione dopo aver abbandonato il generale che li ha tenuti uniti per venti anni.
Non
pensino, con l’esilio di Berlusconi, di essere tutti generali,
perché rischierebbero di rimanere senza truppa





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Sudditanza psicologica?

Nel calcio la sudditanza psicologica è conosciuta come giustificazione nei confronti di quegli arbitri che “sbagliano” solo a favore delle grandi squadre.
Sarà così anche per il direttore Giuliano Molossi: nel giorno del silenzio elettorale non perde occasione, da alcuni anni, di tessere sistematicamente le lodi del “destinato a vincere” da parte dei soliti poteri forti della città, quelli conosciuti al grande pubblico e quelli occulti. Ancora una volta il direttore della Gazzetta di Parma ha dato prova di biasimevole sudditanza o calcolata dipendenza e così non ha perso occasione per evidenziare, anche nel giorno della riflessione elettorale, il candidato prescelto per diventare il prossimo sindaco di Parma: Vincenzo Bernazzoli. Per lui solo lodi: “il grande favorito è persona seria e moderata e ha amministrato la Provincia senza acuti ma con equilibrio. Si propone di riportare in Comune serietà e sobrietà «dopo la propaganda e la grandeur del berlusconismo”. Per alcuni candidati viene solo accennata la presenza alla competizione elettorale o la loro utilità per Bernazzoli al ballottaggio; per gli altri solo giudizi negativi o patetici: per Buzzi, dopo aver richiamato le nefandezze della giunta di cui era vice sindaco, ne ribadisce il coraggio di candidarsi “senza vergognarsi degli scandali” (ma è un elogio o una critica feroce?); Ghiretti viene liquidato con un generico “è una persona per bene e onesta” seguito da quello che sembra una mal celata offesa a tutti gli altri che fanno politica: “di questi tempi, è già molto”; o, come per la Lega, vengono solo richiamate le tragiche vicende locali e riproposte, con studiato accanimento, le negative vicende nazionali che nulla hanno a che fare con la coerenza, la correttezza, la trasparenza della Lega Nord a Parma e tantomeno con la presente tornata elettorale; perché allora non ha ripreso anche le vicende Penati  e Lusi? O fatto l’elenco dei segretari o parlamentari o eletti di tutti gli altri partiti indagati o con procedimenti a carico, Grillo compreso? Evidentemente non voleva, o non poteva, fare uno “sgarro” al futuro sindaco di Parma. Solo per il designato al ballottaggio, Elvio Ubaldi, ha “sprecato” qualche parola in più con toni quasi da “solidarietà sociale”, ma fedele al motto: mettiamo le mani avanti che non si sa mai!!!
E’ sempre vero il detto della nostra tradizione popolare: “il servo lega l’asino dove il padrone vuole”. Un’ultima considerazione: in fatto di carriera, caro direttore, concordo con Aristotele: “la dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli”.
Andrea Zorandi
Candidato sindaco Lega Nord Padania sezione di Parma città.

Tutti d’accordo: non votate Grillo!


Dal blog di Beppe Grillo

Comunicato politico numero cinquanta

E’ la prima volta dal dopoguerra che tutti i partiti, tutte le istituzioni, tutte le televisioni e (quasi) tutti i giornalisti si sono concentrati su di un unico bersaglio elettorale: “il MoVimento 5 Stelle”. Tutti d’accordo per mantenere lo status quo. Se un movimento di popolo che rifiuta qualunque finanziamento pubblico, odiato dalla Confindustria e dai sindacati, dalla destra e dalla sinistra, attaccato persino dalla Presidenza della Repubblica e dai maggiori quotidiani nazionali, fa così paura, significa che un terremoto sociale è in arrivo. Il MoVimento 5 Stelle è il cambiamento che non si può arrestare, è il segno dei tempi. E’ l’avvento di una democrazia popolare che pretende di decidere, di controllare il destino del suo Paese, del suo Comune, della sua vita. In Italia non c’è mai stata la democrazia. Si è passati dalla monarchia, al fascismo, alla partitocrazia. Viviamo in un regime dove i risultati dei referendum sono ignorati, come per il finanziamento ai partiti e il nucleare, le leggi popolari neppure discusse, il Parlamento nominato da cinque persone Noi siamo servi di un gruppo esteso di potere che non concede neppure l’apparenza della partecipazione. In questi giorni è stato cancellato un referendum sulla caccia in Piemonte che ne prevedeva il divieto alla domenica e la limitazione delle specie cacciabili. Il referendum giaceva nei cassetti da 24 anni, una generazione, da quando erano state raccolte le firme necessarie, ed è stato abolito dalla Regione Piemonte con il pretesto che non ci sono soldi. Per la democrazia mancano i soldi… Che dire a questa gente se non che per loro è finita, che devono togliersi di mezzo? Il MoVimento 5 Stelle ha come obiettivo il risveglio della coscienza sociale, della partecipazione popolare. Ogni italiano deve mettersi in gioco per il suo Paese. Il M5S vuole introdurre il referendum propositivo senza quorum, l’obbligatorietà della discussione parlamentare delle leggi di iniziativa popolare con voto palese, la scelta del candidato, il bilancio partecipativo. I partiti dovrebbero ringraziare il Fato per l’esistenza del MoVimento 5 Stelle, un movimento di cittadini, pacifico, legalitario. Se non ci fosse cosa sarebbe infatti di loro? Senza un’alternativa democratica, nei tempi pericolosi, imprevedibili che ci attendono, resterebbe solo la dittatura e la ricerca furiosa dei colpevoli. I nomi li conoscono tutti. E’ finita per voi, finita. Quando uscite spegnete la luce, posate il maltolto e chiudete la porta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento.

Dal blog di Beppe Grillo

IL CRONISTA è d’accordo e ieri ha votato M5S.
Adesso proviamo con i comici e con i demagoghi, visto che i politici si sono rivelati dei gran figli di puttana.

Squali psicopatici criminali

Un commento:Se mai ce ne fosse stato bisogno, la dichiarazione di Murdoch (nota personcina per bene) chiarisce ampiamente perché Berlusconi se ne sia dovuto andare e perché gli sia stata fatta la guerra vergognosa che gli è stata fatta. Il Cav. non era “consono”, tanto meno gradito, all’apparato Tecno-finanziario che vuole scalzare la politica e governare il mondo mettendo per Premier fedeli subordinati come il Prof. Monti. Il Cav. era capace di dire della Merkel “culona inch…….” con ciò dimostrando d’essere libero e non sottomesso ai poteri forti internazionali. Solo quei deficienti di catto-sinistrorsi italioti non hanno ancora compreso come stanno realmente le cose e non c’è speranza che aprano gli occhi (sono accecati dall’odio).”
Ora che ci penso… ma non era costui quello che faceva intercettare migliaia e migliaia di telefonate comprese quelle che parlavano di bambine sparite nel nulla e uccise senza dire una parola ai genitori? Si, si, è lui. E l’unica cosa che dovrebbe fare è quella di impiccarsi per le sue malefatte. Invece questo psicopatico criminale parla da twitter. E ci parla di grande leadership…
“L’appello di Monti per la crescita è dimostrazione di una leadership vera”. Mentre in Italia la maggioranza in parlamento sembra distaccarsi dal governo tecnico, dall’estero arriva un aperto sostegno al presidente del Consiglio Mario Monti. A farlo è, a sorpresa, il magnate dell’editoria Rupert Murdoch. In un post pubblicato questa mattina su Twitter, il presidente di News Corporation ha accolto positivamente l’impegno del Professore ai nodi del dibattito politico-economico internazionale. “C’è qualcuno che pensa alle terribili statistiche di ieri sull’occupazione negli Usa e alle elezioni in Francia? – ha scritto Murdoch su Twitter – l’appello di Monti per la crescita è dimostrazione di vera leadership”.

Il governo dei tecnici

Avevo nutrito qualche speranza nel governo dei tecnici, ma con profonda delusione mi devo ricredere. Stan facendo di tutto, meno che quello che dovrebbero veramente fare: tagliare gli sprechi. E incapaci di farlo, han chiamato in loro soccorso ulteriori tre tecnici; mi chiedo allora cosa ci stanno a fare, loro. In mezzo a quei tre ve n’è uno, che molti chiamano il “topo”. Topo dai molteplici significati, non da ultimo per la sua voracità di denaro. Il sito Sanguisughe è pieno delle sue performance. Il 5 aprile dell’anno scorso il tale aveva rifiutato di partecipare ad un programma su La7, per non essere infastidito dalle domande imbarazzanti che Mario Giordano gli avrebbe fatte sulla sua pensione d’oro e sui vari emolumenti che percepisce.

E’ tutto da cambiare!

E oggi quel tale, si è anche seduto sulla cattedra di Rai3, in qualità di professore. Ho seguito solo lo scorcio finale del programma, ma tanto mi è bastato per capire che sta dando lezioni a puntate sulla crisi economica che sta attanagliando l’Europa, ed in particolar modo la Grecia, il cui PIL è in caduta libera da qualche anno, del 20% all’anno.
Secondo il mio parere è una situazione disastrosa, che la porterebbe comunque e inevitabilmente al fallimento. La sua permanenza in Europa è a rischio. Dovrebbe quindi tornare alla sua vecchia moneta, la Dracma, ma questo causerebbe grosse perdite a quegli stati e a quelle istituzioni che hanno loro prestato denaro. L’economia povera della Grecia risulta troppo incompatibile con quella più ricca di Germania e Francia, ad esempio, e il suo destino è quindi comunque segnato, e la Grecia non potrà comunque restituire nulla ai suoi prestatori. E quello del default è un destino a cui sta tendendo comunque anche l’Italia, se non si taglia veramente. E se quel “topo”, fosse davvero quel guru intravisto da Monti e dai suoi compagni di viaggio, dovrebbe finalmente capire la tragicità del momento, e cominciare col tagliarsi la pensione d’oro, gli stipendi, gli emolumenti e quant’altro. E quindi nella prossima lezione dovrebbe venirci a parlare delle pensioni d’oro erogate dall’Italia, incompatibili con la situazione economica attuale, che sono comunque da sempre uno sberleffo verso chi è pensionato al minimo. Ma poi mi chiedo: è mai possibile che la Rai, per condurre quel programma, non sa trovare nel variegato mondo dei professori qualche altro elemento più gradito alla platea dei colti telespettatori? Sembra quasi che se le vada a cercare: hanno ben ragione poi i vari Martinelli a non voler pagare il canone Rai, perchè la considerano una tassa odiosa.

Applausi a mater lacrimarum

Un conto salatissimo (18,2 miliardi dal 2013 al 2020 più altri 2 miliardi e 225 milioni l’anno dal 2021), che in gran parte sarà sostenuto da imprese, lavoratori e contribuenti. Considerando che l’analisi impietosa della riforma del lavoro arriva dall’Adapt (l’Associazione fondata da Marco Biagi nel 2000), c’è da chiedersi se la tirata d’orecchie alla rivoluzione Fornero sia da derubricare alla voce “liti tra professori”, oppure affrontare i punti oscuri di una norma sbilenca e quindi avventurarsi tra le 368 pagine dell’istant book realizzato da giuslavoristi, avvocati, sindacalisti ed esperti di ogni sorta. La sostanza è che i costi di questa “rivoluzione” saranno pesantissimi e che finiranno in capo alle imprese. Con un paradosso: per rilanciare l’occupazione si tassano ancora di più le imprese che i quattrini dovrebbero (o potrebbero) adoperarli per assumere. Tra i tanti contributi che compongono il trattato, spicca l’analisi di Michele Tiraboschi, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena (ma anche ex consigliere del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi). Tiraboschi fa di conto: sui costi e sulle coperture. E qualcosa non quadra.
Scrive l’economista: «In definitiva la norma non consente di comprendere (…) quanto la riforma prospettata peserà sulle maggiori entrate imposte direttamente a cittadini, lavoratori e imprese, e quanto, invece, deriverà dalle ulteriori misure fiscali». Vaghezza «che potrebbe pesare sulle future generazioni di lavoratori». Insomma, secondo Tiraboschi, la vaghezza delle norme lascia ampio margine d’intervento e fa balenare la possibilità che tutto il ballo in maschera orchestrato da Fornero possa dopo il 2013, dare una bella mazzata su tutti noi. Direttamente o indirettamente. Aumentando le imposte (come per l’Aspi), o riducendo la detraibilità per alcune spese delle aziende e dei professionisti. L’economista si avventura in un esempio di deducibilità per le «spese relative ai mezzi di trasporto a motore per professionisti, artigiani e commercianti (+12,5% di spesa per l’imprenditore) o per i loro dipendenti (+20%)». Le aziende ma anche i comuni mortali a reddito fisso. A copertura della riforma faraonica arriverà anche «l’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri di aeromobili». Vale a dire un ennesimo balzello per chi ha l’ardire (spendaccione) di salire su un aereo.
Malizioso, Tiraboschi, affronta poi i presunti risparmi ventilati dalla compagnia Monti-Fornero per il super mega Inps (più Inpdap già fagocitato a fine 2011) e per l’Inail. In sostanza, la riforma dovrebbe portare in dote una profonda razionalizzazione che farebbe risparmiare complessivamente ai due enti la bellezza di 90 milioni di euro l’anno. «Precisamente», spiega l’analisi effettuata dall’Adept, «le riduzioni imposte ai due “super-Istituti”, previdenziale e assicurativo, sono quantificate in 18 milioni di euro l’anno per l’Inail e in 72 milioni di euro l’anno per l’Inps». Taglio di costi che, ovviamente, dovrebbe partire ma soltanto dal 2013. E la riduzione potrebbe avere effetti pesanti sul servizio ai cittadini e aprire la porta ad una privatizzazione: «L’entità della riduzione complessiva delle spese di funzionamento dell’organizzazione di Inps e Inail», prevede l’economista, «appare talmente elevata da lasciar presagire interventi di riassetto organizzativo di vasta portata che non potranno prescindere da una decisa minore presenza territoriale dei due Istituti e, forse, anche da manovre di futura privatizzazione che drammaticamente inficerebbero il sistema complessivo di welfare. Ma senza ombra di dubbio, anche a voler credere che nessuna operazione di privatizzazione farà seguito a tale drastico ridimensionamento delle spese di gestione di Inps e Inail, l’effetto più pesante della riorganizzazione dei due Istituti, con spese di funzionamento annualmente enormemente ridotte», prevede, «sarà avvertito dai lavoratori che da essi ricevono assistenza e tutele».
di Antonio Castro

Obbligo di svolta a destra

Oggi, domenica 6 maggio, quando dovrebbe essere visibile questo post affidato alla programmazione di blogspot, si conosceranno solo a tarda sera i risultati delle presidenziali francesi e delle politiche greche, ma anche delle presidenziali serbe e di una importante regione tedesca.
Si conoscono già i risultati delle amministrative inglesi, mentre solo lunedì sera/martedì mattina sapremo come ha reagito una significativa fetta dell’elettorato italiano a questo ultimo anno di ribaltoni e scandalismo.
Essendo uomo di Destra io sostengo tutti coloro che evocano e propongono i Valori tradizionali della Destra, tanto in campo economico, quanto in quello etico.
Vi sono delle situazioni in cui chi dovrebbe maggiormente raccogliere il consenso della Destra, lo spende per inseguire quelli che, per me, non sono Valori, ma solo disvalori tipici della sinistra.
E viene punito dall’elettorato.
E’ accaduto in Gran Bretagna dove il premier conservatore Cameron ha pagato la crisi economica, peraltro generalizzata e che aveva anche colpito i laburisti quando erano al governo, ma anche la scelta di sostenere iniziative che con la Destra nulla hanno a che spartire come le unioni e addirittura il cosiddetto “matrimonio” degli omosessuali.
Il tutto quando il partito repubblicano americano che si avvia a scegliere Mitt Romney quale candidato alla presidenza, stringe sulla questione e costringe il portavoce dichiaratamente omosessuale del futuro candidato ad abbandonare un posto al quale probabilmente è stato chiamato per errore, senza una accurata valutazione.
In Francia Marine Le Pen ha fatto il pieno di elettori, ma al ballottaggio ci è andato Sarkozy, eletto cinque anni fa come candidato “forte” di una nuova destra più reaganiana che democristiana e finito con il rappresentare il peggio della democrazia cristiana italiana fino alla sua scomparsa: raccogliere voti a destra per poi spenderli a sinistra.
E Sarkozy è dato per spacciato anche dai suoi uomini, ma resta sempre l’unica alternativa ad un socialista.
In Grecia il partito Nuova Democrazia otterrà probabilmente la maggioranza relativa, ma in una rincorsa del gambero con i socialisti, mentre crescono le estreme e, anche, alla destra di Nuova Democrazia partiti fortemente antieuropeisti e dichiaratamente xenofobi (che non è una malattia, né un male come vorrebbero farci credere, semplicemente una opinione, una scelta politica e sociale).
In Italia … l’incognita è la partecipazione al voto.
Siamo tutti convinti che il Centro Destra prenderà un bagno solenne non perchè i propri elettori vadano a votare per i comunisti, ma perchè non andranno a votare, lasciando spazio al pci/pds/ds/pd che sfrutterà il risultato per bassa propaganda, soprattutto se vincerà Hollande in Francia e dopo l’affermazione dei laburisti in Gran Bretagna, cercando di far passare il messaggio (falso) di una inversione di tendenza generalizzata.
Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso e Alfano dovrà versare ettolitri di lacrime per colpa del sostegno che lui e il suo partito hanno offerto al predatore tecnico Mario Monti sotto il quale l’Italia degli spaghetti e del mandolino, si è trasformata nell’Italia dei suicidi.
La Lega è stata poi messa all’angolo da una offensiva mediatico giudiziaria altrimenti riservata a Silvio Berlusconi e che ora sta spostando il tiro contro Beppe Grillo, finalizzata ad eliminare tutti gli oppositori del “politicamente corretto” .
Ma in tutti questi risultati che non appaiono affatto positivi, resta una forte maggioranza di Centro Destra, in Italia come altrove, che ha bisogno di essere interpretata e rappresentata.
Una maggioranza di persone operose, produttive, oneste, silenziose.
Persone che non andranno a votare o si rifugiano nelle candidature di bandiere alla Marine Le Pen perchè chi dovrebbe massimamente rappresentarle non riesce ad interpretarne i sentimenti, accecato dalla ambizione di ottenere l’inutile consenso e plauso della sinistra.
Sarkozy, Cameron, Alfano, Nuova Democrazia, sono lì a ricordarci che la Destra deve fare la Destra e quando cerca di occupare spazi che non le sono congeniali, non ottiene alcuna adesione dalla sinistra (che giustamente preferisce gli originali) e perde il consenso e la fiducia degli elettori di Destra che, non avendo l’anello al naso, non votano in base alle direttive del “partito” a prescindere, adeguandosi pur senza capire (anche perchè capiamo benissimo … noi !).
E’ la forza della Destra che se troverà il giusto interprete potrà ribaltare i risultati che ci apprestiamo a commentare e tornare al governo, mondata da ogni velleità sinistra e per applicare i programmi e i progetti cari agli elettori della Destra.



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Non succederà come in grecia…

… disse Rigor Montis qualche settimana fa. Ma lui, algido com’è… dorme sonni tranquilli perchè problemi di soldi o di lavoro non ne ha.
La crisi economica continua a mietere vittime. Il bilancio degli imprenditori, dei precari e degli artigiani che decidono di farla finita e di togliersi la vita perché strozzati dal Fisco o a causa del fallimento lavorativo si fa sempre più pesante. Anche oggi un altro, tragico suicidio segna le cronache nazionali: la difficoltà nel riuscire ad arrivare a fine mese e continuare pagare il mutuo, assieme ad uno stato di prostrazione psicologica, hanno portato un giovane artigiano a farla finita.
Ieri pomeriggio gli italiani avevano appreso – attoniti – la tragica storia di Pietro Paganelli, l’imprenditore 72enne di Pozzuoli che dopo aver scritto due righe ai suoi cari (“La dignità vale più della vita”) si è sparato un colpo alla testa con la sua pistola perché aveva ricevuto una cartella esattoriale da 15mila euro. Sempre ieri un precario si è impiccato a Enna. Una settimana fa, nel Nuorese, un altro imprenditore di 55 anni si era tolto la vita dopo che, fallita la propria azienda, si era visto costretto a licenziare i due figli. Tragiche storie profondamente segnate dalla crisi economica. Una lunga scia di morte che le istituzioni non riescono a stroncare. Federico Pierobon, 40enne residente a Martellago, si è ucciso con un cavo elettrico fissato al soffitto del suo appartamento. come riporta La Nuova Venezia, i primi ad arrivare sul posto, la notte scorsa, un amico e la fidanzata, con cui da qualche tempo viveva un rapporto altalenante: inutile ogni soccorso. Sul posto i carabinieri e il 118. Il 40enne prima di compiere l’estremo gesto ha mandato un messaggio alla propria ragazza che dopo averlo letto, con qualche tempo di ritardo, ha subito avvisato un conoscente che ha fatto scattare la macchina dei soccorsi. Ma è stato troppo tardi.