Tecnobarbarie

Tecnobarbaro

I media digitali hanno una forza di penetrazione straordinaria, sconvolgente per i più; su questo non ci piove, ma la loro prepotente evoluzione rispecchia i caratteri di altre rivoluzioni mediatiche che gli uomini hanno affrontato in precedenza durante la Storia.  Dapprima impauriti dalla novità, gradatamente ci abituiamo a conoscere i nuovi arrivati, poi impariamo ad usarne le mille inedite, mirabolanti funzioni e, da ultimo, ce ne impossessiamo rendendoli strumentali ai nostri scopi.

Noi, oggi, siamo chiamati ad uno sforzo anticipatore, per diventare con la massima rapidità, animali digitali, o meglio, come dice lo studioso dei media De Kerckhove, “tecno-barbari”, guerrieri dell’etere capaci di abbandonarsi alla sfera virtuale per commutarne gli effetti nel reale e viceversa. Attraverso questa operazione di fiducia nel mezzo digitale possiamo dar vita ad uno scarto fra il nostro agire e quello della classe dirigente in sella al potere, antiquata, inquisitrice e oppressiva. Dobbiamo, in parole povere, imparare a utilizzare senza remore la rete per renderla “politica” e sfruttarne le potenzialità connettive, mutuarne le nuove strutture sociali partecipative e anti-verticistiche. Laddove costretti, utilizzarla con strategia interdittoria e hackeristica per ostacolare e svelare le malefatte dell’oligarchia al potere.

Tecnobarbarie come strategia e modello di comportamento. Abbandonando ogni timore reverenziale o paura primordiale, perché il male non è nel medium ma nell’uso che se ne fa , come diceva Mc Luhan. “Violentare” i media allora, mancar loro di rispetto, supportare e praticare l’hackering e l’aggregazione attraverso i nuovi strumenti digitali, sfruttando al massimo le potenzialità. Essere noi i dominatori. In questo sta la tecnobarbarie.

Maurizio Gregorini

Una mostra da non perdere

"La notte dei trapassati" di D. Di Francescantonio

Dionisio di Francescantonio è noto per la sua incisiva partecipazione a quel movimento vivace e trasversale, ma ancora trascurato o ignorato dalla grande comunicazione, che da almeno un ventennio raggruppa personalità svariate del mondo della cultura anticonformista genovese e ligure, unite dall’intento di riportare l’espressione artistica alle sue radici innanzitutto aristoteliche: nel senso che viene fortemente affermata la funzione conoscitiva dell’arte, che non dev’essere né passiva mimèsi della realtà né tanto meno uno stravolgimento dei criteri razionali e conoscitivi del lògos. Ne deriva una pittura che non perde mai il contatto con il filo rosso della figuratività e della coerenza interna e respinge seccamente le facili sirene dell’astrattismo e del nichilismo. I dipinti esposti nella mostra Sacro e profano sono i più recenti nella produzione del pittore e rappresentano un passaggio importante del suo percorso artistico. In essi la battaglia dell’autore contro la moderna perdita di senso dell’esistenza viene acquistando una densità iconica inquietante, che non aveva sinora mai raggiunto tali livelli di vibrazioni drammatiche. Di Francescantonio fa cozzare sulla tela linguaggi figurativi e sistemi etici opposti, non esitando a osare innesti spregiudicati di moduli espressionistici, surrealistici, metafisici, persino cinematografici, sul tronco di una classicità tanto armoniosa quanto piangente e offesa. Se Fontana tagliava e bucava le sue monocromatiche tele, di Francescantonio trasmette la propria indignazione etica per le secche del nulla, del futile e dell’inutile letteral-

mente scaraventando su nobili sfondi di rovine greco-romane alcuni dei più insulsi simboli dell’attualità consumistica o industriale, o materializzando scene da Carnevale o da Nave dei folli in cui la profanità offende un sacro che resta sullo sfondo come muta presenza anacronistica. Decisamente boschiana poi la ridda di minuscole figurine antropomorfe o teriomorfe che aggiungono talora un senso di sgomento e di baudelairiana angoscia all’osservatore. E quando le scene rappresentate parrebbero esser l’esito di una più quieta, meno allucinata, lettura del mondo, con consistenti tributi alla consolante tradizione evangelica, spetta a un cromatismo violento e irrealistico, potentemente simbolico, il compito di svolgere le funzioni acustiche di una sirena di allarme lacerante e allarmante sui destini del mondo e sulla crudeltà dell’uomo. Non per questo bisognerebbe giungere alla conclusione, che sarebbe sbagliata, di un pessimismo nichilistico senza luce di speranza. Dalle opere che ci presenta Dionisio giunge, magari alla fine di un penoso tragitto di filtrazione, quasi un parto sofferto, la convinzione che comunque i nemici del bello e del giusto e del santo non praevalebunt. Essi sono infatti maschere, figuranti di una danza oscena tra i quali il repentino affacciarsi dell’icona della morte sta a significare non la nostra distruzione, ma piuttosto quella delle effimere sagome scontorte destinate a svanire al prossimo apparire di un raggio di sole.

ANDREA DEL PONTE

Il ritorno del re

Roger Federer torna grande e si aggiudica il master di fine anno per la sesta volta in carriera battendo in tre set l’emergente francese Tsonga, riscattando una stagione in chiaroscuro. Il re è tornato.

Diamo alla Lega quel che è della Lega

Sappiamo che in politica ognuno lavora per se. Che sia un partito dentro una coalizione, che sia un individuo dentro un partito… Ognuno lavora e traffica soprattutto per il proprio interesse, per la propria visibilità, per la propria convenienza, a dispetto dell’apparente interesse della coalizione o del partito e comunque dell’interesse comune. Questo lo sappiamo […]

Berlusconi lo vorrei sempre così

Al convegno del movimento di Carlo Giovanardi, ha fatto il suo esordio da Premier Emerito il Presidente Silvio Berlusconi.
Come sempre in queste circostanze Berlusconi ha detto quello che mi piacerebbe ascoltare (e veder nei fatti realizzato …) da miei rappresentanti politici.
Berlusconi ha ricordato come la sua discesa in campo derivasse dalla volontà di impedire la deriva comunista della Nazione.
Berlusconi ha ricordato come la sinistra, per quanti lifting faccia, resta sempre comunista nell’animo e nei comportamenti.
Berlusconi ha ribadito il suo netto “no” alla patrimoniale che sarebbe un esproprio su beni già tassati.
Berlusconi ha denunciato come abbassare a 300 o 500 euro il limite per l’uso del contante sia un aberrante limite alla libertà individuale e creerebbe uno stato di polizia tributaria e fiscale.
Adesso Berlusconi (e il Pdl) dovranno solo essere coerenti votando contro ogni provvedimento che limitasse l’uso del contante, che imponesse una patrimoniale (e tale è anche l’ici) e che accogliesse l’impostazione comunista dei soprusi dello stato sulla nostra vita e sui nostri risparmi.

Entra ne

Adesso basta con le interviste a Erika e Omar

Prima Omar intervistato da una trasmissione televisiva di prima serata. Adesso Erika intervistata da Panorama. L’uno che non si capacità dell’odio di Erika nei suoi confronti, poverino, l’altra che non si capacità della fama del suo compagno di omicidio, poverina. Adesso basta con le interviste ai due assassini di Novi Ligure. Lui è già fuori […]

Les Feuilles Mortes

Come da titolo, la dubbia stagione altro non può ispirare se non un breve percorso legato a queste sensazioni, a questo immaginario.”Les Feuilles Mortes” ha una sua storia affascinante che in minima parte percorreremo.In principio, si trattava di un componimento di Jacques Prévert.Joseph Kosma nel 1945 ne compone la musica.Più in dettaglio, in origine, le note di Kosma dovevano essere solo un

Il mattino di Monti non ha l’oro in bocca

Chi non conosce il proverbio “Il mattino ha l’oro in bocca”? Io l’ho sempre interpretato come un voler dire che il sole dell’alba fa splendere la nuova giornata colorandola d’oro. Ritenendo anche che si possa interpretare come un buon augurio nei confronti di chi si accinge a vivere una nuova giornata, che lo fa partire […]

Gli imbecilli delle quote d’ingresso

“Qualcuno” ha ventilato l’idea di fare innalzare la quota d’ingresso di extracomunitari nel nostro paese, saggiamente dal Ministero del lavoro sarebbe arrivato lo stop.
Con questo post si vuole dimostrare, attraverso un caso pratico, quanto la decisione dello stop sia saggia, e quanto invece l’idea di portare avanti quella proposta sia stata un’emerita imbecillaggine, tanto da farmi urlare: “Imbecilli, imbecilli, imbecilli”.
Vengano qui nel mio condominio a verficarlo.
Fino a due anni fa la questione di coloro che erano in ritardo con le spese condominiali era ancora gestibile, ora non più. Allora c’erano appena uno o due casi all’anno, ora sono diventati una ventina, con tendenza ad aumentare nei mesi a venire. Ora su duecento condomini del mio condominio, ben 18 sono in arretrato da oltre un anno con le spese condominiali. Gli altri condomini, tra cui il sottoscritto, devono far fronte al buco lasciato da costoro, e anticipare la loro quota mancante, altrimenti questo inverno staremo  al freddo. Di quei 18 condomini morosi solo due sono italiani, gli altri, stando ai cognomi che si leggono dai verbali d’assemblea, provengono da quei paesi dai quali si chiede a gran voce l’incremento della quota d’ingresso. Il bello (anzi il brutto per noi) è che quei sedici condomini hanno tutti un mutuo ipotecario in corso, che non riescono a pagare; per cui, in caso di vendita all’asta dei loro appartamenti, le banche saranno le privilegiate; gli altri 182 condomini, che sono in regola con i pagamenti, accuseranno perdite nel loro menage familiare. E ciò avverrà sicuramente, anche perchè nel frattempo il valore degli immobili si è parecchio svalutato, le banche riusciranno a malapena a rientrare del capitale prestato, e tutti gli altri resteranno a bocca asciutta.
E quelli vorrebbero far aumentare la quota d’ingresso. E allora che veramente se li accolgano loro, e a loro spese.

Centrali nucleari su Marte

L’idea di costruire centrali nucleari per la produzione di energia elettrica sulla Luna, Marte o altri pianeti del Sistema Solare potrebbe sembrare fantascienza. Invece no. Secondo quanto affermato da James Werner, ricercatore dell’U.S. Department of Energy (Doe) a capo dell’équipe che sta lavorando al progetto assieme alla Nasa, durante il National Meeting & Exposition of the American Chemical Society (ACS) in corso a Denver, le centrali nucleari spaziali saranno grandi quanto una valigia, grazie a innovativi sistemi di fissione altamente compatti. Se il prototipo del sistema, atteso per il 2012, dovesse funzionare a dovere, mini-reattori nucleari potrebbero presto alimentare veicoli, dispositivi e attrezzature degli astronauti in missione.

Werner ha spiegato quali sono le differenze tra un sistema pensato per produrre energia nucleare nello spazio e sulla Terra. Anche se la fisica è la stessa (parliamo sempre di centrali a fissione, dove nuclei di elementi pesanti vengono bombardati da neutroni frammentandosi in nuclei di elementi più piccoli, in un processo che libera energia sotto forma di calore), alcune componenti dei sistemi sono inevitabilmente diverse.

“I principi fisici sono gli stessi, ma i dispositivi di controllo del reattore e il materiale utilizzato per riflettere i neutroni indietro verso il nucleo combustibile sono completamente diversi – ha spiegato Werner – anche il peso è un fattore da minimizzare in un reattore spaziale, cosa che non è necessaria in un reattore commerciale.” Tutto ciò, per l’appunto, si tradurrebbe in un sistema compatto, largo circa mezzo metro e alto due metri e mezzo, più sicuro e facilmente gestibile rispetto a un reattore nucleare terrestre.

Se sulla Terra, causa la tragedia di Fukushima, al nucleare l’opinione pubblica preferisce altre forme di energia, come quella solare, nello spazio sembra avvenire il contrario. Il fatto, spiegano i ricercatori, è che l’energia nucleare è più versatile di quella solare, che pur sino a oggi è stata utilizzata con profitto per alimentare satelliti e equipaggiamenti. Si può estrarre energia dal nucleo sempre e dovunque: di notte come in canyon e caverne. E, una volta a regime, ogni mini centrale potrebbe generare più di 40 kW di elettricità, quanto basta ad alimentare otto case terrestri.

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