Porto d’armi per tutti gli Italiani

Due episodi hanno, nei giorni scorsi, dimostrato i benefici quando i cittadini onesti sono armati.
A Recanati un professionista, mentre dormiva, ha sentito rumori di scasso ed è intervenuto con la sua (regolare) arma, sventando la rapina ai suoi danni, abbattendo un criminale e mettendo in fuga i complici.
Pochi giorni prima era stato il turno di un gioielliere che ha ingaggiato un conflitto a fuoco con dei banditi che lo attendevano al cancello di casa, mettendoli in fuga.
Se i due cittadini non fossero stati armati, con la capacità e la forma mentis di utilizzare allo scopo le proprie armi, i banditi avrebbero portato a termine con successo il loro criminoso piano.
Le armi, se ben usate, sono quindi un utile deterrente e una difesa contro la criminalità verso la quale i noi cittadini siamo ora in condizioni di inferiorità.
Spiace sapere che il professionista di Recanati sia stato denunciato e si indaghi su un suo presunto eccesso di legittima difesa, quando andrebbe solo elogiato, premiato e portato ad esempio.
La libertà di portare armi è tutto uno con la Libertà tout court ed ho già avuto modo di ricordare come proprio gli stati in cui la libertà individuale è maggiormente tutelata e considerata un valore, in quelli le armi sono liberamente detenibili dai cittadini perché sono considerati uomini liberi e non sudditi da controllare.
Un governo che abbia paura dei propri cittadini armati è un governo che manifesta, con ogni evidenza, timori sulla propria capacità di riscuotere consenso e si precostituisce uno strumento di coercizione su cittadini inermi.
Naturalmente non a tutti i cittadini può essere concesso il diritto al porto d’armi, essendo un diritto che si acquisisce alla nascita ma può essere revocato nei confronti di chi abbia manifestato incapacità alla convivenza civile.
Così non devono portare armi coloro che hanno commesso reati contro la persona e la proprietà altrui, mentre è opportuno un addestramento che può essere riconosciuto a chiunque abbia svolto il servizio militare o sia in possesso di un attestato rilasciato da un poligono.
Ma l’arma è uno strumento di difesa di una comunità, quindi il porto d’armi deve essere concesso solo ai cittadini di NAZIONALITA’ italiana, non essendo sufficiente il tratto di penna che dichiari uno cittadino di uno stato, ma occorrendo una unità “d’arme, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue e di cor”.
Per ora le mie sono parole e non fatti.
Gli abatini del politicamente corretto, che hanno possenti megafoni per propagandare le loro tesi rinunciatarie e perdenti, inorridiscono davanti a questa semplice verità: l’uomo libero sa e deve difendere la sua libertà, incolumità, persona e proprietà, anche con le armi.
I fatti dei giorni scorsi, però, dimostrano come, non essendo possibile e, anzi, rifiutando uno stato di polizia con i carri armati agli angoli delle strade,  l’ordine pubblico possa essere garantito anche dai singoli cittadini quando sono posti nelle condizioni di reagire alla violenza dei criminali.

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Il governo dei teorici e lo spread

Un conto è la teoria, altro conto è la pratica. I ministri e le ministre del nuovo governo voluto dal presidente della repubblica, dal partito dell’attuale maggioranza che lo sostiene, dal più grande partito dell’ex opposizione, e da vere e proprie leggere (leggasi: poco di buono) quali Casini e Fini, avevano fatto i conti senza […]

Grecia, di crisi si muore

Mi spiace dover interrompere così presto la tregua natalizia, ma mentre ci sentiamo appesantiti per il troppo cibo e magari un po’ alticci per i brindisi di spumante nei raduni tra amici, nella vicina Grecia si svolge quel che i giornali non dicono. Ormai per chi sa drizzare le orecchie non è più un segreto che i Greci cominciano a morire di fame. Siamo abituati (o meglio, ci hanno abituato) a credere che gli unici che se la passano male sono gli africani? ci hanno commosso con le immagini dei bimbi africani coi piccoli ventri gonfi per la fame e gli occhioni grossi così? Ebbene da oggi cambia la geografia della denutrizione. Si crepa di fame anche nel ricco ed opulento occidente. L’importante è che non si sappia in giro. Specialmente dopo che Monti in un suo celebre filmato all’Infedele di Lerner, ha elogiato l’euro come una grande “opportunità” per il popolo greco. Il Papa non dedica nessuna omelia a questi nuovi diseredati a noi così vicini. Tutto preso com’è a fare messaggi rivolti all’ “orbi”, si dimentica dell “‘urbi”. E cioè di un cristianissimo paese, culla della civiltà e del pensiero occidentale, già antico progenitore dell’Italia (per l’appunto, la Magna Grecia), situato a due passi da casa nostra. Leggete il rendiconto sull’ ANSA per il tramite del blog Crisis? What crisis?  Eccone un significativo passaggio:
sono stati registrati circa 200 casi di neonati denutriti perche’ i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve”, mentre gli insegnanti delle scuole intorno all’istituto da lei diretto fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare. Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come “propaganda”, si e’ visto costretto a riconoscere la gravita’ del problema.Come hanno detto alcuni insegnanti al quotidiano To Vima, il problema di denutrizione esiste e viene individuato piu’ facilmente nelle scuole a pieno tempo: “Molti ragazzi vengono in classe senza il pranzo e dicono di averlo dimenticato a casa perche’ si vergognano di dire la verita’”. E non mancano nemmeno i casi di pazienti che, dopo essere guariti, non vogliono lasciare l’ospedale perche’ non hanno dove andare a dormire.

I Greci le hanno passate tutte: la crisi e con essa  la paura che le banche negassero i loro sudati risparmi, il ritiro frettoloso del contante sotto il materasso. I ladri che vengono a rapinarli perché sanno che magari c’è chi ha messo in serbo qualcosa per sé e i suoi cari: cibo o denaro o altra scorta. Insomma, uno scenario da incubo che non è ancora finito. Ma naturalmente per l’algido Bocconiano l’euro è una preziosa risorsa. Ricordate le scempiaggini dette all’Infedele? Eccone un replay: http://www.youtube.com/watch?v=Qq7omxEXhR8
Quel che  Gold-Monti non ci dice è che la Grecia è, ex aequo con l’Italia, il primo esperimento pilota di un banchiere (o meglio, di  un bankster) al governo. Che il “trilaterale” suo collega Lucas Papademos ha truccato i bilanci dei Greci per farli entrare obtorto collo nell’eurozona, impedendo poi con vergognosi metodi dittatoriali di uscirne (è stato negato loro il referendum per l’uscita dall’euro). E che si è instaurato direttamente al governo con lo stesso metodo Monti-Napolitano che abbiamo dovuto subire noi :  ovvero, senza essere stato eletto. E non basta.
Il  “non eletto” banchiere centrale ora ha aumentato l’ICI instaurando un clima da dittatura per quelle famiglie indigenti che ricorrevano allo sciopero fiscale quale arma di protesta: chi non paga avrà per ritorsione,  i fili della corrente elettrica tagliata. Per saperne di più, leggere la notizia pubblicata sul Sole 24 ore.

I regali di Natale del professor Monti

Non bastasse la reintroduzione dell’ici (maggiorata con l’aumento forzoso degli estimi) , la falcidia dei risparmi con l’estensione dei bolli, il blocco degli adeguamenti delle pensioni di anzianità superiori alla opulentissima cifra di 1400 euro lordi, il professor Monti ci ha rifilato l’ennesima bastonata: aumento del canone rai.

Certo è un aumento miserrimo di 1,5 euro, ma è giustificato dall’adeguamento all’inflazione, quello stesso adeguamento negato a quei “ricconi” dei pensionati che percepiscono più di 1400 euro lordi al mese.
Il canone rai è una delle tre tasse più odiose assieme a quella sulla casa (ripristinata da Monti) e al bollo auto.
E’ una tassa motivata solo dalla necessità di fare cassa su un prodotto che altri (Mediaste, Sky) trasformano in utili da distribuire agli azionisti.
Con la rai gli azionisti, gli Italiani, invece di incamerare gli utili, sono costretti a finanziare i debiti di una struttura che è lo specchio dello stato italiano: spendacciona, elefantiaca, obsoleta, inefficiente.
Sono oltre mille i giornalisti e circa undicimila i dipendenti rai.
Per non parlare dei compensi stratosferici per le comparsate di nani e ballerine e le collaborazioni esterne.
La Lega ha proposto, come per la reintroduzione della infame tassa sulla casa, l’obiezione fiscale.
Concettualmente sono un obiettore fiscale anche io.
Praticamente, però, la Lega dovrebbe fornire non solo le parole d’ordine (sacrosante), ma anche un coordinamento legale in appoggio a quanti volessero agire contro questo nuovo sopruso.
Se così non farà, il fallimento dell’iniziativa sarà scontato perché con le regole esistenti Equitalia farebbe un sol boccone dei malcapitati obiettori che diventerebbero le sue vittime predilette.
Se, invece, dimostrando non solo organizzazione, ma anche piena consapevolezza della necessità di tutelare i cittadini obiettori la Lega promuovesse una accurata obiezione al pagamento dell’imu e del canone rai, i gabellieri di Equitalia non riuscirebbero a calpestare i diritti dei cittadini se non con l’ausilio di un plotone di carabinieri per ogni obiettore.
E questo scatenerebbe una rivolta reale.
Del resto la Lega fa bene a contestare l’aumento del canone perché è una tassa che colpisce essenzialmente il Nord, dove è pagata, mentre le maggiori sacche di evasione, senza controlli, esistono al sud, determinando l’ennesimo squilibrio che rafforza ogni aspirazione secessionista o, quanto meno, federalista.
Ma la soluzione migliore, finchè la rai ha ancora un valore di mercato, sarebbe la sua rapida privatizzazione, anche con la vendita a spezzatino delle sue strutture.
Sicuramente una rai privatizzata sarà più snella, più efficiente e i privati che ne ottenessero la proprietà, oltre ad ampliare il pluralismo, la porterebbero sicuramente in utile.
Finirebbe lo sconcio della lottizzazione che ci portiamo dietro dalla prima repubblica.
Finirebbe la messa in onda di trasmissioni di parte con i soldi anche di quelli che votano la parte bersagliata dai lazzi e dalle infamie.
Finirebbe la beneficenza per nani, ballerine e giornalisti che dovrebbero così legale le loro fortune economiche alle loro effettive capacità certificate dall’ascolto e dal seguito popolare.
Finirebbe soprattutto la stagione del canone, una tassa odiosa che, come un’altra tassa odiosa, quella sulla casa, il professor Monti ci ha fatto trovare sotto l’albero, togliendosi la maschera da Babbo Natale per mostrare il suo vero volto da Mr. Scrooge.

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Di rapine ed extracomunitari

Dormiva quando è stato svegliato da un rumore sospetto. E’ stato all’ora che il proprietario di una villetta isolata nelle campagne di Recanati (in provincia di Macerata) ha preso la sua Smith & Wesson, regolarmente detenuta, ed è sceso per verificare cosa stava succedendo. Vedendo degli armeggiamenti vicino alla finestra ha sparato un colpo colpendo alla testa un albanese, il 27enne Marsel Myfatari che è morto qualche ora dopo. Il rapinatore stava cercando di introdursi nella sua abitazione in Contrada Ricciola. E non appena il proprietario ha visto l’ombra del malvivente muoversi dietro alla finestra ha fatto fuoco. Marsel Myfatari, da poco in Italia e senza precedenti, era con altre due o tre persone, che avevano messo a segno già un furto poco prima nella villa principale di una tenuta. “Qui – spiegano – avevano spaccato una finestra e avevano trafugato quadri e oggetti di valore per un valore di decine di migliaia di euro”. Subito dopo la banda aveva preso di mira la dependance dove abita il libero professionista che poi ha sparato. L’uomo non avrebbe preso la mira, ma esploso un colpo di pistola nella direzione da cui venivano dei rumori sospetti. Myfatari, colpito alla regione occipitale, è stato soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale regionale di Torrette di Ancona, dove è morto intorno alle tre di stamane. A dare l’allarme è stato lo stesso professionista, che ora è indagato a piede libero.

Altrove…

… il Natale si festeggia in altro modo. Facendo saltare in aria le chiese coi fedeli (cattolici) all’interno di esse. Mentre noi occidentali siamo così misericordiosi da cercare un dialogo, di dar loro accoglienza e molto altro (con la “religione di pace, amore e tolleranza“) e nel doverci sentire in colpa per colpe che non abbiamo.
MILANO – Un Natale di sangue in Nigeria dove è di almeno 39 morti il bilancio di due attentati dinamitardi perpetrati contro altrettante chiese nel Paese, il più sanguinoso del quale è stato rivendicato dalla setta islamica di Boko Haram. Ai due attacchi si devono aggiungere altre tre esplosioni verificatesi nel nord est del Paese, una delle quali ha preso di mira una terza chiesa senza provocare vittime né danni. Un totale di cinque esplosioni hanno insanguinato questo giorno di Natale.
IL VATICANO – «È come se una guerra interna fosse stata lanciata contro il Paese. Dobbiamo davvero fare in modo di essere in grado di contrastarla», ha commentato il ministro responsabile della polizia, Caleb Olubolade, che si è recato sul luogo di uno degli attentati. Gli attacchi, condannati dal Vaticano come frutto di «odio cieco e assurdo» avvengono dopo due giorni di sanguinosi scontri, giovedì e venerdì, scatenati da Boko Haram nel nord est del Paese che avrebbero provocato fino a cento morti. Condanna gli attentati anche il presidente nigeriano Goodluck Jonathan: «Questi atti di violenza contro cittadini innocenti sono un affronto ingiustificabile alla nostra sicurezza e alla nostre libertà collettive», si legge in un comunicato.
CRISTIANI COLPITI – L’attentato più sanguinoso, con 27 morti secondo l’ultimo bilancio, si è verificato davanti ad una chiesa cattolica di Madalla, alla periferia di Abuja, la capitale federale. «I responsabili dei soccorsi che li hanno contati mi hanno detto che sono morte 27 persone», ha dichiarato all’Afp padre Christopher Barde. L’attentato, che ha avuto luogo al termine della messa di Natale nella chiesa di Santa Theresa, è stato rivendicato da Boko Haram, un gruppo che mira alla creazione di uno Stato islamico in Nigeria e al quale sono imputate la maggior parte delle violenze nel nord musulmano del Paese. «Siamo responsabili di tutti gli attacchi di questi ultimi giorni, compreso quello con una bomba contro la chiesa di Madalla. Continueremo a lanciare attacchi simili nel nord del Paese nei prossimi giorni», ha dichiarato all’Afp via telefono, un uomo, affermando di parlare a nome del gruppo.
JOS – Poco dopo, un secondo attentato ha colpito una chiesa evangelica di Jos, città del centro della Nigeria, teatro di violenze ricorrenti fra le comunità cristiana e musulmana, secondo un responsabile locale e dei testimoni. «Una bomba è esplosa nella chiesa di Mountain of fire. Un poliziotto che era a guardia del luogo di culto è rimasto ucciso e tre veicoli si sono incendiati», ha dichiarato all’Afp Pam Ayuba, portavoce del governatore dello Stato del Plateau, di cui Jos è la capitale. Inoltre altre tre esplosioni si sono verificate nel nord est della Nigeria, secondo testimoni. Due a Damaturu domenica e una nella serata di sabato, contro una chiesa, a Gadaka. Le due città sono situate nello Stato di Yobe, già martoriato nei giorni scorsi da una ondata di attacchi rivendicati da Boko Haram. Nessuna vittima è stata segnalata fino a questo momento. A Madalla, l’attentato ha provocato scene di caos e danneggiato la chiesa di Santa Theresa. Dei giovani hanno minacciato di attaccare un vicino commissariato di polizia, provocando l’intervento degli agenti che per disperderli hanno esploso dei colpi d’arma da fuoco in aria. Boko Haram aveva già rivendicato l’attentato suicida dello scorso agosto contro la sede delle Nazioni unite di Abuja, costato 24 morti. Il movimento si era anche attribuito la paternità di una serie di sanguinosi attentati la vigilia del Natale del 2010 che avevano preso di mira diverse chiese e, con le rappresaglie, avevano causato decine di morti a Jos. Giovedì e venerdì, Damaturu e Potiskum, nello Stato di Yobe, e Maiduguri, capitale del vicino Stato di Borno, erano state colpite da esplosioni e sparatorie. Gli scontri con i soldati e la polizia che sono seguiti potrebbero aver provocato fino a un centinaio di morti, secondo una fonte di polizia e il responsabile di una Ong. Secondo il capo di Stato maggiore, l’esercito nigeriano avrebbe ucciso 59 membri della setta. In Nigeria, Paese petrolifero e più popolato dell’Africa (160 milioni di abitanti), metà della popolazione è musulmana, prevalentemente nel nord, e l’altra metà è cristiana, soprattuto nel sud. Le azioni compiute da Boko Haram sono diventate più sofisticate negli ultimi mesi e, secondo degli osservatori, membri della setta avrebbero creato dei rapporti con la branca maghrebina di al Qaeda.
FARNESINA – La Farnesina ed il ministro degli Esteri Giulio Terzi sono fortemente toccati dalle drammatiche notizie che giungono dalla Nigeria. «Si tratta di episodi orrendi – ha commentato Terzi. Esprimo la più ferma condanna per questi vili attentati che rappresentano un attacco ai principi universali di civiltà».
L’AMBASCIATA USA – L’ambasciata americana nella capitale nigeriana aveva emesso un avvertimento venerdì ai cittadini Usa di essere «particolarmente vigili nei pressi delle chiese, grandi folle e le aree in cui gli stranieri si riuniscono». La Nigeria è il paese più popolato di tutta l’Africa, con oltre 160 milioni di abitanti.

Un po’ di umorismo natalizio

C’è chi si crede un Padreterno sul pianeta e che pensa di agire per conto del Salvatore. Eccovi un bankster della Goldman Sachs  con tanto di valigetta, che davanti alla grotta di Betlemme dice:
 “No, no, no! Io sono venuto sulla terra per  compiere l’opera di Dio“. 
Non praevalebunt e forse il 2012 potrebbe essere l’anno della loro grande sconfitta. Sarebbe davvero un bel dono di nuovo anno.

Ancora infiniti auguri a tutti!

Buon Natale a tutti

In
questo giorno
voglio salutare tutti.
Ho nel cuore un albero
con appesi al posto delle palline
i nomi di tutti i miei amici. Quelli vicini
e quelli lontani. Quelli recenti e quelli passati. 
Coloro che vedo ogni giorno e quelli che incontro 
raramente, quelli ricordati sempre e quelliqualche volta 
dimenticati. Chi inavvertitamente mi ha fattosoffrire. Chi conosco 
profondamente e chi conosco a malapena. A chi devotanto e a chi non
devo nulla. I miei amici umili ed i miei amiciimportanti. I nomi di tutti quelli 
che sono passati nella mia vita. Un albero conradici profonde in modo che
i loro nomi non vengano mai strappati dal miocuore e ai quali l’anno
prossimo la fioritura porti speranza, amore e pace.
Vi voglio bene,
Vi auguro un
Buon Natale!

Clamoroso! Il popolo unito, sui tetti del palazzo!

Lo so, siamo alla vigilia del Santo Natale, e tutti dovrebbero mettere da parte i propri rancori. Ma il rischio è che mentre noi festeggiamo la nascita di Nostro Signore mangiando ravioli e panettoni, “quelli” se ne approfittino per fare calmare le acque. No! Le feste natalizie non devono addormentarci, quello che sti sta compiendo […]