Ridotti in servitù

Avrei voluto, come primo post dell’anno, parlare di futuro, di temi da affrontare e di problemi da risolvere per realizzare una società, per me, ideale.

Invece mi sento in dovere di scrivere del passato, di quello che il Wall Street Journal ha rivelato, sgamando un complotto che tale resta nonostante le liturgiche smentite.
Tutti noi ne eravamo “a pelle” certi, ma ora c’è la conferma che solo la ragion di stato impedisce di riconoscere e denunciare da parte degli esponenti del Centro Destra.
Berlusconi, che aveva ottenuto una comoda maggioranza dalle urne anticipate del 2008, fu posto in condizione di doversi difendere da continui attacchi portati dai poteri forti che hanno cinicamente usato gli ambienti antiberlusconiani (più e meno consapevoli) dei giornali, della magistratura ideologicamente schierata, degli speculatori finanziari, fino ad arrivare ad organizzare una fronda all’interno dello stesso partito del Premier, confidando nelle legittime ma infondate ambizioni di Fini.
Abbiamo così assistito ad un inizio di legislatura da bersagliere da parte di Berlusconi (abolizione dell’ici, assistenza ai terremotati dell’Abruzzo, protagonismo in politica estera – Libia, Russia, stati minori dell’europa – ) il cui attivismo deve aver spaventato non poco gli ambienti conservatori della politica e della speculazione finanziaria internazionale.
Probabilmente gli stessi successi elettorali del 2009 e del 2010, in controtendenza rispetto alle sconfitte che collezionavano Merkel e Sarkozy, hanno spinto quegli ambienti raccolti intorno alle potenti organizzazioni internazionali non elette come Bilderberg e Trilateral, a muoversi in prima persona, sfiduciando i vari Veltroni, Bersani, Di Pietro, Fini e Casini che non riuscivano a ribaltare il Governo di Berlusconi.
Siamo quindi arrivati al diluvio di fango con il quale hanno cercato (riuscendovi parzialmente) di isolare il Premier, fino all’epilogo raccontato dal WSJ.
Berlino e Roma hanno smentito: ma chi ci crede ?
L’articolo (che si può leggere in italiano ne Il Giornale del 31 dicembre) è verosimile e conferma tutte le sensazioni che abbiamo avuto nei mesi scorsi, a cominciare dalla guerra in Libia.
Più che le smentite dei due vecchi compagni di fede (rossa) , conta la conferma: sì, il colloquio c’è stato ma non si è parlato di questioni interne all’Italia.
Molto difficile crederlo.
E quale motivo avrebbe avuto la Merkel di telefonare ad un soggetto costituzionalmente irresponsabile e solo rappresentativo, quando l’omologo operativo (esecutivo) era Berlusconi ?
Sarebbe come se per comprare o vendere giocatori con il Bologna, invece di parlare con il presidente (che “caccia” i soldi) Guaraldi, l’interlocutore scegliesse di parlare con il presidente onorario Morandi.
E’ comunque la dimostrazione (perchè per stessa ammissione dei due, il colloquio è avvenuto) di uno scavalcamente delle normali relazioni tra due stati e nessuno può credere che non sia avvenuto per volontà specifica della Germania di mettere il becco nelle vicende italiane.
Confermate, singolarmente poco prima della rivelazione del WSJ, dalle parole di Monti che, con immotivato autocompiacimento, ricordava quanto lui stesso fosse stimato a Berlino perchè era considerato il più “tedesco” degli economisti.
Francamente se a me dessero del “tedesco” non lo prenderei come un complimento …
Questi retroscena mi rendono ancora più simpatico Berlusconi che ha combattuto (purtroppo per noi, perdendo) contro nemici numerosi, ben supportati e spietati.
E’ evidente che il ruolo di Berlusconi, che fece capeggiare all’Italia una coalizione di “piccoli” stati europei contro il duo francotedesco e, forse ancora più grave ai loro occhi, che spesso (come sulla tassazione delle rendite finanziarie) aveva stretto un asse con il Regno Unito (infatti una delle prime dichiarazioni di Monti fu molto chiara circa il passaggio di campo dell’Italia dai contari ai favorevoli alla tassazione delle rendite finanziarie) , ha segnato il destino del nostro Premier e della residuale indipendenza nazionale.
Spiace rilevare come Berlusconi sembra essersi accucciato dopo la sconfitta e come il Pdl, forse preda della sindrome di Stoccolma, stia sostenendo il governo dei carnefici propri e di tutto il Popolo Italiano.
Urge discesa in campo di un Berlusconi nuovo o rigenerato nello spirito combattivo.
Nota: La vignetta è stata pubblicata ne Il Giornale del 31 dicembre 2011 e mi pare azzeccatissima

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Cetto Laqualunque, gli immigrati, i carcerati e i giovani…

MILANO – «Un discorso alto, realista, coraggioso e onesto. Istituzionalmente impeccabile. Nelle parole del Presidente Napolitano emerge un forte richiamo alla capacità del nostro Paese di superare, come in passato, momenti difficili attraverso le sue articolazioni sociali, politiche ed istituzionali». Così il Presidente del Senato, Renato Schifani, in una nota diramata dall’ufficio stampa di Palazzo Madama, commenta il tradizionale messaggio di fine anno del capo dello Stato. Secondo il Presidente del Senato è «quanto mai opportuno il richiamo alla responsabilità dei partiti perché questi possano assicurare l’attuazione dell’indispensabile agenda delle riforme in un clima costruttivo e non conflittuale». «Il Capo dello Stato – continua il Presidente Schifani – ci richiama fortemente inoltre a non trascurare, e sono certo che non lo faremo, i delicati e sensibili temi della crescita economica, della tutela del futuro dei giovani, dell’immigrazione e del sovraffollamento carcerario».
FINI – Condivide il le parole di speranza del presidente della Repubblica il presidente della Camera Gianfranco Fini: «Tutti gli italiani devono essere grati al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per aver indicato la via per un futuro migliore: essere davvero una comunità nazionale che oggi come ieri mostra nei momenti più difficili della propria storia di sapersi unire per raggiungere l’obiettivo. Sono certo che l’appello del presidente della Repubblica non cadrà nel vuoto, perchè gli italiani riconoscono il lui una guida morale».
CLINI – Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, impegnandosi a rendere «l’ambiente una forza trainante della crescita economica», ha ringraziato il presidente Napoletano. «Desidero esprimere la mia gratitudine al presidente della Repubblica per il suo messaggio di incoraggiamento e di responsabilità e per il forte riferimento all’esigenza di affrontare l’emergenza del dissesto idrogeologico. Il nostro sforzo sarà tradurre gli obblighi internazionali e dell’Unione Europea in una opportunità di sviluppo per tutto il Paese».
BERSANI – «In tutto il discorso del presidente c’è un richiamo appassionato all’idea di comunità, al destino comune degli italiani», afferma il segretario del Pd Per Luigi Bersani. «Bisogna corrispondere a quel richiamo con giustizia, solidarietà e con coraggio. In un momento così difficile bisogna imparare, in particolare, quella vicinanza profonda al mondo del lavoro che le parole del presidente hanno ancora una volta testimoniato. Non sarà un anno facile. Per quello che ci compete a noi faremo come dice il presidente: ci metteremo tanto impegno, tanta responsabilità e tanta fiducia».
DI PIETRO – Condivide le parole del presidente Antonio Di Pietro. «Ha fatto bene a ribadire che per uscire da questa condizione la forza motivante, proprio cosi l`ha definita, va trovata in noi stessi», ha detto. Per quanto riguarda l’Idv, dice Di Pietro, «faremo fino in fondo il nostro dovere, senza preconcetti, in Parlamento e nelle piazze, affinché le disuguaglianze economiche e sociali si possano ridurre e si possa ridare speranza a questo Paese e ai nostri giovani, come ha auspicato nel suo discorso il Presidente Napolitano».
GASPARRI -Secondo il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri ill messaggio di Napolitano ha dato «importanti indicazioni come la fiducia nella politica, con i partiti che devono rigenerarsi rivendicando il proprio ruolo per riforme che garantiscano la democrazia dell’alternanza». Mi auguro, dice Gasparri che «anche il governo attuale trovi la tensione ideale che Napolitano ha espresso e che a Palazzo Chigi oggi non abbonda».
CALDEROLI – Fuori dal coro degli applausi si pone Lega: «Sembra il discorso di “Cetto la qualunque”, un messaggio tratto dal film Qualunquemente. Per contenuti ricorda la conferenza del premier Monti: un libro dei sogni con tanti luoghi comuni». Il senatore della Lega Nord, Roberto Calderoli, boccia senza mezzi termini il messaggio di fine anno del presidente Giorgio Napolitano «Vista la lunghezza della carriera politica di Giorgio Napolitano come parlamentare, ministro e presidente della Repubblica, avrebbe potuto fare un esame di coscienza su quello che non si è riuscito a fare fino ad oggi», prosegue l’ex ministro. «C’è qualche fuori campo: dal suo passato nelle fabbriche di Napoli, ma forse si riferiva a quelle dei botti, allo Ius soli – prosegue – C’è poi il passaggio sulla segnalazione dell’ eccesso di tasse: prima fa un vero e proprio panegirico del governo Monti, una cosa che non si è mai vista, poi si lamenta delle tasse quando è proprio Monti a proporre solo tasse». «Ma la cosa che più mi ha dato fastidio – conclude l’esponente leghista – è che non c’è nessun accenno al federalismo: questa è una colpa».

L’auspicio del comunista

MILANO– Il presidente Napolitano lo aveva ripetuto anche durante il discorso di “fine anno”. L’importanza di riconoscere la nazionalità italiana ai figli di immigrati nati in Italia. Un auspicio per Takwa, venuta alla luce un’ora e 42 minuti dopo mezzanotte nella sala parto al secondo piano dell’ospedale Sant’Anna. È lei la prima bambina nata a Torino. Pesa 4 chili e 190 grammi, i suoi genitori risiedono a Torino e sono di origine tunisina, papà Ben Ahmed e mamma Karik hanno rispettivamente 44 e 26 anni, lui fa il meccanico e lei è casalinga e hanno già un’altra figlia di 4 anni, Jasmine.
ROMA – Ha origini vietnamite la mamma di Sofia, la prima bambina nata a Roma, pochi secondi dopo la mezzanotte. Lo ha precisato il Comune di Roma, annunciando che il sindaco Gianni Alemanno si recherà, come è consuetudine, a porgere di persona gli auguri alla piccola e alla sua famiglia. La bimba è stata data alla luce all’ospedale San Filippo Neri. Il padre è un avvocato romano.
BOLOGNA – È Linda la prima nata a Bologna nel 2012. Primogenita di una coppia residente a Monterenzio (il padre ha trent’anni, la mamma 34), è venuta alla luce sei minuti dopo la mezzanotte al policlinico Sant’Orsola e pesa 3,090 kg.