Dilettanti allo sbaraglio

L’indimenticabile presentatore Corrado Mantoni era notoriamente un tifoso del Bologna e sono certo che, con l’ironia che lo ha sempre contraddistinto, avrebbe ospitato nella sua fortunata trasmissione la “Corrida” i nuovi dirigenti del Bologna, nessuno escluso.

Sì, perché solo dei dilettanti allo sbaraglio potevano regalare all’Inter il portiere Emiliano Viviano, secondo di Buffon in nazionale, con un “errore” nell’indicare il prezzo.
Ma quale errore ?
Capirei se si fosse scritto un cinque per un sei o un tre per un otto, ma tra 2,3 milioni e 4,7 milioni come si può sbagliare ?
Lo giustificano dicendo di aver male indicato i prezzi nella modulistica e addebitando la colpa al Direttore Generale Stefano Pedrelli.
Ma allora gli altri che erano con lui che ci stavano a fare ?
Una gita premio ?
Per esperienza personale so che quando si deve compilare un’offerta a nome della propria società o associazione uno scrive, ma poi, prima di depositare il tutto, gli altri rileggono.
Il tutto dopo aver ben studiato gli atti da depositare e i campi di riempire.
E mi ricordo l’ironia di Setti, riportata dal Carlino, circa il dilettantismo imprenditoriale che aveva rilevato tra i dirigenti delle società calcistiche alla sua prima uscita sul mercato …
Alla fine l’Inter, che aveva proposto cinque milioni per il portiere, cifra sdegnosamente rifiutata perché ritenuta troppo bassa, se lo porta a casa per 4,2 milioni.
A Bologna si dice: fare l’interesse di cazzetto.
Tremo al pensiero delle prossime manovre di mercato.

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La vera emergenza “rifiuti” é altrove, non per le strade di Napoli


A leggere certe notizie si fa fatica a credere ai propri occhi e ci si rende conto di vivere in un paese (volutamente scritto minuscolo) dove il sistema giudiziario è alla mercè di una casta intoccabile, arrogante perchè sicura di passarla sempre liscia e dedita a fare politica invece che esercitare nel modo migliore il proprio compito. Una casta che sta affossando la democrazia impunemente, perchè nessuno, né a destra né a sinistra, riesce e vuole, rimettere al posto che gli compete, schiere di magistrati militanti.

Se non fosse l’ennesino sfregio al buonsenso e alla giustizia, l’avviso di garanzia a Caldoro, sembrerebbe una barzelletta, visto che il problema rifiuti a Napoli ha una storia che risale all’epoca Bassolino, che è il maggiore responsabile di tale situazione, prima come sindaco di Napoli, poi
come governatore della Campania ed infine addirittura commissario ad
acta. Basti ricordare che il Governo Berlusconi, appena insediato, si
riunì a Napoli, risolse la situazione e consegnò a Bassolino una città
bonificata, nominandolo commissario e mettendogli a disposizione fondi ingenti. Bassolino non solo ha sprecato milioni di euro, ma, se possibile, è riuscito nella mirabolante impresa di peggiorare la situazione.

Adesso il novello “enfant prodige” eletto sindaco di napoli, dopo aver promesso che avrebbe ripulito Napoli in cinque giorni, non si sa come (forse contava su un miracolo di San Gennaro, che essendo solo un povero santo, nemmeno lui ha potuto tanto) frigna, si agita, schiamazza e incolpa il Governo, per la mancanza di un decreto, che permetta di rifilare il pattume napoletano alle altre regioni.

Francamente ritengo che sia ora che i napoletanti, imparino a gestire la loro immondizia, mi sembra che nel 2011, debbano e possano mettersi alla pari non solo con gli altri italiani, ma con qualsiasi popolazione civile del mondo. Solo nel “Burundi” gettano per strada di tutto, dai materassi, ai mobili, ai rifiuti organici, alle carcasse di animali morti. Fa bene la Lega a frenare sul decreto “esporta immondizia”, fino a quando certa gente non verrà responsabilizzata ed educata, Napoli sarà sempre un discarica a cielo aperto e il resto d’Italia dovrà sorbirsi la loro monnezza e inciviltà.

Orpheus

Bologna, Quanto ci costi!!

La cosiddetta “città del Welfare” rende noti i costi esorbitanti per il sostentamento della sua iperstructura:

La Uil modenese diffonde i dati elaborati sulla base dei consuntivi 2008 forniti dal Ministero dell’Interno. In testa alla classifica regionale di spesa c’è Bologna con ben 24 milioni di euro annui, seguono a incredibile distanza (quasi 20 milioni di euro in meno) Ferrara, Reggio e Ravenna, Rimini ultima come spese con 23 milioni di euro in meno di Bologna (!).

Bologna svetta in cima alla classifica delle città più spendaccione stilate dalla Uil modenese con ben 24.088.416 euro di spesa,
seguita da Ferrara con poco piu’ di sei milioni di euro, Reggio Emilia (5.978.732) e Ravenna (5.061.998 euro). Poi c’e’ Modena (7,7 milioni), e a seguire Parma (3.578.697 euro), Forli’ (2.855.375), Cesena (2.065.057) e Rimini (con solo 1.444.380 euro). La Regione Emilia-Romagna, invece, per far funzionare giunte e Consigli quest’anno spendera’ 37.615.916 euro (e’ scritto nel bilancio di previsione). Complessivamente, ogni cittadino, per mandare avanti la macchina democratica, spende 76 euro all’anno, di cui 54 per il Comune, otto per la Provincia e 14 per la Regione.

Il Comune di Modena ogni anno spende “solo” 4.833.082 euro per far funzionare giunte e Consigli, mentre la Provincia ne spende 2.896.566. Sommandoli si arriva a 7.729.684 euro. Sono i dati forniti questa mattina dal segretario provinciale della Uil modenese, Luigi Tollari, elaborati sulla base dei consuntivi 2008 forniti dal ministero dell’Interno.

(Fonte: Dire e Resto del Carlino)

Josh


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Illusione, dolce chimera

Questo post è di supporto alle varie tesi introdotte da Pensiero Verde, sul tema dell’ arrivo di primi aumenti dopo il si ai vari referendum; all’approfondimento di un tema, cavallo di battaglia di Massimo; e sull’opinione espressa da Nessie in merito ad una certa parte politica, ed al suo leader in particolare, un articolo ben strutturato che dimostra chiaramente come quello schieramento voglia andare al potere senza aver vinto le elezioni.
Partendo dal primo, si vede infatti come Napoli, finita l’euforia post elettorale, sia ripiombata nell’incubo spazzatura, e anche a Milano arriverà presto la fine delle illusioni: nessun umano sa ancora fare miracoli. Eppure, sia napoletani che milanesi è tutta gente che va spesso al cinema, o  che guarda spesso i film in televisione; si sarebbe quindi dovuta ricordare di quella famosa scena del film Il Postino, nella quale quell’onorevole prometteva ad ogni arrivo di elezioni (che a quei tempi si svolgevano almeno ogni due anni, o al massimo tre) il completamento di una data strada, salvo poi sparire e far chiudere il cantiere, a lavori incompleti, una volta ottenuti i voti.

E anche per questo m’ha fatto ridere l’altro ieri la pasionaria Rosy Bindi quando ha sguaiato: “noi siamo in grado di governare” (nota: governare che?). Senza poi parlare dei progetti di Bersani, su come saprebbe risolvere certi problemi, salvo poi a non rivelare mai come farebbe, perchè – dice – se la tiene per lui la soluzione. E qui ci vorrebbero i post di Johnny doe sul tema del personaggio, o le vignette che gli dedicava Sarcastycon. E mi viene in mente proprio Bersani perchè proprio lui è stato l’ideatore e promotore di quella famosa legge sulle assicurazioni, che porta il suo nome. Ebbene, sarà un caso, sarà comunque che lui non c’entri niente con la seguente vicenda, ma sta di fatto che proprio in questi giorni sto assistendo a quella che sembra la disfatta totale delle Assicurazioni Sai-Fondiaria, la gloriosa e storica Fondiaria di Firenze, nata a ridosso dell’Unità d’Italia nel XIX secolo. Il suo corso di borsa è infatti sceso da poco più di 50 euro di non molti anni fa, ai meno di 4 euro di oggi.  

Lettera aperta a Josh

Lettera aperta a Josh, che ha notato e sottolineato la mia assenza di quindici giorni dal blog.
Josh,
no, non sono uccel di bosco.
Forse tu ignori di quale patologia purtroppo soffro. E’ una patologia relativamente rara, che non auguro a nessuno, che ha colpito 60.000 italiani e 2.000.000 di individui nel resto mondo. Solo in Italia viene diagnosticato un nuovo caso ogni 4 ore; ma sembra che ora il San Raffaele di Milano (quello dove a Marcello era stato effettuato il bypass coronarico) sia arrivato ad una svolta veramente definitiva, la scoperta di una cura che ne blocchi quanto meno la progressività. Ricordo che al San Raffaele di Milano c’è l’equipe dell dott.Comi che si occupa di sclerosi multipla, ebbene, se il rimedio avrà successo, all’equipe del dott.Comi verrà sicuramente assegnato il Nobel. La malattia è talmente invalidante che alcuni me la scambiano per ictus, ma poi, entrando in conversazione, se ne ricredono, e talvolta mi chiedono pure scusa per l’enorme gaffe. Pensa tè.
E ora, parlando di ictus, mi viene in mente una notizia di tempo fa, quando quel prete di Lecco, un cattivo e pessimo esempio di prete, devo dire, un certo don Giorgio De Capitani, se non erro, aveva augurato un ictus a Berlusconi. Che pessimo prete, ho sentito la sua voce e suoi discorsi a Radio Padania, dove aveva telefonato, e lo hanno registrato, divulgando spesso la sua telefonata. Da quel che ho sentito, più che un prete m’è sembrato un diavolo! E, a parte questa telefonata, e tornando all’ictus, ma lo sà, almeno, quel prete, cosa sia un ictus? Se non lo sà che lo vada a chiedere a Lamberto Sposini, che solo l’altro ieri è uscito dalla terapia intensiva, essendone stato colpito.
Ma sai, Josh, qual’è stato il buono di questa malattia? Che ho avuto la possibilità di conoscere tutti voi, e ciò mi è di grande conforto e mi ripaga alla grande di tutto quello che mi è venuto a mancare! E inoltre, sempre tramite il blog, avevo stretto quella forte amicizia con Marcello, il quale continua a vivere dentro di me, anche ora che non c’è più. 

Come risolvere il problema delle carceri

Siamo alle soglie di luglio e, puntuale come le zanzare, arriva lo sciopero della fame (o della sete o di tutte e due) di Giacinto Pannella detto Marco. Come ogni anno difatti, l’affamato più pingue del globo s’è preso tardi per rimediare alle abbuffate invernali e tenta in extremis di non sfigurare alla temutissima “prova costume” con il solito salutare sciopero di fame, sete etc. etc. Stavolta il casus belli del leader del partito più sfrangi-zebedei dell’arco costituzionale è il sovraffollamento delle carceri italiche. Al netto del fatto che Giacinto detto Marco sta, come sempre, utilizzando lo sciopero di fame/sete al solo fine di ritagliare un briciolo di spazio mediatico per il suo cespuglietto personale, il problema che pone è vero. Le carceri italiane hanno spazio per 45mila detenuti, mentre attualmente i galeotti italici sono 67mila. Trattasi di ben 22mila carcerati in più rispetto allo spazio disponibile. La situazione, insostenibile, causa ogni anno costi immani al nostro paese che viene costantemente multato dalle istituzioni europee per questa nequizia. Il problema però è che, come al solito, Giacinto detto Marco da una risposta sbagliata a una domanda giusta. La risposta dei radicali al problema è sempre la stessa, ovvero: amnistia totale. Il governo dal canto suo risponde progettando la costruzione di nuove carceri, e fin qui va bene, anche se sarebbe meglio utilizzare quelle decine di carceri che sono costruite, quasi perfettamente ultimate ma, per ragioni misteriose, non funzionanti. C’è però un’altra soluzione, molto più semplice, al problema del sovraffollamento delle carceri. Quello che spesso non si dice, o si dice a mezza voce, e che dei 67mila ospiti dei bagni penali, più di un terzo non sono italiani. Nella mia regione la percentuale dei non italiani nelle carceri schizza addirittura al 57% del totale. Ora, dico, 22mila sono i detenuti in eccesso, un numero guarda caso identico al numero degli stranieri presenti nelle nostre carceri. Non sarebbe il caso di cominciare a fare un discorso molto serio a livello europeo ed internazionale per cui ognuno si tiene i propri carcerati e chiunque sgarri in un paese straniero sconti la pena nel paese d’origine? Non è il caso di cominciare a dire che chi sgarra se ne deve tornare a casa propria onde rimpatriare quei 22mila intrusi che non dovrebbero essere qui e che fanno scoppiare le nostre carceri onde alleviare il peso che grava sulle nostre strutture penitenziarie?

Berlusconi guardi a Cameron, per arrivare alla gente.

Come molti sanno, non sono molto filo-inglese, anzi, ma proprio dall’ Inghilterra arrivano segni a cui il Governo e Berlusconi dovrebbe ispirarsi, per ridare ossigeno al PdL/Destra,dopo che l’ elettorato ha manifestato delusione e dissenso culminato con l’ alta astensione. David Cameron, dopo un annetto di assestamento dovuto alla situazione di forzata collaborazione coi liberali (conoscersi per amarsi ?), in questi giorni giunge alla ribalta delle cronache per alcuni decisi interventi sulle cose di tutti i giorni, quelli che passano per le pance della gente. Così, dopo essere intervenuto sulle pagine d’ un giornale, il Sunday Telegraph, il giorno della festa del Papà inglese, Cameron ha definito la Famiglia Tradizionale come «una pietra angolare della nostra società», ha rinnovato l’impegno ad introdurre sgravi fiscali per le coppie sposate, arrivando a paragonare i padri indegni a coloro che guidano ubriachi.
E notizia recentissima è che Cameron vuole riformare la giustizia, garantendo il diritto dei cittadini a difendere le proprie case, i propri negozi, le proprie Famiglie e le proprie cose, senza rischiare di essere condannati per aver usato le armi. Non solo, ma vuole introdurre pene maggiori per squatters e gangs, ergastolo per i recidivi nei reati di violenza sessuale, risarcimento per le vittime tramite il lavoro del carcerato e rientro forzato e definitivo al proprio paese di origine agli stranieri che lo preferiscano piuttosto che affrontare un giudizio penale. Insomma, qualcosa di Destra a cui guardare !

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Napolitano uber alles

Come ben sanno i lettori di questo blog, non ho nessuna simpatia per Giorgio Napolitano. L’abbiamo sentito più volte proferirsi per “un nuovo e più giusto Nuovo Ordine Mondiale” e ormai sappiamo bene in che cosa consista detta formula, al di là della retorica apparente. L’abbiamo sempre sentito difendere l’immigrazione incontrollata, anche grazie al suo passato di firmatario di una pessima legge che porta anche il suo nome (la Turco-Napolitano). Ma soprattutto non è un mistero che sia il mandante più accreditato della Casa Bianca, per far digerire agli Italiani una cosa che nessuno di noi vuole: la guerra contro la Libia. Al punto che oggi viviamo in un’anomala republichetta presidenzial-monarchica di Re “Umberto” Napolitano e che Berlusconi è stato di fatto, esautorato alla stregua di un’anatra azzoppata, come ho già espresso in altri post.

Cosa ci frutta questo conflitto in corso? Nulla di buono:  sangue, morti, stragi incontrollate dai bombardamenti “intelligenti” con bambini e innocenti uccisi dalle forze Nato, rischio rappresaglie terroristiche; ma soprattutto flotte di sbarchi di profughi senza fine, che quei cervelletti ristretti  come l’attrice Angelina Jolie (una star che si è distinta per aver interpretato il robot Lara Croft e non certo per qualità artistiche) ci costringe ad accettare in veste di ambasciatrice Onu. Perché la Jolie non se ne va a casa sua per costringere il suo governo ad accettare le migliaia di immigrati che premono dal Messico? Eccome che loro invece li applicano, i respingimenti!
Insomma, con Napolitano diventato protagonista, querulo, petulante, esternatore e servile nei confronti dei potentati stranieri, noi Italiani siamo sempre più a sovranità limitata. Ci vuole una bella faccia tosta per venire a pontificare che noi siamo in Libia per ottemperare a una missione di pace calpestando invece l’art. 11 della Costituzione secondo il quale l’Italia ripudia la guerra. Chi scrive non è una pacifista né pacifondaia né pacifinta. Ritengo che ogni stato sovrano abbia il diritto di difendersi se attaccato, e in questo senso detto articolo può rappresentare un limite alla nostra difesa. Ma non si può magnificare la Costituzione (come egli fa di solito) solo quando fa comodo ma conculcarla gettandola alle ortiche quando non serve. Qui, è evidente che si vuole ribaltare la realtà e la verità nascondendosi dietro la solita soluzione ONU che parla chiaramente di no fly zone e non di massacri mirati. Intanto la Libia sarà l’ennesimo “pantano” all’americana. E va detto che Obama non è passato nemmeno dal Congresso per ottenere il via, perché non lo avrebbe mai ottenuto, dato che non ci sono coperture economiche.
E allora che si fa Oltreatlantico? Si elude la via parlamentare per fare pressione direttamente sui “satelliti” delle forze Nato.
La Lega deve ostinarsi maggiormente anche perché con Berlusconi sa di sfondare una porta spalancata, dal momento che come ha fatto filtrare il cronista Francesco Verderami del Corriere, lui è stato costretto direttamente da Napolitano e da Frattini, sempre più supini e proni della Casa Bianca, ad entrare in conflitto con un paese con cui eravamo in pace e  avevamo in corso degli ottimi affari. Stupisce anche la determinazione interventista del duo Frattini-La Russa e le loro conseguenti dichiarazioni contro le giuste perplessità della Lega.
Intanto in Usa finiscono i soldi e l’ipotesi di una  guerra-lampo sta naufragando miseramente, come viene ben descritto in questo articolo da Italia Oggi di Piero Laporta.  E del resto, quale paese sovrano si arrenderebbe così miseramente senza difendersi da incursioni aeree così violente, a casa propria? E’ evidente che Gheddafi resisterà fino all’ultimo respiro.  Risulta quindi ovvio che gli Usa utilizzano sempre la solita strategia della destabilizzazione permanente che consiste nel “convertire il debito in guerre perpetue e le guerre in debito perpetuo“, nei confronti degli stati aggrediti.

Ma quel che stupisce è come Napolitano, che ieri faceva il sciuscià (lustrascarpe) per Mosca e l’Urss, oggi si impegni con analogo zelo nei confronti degli Usa e della sua fallimentare politica. Sempre dalla parte sbagliata.