Viva il 25 aprile


Festa di San Marco, Patrono della Serenisima Republica de Venesia e del glorioso ed omonimo battaglione dei nostri Fanti di Marina (Marò).
Particolare significato riveste la odierna festività quando due nostri Fanti sono sotto sequestro in India per aver adempiuto al loro dovere in ossequio agli ordini ricevuti.

Viva il 25 aprile, Viva San MarcoViva Venezia !


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Imu bis

L’Imu-bis, la seconda tassa sulla casa, è legge. Il disegno di legge di conversione del decreto sulle semplificazioni ha infatti ottenuto il sì definitivo dal Senato: il provvedimento, sul quale il governo ha posto la fiducia (la sedicesima in sei mesi di vita), ha avuto 228 voti a favore e 29 contrari con due astensioni. A poco, dunque, sono servite le proteste delle amministrazioni locali (preoccupate dell’effetto boomerang di una loro applicazione del balzello) e dei consumatori. Il Codacons proprio oggi ricordava:   “La ‘tassa di scopo’ sarà illegittima se applicata al di fuori dei limiti stabiliti dalla legge e, in quanto tale, impugnabile dinanzi al Tar. Sulla base di tali disposizioni diffidiamo i sindaci degli 8mila Comuni italiani a non applicare la tassa”. L’Anci, da parte sua, aveva già assicurato:  I sindaci non potranno utlizzarla in questo periodo di crisi”.
Cos’è l’Imu bis – Sta di fatto che l’Imu-bis o “tassa di scopo”, invenzione di Romano Prodi, è in vigore già in 20 Comuni. Le amministrazioni locali potranno applicare aliquote fino al 5 per mille sulle abitazioni calcolandole sulla rendita catastale rivalutata del 60% dal Salva.Italia di Monti. Il balzello colpirà tutti gli immobili, comprese le prime case salvate, dal 20087 al 2011, dall’esenzione Ici messa in atto dal governo Berlusconi. Prodi introdusse la “tassa di scopo” nella Finanziaria per il 2007, concedendo ai Comuni la possibilità di istituire una nuova imposta “destinata esclusivamente alla parziale copertura delle spese per la realizzazione di opere pubbliche” come parcheggi, strade, parchi, attività culturali o il restauro di beni artistici. La tassa era determinata applicando alla base imponibile dell’Ici un’aliquota massima dello 0,5 per mille, non poteva coprire più del 30% delle spese per l’opera da finanziare e poteva avere una durata massima di 5 anni, diventati poi dieci nel 2011.
Bagno di sangue – Come calcolato da Libero negli scorsi giorni, rischia di essere un bagno di sangue: per un trilocale non di lusso con una rendita intorno agli 800 euro, oltre ai 338 euro (se prima casa e se il Comune ha applicato l’aliquota base del 4 per mille) o ai 1.021 euro (se seconda casa sempre con aliquota base del 7,6 per mille), il contribuente si vedrebbe piombare sulla testa altri 672 euro di tasse, senza detrazioni e senza distinzioni di sorta. Moltiplicando il balzello per i dieci anni previsti.

L’euro ha fallito

Lo
slogan di Marine Le Pen può essere mutuato da tutte le forze
antieuropeiste e nazionaliste d’europa.
Marine
Le Pen, nelle prime dichiarazioni rilasciate dopo la netta e
riconosciuta affermazione elettorale, ha sostenuto che il fallimento
dell’euro è anche il ritorno delle Nazioni
.
Lo
vediamo anche in Olanda, dove il partito di Geert Wilders, togliendo
l’appoggio al governo liberale, lo ha costretto alle dimissioni.
Perché
ha tolto il sostegno ?
Perché
Wilders non accetta il programma di interventi tesi unicamente a
conseguire un dato numerico: portare il rapporto deficit/pil sotto il
3%
.
Detto
per inciso il togliere l’appoggio è quel che avrebbe dovuto fare
il Pdl appena Monti decise di reintrodurre l’Imu
.
Nella
nuova Spagna di Rajoy e nella Gran Bretagna di Cameron la cura più
che di tasse è a base di tagli alle spese.
In
Italia, invece, Monti, obbediente scolaretto della governante di Berlino, ha scelto la strada più facile dell’aumento
intollerabile della pressione fiscale
.
In
Italia Monti spera di far quadrare i conti con un programma fondato
per oltre l’80% sulle tasse e meno del 20% di tagli alla spesa
.
Esattamente
il contrario di quel che fanno in Spagna e nel Regno Unito.
Anche
un imbecille capirebbe che inseguire le spese con l’aumento delle
tasse non ha prospettive
, perché (purtroppo) i nostri redditi non seguono
tale curva ascendente.
Eppure
vi sono ancora commentatori che si ritengono qualificati in economia
che alle attuali difficoltà rispondono chiedendo più europa, cioè
più dosi del veleno che ci sta uccidendo
.
I
Popoli e le Nazioni europee
stanno dimostrando di avere più buon
senso dei burocrati di Bruxelles chiusi nella loro torre d’avorio e
dei loro emissari due dei quali imposti a governare Grecia e Italia.
Il
successo del Fronte Nazionale in Francia
è solo l’ultimo tassello
di una rivolta che unisce i Popoli e le Nazioni dell’europa molto
più dello stesso euro
.
Un
anelito di libertà, di sciogliersi dai lacci e lacciuoli di una
politica fondata sulla burocrazia e l’oppressione comunitaria
pervade i Popoli e le Nazioni europee.
Anche
in Italia chi saprà, con forza, chiarezza e decisione, schierarsi
contro l’euro e contro l’europa delle direttive sui cetrioli
, per
esaltare la Sovranità e l’Indipendenza Nazionale, quello vincerà
le prossime elezioni.
L’euro
ha fallito.
Monti
ha fallito.
L’oppressione
comunitaria in salsa socialista ha fallito.
Ribellarvisi
è un dovere verso noi stessi e il nostro futuro
.





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Il Pensiero Verde 2012-04-24 11:26:00

lunedì 23 aprile 2012

COMUNICATO STAMPA

UMBERTO BOSSI: “NESSUN ‘BOSSI DAY’. ORA TUTTI UNITI PER LA PADANIA!”

 

“Io non andrò a nessun ipotetico ‘Bossi day’: io voglio solo i ‘Lega unita day’!
In questo momento bisogna pensare solo a concentrarsi sulla campagna elettorale e a raccogliere quante più firme a sostegno delle nostre proposte di legge di iniziativa popolare.
Ma soprattutto non voglio più che ci siano scontri o ci sia odio: adesso devono prevalere l’amore per la Lega e la fratellanza.
Ora tutti uniti per la Padania!”.
Lo afferma il Presidente Federale della Lega Nord.

On. Umberto Bossi.

Terrorismo islamico

Di siti islamici ce ne sono a iosa. Basta solo digitare la parola “islam” su google e ne compaiono a volontà, bisogna solo andarseli a leggere e cercare un pò. Mica ci vuole tanto tempo perchè quelli come loro, possono scrivere tutto ciò che vogliono e alla luce del sole. Nel frattempo, suggerirei alla digos di mandare il tizio direttamente in afghanistan. E con lui tutti i sognatori della jjihad. E non è terrorismo internazionale, no, non lo è. Diciamo le cose come sono, è terrorismo di matrice ISLAMICA.
MILANO – Un italiano è stato arrestato nel corso di un’operazione anti-terrorismo della Digos di Cagliari che ha visto coinvolti una decina di indagati, sottoposti anche a perquisizioni domiciliari. Si chiama Andrea Campione, è nato a Senigallia 28 anni fa ed è residente a Montellabbate, in provincia di Pesaro. E’ stato arrestato all’alba con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. Tra gli indagati c’è anche un docente precario di lettere di un liceo cagliaritano.
LA CONVERSIONE – Campione, convertitosi all’islam, secondo gli inquirenti era pronto a scappare a Rabat, in Marocco. L’uomo aveva cambiato nome in Abdul Wahid al Siquily ed aveva in tasca un biglietto di sola andata per il Paese nordafricano verso il quale sarebbe partito tra due giorni, secondo quanto ha riferito il titolare dell’indagine, il capo della Digos di Cagliari Alfonso Polverino. L’operazione, coordinata dal pm Danilo Tronci della Procura di Cagliari, è stata denominata «Nirya», dal nickname che Campione usava sul web per acquisire e diffondere testi importanti, di natura jahidista e quaedista, per portare avanti il progetto di terrorismo islamico insieme, ritengono gli inquirenti, al docente cagliaritano.
AMICI VIRTUALI – Campione e l’insegnante avevano tra loro una conoscenza virtuale, ma molto importante secondo gli inquirenti, che hanno monitorato il sito islamista minbar-sos.com (l’elemento della moschea che in arabo indica un pulpito), oscurato tre anni fa, e considerato uno dei più importanti d’Europa. In queste ore si stanno concludendo diverse perquisizioni con l’acquisizione di materiale ritenuto dagli investigatori molto importante.
L’INSEGNANTE – L’insegnante indagato è un professore del liceo Dettori di Cagliar. Sardo, una quarantina d’anni, è considerato un personaggio di spicco nell’attività di addestramento e proselitismo alla jihad e al terrorismo di cui sono accusati tutti gli indagati. Questa mattina gli agenti hanno bussato alla porta di casa del docente e acquisito diverso materiale informatico che verrà analizzato dagli inquirenti.

Le guerre democratiche e umanitarie: quanto ci costano?

Questo è un lucidissimo intervento di Massimo Fini (tutto di lui si può dire fuorché sia un giornalista cortigiano e organico ai poteri forti) su come nascono le guerre “democratiche” e “umanitarie”. Sui diritti umani quale “grimaldello” per mettere i piedi a casa d’altri. Solo la  guerra in Afghanistan ci costa un miliardo di euro all’anno, ha seminato stragi e terrore  presso la popolazione civile (una vera ecatombe di 65.000 persone) e ci abbiamo lasciato sul campo tanti nostri bravi soldati. Volendo tralasciare l’immane costo delle vite umane, con una simile cifra qualche buco del nostro bilancio si potrebbe senz’altro riempire e risanare.  Ma risparmiare questi soldi e operare altre scelte non dipende da noi, dato che abbiamo perso sovranità e siamo obbedienti soldatini al servizio altrui (la cosidddetta comunità internazionale, leggi: la Nato). Quello afgano  è solo un esempio, e non è finita, poiché di missioni all’estero ne manteniamo molte….Ma ascoltate il video di Massimo Fini.

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Il ministro (non eletto) degli Esteri  Terzi Sant’Agata ha rassicurato le famiglie che i nostri marò torneranno presto a casa sani,  salvi e liberi . Ma intanto pagando profumatamente le vedove indiane per la morte dei pescatori, ci siamo accollati colpe che i marò non avevano e questo ci sottoporrà fatalmente ad altri ricatti: un fallimento per la diplomazia. Questa è la politica estera “antiitaliana” disonorevole  dei  cosiddetti tecnici .

Qui  alcuni approfondimenti della vicenda dei due marò:

Aggiornamento sui marò arrestati dal blog Euro Holocaust

Cosa si nasconde dietro al sequestro dei marò dal sito Etleboro

"Tutti in campo" con le Forze dell’Ordine

Con l’auspicio di meglio poter spiegare le specifiche competenze e di render noto alla popolazione gli sforzi e i rischi che quotidianamente corrono, le Forze dell’Ordine di Vigevano si raccoglieranno al Castello Sforzesco della città il 5 e 6 maggio.

La manifestazione, denominata “Tutti in campo!” vedrà la partecipazione dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dalla Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria, del Corpo Forestale e del Corpo dei Vigili del Fuoco.
In apertura una tavola rotonda a ingresso libero durante la quale gli astanti potranno porre domande o scoprire curiosità sulle competenze dei Corpi mentre il pomeriggio del sabato sarà dedicato all’iniziativa “Strada Sicura”, un percorso simulato che comprenderà anche giochi per i più piccoli. Nel giorno seguente, domenica,  il cortile del Castello Sforzesco sarà lo spazio nel quale stand e punti d’incontro offriranno delucidazioni e gadget sui vari Corpi. Molti anche i laboratori dove, i piccini in particolare, potranno trovare ispirazioni per cimentarsi in ispettori o detective oppure guidare auto elettriche in un percorso apposito per l’educazione stradale. 

La Destra Italiana prenda esempio dal Fronte Nazionale

Ieri
si è svolto il primo turno delle presidenziali francesi che ha
indicato il socialista Holland e il presidente uscente Sarkozy quali
sfidanti al ballottaggio del 6 maggio prossimo.
Ma
la vera sorpresa è il corposo risultato ottenuto dalla candidata del
Fronte Nazionale, Marine Le Pen, figlia di Jean Marie
.
Oltre
il 18% , saldamente terza forza nel panorama politico.
Marine,
purtroppo, non è riuscita nel raggiungere il ballottaggio come già
avvenne nel 2002 al padre che eliminò il socialista Jospin e poi
perse contro Chirac, ma ha compattato le forze di Destra in un partito con il quale tutti dovranno fare i conti.
Prima
di tutto Sarkozy che ha bisogno di quei voti per conservare l’Eliseo,
ma anche Holland dovrà strizzare l’occhio alla Le Pen in chiave
antisarkò e, qualora eletto, non potrà ignora che un francese su
cinque è dichiaratamente
contro l’immigrazione, contro l’euro,
contro le unioni omosessuali, contro, cioè, tutto ciò che
caratterizza
(e squalifica ai miei occhi) la sinistra nel mondo.
Il
risultato del Fronte Nazionale non è casuale, ma il frutto di
decenni di coerente lotta politica, senza il timore di restare
isolati.
E’
il frutto anche della capacità di aggregare, attorno ad un leader
fort
e – Jean Marie – tutte le anime della Destra per indirizzarle
verso un obiettivo comune anche dopo che l’età ha costretto il
vecchio capo a non candidarsi in prima persona.
L’esempio
del Fronte Nazionale è illuminante per la dispersa Destra Italiana.
Giorgio
Almirante
aveva intuito il potenziale di Le Pen, concedendogli di
copiare il simbolo dell’Msi.
La
brama di Fini di essere accettato dalla sinistra gli fece perdere i
contatti con il Fronte Nazionale assieme al quale avrebbe potuto
creare l’ossatura della Destra europea in chiave anticomunitaria.
Mi
dicono che Storace abbia avuto un buon colloquio con Marine Le Pen ed
è asupicabile che i cugini francesi riescano con il loro esempio a
riportare ad unità le varie Forza Nuova, La Destra, Fiamma Tricolore
e tutti gli altri frammenti della Destra,
anche quelli che, come
Meloni, La Russa, Gasparri, Santanchè, hanno trovato casa in un Pdl
nel quale cattolici dorotei e quelli più libertari che liberali, che ugualmente non
possono rappresentare la Destra Italiana
, rischiano di spartirsi
l’eredità di un Berlusconi che resta finora l’unico Leader aggregante
di tutto il Centro Destra
.
Ed
è proprio la questione della leadership che sembra essere la ferita
maggiore per la Destra.
Certo
Storace non ha l’immagine per interpretarlo, soprattutto al Nord e
gli altri sono semisconosciuti con grandi difficoltà a proporsi come
leaders nazionali.
La
Lega ha molti uomini
provenienti dall’ambiente di Destra cui ha
scippato molti cavalli di battaglia (immigrazione, ordine pubblico,
buon costume contro la deriva morale, ad esempio) anche se la sua
leadership nazionale (lombarda) ha radici fondamentalmente di
sinistra.
E
allora non resta che auspicare l’arrivo a Destra di un personaggio
che, rischiando in proprio, sappia raccoglier l’esempio francese
del Fronte Nazionale
e, rinunciando per i primi tempi a onori e
cariche, si carichi sulle spalle la Destra Italiana per portarla là
dove è riuscito con quella francese Jean Marie Le Pen.
Quanto
alle presidenziali francesi, purtroppo Marine Le Pen non andrà al
ballottaggio e, se fossi francese, il sei maggio voterei Sarkozy,
perché mai e poi mai voterei per uno di sinistra, socialista, poi …
(piuttosto voto Belzebù!), fedele al principio che il peggiore
dei nostri sia comunque migliore, del migliore dei loro
.




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Ti cerco da sempre

A grande richiesta, ieri sera nell’Auditorium Comunale di Nova Milanese è andata in scena la replica della commedia Ti Cerco Da Sempre, scritta e diretta dal regista Franco Pozzi, e di cui s’è già accennato in questo blog.
L’opera, squisitamente genuina, non ha avuto nulla da invidiare a grandi e costose realizzazioni teatrali. Due ore di recitazione serrata, senza soste, tranne i dieci minuti d’intervallo tra il primo e il secondo tempo. Frequenti cambi di scena (circa venti). Al termine della recitazione molti del pubblico avrebbero desiderato il prolungamento dello spettacolo, eventualmente mediante inserimento di altri episodi nella storia, oppure la sua replica. Una replica che, a buon ragione, si sarebbe potuta effettuare oggi, se non fosse che il teatro era già stato prenotato da tempo da un’altra compagnia. E’ certo che una replica in data odierna avrebbe comportato molto meno disagi per il gruppo. Per la realizzazione delle scene sono infatti necessarie molte ore di lavoro  da parte di volontari, che prestano gratuitamente la loro attività, durante il loro tempo libero  (vedi foto di scena, qui e in alto, tratte dall’archivio fotografico di Roberto Visigalli: qui altre foto ).
Per dare vita allo spettacolo, completamente gratuito, tranne un’offerta finale, totalmente anonima e su base volontaria, da destinare alla beneficenza, è stato necessario l’assiduo impegno di ben quarantatre persone, ivi compresi i diciannove Attori per Caso.
Ieri sera è stata una serata del tutto speciale per il gruppo: si raccoglievano fondi per finanziare “La Curiera”.
La Curiera (cliccare qui per accedere al loro sito) di Nova Milanese si occupa dei disabili mentali e fisici presenti nel territorio, ed è orientata unicamente a rendere loro un pò meno scomodo questo mondo, che non è stato pensato a misura dei disabili. La Curiera è una ONLUS accreditata per poter essere sostenuta dal 5 x 1000 (vedere codice dal loro sito).
Iniziata la missione quasi in sordina, la loro avventura ha poi preso il grande volo avvalendosi delle esperienze acquisite dal gruppo “La Cordata” di Gorgonzola (cliccare qui per accedere al loro sito) , attiva da oltre dieci anni in tale campo.
Quando La Curiera nacque, 11 anni fa, sicuramente pochi loro concittadini sarebbero stati pronti a scommettere su tale longevità. La Curiera è così entrata di diritto nel novero delle scommesse vinte, da parte dei loro ideatori, così come lo è stato per La Prateria di Paderno Dugnano, città ai confini di Nova Milanese. La Prateria, nata nel 1980 per volontà di Fabbro Maria Norma, genitore di un ragazzo disabile, e di un gruppo di amici e genitori, oggi è diventato un centro lombardo di primaria eccellenza, nel campo della riabilitazione generale.
——— 
Passando allo spettacolo, qui di seguito  la presentazione tratta dal loro volantino. In chiusura trascrivo anche la citazione, molto bella, del sacerdote ambrosiano don Federico Mandelli, con la quale si è aperta la commedia.
E’ la storia del “dottor Elvis Maria Mengozzi, dottore ma non medico” che nell’arco dei 14 giorni in cui si dipana il racconto passerà dall’essere manager ambizioso e cinico a “vicino di casa” disponibile, protetto ed innamorato. Ognuno degli spettatori può ritrovare piccoli episodi, espressioni dialettali, modi di dire, ricordi, il cui insieme ci darà il senso e l’urgenza di “stabilire contatti” umani, duraturi e significativi.

Per quanto possiamo essere di casa nella vita, rimaniamo sempre stranieri, in esilio; sempre a imparare d’accapo l’abc delle cose essenziali. Veniamo al mondo senza sapere cosa significhi nè cosa occorra per vivere, e così per tutte le stagioni che attraversiamo: si impara ad amare, si impara a crescere un figlio, si impara cosa sia un lavoro, si impara lo scorrere del tempo, si impara il declino delle forze nell’accumulo dei giorni…Si impara sempre d’accapo, sempre al primo giorno di scuola. Si impara perchè non si conosce. Si impara quando si sa di non sapere. Si impara se ci si riconosce stranieri, alle cose proprie e altrui, a sè come agli altri… 

foto dalle scene finali

La speranza…

In Islanda c’è il primo caso di ex primo ministro alla sbarra con l’accusa di colpevole default: Geir Haarde (nella foto) è stato incriminato per negligenza – un evidente eufemismo per dire connivenza – nel mandato 2006-2009. Che è come dire ieri. Nessuna scusa, nessun rinvio a future storicizzazioni che fan passare tutto in cavalleria: uno degli artefici della catastrofe finanziaria della piccola isola dell’Atlantico verrà giudicato da un regolare tribunale. Del resto la legge, se non serve il popolo, che razza di legge è? Non che sia l’unico, intendiamoci. Ma in ogni caso non stiamo parlando di un capro espiatorio, perché gli islandesi hanno saputo sollevarsi dal pantano di cui, come tutti i beoti votanti democratici occidentali, erano stati essi stessi corresponsabili. Proprio dal 2009 è cominciata quella silenziosa, silenziata, pacifica ma determinata e agguerrita “rivoluzione” che, tramite referendum, cambi di governo e un’assemblea di rifondazione costituzionale, ha ridato ai 300 mila isolani la sovranità economica e la libertà politica, ripudiando il debito con le banche estere, nazionalizzando quelle di casa propria e uscendo dal meccanismo usuraio del Fmi.
La gente d’Islanda, insomma, si è riscattata. E ora, giustamente, chiede giustizia a chi l’ha governata vendendo il paese alla finanza. La tesi accusatoria è che l’ex premier non ha esercitato nessun controllo sui banksters che saccheggiavano la ricchezza nazionale, nascondendo la verità all’opinione pubblica. La pena è tutto sommato molto inferiore a quella che, personalmente, mi sentirei di dover infliggere a un politico corrotto di tal fatta: appena due anni di gattabuia. Ma importante, nel contesto internazionale di perdonismo minimizzante e assolutorio verso chi questa crisi l’ha provocata e ci ha mangiato, è la valenza simbolica del processo. Fra parentesi, ridicola la difesa di Haarde: «Nessuno di noi a quel tempo capiva che c´era qualcosa di sospetto nel sistema bancario, come è diventato chiaro adesso», ha detto al giudice. Meglio passare da cretini che da criminali, vero? Questi politicanti con la faccia come il culo…
È interessante notare che nell’orbe terracqueo esiste un altro Stato con un governo deciso a fargliela vedere ai predecessori complici dell’usurocrazia bancaria. È la tanto vituperata Ungheria, in cui l’anno scorso il premier locale, Viktor Orbán, ha presentato un disegno di legge per trascinare sul banco degli imputati i tre leader socialisti, Peter Medgyessy, Ferenc Gyurcsany e Gordon Bajnai, che dal 2002 al 2010 hanno portato il debito pubblico dal 53 all’80% del Pil, mentendo sapendo di mentire sulla situazione dei conti. Nell’Europa beneducata e manovrata a bacchetta dalla troika Ue-Bce-Fmi, Orbán viene dipinto come un pericoloso despota fascista (è invece un nazional-conservatore: discutibile finché si vuole, ma trattasi di destra nazionalista vecchio stampo, e perciò non allineata al pensiero unico global ed eurocratico come invece sono le destre liberal-liberiste stile Sarkozy, Berlusconi e compagnia).
Budapest, in realtà, sia pur “da destra”, sta seguendo lo stesso schema di liberazione che Rejkyavik sta conducendo “da sinistra”: riconquistare l’autodeterminazione e chiedere il conto ai responsabili della rovina. Il solito Corriere della Sera, quando nello scorso agosto uscì la notizia della proposta di legge, commentò con Giorgio Pressburger che il diritto non può essere retroattivo, e condì il tutto con un prevedibile, stantìo spauracchio del ritorno all’eterno fascismo. Oh bella: adesso non si può introdurre un nuovo reato se questo inguaia i servetti del sistema bancario mondiale? Cos’è, lesa maestà finanziaria? E gli islandesi cosa sono, tutti fascisti anche loro? Come sempre penosi, gli avvocati difensori dell’associazione a delinquere altrimenti nota come speculazione.