il bello della fine del referendum

il bello della fine del referendum è che ora, finalmente, digitando “fb” su google entri in homepage e non più su CLICCA MI PIACE IL REFERENDUM …. la libertà si apprezza proprio quando si è provato a perderla…
anche nelle piccole cose….

Come andare al potere senza vincere le elezioni

Ma sciorbole ragassoli  uhé, ma lo sapete veh, che noi c’ abbiamo un bel progettino per privatizzare l’acqua ma ce lo teniamo nel cassetto per noialtri e ve lo applichiamo quando butteremo giù quel Berluskaiser dell’Ostia? ghe pensi mi, con tanto di maniche di camicia rimboccate“.
Poi dopo aver ascoltato le cifre uscite dalle urne, Culatello è uscito allo scoperto a fare il bagno di folla. “Oh ma questo – veh! –  è un referendum sul divorzio! Sì, il divorzio degli Italiani dal Berluscone. E ora bisogna  che lui salga al Colle dal Napolitano per sloggiare in fretta”.
In tutta questa ridda di percentuali di quorum uniformi (ma dove sono i NO e gli astenuti? ) che più uniformi non si poteva, così uniformi da far credere che anche le schede non ritirate, siano state conteggiate nei quorum,  la figura più grottesca è quella di Culatello Bersani, quello che parla come se addentasse un buon insaccato misto e ci bevesse sopra un bicchiere di Bonarda dei colli piacentini.
Non che io vada pazza per Di Pietro, ma almeno lui e la sua Italia dei Valori s’è fatto un mazzo grosso tanto nelle piazze per raccogliere le firme del Comitato Promotore e insistevano presso gli elettori di centrodestra perché firmassero qualcuno dei loro quesiti referendari. Ma il Bersani da cani, si è messo a cantare vittoria di una vittoria non sua, e senza aver fatto nemmeno un po’ di gavetta in piazza e nei gazebi, per ottenerla.
Così è già iniziato il dissidio interiore tra lui e Tonino: calma e gesso, Culatello! la vittoria non è tua ma dei cittadini. Anche di quelli che non ti voteranno mai, che per fortuna sono ancora la maggioranza.
Ma il Bersanone mica si dà per vinto, no! Va avanti, lui, e manda in trincea quella bellona e simpatica  (nonché oltremodo intelligente) della Pulzella d’Asinalonga, l’ aulentissima Rosy.
Qualcuno spieghi a questi ignobili spazzini della democrazia che per andare al potere bisogna vincere le elezioni politiche, metterci la faccia, uno straccio di programma e non mescolare la propria beltà e la propria crapapelata con l’acqua e  il nucleare. I cittadini non gradiscono.

Quorum e sì: due a zero

Non mi sono interessato molto dei referendum per l’acqua e per il legittimo impedimento, anche se per quest’ultimo, naturalmente sono a favore che rimanga.
Per quanto riguarda invece il nucleare ho espresso più volte la mia opinione: sono da sempre contro, e mi fanno ridere il Giappone, la Germania, etc, che solo adesso che c’è stato […]

Il dandy e il fascino blasé dell’antimodernità

Il Giardino delle Esperidi si riserva di ospitare altri blogger che trattano argomenti affini al nostro e che possono contribuire coi loro pezzi ad arricchire e a rendere vivace il nostro dibattito. Per dare un seguito al tema da me già svolto ne “L’importanza di essere Oscar“, ospito il post “Dandy e dintorni” dell’amico Johnny Doe del blog “Le bateau ivre”. Dalla lettura del pezzo si possono ricavare questi interrogativi: possono esistere ancora i dandy in epoca attuale? E come possono resistere alle sirene e ai disvalori della modernità? Come possono soddisfare la loro eccentricità senza passare attraverso i media? Il dandismo è una moda o piuttosto una filosofia di vita?

Charles Baudelaire
E’ una specie di culto di sé, che può sopravvivere alla ricerca della felicità da trovare nell’altro, a esempio, nella donna; e che può sopravvivere persino a tutto ciò cui si dà il nome di illusioni. E’ il piacere di stupire e la soddisfazione orgogliosa di non essere mai stupiti. Un dandy può essere un uomo cinico, può essere un uomo che soffre, ma, anche in questo caso, egli sa sorridere come lo Spartano addentato dalla volpe.
Così, per certi aspetti, il dandismo confina con lo spiritualismo e con lo stoicismo. Ma un dandy non può essere mai un uomo volgare. Se commettesse un delitto non ne sarebbe degradato, forse; ma se il delitto avesse origine da una causa ignobile, il disonore sarebbe irreparabile. Il lettore non si scandalizzi dinanzi a questa gravità nella frivolezza e ricordi che vi è una grandezza in tutte le follie, una forza in tutti gli eccessi.
Questi uomini possono farsi chiamare raffinati, favolosi, magnifici, leoni o dandy, ma tutti vengono da una stessa origine; partecipano del medesimo carattere di opposizione e di rivolta; sono rappresentanti di ciò che vi è di migliore nell’orgoglio umano, del bisogno, troppo raro negli uomini di oggi, di combattere e distruggere la volgarità. Di qui deriva, nei dandy, quell’orgoglioso atteggiamento di casta e di sfida, anche nella sua freddezza”
(Charles Baudelaire, “Scritti sull’arte”)
Lord Byron
Oscar Wilde

Il Dandy è un rivoluzionario e un illusionista. È la creazione a partire dal nulla. È per la gratuità, per il trionfo del nulla, per l’ozio, contro il lavoro, la democrazia, contro l’utilità e il progresso. È un esempio di quell‘intellettuale negativo, inattuale, perché rifiuta la logica del mondo ‘borghese’, regressivo perché tutto inverte; sceglie un altro tempo di vita, anzi ferma il tempo. È difficile farne l’identikit, perché ci sfugge, è incollocabile. Quella del dandy è un’estetica della ‘singolarità'”.
“Il poeta è il dandy e il dandy è il poeta. Il dandy è un comportamento e il comportamento del dandy è la maschera immobile dell’impassibilità assunta come natura.”
(G.Franci, ‘Il sistema del dandy’)

Da non dimenticare la simbolica fascinazione del dandy per il Viaggio, metafora della vita, e dell’attesa. Baudelaire, in “Spleen e ideale”, racconta un suo fantastico viaggio attraverso il mare, per giungere ad una terra promessa, ricca di felicità, quanto di mistero; egli trova così dolce e piacevole la lunga attesa, che al momento di attraccare, domanda sconsolato se il viaggio è “Già finito?”.

“Esiste solo un modo per sfuggire all’alienazione dell’odierna società: allontanarsi.”
(Roland Barthes)

-Un uomo molto ricco, in un casinò, vinse una grossa somma. Un famoso dandy era lì nei pressi, l’uomo lo apostrofò:
“E voi cosa ne fareste di tutti questi soldi?”
Per il seduttore sensuale il piacere culmina nel possesso, ma il seduttore intellettuale è un personaggio più complesso… è un ‘homo ludens’ che vive di calcoli raffinati e decadenti, che distilla e concentra il piacere…”.
(Diario del seduttore, Kierkegaard)

Max Beerbohm, sul letto di morte, declamò al medico, che gli domandava come stava, i versi di Swinburne: “Non c’è fiume così stanco che infine non trovi il mare”.

Il dandy, disinteressato a vibrare all’unisono con la storia, cerca negli sconfitti un riflesso della propria virtù che più ama: il distacco da ogni interesse, l’ebbrezza d’esser in minoranza, il gusto del gioco e della morte. Il dandy non è mai per qualcosa, ma sempre e soltanto contro qualcos’altro. Sentenzia Cocteau: ” L’estetica dell’insuccesso è l’unica durevole. Chi non capisce l’insuccesso è perduto”.

Dandy e snob
Lo snob (sine nobilitate) sta al dandy come il valet Leporello a Don Giovanni
Una differenza fra lo snob e il dandy è che, mentre il primo si fa spedire da Cuba una scatola di sigari Cohiba che non fumerà mai e terrà sigillata, bene in mostra nel salotto, il secondo s’accende un Antico Toscano con la sua ultima banconota da centomila lire.
Lo snob? Un imitatore.
Il dandy? Un… inimitabile.
Dandismo e snobismo si escludono a vicenda.
Lo snob, che non cerca la differenza ma il privilegio, aspira ad aggregarsi a una classe sociale elevata; mentre il dandy, per il quale non conta che ‘differirsi’, è, per destino, un ‘fuori/classe’.
Snobismo: malanno sorto da un sentimento d’inferiorità compensato con l’ambizione e l’attitudine all’autoinganno. Almeno nella forma, lo snobismo non è troppo dissimile dalla schizofrenia: malattia devastante, ma che gli snob credono à la page.

Jean Cocteau

Peraltro, è nell’altrui devastazione mentale che il dandy accerta l’equilibrio perfetto della propria mente.

I dandies hanno messo radici nel letame, ma è grazie ad esso che le orchidee fioriscono più rigogliose, finché infine il fiore muore e resta solo il letame”
(C. Connoly)

Dandy, splendi un po’, se puoi; ma soprattutto, ‘tramonta’.

dal Blog “Le Bateau Ivre” .
http://www.pojanlive.com/2010/07/dandy-e-dintorni.html

Dal referendum burla al referendum truffa


Fa quasi tenerezza vedere come le truppe cammellate di sinistra si agitano per raggiungere il quorum di questo referendum. Un tam-tam in internet pressante come non mai (che dipinge gli astenuti come spregevoli individui, colpevoli di un reato inesistente), promozioni varie e assortite del tipo “tu dai un voto a me, io dò un panino o una colazione a te” (che se l’avesse fatto il centro destra, si sarebbero aperte le cateratte del Nilo dell’indignazione per il vile “voto di scambio”), persino “l’Altissimo” hanno cooptato e  suore e preti danno indicazioni di voto dall’altare e da Piazza San Pietro.

Ma se tutto ciò non bastasse a convincere gli italiani su questo referendum truffa, ecco in arrivo un aiutino dalle solerti toghe rosse, sempre pronte a dare il loro contributo a favore della causa (persa, il più delle volte).

L’esito del referendum potrebbe essere “congelato” fino a giovedì, nel caso il quorum non venisse raggiunto. La Cassazione infatti,  ha in calendario per giovedì la decisione sull’ammissiblità del voto degli italiani all’estero. In ballo c’è molto: se il voto dall’estero verrà cancellato, il quorum si abbasserà.  La Cassazione lo deciderà ad urne chiuse. Quando i giochi saranno fatti. Questa la chiamano democrazia dalla parte di Bersani&Company.

Orpheus

PS. Oggi non riesco a mettere i link, li inserirò appena posso


Dei delitti senza pena

Cesare Beccaria (che non è vero fosse contrario alla pena di morte ) visse in un mondo in cui le pene erano comminate senza risparmio, in eccesso rispetto alle reali esigenze di ordine e sicurezza.
Oggi, però, la situazione si è colpevolmente ribaltata e, a meno che non ti chiami Berlusconi, le pene non vengono applicate neppure nei più macroscopici ed evidenti casi di colpevolezza per reati abominevoli.
Quanti criminali comunisti degli anni di piombo sono liberi o addirittura mai sono andati in carcere ?
Ma, forse, sarebbe meglio chiedere quanti sono rimasti in carcere e temo che la risposta possa essere conteggiata con le dite di una mano di un monco.
L’ultimo caso e più eclatante, è quello di Cesare Battisti.
Quattro omicidi con sentenza definitiva passata in giudicato e protetto per tutta la sua vita prima in Francia poi in Brasile che, nei giorni scorsi, lo ha rimesso in libertà.
Credo che ai delinquenti come Battisti debba essere applicata la medesima caccia all’uomo che gli ebrei riservarono ai gerarchi nazionalsocialisti per assicurarli alla giustizia e far pagare loro la pena.
Nel frattempo l’Italia dovrebbe reagire, rispedendo in Brasile i viados, così ripulendo le città e rinunciando ai calciatori, così danno spazio ai giovani italiani.
Ovviamente si dovrebbe avere il coraggio di boicottare tutti i prodotti brasiliani e anche il mondiale di calcio del 2016.
E se non verrà decretato il boicottaggio, spero che l’Italia non riesca a qualificarsi.
Ma Battisti è solo uno dei tanti.
Nomi alla rinfusa vengono in mente pensando a chi, pur condannato con sentenza definitiva passata in giudicato, non ha scontato nulla o solo una minima parte della sua pena ed ora è comunque libero mentre le sue vittime giacciono sotto terra.
La riabilitazione dei criminali comunisti degli anni settanta e ottanta, liberi senza aver praticamente scontato le loro pene, propone all’orizzonte della nostra società un futuro molto oscuro.

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Merola è il peggio, ma il Pdl non scherza

Mentre Merola compie i suoi primi atti da sindaco dando il via ad una estensione della pedonalizzazione del centro continuando nella politica dei divieti e della repressione della libera circolazione e dispone l’uso della storica Villa Aldini (*) come ricettacolo per gli immigrati che, da estraneo al tessuto sociale, economico, storico della città, si appresta a ricevere, nel Centro Destra invece di opporsi con forza, chiamando alla protesta i cittadini, a questi primi colpi all’ordine, alla sicurezza, alla viabilità cittadina, si pensa ai giochini interni e, peggio ancora, si rincorrono i buffetti di approvazione della sinistra nei quartieri.
Leggo oggi nel Carlino che ai quartieri Savena e Saragozza sono stati eletti i presidenti (di sinistra) in spirito di collaborazione con l’opposizione di Centro Destra che ha ricevuto le parole di apprezzamento di Merola : opposizione responsabile.
Ecco, se Merola dice che l’opposizione è responsabile, vuol dire che i consiglieri non stanno facendo quello per cui sono stati eletti: contrastare e opporsi alla sinistra.
E così vedremo gli immigrati occupare Villa Aldini.
Leggo anche che due esponenti di rilievo, pur se giovani, del Pdl sostengono le primarie, in uno scimmiottamento anomalo dei comunisti, a fronte del pagamento di un euro.
Un euro ?
Ma per quella cifra si troveranno migliaia di elettori di sinistra che parteciperanno alle primarie per scegliere candidati “responsabili”, cioè funzionali alla politica della sinistra !
Almeno mettete degli sbarramenti seri, ad esempio l’effettiva iscrizione per un anno a 100 euro così che ogni operazione di disturbo venga a costare un bel po’ !
Ma c’è di peggio: una apertura alle organizzazioni di potere comunista (Arci, Lega) al grido: non possiamo continuare a dire che sono tutti comunisti.
E se non sono comunisti, cosa sono ?
Questo sbandamento del Pdl non me lo aspettavo, soprattutto non me lo aspettavo dai giovani che pensano (sbagliando) di conquistare voti a sinistra, ma finiscono solo con il perderne a destra.

*nella fotografia una immagine di Bologna da Villa Aldini che, come si vede, domina la città: è proprio il caso di alloggiarvi gli immigrati ?

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Disinformazione collettiva sui referendum

Per dovere di cronaca, mi limito a ricordare che il Pd, che ora suggerisce di votare SI a entrambi i quesiti, ha depositato un ottimo progetto di legge che consente l’ingresso dei privati e la remunerazione del capitale investito, ciò che invece, il secondo quesito esclude. Perché questa contraddizione? E si tratta di una contraddizione dal punto di vista politico più generale? Queste domande ci consentono di passare alla seconda categoria di referendum, quelli coi quesiti complicati, ma con un chiaro significato politico. Evidentemente il PD è convinto che l’insieme dei referendum – e non solo quello sul legittimo impedimento, che è ovviamente contro Berlusconi – abbiano un chiaro significato di delegittimazione del governo. Non stiamo a sottilizzare, direbbe Bersani: “quattro SI” è uno slogan semplice e la Parigi di una spallata, val bene la messa di una piccola contraddizione”.
Ogni tanto anche nel Pd c’è qualche persona onesta e specchiata che dice la verità. Si tratta di Michele Salvati economista ed editorialista del Corriere, di cui raccomando di leggere per intero l’articolo
Ma la consultazione non sia occasione di battaglia politica“. Salvati merita un plauso per l’onestà manifestata. Anche contro il suo stesso partito. In ogni caso la gestione “mista” con all’interno i privati nella gestione cosiddetta pubblica su tutti i servizi  di pubblica utilità (non solo l’acqua) , ce la impone l’Europa. Tanto per cambiare. E allora, la mia impressione è che siamo in presenza della solita povera mucca perplessa davanti alla “Libertà di scelta” del mattatoio. Left or Right, Yes or NO?
To go or not to go?

Domani, pertanto,  mi riserverò il diritto di votare, di non votare, di buttar per aria e di contraddire quel che avevo detto nel post precedente,  di rimescolare i miei Si i miei No, i miei non so, poiché qui non c’è nulla di chiaro.
Altro articolo di interesse sul tema,  Piero Ostellino:  “Non darò consigli, cerco di dirvi come stanno le cose“.

Ma i nostri giudici usano il codice civile o la sharia?


E’ un dubbio, poco amletico che nasce dopo aver letto l’ennesima sentenza, di un giudice italiano,  prona ai più retrivi dettami islamici. Un padre-padrone che per un anno ha impedito alla figlia di andare a scuola in ottemperanza della sharia, è stato assolto perchè il “fatto non costituisce reato”. Ma come?
Esiste nel nostro codice penale l’articolo 731 che sancisce il reato di “Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori”, ragion per cui il giudice di pace Salvatore Corsico si dev’essere rifatto alla sharia, per poter assolvere il “bravo” paparino. Lui Omar, è un musulmano salafita di Reggello, in provincia di Firenze. Nella sua famiglia decide lui e nessuno può opporsi o interferire, evidentemente nemmeno la Legge Italiana può dirgli come comportarsi, con le “schiave” di casa sua.
Tutta colpa dell’ora di musica, “robaccia” da infedeli, che la bambina non può ascoltare, Omar lo aveva già detto a chiare lettere nel 2009 quando aveva deciso di tenere a casa la figlia. Nessuna possibilità per quella bambina di frequentare la prima media come i suoi coetanei.
A niente erano serviti i tentativi degli insegnanti e del preside, alla fine dell’anno era stata bocciata per le troppe assenze, anche se brava e diligente. Dopo un anno di tentativi, la soluzione era arrivata con un paio di assurde cuffie da mettere alle orecchie della bambina nell’ora di musica.
E anche allora ad avallare l’incredibile accordo era sceso in campo lui: Salvatore Corsico. “Una vittoria per la bambina”, era stato il suo “illuminato” commento.

L’unica a vincere è stata la sharia. La bambina ha perso la speranza in una vita normale,  succube di un padre-padrone e impossibilitata ad integrarsi anche volendolo (ve la immaginate la reazione di un bruto simile, se la figlia smette il velo e vuole mettersi la minigonna? O se s’innamora di un infedele?).
Hanno perso le nostre istituzione che per ben due volte sono state prese a schiaffi da un retrogrado, arrogante immigrato, che vuole fare i comodi suoi nel nostro paese (e noi glielo permettiamo).
Che futuro toccherà ai nostri figli, quando milioni di questi individui ci avranno invasi?
Quando si moltiplicheranno come le cavallette (basta dare un’occhiata al tasso di natalità) e le seconde e terze generazioni saranno fanatiche e retrograde come i genitori e i nonni?
Non ci vuole molto ad immaginarlo.
Orpheus

L’alba dei cetrioli viventi

In principio fu la BSE, la mitica “mucca pazza” che tramortì il mercato della carne bovina, scomparsa dai notiziari dopo un annetto. Poi arrivò la SARS, Sindrome Acuta Respiratoria Severa (!), malattia che doveva sterminare l’umanità di cui si son perse le tracce dopo qualche mese di psicosi indotta. Pare che la Sciacarelli dedicherà una puntata di “Chi l’ha visto” al germe clamorosamente sparito dai notiziari. Quindi arrivò l’aviaria, fonte di un terrore nei confronti dei volatili che non si vedeva dai tempi de “Gli Uccelli” di Hitchkock. Pure l’aviaria dopo un paio di mesi di celebrità sparì si vocifera una partecipazione a un reality per rilanciarne l’astro cadente. Infine un paio d’anni fa arrivò l’influenza suina, con il mondo che pareva destinato ad assomigliare alla landa desolata di “Io sono leggenda”. Onde arginare la terrificante pandemia, al cui confronto il “morbo di Krippin” del film di Will Smith pareva un’inezia, l’OMS inventò un portentoso vaccino che i previdenti governi di tutto il mondo, ivi compreso quello italiano, comprarono in grande quantità. Peccato però che la vaccinazione fu un flop clamoroso. Come recitava la vecchia fiaba, a forza di gridare “Al lupo; al lupo” nessuno poi ti crede più e difatti la gente non s’è fatta abbindolare dagli scenari da horror di serie B venduti dall’OMS, dalle multinazionali farmaceutiche e dai media, e ha disertato la vaccinazione. Già perché avanti col tempo s’è scoperto che la tremenda suina era nulla più che una normalissima influenza e che anzi, aveva pure un tasso di mortalità inferiore rispetto a quello della normale influenza, con la sola differenza che le vittime della normale influenza non finiscono sulle prime pagine dei quotidiani. Ora arriviamo all’Escherichia Coli, il quale è in realtà un normalissimo batterio. Dapprima per l’epidemia viene incolpato il cetriolo il quale, come gli zombie del film di Romero, s’è alzato dalla scatola e di suo pugno ha cominciato ad ammazzare gente a destra e a manca. Poi però vien fuori che no, non è colpa del cetriolo, ma è colpa dei germogli di soia. Ora però si scopre che i germogli di soia non c’entrano e che invece è colpa dei legumi. Avanti il prossimo? Su, chi è il colpevole? Sarà la zucchina o la patata? E se invece fosse il pomodoro? No! Ci sono! E’ la carota! Si, quella malvagia carota con quel coloraccio arancione, non può che essere lei la colpevole! Nel frattempo godiamoci la lotta fra le varie lobby alimentari che si rimpallano la responsabilità. Nel mentre approvo la tesi di “Uriel” che ci ricorda come i krukki, sempre solerti nel bacchettare i PIGS, a tavola sian piuttosto zozzoni e si dimentichino di lavare frutta e verdura prima di mangiarla. Ma vaglielo a dire a Frau Merkel & soci. No, sia mai che i padroni d’Europa sbaglino, la colpa è sicuramente dei PIGS che vogliono avvelenare la gloriosa Germania con la loro verdura marcia! E mentre aspettiamo il prodigioso antibiotico che sicuramente le multinazionali del farmaco e l’OMS avranno ben pronto da appiopparci facciamoci quattro risate sull’ennesima psicosi mediatica consolandoci col fatto che i gonzi pronti a bersi certe fandonie ormai son rimasti pochi. Comunque, prima di mangiare staccate la testa al cetriolo, ficcate un paletto di legno nel cuore del germoglio di soia e colpite con una pallottola d’argento i legumi che non si sa mai.

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