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Poteri Forti. Anzi Fortissimi.

Leggi ancora | Pubblicato da Vandeaitaliana | Commenti (6) Tag: politica, donne, comunismo, calcio, femminismo, sindacati, tasse, cattivi maestri, piedi puliti, italasia, totò e peppino, paladini del nulla, maramaldi

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Anche lui beve l’amaro calice dell’impegno politico !

L’accusa di familismo nella selezione della classe dirigente e nella scelta dei candidati da far concorrere alle elezioni piomba su Antonio Di Pietro e la sua Italia dei Valori. Ancora una volta. Cristiano Di Pietro, figlio dell’ex pm di Mani Pulite, sarà candidato alle prossime elezioni Regionali molisane che si terranno ad ottobre. Tanto basta per alimentare lo spettro del favoritismo e della assenza di meritocrazia nelle persone da proporre ai cittadini come loro rappresentanti.

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Prove di Sharia !! Via il Colonnello dentro i Taliban !!

Non è ancora finita e potrebbe finire in modo crudelissimo, inutile piagnucolare sui cecchini cattivi che sparano ai bambini, la scena selvaggia di Tripoli è responsabilità di chi ha gestito la guerra; hanno vinto i berberi di Nafusa, ovvero quelli  sui quali la Nato e l’Europa non avevano puntato spendendo cifre di denaro folli e facendoci aumentare il prezzo della benzina; bene che vada governeranno o si proveranno a farlo i peggiori servi di Gheddafi, complici negli anni del terrorismo attivo, traditori nel momento della disgrazia, pronti a tutto, altro che a rispettare gli impegni commerciali ed economici del tempo che fu; se invece bene non va il Paese sarà in balia di una guerra civile nella quale tutti proprio tutti sono armati fino ai denti, non c’è un leader né un partito né un programma, a parte l’Islam  come religione e la sharia come fonte legislativa.

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In mano dei fondamentalisti

Tripoli, i nuovi padroni quanto sono credibili? di Riccardo Pelliccetti
Che regni il caos è naturale, che i media veicolati alimentino la confusione è comprensibile, ma che sia poco chiaro chi comandi davvero e su quale strada spingerà la Libia è decisamente allarmante. Mentre infuria ancora la battaglia a Tripoli, come in altre località del Paese, sono in molti a domandarsi quanto sia affidabile la leadership dei rivoltosi o, meglio, dei nuovi padroni della Libia.…
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La via comunista al fallimento:tasse e scioperi

Immaginate Bersani con un colbacco e un cappottone scuro.

Lo potremmo inserire senza stonare tra gli imbalsamati gerontocrati sovietici (Brezenv, Andropov, Gorbachev, Gromiko) mentre assistevano alla parata del primo maggio sulla piazza rossa.
E se, come sostenevano i greci antichi, l’aspetto esteriore corrisponde a quello interiore, possono cambiarsi il nome mille volte, ma i comunisti restano tali, sempre.…
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Riflessioni sulla Libia e Gheddafi

Pare che siamo giunti all’ultimo atto della tragicommedia libica. L’intervento della NATO ha posto fine al regime quarantennale di Gheddafi. La guerra non è ancora finita, e per le strade di Tripoli si combatte e ciò che resta dell’esercito del colonnello vende cara la pelle, ma ormai il loro destino è segnato.…

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Leggi e magistrature italiche

La bigamia dell’immigrato adesso è lecita. Santanché: “L’Italia non diventi un califfato” di Manila Alfano
«È chiaro. Si sta avverando quello che Oriana Fallaci aveva già previsto: la trasformazione dell’Europa in Eurabia. L’invasione degli immigrati ci sta schiacciando. Si sottraggono alle nostre leggi fondamentali. Non possiamo restare a guardare in silenzio.…
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Tripoli, bel suol d’amor

La crisi finanziaria ha lasciato il campo, negli ultimi due giorni, come prima notizia, a quelle che sembrano le ultime ore di Gheddafi.
I ribelli, con la copertura essenziale dei bombardamenti Nato, sono riusciti ad entrare a Tripoli.
Ci guadegneremo dall’imminente cambio ?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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Bologna, 2 agosto 1980

Aperta una nuova inchiesta.
Sotto esame due terroristi comunisti tedeschi molto vicini agli ambienti del terrorismo palestinese.
Tale pista, negli anni, fu ripetutamente ipotizzata ma mai seguita da chi sposò, da subito, una verità ideologica: la strage doveva essere “nera”.
Un bel tacer non fu mai scritto.
Io non mi pronuncio.
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Il partito della spesa

Da tempo Bersani e compagni ci assillano con il ritornello per cui Tizio deve pagare, Caio deve pagare, Sempronio deve pagare.
Il pci/pds/ds/pd non ha altro scopo che quello di rastrellare denaro dalle nostre tasche.
Domenica scorsa, intervistato dal gr1, il responsabile economico di quel partito, Fassina, ha ripetuto il mantra: devono pagare quelli che non l’hanno mai fatto (i mitici evasori messi sistematicamente a bilancio tra le entrate) … devono pagare quelli che hanno portato i soldi all’estero (ma poi si scopre che sarebbe un violare un accordo sottraendo denaro a chi quei soldi, confidando nella serietà dello stato …, ha riportato in Italia) … devono pagare i grandi patrimoni (ed è il concetto di “grande” che, in epoca di relativismo, fa venire i brividi) …
Ammesso e non concesso che tali affermazioni possano avere un pregio superiore a quello di semplice propaganda, chi vi si abbevera dimentica che così facendo si fornisce allo stato carburante per proseguire a spendere e, anzi, per aumentare le spese.
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