I Fascisti non cooperanti prigionieri in India.

Continuando il vergognoso comportamento delle autorità del Kerala, non posso astenermi da ricordare che esiste un precedente di internazione in Campi di Concentramento indiani di truppe Italiane. A Yol, ai piedi dell’ Himalaya furono internati oltre 10.000 Ufficiali, quasi tutti fatti prigionieri dagli inglesi in Africa, dal 1942 fino al 1947, quando finalmente i sopravissuti poterono rientrare in patria. Quasi tutti optarono per la non-collaborazione, tant’è che tale Campo fu denominato “La Repubblica Fascista dell’ Himalaya”.
Il campo fu veramente un inferno, dove i nostri connazionali erano costretti a mangiare i topi ed a bere l’ acqua delle pozzanghere…

La politica prepara il suo ritorno

Bersani, Casini, Di Pietro e compagni, nonostante l’apporto dei traditori finioti, non sono riusciti a ribaltare Berlusconi e si sono dovuti prestare ad essere spettatori del colpo di mano che i poteri finanziari internazionali hanno orchestrato per togliere di mezzo l’unico Premier legittimato dal voto popolare.
Berlusconi, aggredito su due fronti (speculazione internazionale contro l’Italia e contro le sue aziende) ha dovuto dimettersi.
L’Italia ha quindi rinunciato ad una politica estera ed economica autonoma affidandosi al gauleiter imposto dai poteri finanziari internazionali con il mandato di asservire la nostra Patria e di spogliare gli Italiani dei loro beni.
In tutto questo la politica dei Bersani, Casini, Di Pietro e compagni, incapaci di ribaltare Berlusconi e dello stesso Premier legittimo dell’Italia si è ritirata su una sorta di Aventino, lavandosi le mani di quel che poteva accadere.
Una stampa prona ai poteri finanziari internazionali ha accreditato l’immagine di “professori-tecnici” che avrebbero risanato l’Italia.
Così una campagna ben orchestrata ha consentito a Bin Loden Monti di assumere provvedimenti devastanti come l’aumento delle tasse su redditi e risparmi e la reintroduzione (con cospicuo aumento) del pizzo sulla casa.
Non sono stati però toccati i principali centri di spesa, tutti pubblici, che gravano sul nostro debito che, anzi, i soldi rastrellati dalle nostre tasche serviranno solo ad alimentare.
Ma la politica si appresta a tornare.
Per ragioni di età (Berlusconi) o di manifesta incapacità (gli altri) cambieranno giocoforza i protagonisti.
Ma cambieranno anche gli schieramenti.
E’ del tutto innaturale l’alleanza tra il Pdl e il pci/pds/ds/pd ed è un non senso la mancanza di una vera Destra reazionaria nei Valori e liberista in economia.
Probabilmente il riposizionamento avverrà dopo le elezioni amministrative in cui è prevedibile (ed auspicabile come catarsi) un affondamento del Pdl peggiore di quello della Costa Concordia.
Qualche segnale può essere evidenziato per recepire quel che potrà accadere.
Sul versante della Destra vediamo come l’uomo di cultura più avveduto e concreto, Marcello Veneziani, non perda occasione per auspicare la ricostituzione del vecchio tessuto politico che affonda le sue radici nell’Msi, invocando l’arrivo di un “capitano coraggioso”, cioè di un Leader, come ho più volte indicato, necessario per aggregare le varie formazioni identitarie, ognuna depositaria della sua “purezza” ideale, ma che divise incidono meno dei no global nella politica italiana.
Nel Pdl il malcontento verso Bin Loden Monti e la politica dorotea di Alfano si evidenzia con la formazione di liste che si richiamano alla vecchia Forza Italia.
In tal senso interpreto un sondaggio che mi è pervenuto per posta elettronica, dove l’unica domanda  (oltre alla “identificazione” per sesso, età zona geografica e al classico “per chi voteresti oggi”) è: ritieni opportuna la presenza di un partito come Forza Italia ?
Sì, ritengo opportuna, anzi necessaria, la ricostituzione di un partito liberale di massa.
Il Pdl si è sporcato con l’appoggio a Bin Loden Monti e tanto il partito quanto il suo segretario Alfano sono ormai impresentabili all’elettorato di Centro Destra che hanno tradito votando per le tasse di Monti.
La ricostituzione di Forza Italia costringerebbe gli uomini della Destra a ricostituire l’Msi più che Alleanza Nazionale e rappresenterebbero due delle tre gambe di un rinnovato Centro Destra assieme alla Lega che dovrebbe affidarsi alla giovane generazione dei Cota, Zaia e Tosi.
Certo è che più la sconfitta del Pdl alle prossime amministrative sarà pesante, più il riposizionamento della politica in previsione delle politiche del 2013, che segneranno la fine dei gauleiter mandati dall’estero, sarà rapido e significativo.
Meglio ancora se ad essere sconfitta fosse la partecipazione al voto …

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Mai più con chi si è sporcato le mani!


Mai più con chi si è sporcato le mani col governo Monti/Fornero. Mai più!

Qualcuno potrà pensare che questo astio contro il governo derivi da qualche nostro problema personale.
In parte è così e in parte no.
Ma dei nostri problemi personali non abbiamo mai fatto delle crociate.
Il problema vero è che non capiamo come il centro destra sia completamente appiattito con questo governo, il centro sinistra col Pd, apppiattito anch’esso, anche se fa un po’ di scena come la Cgil (non la Fiom), contro i lavoratori.
Perchè hai voglia di dire che i provvedimenti presi contro i pensionati, i pensionandi, le nostre donne madri di famiglia e il cittadino medio comunque, servono a fare sì che L’Italia esca dalla crisi e prenda la strada dello sviluppo. Ma sviluppo de che?
Quando un lavoratore è tartassato sulla vita (età pensione) – magari dopo che è stato licenziato da una piccola ditta perchè ormai prossimo alla pensione e questa gli si allontana – e spremuto nel portafogli, a che cavolo gli serve lo sviluppo dell’Italia visto che si rende benissimo conto che lo sviluppo è stato avviato sulle spalle dei suoi sacrifici?
Probabilmente i politici pensano che i lavoratori siano del tutto deficienti, e forse è davvero così, se è vero che accettiamo tutto questo soltanto mugugnando un po’. Io voglio credere ancora nella riscossa dei cittadini contro questo governo boia mandato dai parassiti castaioli che, peraltro, non si vergognano neanche un po’ a continuare a sostenerlo, con dichiarazioni da presa per il sedere ai lavoratori. Tipo Angiolino Jolie Alfano: “Noi lavoriamo per il futuro dei lavoratori!”.
Ma quale cazzo di futuro, Angiolì?
Un futuro di lavoro forzato a vita, e a pane e acqua?
Ma vaffambrodo, Angiolì!
Mai più con chi si è sporcato le mani con questo governo! Mai Più!
IL CRONISTA

Considerazioni pre-pasquali

Ieri era il primo di Aprile, ma non ho visto una gran voglia di fare scherzi e i tradizionali innocui “pesci” erano più muti che mai. Sarà perché siamo tutti imbufaliti dalle sorprese dell’uovo di Pasqua che ci stanno preparando gli abusivi al governo. Sarà perché siamo entrati nella settimana di Passione. Una cosa è certa, la Quaresima impostaci da questo governo ha dell’incredibile, più  che una Quaresima è un Ramadan: torce umane alla Jan Palach che si danno fuoco davanti alle Agenzie delle Entrate, dichiarazioni agghiaccianti di Befera il Vampiro, caramelle al cianuro della Fornero, una sorta di Madame Brutal, che i lavoratori li vuole semplicemente condannare all’ estinzione. Altro che articolo 18 come si incaponiscono le camusse! Madame Brutal ha trovato una nuova categorie di poveracci da inviare sotto i ponti: gli esodati.
All’inizio capivo “esondati”, cioè alluvionati e non sapevo raccapezzarmi nel gergo.  Poi ho capito che sono,  qualcosa che rassomiglia molto al personaggio di Tom Hanks in Cast away. Cioè scaraventati via, lontano in terra incognita. Leggere qui sui poveri “cast away”,  e guardare il video della Gabanelli che chiama chiaro e tondo le cose col loro nome: vigliaccate! Coraggio giornalisti servi, non lasciate sola la Milena, quale che sia il vostro orientamento politico o padrone da cui prendete ordini.  Imparate l’arte di scrivere dando alle cose il loro vero loro nome.
Sarà perché Monti stesso ammette di essere stato troppo “rozzo” con troppe tasse “per non finire come la Grecia”. Sarà questo, sarà quello, ma sembra che ci abbiano portato via perfino la primavera e le 4 stagioni della vita.
Ma caro Gold-Bild-Monti, la Grecia è arrivata ai punti che sappiamo proprio per aver subito analoga cura dai voi banchieri. Questo significa che la cura non funziona affatto, ma che è l’anticamera del fallimento.
Frattanto continua l’ecatombe di quei poveracci  di imprenditori che si suicidano perché Befera il Vampiro pretende il salasso, senza schiodare i crediti che hanno accumulato con lo stato. Coraggio, brava gente: frenate questo vostro distruttivo cupio dissolvi e  ribellatevi! Organizzate le vostre proteste insieme ai vostri dipendenti e a tutti  quei vostri colleghi che si trovano in analoghe situazioni.
Come diceva il filosofo della notte Catalano, molto meglio aggredire che essere aggrediti. Lo so bene che è la filosofia dell’ovvio, ma non c’è altra strada.
Le sgradevoli sorprese (rincaro delle accise e Imu comprese) dell’uovo di Pasqua di Mortimer le conosciamo già, ma cristianamente ragionando, dopo la morte c’è la Resurrezione La nostra, ovviamente. Non la loro. E’ quel che si spera. 
Questo blog si prenderà una breve pausa primaverile. Non si può pensare che la vita sia sempre e solo un solenne bidone, dopotutto. E il mio cahier des doléances  è  già più che saturo per aver voglia di aggiungere ancora altre voci.
Pertanto auguro Buona Pasqua a tutti i lettori  e internauti! 

S. Messa: Riti di introduzione

Immagini:
Sinistra – Vetus Ordo
Destra – Novus Ordo

Riti di introduzione

CHE COSA SONO
I primi momenti della Messa ci predispongono a comprendere quanto si celebra e a vivere meno indegnamente l’Eucaristia. L’incontro con Dio non si improvvisa: prepariamo il cuore, la mente e il corpo così da ricevere con abbondanza quanto ci viene donato.

CHE COSA FARE

 Arriva in chiesa per tempo, diversi minuti prima dell’inizio della celebrazione. Il silenzio, il segno di Croce con l’Acqua Santa, lo stare con compostezza nella casa di Dio, aiuteranno il tuo cuore, la tua mente e il tuo corpo a entrare nella preghiera, per poterti dedicare esclusivamente alla lode di Dio.

 Poni attenzione all’Atto penitenziale. Prova dolore dei tuoi peccati, ricorda quelli più recenti e più gravi. Desidera di essere perdonato. Tieni il tuo corpo composto e lo sguardo verso terra come faceva il pubblicano nel tempio.

 Se non è un tempo di penitenza, nelle feste si canta o si recita il Gloria, antichissima preghiera di lode. Questo inno inizia con le parole cantate la notte di Natale dagli Angeli a Betlemme e si sviluppa come una glorificazione del Padre attraverso il Figlio Gesù Cristo nello Spirito Santo.

Ripeti nel tuo cuore

“Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.
Aumenta in me il desiderio di amarti e lodarti senza misura,
per evitare di perderti con il peccato”.

Testo di don Valentino Viganò

Filed under: LA SANTA MESSA, Quaresima 2012, vox catholicae Ecclesiae

Preghiamo per quei 94 bambini morti tragicamente in questi giorni.

94 bambini non vedranno la luce, non godranno della vista delle albe e dei tramonti, non si innamoreranno, non conosceranno la gioia di avere una Famiglia, non conosceranno la pittura, la poesia, la musica e l’ arte in genere. Questo a me interessa, piuttosto che sentire bestemmie come “gli Embrioni danneggiati hanno perso la propria utilità” o l’ annuncio di richieste di risarcimento legale. Nessuno ridarà la Vita a quei 94 Embrioni morti all’ Ospedale San Filippo Neri di Roma, vere Persone con Anima fin dal primo concepimento, anche se avvenuto in maniera non naturale. Che l’ uomo si fermi, adesso.

In paradisum deducant te Angeli; in tuo adventu suscipiant te martyres, et perducant te in civitatem sanctam Ierusalem. Chorus angelorum te suscipiat, et cum Lazaro quondam paupere æternam habeas requiem.

Persone sbagliate in posti sbagliati (2)

Un paio di commenti: “Ma questo e’ un vero genio! Vorrei vedere quale manager riuscirebbe a far lavorare un sessantenne che ha magari gia’ da anni fatto gli scatoloni e ricevuto l’orologio aziendale, e che aspetta l’iscrizione all’INPS… Ma a questi signori che siedono nelle sedie del governo gli interessano le aziende e i cittadini oppure badano solo ai propri conti?”.
“Per la serie: come prendere per il c…o le persone venendo meno ad accordi che lo stato aveva già preso! Una vera vergogna: il governo Monti ha appena fatto il solletico a quelli dello scudo fiscale, ma se c’è da massacrare i lavoratori allora non si fa scrupoli! Altro che Governo tecnico dei professori, questo esecutivo è un’accozzaglia di cretini. Un’insieme di “dilettanti allo sbaraglio” prestati alla politica, pieni solo di se stessi e di ideologia: non passa giorno che non ne combinino una delle loro! E questa vicenda degli esodati, insieme al pasticcio delle scadenze IMU sono l’ennesima conferma. Attendo la prossima per ridere ancora un po’. Ma è un riso amaro.”
“Gli esodati hanno firmato un accordo con le aziende; se cambiano le condizioni che hanno legittimato quell’accordo, secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico, possono chiedere che quell’accordo sia nullo”. A cercare di far luce sul problema degli esodati (cioè quei lavoratori incentivati a uscire dal posto di lavoro in cambio del diritto alla pensione, ma che con l’entrata in vigore della riforma Fornero, si ritrovano praticamente senza stipendio e senza pensione) e a dar loro una speranza, è il sottosegretario all’economia, Gianfranco Polillo, ospite su La7 a In Onda, la trasmissione condotta da Nicola Porro e Luca Telese. In sostanza, l’esecutivo non si opporrà all’abolizione della norma che obbliga gli esodati a non lavorare, e comunque gli esodati possono chiedere l’annullamento degli accordi presi con l’azienda. Ma dal governo non è arrivata nessuna conferma. Anzi, dal ministero del Lavoro fanno sapere che “se il sottosegretario al ministero del Tesoro, Gianfranco Polillo, ha un buona ricetta per risolvere il problema degli esodati se ne faccia carico personalmente”. Nel dettaglio, Polillo ha aggiunto che “siccome è una norma che non costa, posso dire fin da adesso che il ministro dell’Economia non si opporrà ad una norma di questo genere, in Parlamento ci sono orecchie sensibilissime su questo”. Il sottosegretario poi ha rivendicato l’operato del governo, spiegando che questo esecutivo “ha fatto dell’equità uno dei cardini della sua azione politica e non lasceremo per strada delle persone che non hanno nessuna colpa rispetto agli accordi che hanno sottoscritto con le aziende. Questo governo né quelli futuri potranno ignorare la loro situazione”. Polillo sembra aprire dunque uno spiraglio alla possibilità che gli esodati tornino a lavorare e di sicuro ha affermato: “Il problema non potrà essere ignorato anche se l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re”. Ma più che una speranza, per gli esodati le parole di Polillo sono un’illusione.

Persone sbagliate in posti sbagliati

Fate la prova col vostro vicino di casa. Chiedetegli chi era il ministro della Famiglia del governo Berlusconi. Se non è appena uscito da un’astronave atterrata a villa Borghese come il marziano di Ennio Flaiano, vi farà il nome di Carlo Giovanardi. Il ministro della Famiglia del governo Prodi? Facile anche questa: Rosy Bindi. E nel governo Monti, chi ricopre quell’incarico? Se non lo avete chiesto a un addetto ai lavori, assisterete alla scena muta. In alternativa, vi sarà risposto che il professor Monti ha ridotto i dicasteri all’osso e che nella sobria compagine governativa dei professori non c’era spazio per un ministro della Famiglia. Sbagliato. Il ministro in questione c’è. E’ – anzi, sarebbe – Andrea Riccardi. Solo che non se ne è accorto nessuno. Tutti (incluso il sito del governo) definiscono Riccardi “ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione”. Lui stesso non fa molto per ricordare le altre competenze. Che però non sono poche: Riccardi ha anche le deleghe per la Famiglia, la Gioventù, le Politiche antidroga, il Servizio civile, le Adozioni internazionali e le Antidiscriminazioni razziali. In sostanza il fondatore di Sant’Egidio ha i poteri che nel passato governo spettavano a Giovanardi, a Mara Carfagna e a Giorgia Meloni, oltre alle deleghe pesanti (con relativo portafoglio) sottratte al Viminale (Integrazione) e alla Farnesina (Cooperazione).
Il punto è che tutti questi dossier non hanno pari interesse per Riccardi. Alcuni, quelli che riguardano l’immigrazione, sono per lui importantissimi. Altri sono palesemente ignorati. E’ lo stesso sito del governo al quale Riccardi affida tutti i propri interventi (cooperazioneintegrazione.gov.it) a rendere evidente il distacco. Nei 128 giorni trascorsi dal 25 novembre a oggi si contano 37 atti pubblici del ministro. Diciotto, ovvero oltre la metà di questi, riguardano il tema dell’integrazione degli immigrati (e in parte quello, correlato, del razzismo): sono le tantissime volte in cui Riccardi parla di rom, sinti, senegalesi e permessi scaduti. Sette volte è intervenuto a proposito di cooperazione internazionale. Quattro volte ha preso parola in occasione di celebrazioni contro il razzismo, come il Giorno della Memoria. Altre tre volte è stato protagonista in proprio, ritirando premi per la pace o intervenendo per difendere Mario Monti dalle aggressioni verbali di Umberto Bossi. E le altre deleghe? Briciole. Una volta ha speso parole per i giovani (ammesso che possa considerarsi tale la sua uscita contro il gioco d’azzardo), due volte ha difeso il servizio civile, due volte ha promesso che avrebbe fatto qualcosa per la famiglia. Proprio questa appare la grande dimenticata: Riccardi, che con cadenza plurisettimanale fa sapere il suo pensiero su un tema importante come l’immigrazione, si ricorda delle famiglie italiane una volta ogni 64 giorni. Un po’ poco. Eppure tra aumenti dei prezzi dei generi di prima necessità, rincari delle bollette e continui inasprimenti del carico fiscale, le famiglie di un Paese col tasso di fertilità tra i più bassi del mondo – e proprio per questo sempre più anziano – meriterebbero qualcuno in grado di formulare proposte efficaci in materia di coefficienti familiari, detrazioni, deduzioni e ogni altro strumento utile a dare loro ossigeno. Qualcuno che sappia rappresentarle e difenderle, anche dinanzi agli altri ministri. La soluzione non pare difficile: Riccardi continui a seguire le politiche per l’immigrazione e la cooperazione, argomento importante e nobile che giustamente lo appassiona. Ma lasci le altre deleghe, a partire da quella per la famiglia, a chi ci crede e intende lavorarci a tempo pieno. Riccardi, che se ne occupa con cadenza bimestrale, non può essere la persona giusta.
di Fausto Carioti

E, dopo l’ India, la Cina !

Incurante della pessima figura che stiamo facendo con il mondo intero con lo Stato Canaglia del Kerala ed il suo protettore, il Governo centrale Indiano, Monti Mario prosegue nella trasformazione del Nostro Paese in una colonia. E dopo aver piegato la schiena di fronte a germania e francia, alla finanza ed alle banche, si è recato in Cina col cappello in mano, prostrandosi davanti a chi imprigiona i Cristiani e gli anticomunisti nei Lao-gai, dove vengono costretti a lavorare gratis per l’ industria cinese; contribuendo ad affossare l’ economia dei tanti piccoli e medi imprenditori italiani. A Mario, te ne devi annà !!!!

Il governo degli imbecilli

Ancora nessuna indicazione chiara sull’Imu e nei Centri di assistenza fiscale è rischio caos. A lanciare l’allarme, in una lettera inviata al Ministero dell’Economia, è la Consulta nazionale, che parla di “crescente preoccupazione” e “grande disagio”. La richiesta degli operatori è che si applichino per l’acconto le aliquote base oppure che si proroghi il termine. Il rischio di caos è alto, dal momento che sono 17 milioni gli italiani che ogni anno si rivolgono ai Caf per fare il 730 e normalmente gli operatori “unitamente all’elaborazione della dichiarazione dei redditi, il modello di versamento dell’Ici, ove dovuta; così evitando ai contribuenti la necessità di doversi recare nuovamente presso le nostre sedi per il ritiro del modello nel periodo di massima attività lavorativa di tutti gli intermediari”. Adesso, in assenza di indicazioni secondo la Consulta generale, non solo i contribuenti dovranno duplicare file e pratiche, una per il 730 e una per l’Imu, ma lo faranno nel “picco” di attività degli intermediari. Ad oggi già un milione di italiani avrebbe compilato il proprio 730 al Caf mentre solo il 6% dei Comuni ha deliberato la nuova aliquota per l’Imu e avranno tempo fino al 30 settembre, se passerà l’emendamento presentato in Senato che proroga questo termine dall’originario 30 giugno, “mentre il termine di pagamento della prima rata è fissato al 16 di giugno”, ricordano gli intermediari. I Caf chiedono allora di disporre “in via legislativa che la prima rata dell’Imu dovuta per l’anno di imposta 2012 possa essere calcolata applicando le aliquote e le detrazioni di base”, oppure di valutare “l’opportunità, qualora le procedure per attuare i correttivi proposti lo richiedessero, di prevedere un congruo differimento del termine di pagamento della prima rata dell’imposta dovuta per l’anno 2012”.