La CGIL rifa la marcia su Roma

La mracia su Roma

Alcuni giorni fa, a Genova, passando velocemente col bus in via Francesco Pozzo (immediatamente dopo aver superato la curva che porta in via Dassori), all’altezza della massicciata dove vengono affissi i manifesti più ampi, ne ho visto uno che mi ha sorpreso. Era (ed è presumo) del sindacato C.G.I.L. che ha indetto per il 28 ottobre una manifestazione a Roma dei suoi iscritti che a quanto sembra sono indignati, arrabbiati, incavolati ecc. ecc.. Se non ho visto male la data era proprio il 28/10 p.v.. La cosa mi ha sorpreso e divertito al tempo stesso. Ma il 28 ottobre non è la ricorrenza della “celebre” e nello stesso tempo famigerata “Marcia su Roma” ad opera del compianto (?) Benito Mussolini (che peraltro fu guidata dai quadrumviri, mentre il futuro capo del governo e duce rimase a Milano in attesa degli eventi), oggetto di eterno dileggio da parte della sinistra sindacale, politica, moderata ed estremista in genere o come si diceva un tempo riformista e massimalista? Qualora mi fossi sbagliato chiedo scusa ai lettori del Culturista e corro subito a consultare un oculista.

Se, come penso, la mia visione corrisponde a verità, allora è inutile nascondere l’ironia intrinseca in questi lapsus memoriae che nascondono ben altro. Innanzitutto sia la F.I.O.M. sia la C.G.I.L. potevano risparmiarsi di manifestare in una città che è stata devastata dai Black Block prima e da un vero e proprio diluvio quasi immediatamente dopo. Il sindaco Alemanno aveva suggerito l’idea di vietare per qualche mese le manifestazioni nella capitale, alla luce di quello che era accaduto. Naturalmente tale divieto veniva a  ferire chi vive di manifestazioni e di miti quali lo sciopero generale di soreliana memoria. Nulla di strano: l’impulso coatto è ormai tale che se non si riesce a scendere in piazza è come se sopravvenisse per qualche sindacato l’asfissia, indipendentemente dal fatto che la città sia stata maltrattata da qualche centinaio di casseurs che si sono trascinati (con effetto stadio altrettanti manifestanti, come mi pare si stia evidenziando alla luce di indagini più approfondite) e sia stata alluvionata per un eccesso di pioggia in una frazione di tempo molto limitata. Alla fin fine però in questo caso si tratta solo di una questione di opportunità se non di buon gusto. C’è però di più purtroppo  e non solo l’imitazione volontaria o involontaria della data del 28 ottobre. In fondo, a suo modo, Mussolini era un rivoluzionario (anche se queste cose, nel nostro paese, è bene non dirle, dato che la -sacra?- parola “rivoluzione” è naturalmente ostaggio delle sinistre estreme). Egli veniva da sinistra e aveva fatto su quella sponda una luminosa carriera. Fu espulso, nonostante fosse sempre stato un massimalista, perché volle, andando volontario in guerra, smentire la politica pacifista (né aderire né sabotare) del suo partito di appartenenza (il Partito Socialista) e forse, aveva già maturato l’idea che fu elaborata da altri socialisti estremisti nel 1916 di trasformare la guerra (o i risultati del dopoguerra) in processo rivoluzionario. Nel 1919 fondò i Fasci di Combattimento a Milano in piazza San Sepolcro (e l’uso di una parola come “fasci” – tradizione romana a parte – la dice lunga sul perdurante linguaggio di sinistra. Cfr. i Fasci Siciliani, 1891-1893 sciolti manu militari da Francesco Crispi). Ora, il fiuto di  Lenin e una certa stima nei confronti  di Mussolini fu confermata quando, recandosi a Mosca – mi pare nel 1921 – il segretario (massimalista) del Partito Socialista Giacinto Menotti Serrati, questi si senti chiedere dal leader della rivoluzione bolscevica: ma perché avete perduto Mussolini?

Sia chiaro, da parte della F.I.O.M e della C.G.I.L. al massimo si tratta  di cercare di dare qualche spallata al Governo per favorire la politica del P.D. il quale, da parte sua, non appare più tanto convinto dell’opportunità di legarsi strettamente alla linea politica del suo sindacato di riferimento (che è rifugio di parecchie frange estremistiche di sinistra, per antica tradizione). Un sindacato di categoria come la F.I.O.M e un sindacato generale come la C.G.I.L  impediscono ora con il ragionamento ora con il ricatto di costruire un’alternativa socialdemocratica seria al centrodestra. E’ un problema questo che tormenta la sinistra in genere dal secondo dopoguerra in poi ed essa non è mai riuscita a risolverlo. Certo, diversi settori dell’attuale opposizione (anche se non tutti) hanno ora più ora meno sviluppato dei flirt con l’estremismo extraparlamentare di sinistra (che dal 1968 in poi è diventato un fenomeno endemico, impregnando di sé frazioni del sindacato così come  dell’industria della politica nel nostro paese. Anzi quest’ultima ha introdotto in Parlamento figure e figuri provenienti da quest’area consentendo loro con una specifica presenza nelle aule di costruirsi dei vitalizi il cui ammontare oggi, in tempo di crisi, non smette di sorprenderci).  Dobbiamo a quel volpone di Lenin un volume  che anche gli estremisti nostrani dovrebbero leggere il cui titolo è “L’estremismo malattia infantile del comunismo”. Lasciando perdere il comunismo (che non ci interessa), l’estremismo (vero o finto che sia) è riuscito a fare solitamente danni a ripetizione. Credo che anche in questo periodo (a parte gli altri) gli estremisti si illudono se credono di risolvere qualche problema. Essi sono solo una parte ulteriore del problema di fondo che affligge il nostro paese.

Claudio Papini

La Fallaci e le primavere arabe

Muhammar fu Gheddafi

Abbiamo visto sulle TV di tutto il mondo ( rigorosamente in orario “protetto” alla faccia dei nostri bambini)i fiori avvelenati della cosidetta primavera araba. Consigliamo a chi ha trovato edificanti queste immagini sanguinarie di giustizia sommaria di leggersi quello che credo sia uno degli ultimi libri di Oriana Fallaci:”Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci”. Ben prima che la primavera araba esplodesse in tutta la sua violenza,la Fallaci cerca di spiegare come la democrazia non sia un pacchetto preconfezionato buono per tutte le stagioni e tutti i paesi, ma una dura conquista che passa certo attraverso una rivoluzione, e ci spiega quale.” La rivoluzione (per me)è la metamorfosi del baco che senza far male a nessuno diventa farfalla. Una bellissima farfalla. E vola.” Vorrei sapere da chi applaude a “questa” esecuzione di un pur feroce dittatore, alla conclusione di una rivolta generale certo ben organizzata ad alto livello,qual’è il suo concetto di rivoluzione, democrazia e libertà.
Sarebbe davvero molto interessante!!

Fiorella Merello Guarnero

Ma siamo sicuri che serva una nuova DC?

Siamo un Paese di “nostalgici”. Un tempo per praticare la nostalgia si indossava il fez e si rievocavano i fasti di un’Italia imperiale. Oggi, c’è chi pensa allo “scudo crociato” come alternativa credibile al bipolarismo e rispolvera, con le lacrime agli occhi, il ritornello “O bianco fiore…”, con quel che segue. Il tempo trascorso dalla fine della Democrazia Cristiana ha inevitabilmente scolorito responsabilità, fallimenti ed esperienze. Ripartiamo perciò dalla Storia, per parlare della cronaca politica, segnata dal tentativo , ancora debole, ma sottile, di fare rinascere lo Scudocrociato e con esso il mitico centro, alternativo (o surrogatorio, a destra e sinistra) dei due poli. Ripartiamo dalla Storia, che non sarà proprio “magistra vitae”, ma che almeno offre qualche elemento di valutazione, articolato e complesso, necessario per non cadere nelle facili esaltazioni o nelle demonizzazioni acritiche che l’idea di restaurazione democratico-cristiana fa emergere. Chi auspica la “nuova Dc” sollecita , del resto, i richiami “d’antan”, che vengono spesso a nascondere le più pressanti e contingenti esigenze politiche. Mentre infatti la critica più immediata è nei confronti di un sistema bipolare, dove regna la litigiosità, mentre – si dice – quando c’era il centro la governabilità era assicurata (anche se i cinquanta governi succedutisi tra il 1946 ed il 1994 mostrano il contrario), chi – sul versante centrista – vuole dare basi più concrete all’ipotesi neocentrista, non può fare a meno di guardare alla storia italiana, rinserrata tra l’inizio della Guerra Fredda ed il crollo del muro di Berlino, tra la fine degli Anni Quaranta e gli inizi dei Novanta. Per trovarvi che cosa ? Sostanzialmente tre elementi: il ruolo di diga anticomunista svolto dal nostro Paese (sotto l’occhio attento ed interessato degli Stati Uniti); l’influenza spirituale e politica della Chiesa Cattolica; una base sociale contadina e piccolo borghese. Il mix di questi tre elementi ha rappresentato il terreno di coltura su cui si è radicato ed è cresciuto il consenso e si è costruito il sistema di potere democratico-cristiano. Un sistema di potere che si è retto – come spiegava Gianni Baget-Bozzo – non in forza di un aumento dello spirito religioso e della pratica cristiana, ma per il crollo delle forze laiche tradizionali e per una combinazione dei vari interessi del corpo sociale, fino al punto da arrivare ad assecondare “lo sviluppo della dinamica e il prodursi dei rapporti di forza nella società civile”, subendo perfino “i moduli di potenziamento di interessi tutelati da altri partiti (dai liberali ai comunisti) piuttosto che cercare si imporre una propria visione d’insieme”. Questa era la Dc storicamente determinata: espressione di una idea della mediazione, che nasceva dalla crisi bellica e postbellica dell’Italia, e che ha dato luogo – parole di Baget-Bozzo – “a una società in cui la politica è demitizzata quasi senza limiti, i valori statuali , esaltati dal Risorgimento e dal fascismo, privati di ogni significato, ma dove le forze politiche e sociali possono dispiegarsi compiutamente”. Il nocciolo della questione, esperienze alla mano, è dunque non tanto prendere atto che “il contesto”, oggi, è oggettivamente cambiato rispetto a quello di sessant’anni fa ( nelle alleanze internazionali, nel rapporto con la Chiesa, nella composizione sociale) quanto soprattutto che sono mutate le domande politiche del Paese e i più ampi scenari entro cui l’Italia è collocata. Bussano alle porte e sono già dentro le nostre città, oltre che sui nostri video, problemi enormi determinati dall’espansione dei mercati e delle produzioni, dal potere della tecnica e della finanza, dal cosmopolitismo e dalla domanda di identità dell’uomo contemporaneo, dal controllo delle fonti energetiche ed idriche, dall’integralismo religioso e culturale. Ora, di fronte a questi scenari, di fronte all’eccezionalità delle sfide in atto ed in fieri, che fanno emergere una grande domanda di politica, cioè di capacità di prefigurare, di decidere, di amministrare il cambiamento, c’è veramente qualcuno che crede possibile di riprodurre i vecchi meccanismi della mediazione centrista, capace solo di assecondare e di temporeggiare ? Alle nuove emergenze internazionali, alle attualissime tematiche della vita e dell’etica, alle domande di modernizzazione sociale occorre dare risposte chiare e conseguenti. Del malessere “centrista” , presente sia nel Pdl che nel Pd , l’Italia non ha francamente bisogno. Né di un generico appello ai valori su cui si fondava la Dc. Lo dice la Storia, lo conferma la cronaca politica, con un’opinione pubblica che chiede chiarezza nelle scelte piuttosto che deboli compromessi e che ad un bipolarismo “artificiale e strumentale” – così come viene definito dai nostalgici della Dc – oppone opzioni politiche chiare e concrete.

Mario Bozzi Sentieri

Lo stimolo

Sembra quasi il titolo di un film incomprensibile di Bergman o di un giallo-horror di Dario Argento, invece è la moderna chimera italiana e non solo.
Cosa fare per stimolare l’economia ?
Non passa giorno che qualche Solone con il ditino alzato alla Scalfaro non intimi a Berlusconi e al Governo di prendere i provvedimenti per stimolare l’economia.
Una Confindustria sempre meno rappresentativa della vera platea imprenditoriale italiana, dice che “il tempo è scaduto”.
Poiché lo dice da un paio di mesi (se non di più), forse sarà vero o forse aprono bocca solo per dare aria alla scatola cranica, senza neanche tanta fantasia.
L’europa che da mesi non riesce ad accordarsi sul da farsi, ma neppure sulle cause sulle quali incidere, pretende che l’Italia si dia in quattro e quattro otto questo fantomatico piano per lo sviluppo e lo stimolo.
Pretende anche che l’Italia riduca il debito.
Dovremmo in pratica mettere in campo miliardi per lo sviluppo (perchè alcuni deputati non ci stanno a votare provvedimenti che non costino nulla: bisogna spendere, a prescindere) e altrettanti, anzi molti di più, per ridurre il debito.
Ma dove sono questi miliardi ?
Le pensioni “non si toccano”.
Gli “indignati” non vogliono pagare.
I dipendenti pubblici non vogliono rinunciare neppure ai buoni pasto che in molti settori sono il doppio di quelli dei bancari privati che, per quanto le banche non godano buona pubblicità, sono comunque le aziende migliori, almeno in Italia.
I magistrati non vogliono rinunciare a spendere per le loro indagini (un miliardo all’anno solo per le intercettazioni) che peraltro non approdano a nulla.
Le partecipazioni e gli immobili di proprietà più appetitosi e che hanno mercato non si possono vendere perchè “strategici”.
Vorrebbero trovare il coglione disponibile a comprarsi partecipazioni in perdita o immobili pieni di vincoli.
Per fortuna Berlusconi tiene il punto e non è disponibile alla patrimoniale, né pesante, né morbida.
Tutti “battono cassa”.
I trasporti, i ministeri, gli enti locali, le sovrintendenze (come Pompei che crolla ed ha bisogno di soldi: certo, ma non ci sono), gli industriali non ne parliamo: sbavano per una rottamazione neanche fosse miss Italia.
Quel genio incompreso di Bersani annuncia: i soldi bisogna prenderli da chi li ha !
Caspita che cervellone, mi domando come mai sia sempre lì, all’opposizione, mal sopportato persino da molti dei suoi.
Certo “prenderli da chi li ha”: un autentico “esproprio proletario” che a casa mia si chiama rapina, perchè tale sarebbe una patrimoniale, una visita notturna nel mio conto corrente, il ripristino dell’ici sulla prima casa, una imposta “straordinaria” su risparmi o anche un aumento delle imposte dirette.
La “soluzione” di Bersani è indicativa dello scarso rispetto che a sinistra hanno del frutto del lavoro, delle capacità, del merito, preferendo, come è loro costume, l’appartenenza ideologica, le vuote chiacchiere a spese altrui, lo sfruttamento del prossimo.
E’ indicativo della cronica incapacità a risolvere i problemi dell’Italia perchè quelli che la pensano come Bersani non hanno il senso della giustizia e della proprietà.
Loro “prendono” dove c’è e non interessa loro se in questo modo sottraggono illegittimamente qualcosa al legittimo proprietario.
E’ la mentalità che ci ha portato a questa situazione.
“Qualcuno pagherà”, ma non io.
Ho visto in televisione una tabella indicativa del bilancio del commercio estero.
Al netto della bolletta energetica, abbiamo un saldo attivo di 16 miliardi.
Con la bolletta energetica il saldo diventa passivo per 28 miliardi.
L’energia ci costa quindi 44 miliardi: una intera super manovra.
Ecco, anche io ho trovato dove prendere i soldi.
Addebitiamo la bolletta energetica a quel 56% di Italiani che è andato a votare per il referendum consentendo agli antinucleari di raggiungere il quorum e bloccare lo sviluppo di centrali nucleari, rendendoci schiavi e debitori delle importazioni con una bolletta da 44 miliardi.
Il problema è risolto: trovato “chi paga” per lo stimolo.

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L’elenco di tutti gli esponenti del Pd arrestati, indagati, imputati e condannati

Assolutamente privi di qualsiasi velleità giustizialista o volontà di emulare Il Fatto Quotidiano, che il 28 luglio 2010, senza troppi complimenti, ha pubblicato un elenco di tutti i 35 parlamentari del PdL indagati o messi sotto inchiesta, senza curarsi del fatto che i condannati in via definitiva erano ben pochi e che in compenso alcuni degli “indagati” erano già stati assolti, pubblichiamo una lista di tutti gli indagati, arrestati, imputati e condannati del Pd. Solo del Pd, perché sembrano fare meno notizia. Chiarendo, proprio perché non siamo forcaioli, che non tutti sono stati condannati in via definitiva. Anzi, Ottaviano Del Turco, ad esempio, ha subìto una sorta di persecuzione giudiziaria del tutto immotivata, ed è stato costretto a dimettersi da presidente dell’Abruzzo. Tanti altri però sono stati condannati in via definitiva, a riprova che la cosiddetta “questione morale” riguarda eccome il Pd. Avete mai sentito parlare del bue che dà del cornuto all’asino? Ecco, è la storia del Pd, a giudicare dai numerosi nomi che compongono l’elenco.
Per ulteriore correttezza: P=patteggiamento, A=arresto, I=indagato, R=rinviato a giudizio o imputato.
Piemonte 8
A P Bartolomeo Valentino ex assessore di Collegno (Torino): 2 anni per concussione.
P Antonio Tenace assessore della Provincia di Novara: 2 mesi e 20 giorni per violazione del segreto d’ufficio.
R Michele Cressano consigliere comunale a Vercelli: falso ideologico e abuso d’ufficio.
Giusi La Ganga candidato alle ultime elezioni comunali del Pd: 20 mesi di reclusione e multa di 500 milioni di lire per finanziamento illecito ai partiti.
Giuseppe Catizone sindaco di Nichelino: abuso edilizio.
R Andrea Oddone sindaco di Ovada: omicidio colposo.
I Franco De Amicis ex segretario Pd Basso Canavese: bancarotta fraudolenta.
Liguria 8
A Franco Pronzato ex consigliere di Claudio Burlando e Bersani: corruzione.
A Franco Bonanini presidente del Parco delle Cinque Terre e parlamentare europeo: truffa e associazione a delinquere.
A Roberto Drocchi funzionario, ex candidato di Savona: truffa continuata e falso in atti pubblici.
I Vito Vattuone consigliere regionale: associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
I Giancarlo Cassini assessore regionale all’Agricoltura: associazione a delinquere, corruzione e altri reati.
P Massimo Casagrande ex consigliere comunale di Genova: 1 anno e 6 mesi per corruzione.
P Claudio Fedrazzoni ex consigliere comunale di Genova: 1 anno e 6 mesi per turbativa d’asta.
P Stefano Francesca ex portavoce del sindaco di Genova: 1 anno e 4 mesi per corruzione.
Lombardia 2
I Filippo Penati ex presidente della Provincia di Milano: corruzione, concussione e finanziamento illecito.
A Tiziano Butturini ex sindaco di Trezzano sul Naviglio: 2 anni e 5 mesi per corruzione.
Emilia-Romagna 9
I Luigi Ralenti sindaco di Serramazzoni (Modena): corruzione e turbativa d’asta.
I Alberto Caldana ex assessore della Provincia di Modena: peculato.
P I Flavio Delbono ex sindaco di Bologna: 1 anno e 7 mesi per truffa aggravata, peculato, intralcio alla  giustizia.
I Alberto Ravaioli sindaco di Rimini: abuso d’ufficio.
I Aldo Preda, ex senatore, Cinzia Ghirardelli, membro coordinamento provinciale, Cesare Marucci, ex consigliere comunale di Ravenna, Gianluca Dradi ex assessore di Ravenna: tutti per falso in bilancio.
I Nerio Marchesini attivista: trasferimento fraudolento di valori di una ‘ndrina calabrese.
Toscana 15
R Alberto Formigli ex capogruppo in comune a Firenze: associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
R Salvatore Scino vicepresidente del consiglio comunale: falso ideologico.
I Andrea Vignini sindaco di Cortona (Arezzo): abuso d’ufficio.
I Graziano Cioni ex assessore di Firenze: corruzione e violenza privata.
I Gianni Biagi ex assessore all’Urbanistica di Firenze: corruzione.
I Gianluca Parrini consigliere regionale: abuso d’ufficio.
I Gian Piero Luchi ex sindaco di Barberino del Mugello: abuso d’ufficio.
I Alberto Lotti ex vicesindaco di Barberino del Mugello: corruzione e abuso d’ufficio.
I Paolo Cocchi ex assessore regionale: abuso d’ufficio.
I Daniele Giovannini ex assessore comunale di Barberino del Mugello: abuso d’ufficio.
I Giovanni Guerrisi consigliere comunale di Barberino del Mugello: falso ideologico.
I Marzio Flavio Morini sindaco di Scansano (Grosseto): corruzione.
I Fabrizio Agnorelli sindaco di Piancastagnaio (Siena): truffa aggravata e falso.
R Fabrizio Neri ex sindaco di Massa-Carrara: abuso d’ufficio.
I Antonella Chiavacci ex sindaco di Montespertoli: omissione di controllo.
Umbria 7
I Eros Brega presidente del consiglio regionale: peculato e concussione.
I Maria Rita Lorenzetti ex presidente della regione: abuso d’ufficio.
I Maurizio Rosi ex assessore regionale alla Sanità: abuso d’ufficio.
I Luca Barberini consigliere regionale: peculato.
I Nando Misnetti sindaco di Foligno: peculato.
I Sandra Santoni ex capo di gabinetto di Lorenzetti: peculato.
R Giacomo Porrazzini ex sindaco di Terni ed ex deputato europeo: disastro ambientale e truffa.
Marche 1
P Fabio Sturani ex sindaco di Ancona: 1 anno e 9 mesi e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per concussione.
Puglia 7
P Domenico Gatti sindaco di Modugno (Bari): falso ideologico.
I Alberto Tedesco senatore: associazione per delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso.
I Michele Mazzarano ex segretario organizzativo del partito: finanziamento illecito ai partiti.
R P Flavio Fasano ex sindaco di Gallipoli (Lecce) ed ex assessore provinciale ai Lavori pubblici: 2 anni per falso e rinviato a giudizio per turbativa d’asta.
A I Sandro Frisullo ex vicepresidente della regione: associazione a delinquere e turbativa d’asta.
I Antonio De Caro capogruppo al consiglio regionale ed ex assessore di Bari alla Mobilità e al traffico: tentativo d’abuso d’ufficio.
I Adolfo Schiraldi ex presidente consiglio comunale di Triggiano (Bari): concussione.
Calabria 4
R I Agazio Loiero ex governatore regionale: associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per abuso d’ufficio.
R Nicola Adamo ex vicepresidente della giunta regionale: associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per associazione per delinquere, concussione, abuso d’ufficio.
A I Pietro Ruffolo assessore comunale di Cosenza: associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, e arrestato per detenzione abusiva d’armi.
P Giuseppe Mercurio ex capogruppo al Comune di Crotone, 4 anni per voto di scambio.
Veneto 2
P Statis Tsuroplis imprenditore iscritto al partito ed ex consigliere del sindaco di Venezia: 1 anno e 9 mesi per corruzione.
P Tullio Cambruzzi, tesserato pd e manager pubblico: corruzione, ha patteggiato 2 anni.
Lazio 5
Piero Marrazzo ex presidente della regione dimessosi dopo una vicenda di cocaina e trans.
R Francesco Paolo Posa ex sindaco di Frascati e consigliere provinciale: truffa, falso e indebita percezione di  erogazioni pubbliche.
I Guido Milana eurodeputato ed ex presidente del consiglio regionale: truffa, falso e indebita percezione di  erogazioni pubbliche.
I Ruggero Ruggeri consigliere provinciale: truffa, falso e indebita percezione  di erogazioni pubbliche.
R Valdo Napoli ex assessore all’Ambiente di Montefiascone: corruzione.
Campania 13
R I  Antonio Bassolino ex presidente della regione: epidemia colposa e omissione d’atti d’ufficio, sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frodi in pubbliche forniture e per peculato.
I Rosa Russo Iervolino ex sindaco di Napoli: epidemia colposa e omissione in atti d’ufficio.
I Andrea Lettieri ex sindaco di Gricignano d’Aversa (Caserta): concorso esterno in associazione mafiosa.
I R Vincenzo De Luca ex senatore e sindaco di Salerno: abuso d’ufficio, concussione, associazione per delinquere finalizzata a truffa e falso.
P Corrado Gabriele consigliere regionale ed ex assessore regionale: 4 anni e 3 mesi per pedofilia.
A R Aniello Cimitile presidente della Provincia di Benevento: falso.
I Enrico Fabozzi sindaco Villa Literno: concorso esterno in associazione mafiosa
A I Fabio Solano componente direttivo cittadino pd di Benevento: truffa.
I Giuseppe Russo cons. regionale: truffa. Carlo Nastelli ex consigliere comunale di Castellammare: tentata estorsione.
R Carlo Nastelli, Nino Longobardi, Antonio Cinque ex consiglieri comunali di Castellammare di Stabia: truffa ai danni dello Stato e concorso in falso.
Sardegna 3
I Renato Soru, ex presidente regione, consigliere regionale e membro della segreteria nazionale: aggiotaggio, assolto in primo grado per abuso d’ufficio e turbativa d’asta.
P Graziano Milia presidente Provincia di Cagliari: 1 anno e 4 mesi per abuso d’ufficio.
I Roberto Deriu, presidente Provincia di Nuoro: abuso d’ufficio.
Abruzzo 7
R Ottaviano Del Turco ex presidente della regione: associazione per delinquere, concussione, corruzione e altri reati.
R Antonio Boschetti ex assessore regionale alle Attività produttive: associazione per delinquere, concussione e altri reati.
R Bernardo Mazzocca ex assessore regionale alla Sanità. associazione per delinquere, concussione e abuso d’ufficio.
R Camillo Cesarone ex capogruppo alla regione: associazione per delinquere, concussione e corruzione.
P Luciano D’Alfonso ex sindaco di Pescara: 4 mesi per abuso d’ufficio.
I Massimo Cialente sindaco dell’Aquila: rifiuto in atti d’ufficio.
I Fabio Ranieri consigliere comunale dell’Aquila: truffa.
Basilicata 4
I Franco Stella presidente Provincia Matera: indagato per abuso d’ufficio.
R Prospero De Franchi ex presidente del consiglio regionale: rinviato a giudizio per falso e truffa.
R Pasquale Robortella consigliere regionale e sindaco di San Martino d’Agri: rinviato a giudizio per truffa ai danni dell’Ue.
I Nicola Montesano consigliere comunale di Policoro (Matera): indagato per falso e turbativa d’asta.
Sicilia 7
A Gaspare Vitrano deputato regionale: concussione.
I Elio Galvagno consigliere regionale: falso in bilancio.
I Salvatore Termine consigliere regionale: falso in bilancio.
I Vladimiro Crisafulli senatore: falso in bilancio, rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
I Giuseppe Picciolo deputato regionale: calunnia.
P Vittorio Gambino funzionario: falso in atto pubblico.
P Giuseppe Palermo funzionario: falso in atto pubblico.
Totale: 102. I buoi che danno dei cornuti agli asini, per l’appunto.
fonteblog: “questaèlasinistraitaliana”

Stanziati 1,655 Mld per la ricerca. Perché nessuno ne parla?

(ANSA) – ROMA, 21 OTT –


 “Gelmini, comincia fase investimenti per puntare a innovazione. Un miliardo e 655 milioni, piu’ un ulteriore 7% di risorse, saranno assegnati agli enti pubblici di ricerca in quella che il ministero per l’Istruzione, la Ricerca e l’Universita’, Mariastella Gelmini, ha definito, ”una nuova fase di investimenti” destinata a caratterizzare o’a seconda fase della legislatura. Lo ha detto oggi lo stesso ministro, dopo avere incontrato a palazzo Chigi i neo-presidenti degli enti, presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta”.
Ma io non vedo link su facebook degli studenti che di solito attaccano la Gelmini, ve li ricordate? Dai quelli che hanno devastato il centro di Roma con la loro manifestazione pacifica (cavolo devastano il centro, poi piazza San Giovanni, sono sempre così pacifiche le manifestazione dei pacifinti di sinistra). Nessuno salirà sul tetto dell’università questa volta? I vari Bersani, Vendola, Di Pietro non andranno a fare loro visita? No, nessuno darà risalto a questa importante notizia, perchè l’unica cosa che sanno fare a sinistra é criticare, lamentarsi e scioperare. Quindi pensiamoci noi, il popolo del fare, a lavorare…anche per loro.

Approda alla Camera la legge “anti-burca”, ma per la sinistra è un attentato alla libertà

Il ddl  anti-burca sarà all’esame dell’Aula della Camera la prossima settimana. “Sono molto contenta per questa decisione presa oggi dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio – commenta la parlamentare Pdl, Souad Sbai – perche’ l’Italia si metterà così al passo con il resto d’Europa dove e’ già vietato”. “Pensare a una donna con il burca – aggiunge la Sbai – significa non pensare a una donna. E’ ora di smetterla con la segregazione della donnamusulmana”.E’ fin troppo evidente che le dichiarazioni di Livia Turco sul disegno di legge contro il burqa, contraddistinte da irritante ipocrisia, non fossero sincere ma dettate dalla solita strategia di opporsi sempre alle proposte della maggioranza, anche quando queste suonano, sensate, ragionevoli, condivisibili.Secondo Livia Turco, il voto contro il burca sarebbe un attentato alla libertà di scelta della donna islamica. Non poteva pronunciare una frase più egoistica di questa. E’ la solita meschina, ignorante e vergognosa presunzione di chi ha avuto il privilegio di non aver mai sperimentato la condizione di schiava nel suo paese grazie a quel provvidenziale corso della storia italiana che, dal dopoguerra, ha concesso alle donne libertà, democrazia, emancipazione. Forse la sig.ra Turco confonde la libertà di scelta con la libertà di essere, di sentire, di sognare, di volare e soprattutto di guardare il mondo senza quel triste abito funereo che impedisce alla donna islamica di immergersi sorridente tra la gente, per le strade, nella natura.E’ la solita battaglia strumentale, per colpire, per abbattere, per distruggere. Ma questa volta la Livia l’ha “sparata grossa” perché nessuna donna che si dichiari progressista, libera ed emancipata potrebbe condividere la sua opinione che nasce solo dall’ obbligo politico di allinearsi alle direttive di partito anzi che obbedire alla sua coscienza.E’ possibile che un parlamentare che si occupa di questioni sociali non abbia la sensibilità di immedesimarsi nella condizione delle altre donne siano esse islamiche , occidentali , asiatiche e via dicendo? Dov’è quel sentimento di empatia che Jeremy Rifkin tanto decanta nel suo libro “La Civiltà dell’Empatia” come mezzo di unione e di salvezza delle società moderne? Certo che all’onorevole questo sentimento non sembra neanche sfiorarla tanto forte è in lei il sentimento opposto di ricacciare le donne islamiche, in occidente, sempre più nell’ inferno del loro silenzio, della loro emarginazione, della loro ancora persistente schiavitù. Cara Livia se fossi un giudice, ti condannerei a vivere tra i talebani almeno per un anno intero, avvolta naturalmente, nel lungo abito nero che ti copre il viso e sotto un sole cocente di 40 gradi all’ ombra. Forse allora, distrutta nell’anima, implorerai l’occidente di venirti a salvare. E come potrebbe l’Italia salvarti se tu con il tuo giudizio avrai nel frattempo diffuso in ogni angolo del paese questo costume barbaro sì da non poter più tornare indietro?

Pensaci cara Livia, e vivi sonni tranquilli perché fortunatamente ci sono le donne del PDL a salvarti in primis l’onorevole Souad Sbai che tanto sta lavorando per far comprendere alle donne ostinate come te, che la libertà di scelta deve essere per amare la vita in pieno sole e non tra le sbarre di una stoffa grigliata.
Fonte http://www.imolaoggi.it/?p=5223

I NO-TAV pacifici vogliono solo tagliare le reti ?

Art. 635 del Codice Penale. Danneggiamento:

Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui e’ punito, a querela della persona offesa con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro seimila.

La pena e’ della reclusione da sei mesi a tre anni e da scontarsi in lavori socialmente utili nella città oggetto dell’atto vandalico, interdizione da Pubblici concorsi per anni 5,si procede d’ufficio, se il fatto e’ commesso: 1) con violenza alla persona o con minaccia; 2) da datori di lavoro in occasione di serrate, o da lavoratori in occasione di sciopero, ovvero in occasione di alcuno dei delitti preveduti dagli artt. 330, 331 e 333 (1); 3) su edifici pubblici, privati, o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell’articolo 625…

Con eventuali aggravanti specifiche, aggiungo….

E’ morto Marco Simoncelli

Nel Gran Premio Motociclistico di questa mattina Marco Simoncelli ha subito un brutto incidente ed è morto. Era un nostro fratello, anche se noi siamo distanti dal mondo delle corse in quanto preferiamo utilizzare le nostre moto per i viaggi, possibilmente lunghi. Un saluto al campione da parte di tutto il forum di Gente in […]