Minnesota fallito, o no?

In rete è rimbalzata la notizia di una bancarotta nel Minnesota. La notizia è però errata. Il Minnesota, per ora, non è in bancarotta. Che è successo allora?


Dunque, è accaduto uno scontro frontale tra il governatore democratico Dayton e il congresso statale, in ambo i rami a maggioranza repubblicana. Il governatore Dayton ha posto il veto sul bilancio precedentemente approvato dal congresso statale, mentre i repubblicani hanno bocciato il bilancio proposto dal governatore. Tic-tac, le lancette dell’orologio scorrono e si avvicina l’ora X, fissata per il 30 giugno, termine ultimo per la presentazione del bilancio statale. Il 1° luglio gli abitanti del Minnesota si sono svegliati senza i servizi di competenza statale. Tutti i servizi gestiti dallo stato del Minnesota sono stati chiusi per una decina di giorni. Ora però sia il governatore che i repubblicani si sono scesi a più miti consigli e hanno trovato un compromesso per un nuovo bilancio, facendo così riaprire i servizi statali

Il Minnesota quindi non è fallito. Il governatore e la maggioranza repubblicana hanno fatto entrambe una pessima figura di fronte al mondo, e su questo non ci piove. Altrettanto pessima la figura fatta dalle agenzie di rating che bastonano l’Italia ma tengono il rating del Minnesota al massimo livello sebbene questi abbian lasciato per due settimane i propri cittadini senza i servizi più elementari per capricci ideologici.

La bancarotta di uno stato si verifica quando questo non è più in grado di pagare i propri titoli di stato, e il Minnesota al momento non è insolvente da questo punto di vista. Si può comunque discutere sul fatto che lo “shutdown” sia un default de facto ma non de iure perché de facto i dipendenti pubblici del Minnesota son rimasti a piedi per 15 giorni.

Rimarco che comunque gli Stati Uniti rischiano il default e la notizia dello “shutdown” del Minnesota è stata oscurata dai media nazionali e non. Ora, non per dire, ma avere un intero stato (per quanto di dimensione economiche e di popolazione medio-basse) che per due settimane manda a spasso i propri dipendenti non è certo un bello spettacolo e dovrebbe avere effetti su tutta la federazione. Dato l’attacco della stampa e della finanza anglo-americana all’euro e all’Italia riterrei comunque più che giustificato rispondere per le rime e spacciare la notizia del default del Minnesota come ha fatto ad esempio il Corriere. Comunque, per farvi un’idea di come la corte dei miracoli di Obama stia portando gli americani nel baratro vi basti sapere che da quando Obama è presidente il debito pubblico è salito dal 70 al 95% del PIL e che il rapporto deficit-PIL è del 12%. L’Italietta del bunga-bunga, giusto per fare un esempio ha visto salire il suo debito pubblico del 14% nello stesso periodo e ha un rapporto deficit-PIL del 4,6%

Le tasse fanno schifo

Riesce difficile capire cosa sia passato nella testa dei dirigenti di Lega e Pdl per appoggiare la sinistra manovra socialista di Tremonti e, ancor di più, quale motivo abbiano per essere così esultanti alla sua approvazione.

Come ha scritto il Sole 24 Ore, la manovra è fatta per il 60% di tasse e solo per il 40% di tagli alla spesa pubblica.
In pratica si sono rastrellati i soldi per mantenere la spesa pubblica agli esorbitanti livelli attuali, rendendo necessaria una ulteriore drenata di fondi – mettendoci le mani in tasca ancora una volta – fra un anno o due.
Un Governo che era stato votato per una svolta liberale ed antistatalista, fa, sia pur con maggiore delicatezza, quello che farebbero un Prodi o un Ciampi qualunque.
Posso immaginare che a Berlusconi siano arrivati messaggi impliciti e espliciti (la condanna al pagamento di 560 milioni a De Benedetti, le continue richieste di arresto per suoi parlamentari, l’ingiustificata aggressività della speculazione contro l’Italia …) da obbligarlo a mordersi la lingua e far buon viso a cattivo giuoco.
Ma cosa hanno da esultare Frattini e Gelmini, Alfano e Gasparri, Bossi e La Russa, Maroni e Cicchitto e via via tutti gli altri maggiorenti di Lega e Pdl ?
Si sono resi conto che con questa manovra non solo hanno tradito gli impegni elettorali, ma si sono anche giocati il consenso di una parte determinante dell’elettorato di Centro Destra ?
Berlusconi, che spero abbia messo al sicuro le sue sostanze meritatamente guadagnate, ha quasi 75 anni e se anche potrà essere amareggiato da una sconfitta elettorale, ha vissuto e bene le sue tante vite, ultima quella da politico.
Ma politici di quaranta e cinquanta anni come pensano di potersi ripresentare a chiedere il voto agli elettori del Centro Destra ?
Con il ricatto del “voto utile” o della “diga” ?
Possono toglierselo dalla testa: a che pro votare per chi dovrebbe sostenere una svolta liberista e poi trovarsi l’aumento delle tasse ?
Tanto vale votare per Forza Nuova, dare quindi un voto marcatamente ideologico sui Valori, e poi essere liberi di criticare una sinistra che altro non farà che imporre tasse, sanzioni, divieti e leggi da deriva morale.
Almeno potremo pensare che “tanto peggio, tanto meglio”, più saremo vessati, prima arriverà la ribellione popolare.
E nel frattempo organizzarsi al meglio per difendersi dalla rapacità statale.
Perché le tasse fanno schifo, sono il Male.
Magari non sono il Male Assoluto (quello è la sinistra nel suo complesso …) ma è sicuramente il Male.
Finchè hanno ancora la maggioranza parlamentare gli uomini del Pdl e Lega hanno una possibilità di ribaltare il tavolo.
Prendano il machete e taglino in uno la spesa pubblica e le tasse.
Se ne freghino di Moody’s, di S&P, di Fitch, della BCE, dell’FMI e dei sermoni di Napolitano e mostrino gli attributi facendo quello per il quale furono votati nel 2008.
Verrà scatenata una campagna furibonda contro di loro ?
Ma rappresentare un Popolo non è una sine cura !
Qui si parrà la loro nobilitate.

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Estate violenta

Rieccomi. Strani giorni, questi di un’estate che si è aperta con il fuoco di sbarramento greco e che ci fa temere il contagio (parola più adatta alle epidemie)  di questa deflagrazione. Subito dopo,  qui in Italia ci hanno rovesciato addosso una purga economico-finanziaria  “alla greca”. Qui il testo di sintesi per chi vuol deliziarsi. Noterete che non c’è categoria sociale che la passi liscia, a parte la solita casta dei politici; non c’è settore della vita pubblica che non subisca macelleria sociale (dalla sanità, alle pensioni, ai trasporti, agli asili, alle scuole, al risparmio privato). E l’obiettivo da raggiungere è l’estinzione della classe media. Ordini di scuderia: i mammassantissima di Bruxelles comandano, picciotto Tremonti va e riscuote.
Ma soprattutto, è  il sistema euro a passarsela male. Napolitano per conto delle massonerie internazionali ha esortato  (anzi, intimato) alla coesione tra governo e opposizione, perché… presto… bisogna  far presto, dare segnali ai mercati sulla manovra di “pareggio di bilancio”. Ma quel che non ci dicono questi ignobili sepolcri imbiancati  (con  in testa lui) è che neanche questi 80 miliardi di euro basteranno, poiché le fauci insaziabili  degli squali internazionali, non saranno mai paghi e chiederanno di più, sempre di più.
Berlusconi non ci vorrebbe  mettere la faccia e, come ha lasciato capire, se dovesse spifferare la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, sarebbe costretto ad agire contro gli interessi dell’Italia. Sono personalmente convinta che è tacendo che agisce contro  il nostro Paese. Lui sa chi è che ci rema contro. Lui sa chi sono i padroni delle agenzie di rating che ci declassano buttandoci addosso fango e discredito per meglio scatenare la speculazione e divorarci fino al midollo osseo. Ma non può e non vuole dircelo. Forse spera, così facendo, di mettere al sicuro  il suo patrimonio. E invece no, lo faranno ugualmente a fettine. In fondo è l’asburgico gabelliere Tremonti a dirci con fredda flemma valtellinese che  se il Titanic affonda vanno a bagno anche i passeggeri di prima classe. Figurarsi quelli in seconda e in terza classe.

  • Ma ecco, dagli Esteri,  una notizia ancora più allarmante: dei 50 Stati Uniti, è gia fallito il Minnesota. Un fallimento pilota o pilotato? E’ solo l’inizio dell’imminente  crollo del colosso americano previsto per agosto? Leggete qui,  cronaca minuto per minuto da uno stato fallito: parchi  pubblici chiusi, negozi chiusi, bloccati i lavori di strade e altre infrastrutture. In cassa non ci sono soldi per  il governatore, il democratico Mark Dayton. Potete sempre consolarvi chiamandolo default, fa più chic. Vuoi mettere che leggerezza rispetto al truculento termine “fallimento”!?…
  • Da ultimo, una notizia di cronaca nera nostrana. Solo sedici anni di carcere  per l’assassino 31enne Morris Ciavarella, uno degli aggressori che finirono a calci, pugni e sprangate il povero tassista milanese Luca Massari, rimasto in coma per un mese prima di morire. Massari era sceso dal suo taxi per scusarsi di aver innavertitamente investito un cane, ma per lui ad attenderlo ci fu una morte da cani. Il suo assassino invece se l’è cavata con 16 anni che chissà se poi li sconterà tutti. C’era una volta l’ergastolo; e c’erano una volta almeno i fatidici 30 anni per chi commetteva un  omicidio intenzionale.  Ora, evidentemente per i giudici, la vita di un cane, vale di più di quella di un uomo.
E’ il caso di dire, una sentenza da cani in un’estate violenta, foriera di  un autunno ancora più violento.

Falling Skies

Preceduta da una imponente campagna pubblicitaria, dall’inizio di luglio il canale Fox di Sky trasmette la serie “Falling Skies”.
La trama è semplice e classica.
La Terra è stata invasa da mostri alieni che ne hanno distrutto la civiltà e catturato molti sopravvissuti per farne degli schiavi.
Si oppongono agli alieni altri sopravvissuti ancora liberi, con azioni di guerriglia.
Naturalmente ci sono storie personali, amori, famiglie, tradimenti, odi, perfidie.
Il soggetto richiama altri prodotti: Indipendence Day, La guerra dei mondi, ma anche Battlestar Galactica, Visitors, fino a soggetti similari (la fine del mondo conosciuto e una pattuglia di sopravvissuti) come la serie televisiva anni settanta I Sopravvissuti e quella più recente Jerico.
Le variazioni sul tema possono essere molteplici pur avendo alla base il canovaccio classico: fine del mondo, resistenza, vittoria finale.
Non so se Falling Skies vi si atterrà, ho finora guardato i primi tre episodi e non sono certo di guardare anche i prossimi.
Non ne sono certo perché il prodotto mi sembra sopravvalutato, probabilmente per la firma “nobile” di Steven Spielberg, ma a differenza delle altre serie citate, mi sembra manchi di ritmo, di pathos, di spunti innovativi, di tensione.
E’ tutto talmente prevedibile da essere deludente e preferirgli una terza o quarta visione di Battlestar Galactica o dei Sopravvissuti inglesi anni settanta.
Da alcuni passaggi che ho visto, poche sequenze, pochi dialoghi, temo anche che Spielberg arrivi a voler pontificare con un “messaggio” buonista e non vorrei alla fine trovarmi con il solito relativismo di sinistrae nichilista che non tutti gli alieni sono cattivi, da tradurre in chiave attuale.
Se così fosse, la parabola di Spielberg, ai miei occhi, sarebbe completa e la sua firma non sarebbe più una garanzia di spettacolo, ma, anzi,del suo contrario.
Sospendo comunque il giudizio finale fino a che – non è detto che sia seguendo la programmazione attuale perché ho poca voglia di annoiarmi solo per terminarne la visione – non avrò potuto guardare altri episodi.

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La Giorgetti presidente del Santo Stefano

E così il Pdl ha evitato di affondare eleggendo Ilaria Giorgetti presidente del Quartiere Santo Stefano, l’unico sottratto, come sempre, ai comunisti, con il solo voto contrario del Consigliere Mioni già presidente durante il breve mandato comunale di Delbono.
La Giorgetti ha iniziato bene e male.
Bene l’aver chiesto scusa agli elettori per lo spettacolo indecente offerto dai consiglieri Pdl.
Male per aver ripetuto a pappagallo la solita liturgia della massima condivisione bla … bla … bla …
Primo avviso quindi al neo presidente.
Il Santo Stefano è un quartiere decisamente orientato sul Centro Destra e, in certi aspetti, più a Destra che al Centro.
Quindi i provvedimenti da assumere non potranno e non dovranno accarezzare per il loro verse le pretese degli sconfitti di sinistra.
Quindi poco interventismo e molta libertà.
A cominciare da quella di parcheggio, di circolazione con i mezzi privati.
Al quartiere, unica istituzione di Centro Destra nel mare rosso di Bologna, chiedo un primo provvedimento urgente per liberare Villa Aldini dalla presenza degli immigrati e per inibire ogni futura eventuale installazione di campi di raccolta, rom o di tal genere.
E’ evidente che una simile iniziativa non potrà in alcun modo essere soggetta a trattative o compromessi con la sinistra che dell’accoglienza ha fatto la sua bandiera.
Analogamente il quartiere dovrà vigilare perché non venga costruita, né materialmente,né surrettiziamente usufruendo di sale già esistenti, una moschea o centro similare.
E poi la sicurezza.
Pretendere dal comune maggiori pattugliamenti della polizia municipale nelle ore serali e, soprattutto in estate, anche notturne.
Meno multe per divieti di sosta o di circolazione e più sicurezza.
Almeno nel nostro quartiere.
Mi auguro che la Giorgetti non si lasci irretire da costose e inutili iniziative a favore di questa o quella lobby, risparmiando il denaro per rendere servizi reali ai cittadini e non per operazioni di immagini quali feste, serate canore, stipendiando nani e ballerine come faranno al comune o in altri quartieri.
Per ora mi fermo qui.
La Giorgetti deve dimostrare di valere il posto che ha ottenuto dopo forti scontri nel suo partito e per dimostrarlo deve rappresentare un controcanto rispetto alla giunta comunale ed agli altri quartieri.
Lo scambio di reciproca stima con esponenti della sinistra mi fanno dubitare che possa essere il presidente di cui il quartiere e il Centro Destra hanno bisogno, ma sarei lietissimo di sbagliarmi.

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Elton John e il vero volto dei progressisti

In questi giorni Piazzola sul Brenta e la piazza di fronte alla splendida Villa Contarini di Palladio sono teatro di una rassegna musicale che sta portando le star del pop italiano, come Giovanni Allevi, Jovanotti, Cesare Cremonini e i Modà, e star internazionali come Jamiroquai, i Korn, gli Hooverphonic ed Elton John nel mezzo della provincia padovana. Proprio il gaio baronetto Elton John è stato protagonista di un episodio che ha avuto una discreta eco sui media nazionali. Il gaio baronetto ha difatti fatto sgomberare dei nomadi dal luogo del concerto. I nomadi in questione lavavano e stendevano i panni nei pressi della piazza del concerto e facevan giocare i loro bambini alcuni dei quali nudi. Ora, per carità, il gaio baronetto ha sicuramente avuto le sue buone ragioni per far sgomberare il tutto dalle forze dell’ordine. Chiunque ha avuto a che fare con i nomadi sa benissimo che bisogna usare il pugno di ferro per poter ragionare. Ciò che non torna, e che da fastidio, è che il gaio baronetto, come molti suoi compagni di fazione politica, predica in un certo modo e razzola in un altro. Dall’alto dei suoi miliardi ciancia di “diritti civili”, di “lotta all’intolleranza”, salvo poi tramutarsi in Gentilini quando deve affrontare in maniera concreta il problema dell’integrazione. Avere a che fare, come in questo caso, con i nomadi o con etnie differenti che magari provengono da paesi disagiati non è una passeggiata, le regole ferme e chiare e il pugno di ferro sono l’unico modo per riuscire ad affrontare il problema ed evitare situazioni di illegalità e degrado. Lorsignorie progressiste, come il gaio baronetto in questione però amano riempirsi la bocca di belle parole e agitare il ditino verso chiunque osi ribadire i concetti basilari della difesa dell’identità e del rispetto delle regole, salvo poi agire in modo completamente differente quando la dura realtà gli si para davanti. In realtà comunque la metamorfosi gentiliniana di Elton John e delle altre vestali del politicamente corretto non dovrebbe sorprendere. In realtà i veri razzisti sono proprio loro. Quando sentite parlare di immigrazione le vestali del politicamente corretto esse ripetono il seguente mantra “gli immigrati servono per svolgere i lavori umili” e proprio ripetendo il mantra svelano la loro reale natura razzista. Già, per il progressista medio l’immigrato serve a svolgere le mansioni della servitù e della bassa manovalanza, la loro è quindi più una compassione pietosa verso persone che considerano inferiori e perciò degne di lavori di bassa qualità svelando così il loro vero volto, un volto che nascondono bene dietro gli artifizi retorici del politicamente corretto ma che prima o poi emerge in maniera prepotente quando costoro si trovano in prima persona di fronte alle difficoltà delle relazioni inter-etniche.

La "Promozione" di Fitch è interessata?

La scure di due delle tre Gorgoni della finanza internazionale si è abbattuta sull’Italia dando il via alla speculazione internazionale sul nostro paese. Standard & Poors ha declassato l’Italia, mentre Moody’s ha messo sotto osservazione alcune delle principali aziende e banche del nostro paese. Tra le tre Parche v’è però un dissidente, questo dissidente è “Fitch”. “Fitch” non solo non ha declassato l’Italia, ma anzi ha promosso a pieni voti la manovra draconiana preparata dal governo Prodi Berlusconi e dal ministro Visco Tremonti. Se è vero, come si dice, che i giudizi delle agenzie di rating sono spesso guidati dagli interessi degli azionisti, allora uno sguardo all’azionariato di “Fitch” potrebbe spiegarci perché stavolta non concorda con le altre due Graie dell’alta finanza.

L’azionista di maggioranza di “Fitch” è la holding finanziaria Fimalac. Il gruppo Fimalac possiede il 60% delle azioni di Fitch. Fimalac è la holding personale del finanziere francese Marc de Lacharriére che ne possiede il 67% delle azioni.

Allo stesso tempo sappiamo che le banche francesi sono fortemente esposte sull’Italia. Le banche francesi possiedono qualcosa come 500 miliardi di titoli di debito pubblico italiano, una cifra enorme, che corrisponde ad oltre il 20% del PIL francese. E’ quindi evidente che un eventuale default italiano squasserebbe il sistema bancario francese e potrebbe pure portare ad un default della stessa Francia.

Ora, la Francia è di gran lunga il paese più esposto sull’Italia e rischierebbe l’osso del collo in caso di bancarotta italiana e l’unica delle tre maggiori agenzie di rating a non aver calato la scure sull’Italia è controllata da una holding francese. E’ un caso che “Fitch” non concordi con le altre agenzie di rating, o i suoi giudizi positivi sull’Italia sono interessati e in qualche modo influenzati dalla fortissima esposizione della Francia nei confronti dell’Italia?

L’eventuale conflitto di interessi di “Fitch” sull’Italia dovrebbe riportare al centro del dibattito la riforma delle agenzie di rating. Tre agenzie controllano il 96% del mercato del rating e queste tre agenzie sono pesantemente influenzate dai rispettivi azionisti. A loro volta le tre Gorgoni della finanza hanno un potere sconfinato e, come abbiamo visto in questi giorni, possono influenzare l’andamento dei mercati e le decisioni dei governi. Io ho preso questo esempio di possibile conflitto di interessi tra “Fitch” e l’Italia proprio per far capire come i giudizi delle tre Gorgoni non sono imparziali, ma sono spesso guidati da interessi dell’azionariato. Com’è possibile che tre agenzie oligopolistiche, i cui giudizi dovrebbero essere considerati carta straccia dopo che nessuna di queste tre riuscì a prevedere crack di Lehman Brothers, continuino ad avere questa autorità e che i governi europei, in questo momento minacciati dalla speculazione che si muove seguendo i giudizi delle tre Gorgoni, non siano ancora riusciti a trovare un accordo su un’agenzia di rating pubblica europea che possa far da contraltare alle tre (dis)Grazie?

Anche su Rischio Calcolato

Sciocchezzaio: le quote rosa

Il Tar ha cancellato la Giunta capitolina per … difetto di quote rosa.
In un periodo in cui è ncessario risparmiare, ottimizzare il tempo e produrre, c’è chi ha pensato ad una legge che obbliga le giunte locali ad essere composte non in base alle capacità, ma al sesso.
E c’è chi ha perso tempo e denaro (nostro) per discutere e votare tale legge, ed altri dipendenti pubblici (i magistrati del tar) hanno perso tempo e denaro (nostro) per sentenziare su un ricorso sulla lesa maestà compiuta da Alemanno.
Che, per carità, non è tra i miei preferiti, ma credo abbia ben altro di cui occuparsi che non trovare due o tre donne con cui infarcire la propria giunta e, nel frattempo, a Roma tutto si ferma.
Senza considerare che una donna capace emerge comunque, mentre quando si impone di averne un tot, indipendentemente dalle capacità, si rinuncia a chi, magari, ha ben maggiori competenze e meriti.
Anche se è un uomo.
E viceversa.
Tra le tanti legge inutili, quella sulle quote rosa è una delle peggiori, che nega capacità, competenza e meriti, in cambio del bilancino del farmacista.

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Automobilisti di tutto il mondo: uniamoci !

Da tempo pensavo a questo post.
Ogniqualvolta, in montagna, dietro una curva cieca trovavo due o addirittura tre ciclisti affiancati, ogniqualvolta in città in un senso unico vedevo sbucare contro mano un ciclista, ogniqualvolta un ciclista passava un incrocio incurante del semaforo rosso.
L’occasione mi viene dunque offerta da questa infame manovra fiscale di stampo socialista partorita da Tremonti, nel silenzio dell’opposizione, pronubo Napolitano (e posso solo immaginare le minacce che ha subito Berlusconi per non manifestare la sua contrarietà ad una manovra che tradisce i suoi impegni elettorali) che, oltre a tante porcherie, bastona, per l’ennesiam volta, gli automobilisti.
Hanno giocato con i cavalli fiscali per imporre un bollo aggiuntivo invece di rispettare l’impegno elettorale di abolirlo per tutti.
Hanno confermato le accise (tasse) sulla benzina così che il 52% del costo dle caburante è causato dalla tasse.
I loro provvedimenti hanno indotto i benzinai ad uno sciopero in pieno periodo estivo.
Ma l’unico danneggiato è l’automobilista, per nulla tutelato dalle associazioni di categoria come l’Aci, colpevole di possedere una vettura.
Così, ai ciclisti indisciplinati (e spesso arroganti nelle loro reazioni), ai divieti di circolazione imposti ormai in tutte le città tra isole pedonali, sensi unici, zone a traffico limitato e chi più ne ha più ne metta, perchè la fantasia non manca da parte di amministratori repressi che sanno solo inventare divieti e sanzioni, si aggiungono anche superbolli e tasse sulla benzina in aumento.
E che dire della buffonata di imporre il “bollino blu”, salvo poi proibire la circolazione alle automobili acquistate pochi anni fa, ma caratterizzate da “euro due” o “euro tre” ?
Un favore enorme alla consorteria dei produttori di automobili, in Italia particolarmente forte e capace di socializzare le perdite e privatizzare i guadagni, visto che se dopo tre o quattro anni una autovettura non è più libera di circolare, allora uno, potendo, ne compra una nuova.
E chi non può ?
Vogliamo ribellarci a questa continua aggressione verso gli automobilisti ?
Vogliamo chiedere, anzi pretendere, che i ciclisti siano obbligati a rispettare le regole, come chiunque altro ?
Sì, perchè se uno di loro venisse “asfaltato” da un’auto, anche se l’automobilista avesse tutte le evidenti ragioni dalla sua, subirebbe una infinità di angherie, a cominciare dal ritiro della patente.
E smettiamola con i limiti di velocità in strade a due o più corsie nelle quali vengono imposti i cinquanta o, bontà loro, i settanta solo perchè sono strade cittadine !
E basta con tutti gli strumenti di spionaggio : telecamere, rivelatori di velocità, appostamenti in strade a veloce scorrimento con limiti ridicoli !
E’ ora di finirla di subire passivamente.
Se non ci pensa l’Aci, dobbiamo tutelare noi stessi e non stare sempre a capo chino e subire.
Lobbies ben più ridotte ottengono tutele e privilegi: perchè gli automobilisti sono quelli che devono sempre pagare ?
La libertà di circolazione è una delle libertà fondamentali per un cittadino che viene sistematicamente conculcata dai nuovi sceriffi di Sherwood.

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