Chi sbaglia DEVE pagare, anche il magistrato

Il magistrato che sbaglia paghi di Bartolomeo Di Monaco
Ci si sta già muovendo alacremente (si veda anche l’articolo a firma di Marcello Sorgi) affinché il Senato annulli in pratica la decisione della Camera con la quale si stabilisce che il magistrato che sbaglia per colpa grave è tenuto a pagare il risarcimento per i danni recati alla vittima. Si faranno pressioni sul Pdl e forse si riuscirà nell’intento. Ma sarebbe una sciagura. Finalmente, come scrive Alessandro Sallusti, si pone fine ad una immunità che molti hanno finora giustificato con ipocrisia, mettendo in mano alla magistratura, come si è visto e come si vede tutti i giorni, un potere smisurato, tale che può incidere direttamente sugli assetti politici scaturiti dalla volontà popolare. Sappiamo come la pensano i cittadini che nel 1987 a maggioranza più che bulgara decisero per la responsabilità civile dei giudici che sbagliano per colpa grave. Poi ci pensò la cattiva politica a mettere una pezza, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Oggi i cittadini voterebbero con una maggioranza ancora più netta.
Dunque, hanno fatto bene Pdl e Lega Nord a recuperare la volontà popolare e, se poi si aggiunga che anche dalle file della sinistra, nel voto segreto, sono arrivati voti di consenso, sarebbe intollerabile una marcia indietro. Il pericolo di dover pagare di tasca propria i danni provocati ingiustamente all’imputato (così come avviene per tante altre professioni e attività) ha un grande merito, che solo i fanfaroni politicanti si adoperano per mascherare. Ossia, che il giudizio del magistrato sarà d’ora in poi più ponderato e responsabile. Mentre oggi può essere frettoloso e ispirato a finalità che poco o niente hanno a che fare con la giustizia. Chi sa se al tempo in cui Oscar Luigi Scalfaro condannò a morte il brigadiere Domenico Ricci (si veda il bel servizio del Il Giornale, qui), pur non essendo, a quanto parrebbe, sicuro della sua colpevolezza, si sarebbe comportato allo stesso modo, in presenza di una legge quale quella che la Camera ha indicato come necessaria. Tornando al tema. Non ho alcun dubbio nel dichiarare che l’introduzione della responsabilità civile per i giudici che compiono errori gravi è un notevole passo avanti in direzione di una civiltà giuridica che da noi è da anni che fa acqua da tutte le parti. (Da ultimo si veda il rimbrotto della Corte dell’Aja sulla richiesta alla Germania da parte dell’Italia dei risarcimenti relativi ai crimini di guerra). Mi aspetto fermezza dal Pdl. Però, un po’ ne dubito.

Viva la pappa col pomodoro

Ricordate “Il giornalino di Gian Burrasca” , il romanzo per ragazzi (ma di piacevole lettura anche per gli adulti) scritto da Luigi Bertelli con lo pseudonimo di Vamba ?
Ad un cero punto, per spegnere i bollori del giovane Giannino Stoppani, la famiglia decide di spedirlo in collegio: il Collegio Pierpaoli.
Tale istituto era retto dal professor Stanislao, soprannominato “Calpurnio” dai ragazzi, ma imperversava al comando la moglie, la signora Geltrude.
La trasposizione televisiva (anno 1965 circa) con Rita Pavone, vide una mirabile interpretazione della signora Geltrude da parte di Bice Valori.
Non ricordo chi interpretasse Stanislao, ma anche quel personaggio era ben reso, lungo lungo e succube della moglie, bassa (Bice Valori recitò in ginocchio per interpretarla meglio !) e urlatrice.
Ecco a me Monti e la Fornero (a questo punto sempre, rigorosamente con l’articolo determinativo al femminile …) ricordano quei due personaggi della fantasia, purtroppo calati nella realtà quotidiana.
Come Stanislao e Geltrude, anche Monti e la Fornero dipendono da importanti, molto più di loro, personaggi che nel romanzo pagavano le rette o dirottavano nel collegio studenti paganti, mentre nella nostra triste realtà dominano gli ambienti rarefatii e snob della finanza internazionale.
Stanislao e Geltrude non sono stati eletti e non hanno vinto un concorso e le conseguenze delle loro azioni, tese a raggiungere il massimo utile comprimendo fino all’azzeramento i pur esistenti diritti dei ragazzi, vengono dolorosamente e pesantemente pagati dagli studenti.
Monti e la Fornero, per dimostrarsi all’altezza del mandato loro conferito (non certo dal Popolo Italiano …) stanno .comprimendo i nostri diritti, stanno mettendo pesantemente le mani nelle nostre tasche, stanno agendo come se fossero i padroni del Collegio Italia, pur non avendo ricevuto alcun tipo di mandato popolare.
La loro sobrietà si manifesta con l’allegro cicaleggiare per tutte le trasmissioni televisive e, quando si parla troppo, poi si sbrocca come è accaduto a Monti con la “monotonia” del posto fisso o con la promessa di rendere pubblici i patrimoni dei ministri, ancora in attesa di realizzazione da oltre due mesi (eppure non dovrebbe essere difficile elencare beni, redditi e proprietà di una ventina di ministri !).
E la Fornero non è da meno quando inizia delle trattative dicendo che se non si troverà un accordo andrà avanti lo stesso, come a dire, queste sono solo chiacchiere di facciata.
E immagino, in privato, quante ne dirà la Fornero-Geltrude a Monti-Stanislao se le sue voglie non verranno soddisfatte, magari versando pure qualche lacrimuccia, arma tipica femminile (a proposito di articolo determinativo femminile …).
Ogni giorno che passa con questo governo in carica, è un giorno perso per l’Italia, per la nostra Sovranità, per la nostra Indipendenza, per la nostra Libertà.
E’ un diritto criticare, è un dovere fare in modo che Monti e la Fornero siano rimandati a casa quanto prima.

“La storia del passato, ormai ce l’ha insegnato, che un popolo affamato, fa la rivoluzion”.
Viva la pappa col pomodoro !

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Nonno Mario…

Ma perchè Monti è così noioso? Forse perché ha sempre avuto il posto fisso? Il nostro presidente del Consiglio, che dà sapienti lezioni ai giovani sulle virtù dell’instabilità occupazionale, non è propriamente un modello di coerenza. Già perchè se scorri il suo curriculum che lui rischi non ne ha mai corsi. Notevole carriera, la sua. Non proprio trasparente ma bellissima. E soprattutto percorsa sapendo che sotto la passerella su cui camminava c’era sempre una rete di salvataggio; talvolta addirittura due. Dal suo curriculum scopriamo che dal 1970 al 1985 ha insegnato economia all’Università di Torino. Esperienza traumatizzante e piena di incognite. Nel 1985 è passato alla Bocconi, dove è rimasto per ben 26 anni ricoprendo le cariche di professore, rettore e poi presidente. Nel frattempo (immagino beneficiando dell’aspettativa) anche commissario europeo e consigliere di Coca Cola, Moody’s, Goldman Sachs. E ha intrapreso attività pericolosissime e trasparenti assumendo la presidenza della Trilaterale, diventando membro del comitato direttivo di Bilderberg, uno dei presidenti del “Business and Economics Advisors Group” dell’Atlantic Council e fondando il think tank Breugel. Un percorso esemplare, di un uomo che ha sempre saputo affrontare i rischi, soprattutto imprenditoriali, e che ora orgogliosamente può affermare: mi sono fatto da me. Ragazzi, accettate i suoi sermoncini e imitatelo. Se ne intende…

Yeah! Let it snow

… cosa c’è di più bello al mondo della neve che cade copiosa e che copre tutto un paesaggio? Non c’è niente di più bello! E magari, più tardi esco con la macchina fotografica ad immortalare questo momento.

La Fornero non pettina le bambole

Confesso, non credo di aver mai visto un film della serie Terminator, interpretati credo da Arnold Schwarzenegger. Ma non ho potuto evitare di trovarmeli davanti facendo zapping col telecomando. Quel poco che ho potuto capire in quelle poche scene intravviste è che Terminator è un automa che è stato programmato per portare a termine (termine.. […]

La distruzione continua…

ROMA – È una rivoluzione annunciata. Un riordino complessivo dei permessi di soggiorno, che acceleri le pratiche per gli immigrati e ne contenga i costi. A parlarne è la responsabile del Viminale, anche in vista della revisione della stangata Maroni-Tremonti.
Una tassa da rivedere. A dare l’annuncio il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, alla commissione Affari Costituzionali della Camera. Lo spunto per “rivoluzionare” la materia viene dal decreto Maroni-Tremonti entrato in vigore lunedì scorso. Un provvedimento che introduce una tassa – tra 80 e 200 euro a secondo del tipo di permesso – per gli immigrati che intendono richiedere il rinnovo o rilascio dei documenti. Il balzello si va ad aggiungere alle altre spese della pratica: 27,50 euro per il rilascio del permesso elettronico, 30 euro per il servizio delle Poste e una marca da bollo da 14,62 euro.
Un nuovo documento di soggiorno. Il ministro dell’Interno ha preferito mettere mano all’intero capitolo dei permessi di soggiorno, senza limitarsi a intervenire sulla nuova tassa (il cui mancato introito potrebbe peraltro configurarsi come danno erariale da parte della Corte dei Conti). Gli uffici del Viminale stanno così lavorando al documento di soggiorno “2.0” che dovrebbe vedere la luce, ha sottolineato la Cancellieri, “nel giro di una o due settimane”.
La rivoluzione dei permessi. “La norma che stiamo mettendo a punto – ha assicurato il ministro – rivoluzionerà completamente il sistema dei permessi”. Si tratta, ha proseguito, di un “riordino complessivo”, di una “semplificazione che porterà dei cambiamenti che poi si rifletteranno anche sull’aspetto economico” e, quindi, sulla nuova tassa di soggiorno.
Più veloci nelle cittadinanze. Il titolare del Viminale punta anche ad accelerare i tempi sulla cittadinanza (oggi la pratica arriva a durare anche 2 anni). “È – ha osservato – una questione di civiltà giuridica. E per questo ho dato impulso alla costituzione di un gruppo operativo per l’individuazione di misure organizzative che consentano una significativa contrazione dei tempi”. Negli ultimi anni, dal 2006 al 2010 c’è stato un aumento del 130% nella presentazione delle domande di cittadinanza, passate da 30.573 a 70.358.

La via del ferro

Valvarrone – Tremenico – foto dal sito Ecomuseo della Valvarrone
Volevo scrivere un post a completamento dei tre brani che ho trascritto dal libro di Enrico Baroncelli, La Valle del ferro (questi i brani), ma il racconto sulla Via del ferro, parte integrante della storia della Valle, mi ha entusiasmato a tal punto da farmi deviare dal proposito iniziale. In Italia ci sono tante altre vie o valli