Dal libro di Mario Giordano

E mentre io sto qui a rodermi per quella faccenda degli oneri deducibili non riconosciuti, a causa della cavillosità e vessazione (vedere post precedente) da parte di quell’addetto al CAF, c’è stato chi ha preso la pensione da parlamentare per parecchi anni senza avere mai messo piede in parlamento. In pratica aveva fatto il senatore solo formalmente per 29 giorni, poichè le Camere erano già state sciolte quando era subentrato nella carica senatoriale in sostituzione di un senatore deceduto. Ora la vedova gode della reversibilità di quella pensione da parlamentare già da quasi 11 anni. E nessuno fa nulla per evitare questi sperperi di denaro pubblico. Scusate, ma siamo proprio un paese di c… se non facciamo nulla per far sì che si evitino questi fatti scandalosi!

La storia
Dal libro di Mario Giordano Sanguisughe

By Mario Giordano On maggio 6, 2011 ….Su queste pagine si è molto parlato di pensioni di reversibilità. E dei tagli che hanno subito. Ebbene: sapete che dal 2000 noi (con i nostri soldi) stiamo pagando la pensione di reversibilità alla vedova di un parlamentare che in Parlamento non ha mai messo piede?

Sentite che storia. L’ex giornalista del Corriere della Sera Arturo Guatelli, fu il primo dei non eletti Dc in Lombardia alle elezioni del 1979. Nel giugno 1983, quando la legislatura era finita e le Camere già sciolte (restavano formalmente in carica solo in attesa dell’insediamento del nuovo Parlamento), fu chiamato a sostituire un senatore morto. Ma perché sostituire un parlamentare con le Camere già sciolte? In effetti. “Quando seppi che si trattava di un fatto più formale che sostanziale evitai perfino di dirlo in giro”, confidò Guatelli qualche anno dopo. Così nessuno seppe che Guatelli era diventato senatore, né lui si preoccupò mai di mettere piede a Palazzo Madama. L’incarico formale nel Parlamento che era già finito durò 29 giorni: dal 3 giugno 1979 all’11 luglio, giusto il tempo di effettuare le elezioni e di insediare le nuove Camere.

Eppure per aver fatto parte di un Parlamento già sciolto per 29 giorni, Arturo Guatelli maturò il diritto alla liquidazione e alla pensione che incassò fino alla morte, nell’autunno del 2000. Da quel giorno la prende la vedova, in base al sacrosanto (per i parlamentari) diritto alla reversibilità. Non è meraviglioso? Ci siamo stupiti per il parlamentare che prende la pensione (3108 euro lordi, 1733 netti) con appena 24 ore in Parlamento. Ebbene: che dire di una pensione alla vedova di chi in Parlamento non mise mai piede, neppure per un giorno?

Lettera aperta al ministro Tremonti

Oltre al danno le beffe, in merito alla sezione III del mod. 730/2011 “Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 36% o 41% (interventi di recupero del patrimonio edilizio)”.

Ogni anno c’è qualcosa di nuovo nella dichiarazione dei redditi mod.730 che fa adirare parecchio il contribuente; quest’anno è toccato a tale voce. Ed è successo che quando ti trovi di fronte a personale dei CAF estremamente pignola e cavillosa (e cafona, oltre che a sentirsi dei padreterni solo perchè stanno vestendo i panni del pubblico ufficiale) oltre ogni limite di logicità, è guerra persa in partenza, e conviene lasciar perdere e rinunciare ad ogni forma di lotta di persuasione, per non rimetterci in salute.
E’ successo che siamo andati ad un CAF sindacale per il 730, e, giunti alla voce di cui sopra, non si sono accontentati della semplice dichiarazione dell’amministratore in cui è scritto che…

Vi ricordiamo che detti documenti, unitamente alle ricevute dei pagamenti da Voi effettuati a favore del condominio, costituiscono prova dell’avvenuta spesa e potrebbero esserVi richiesti dall’amministrazione finanziaria

Detto questo, quell’addetto del CAF voleva vedere comunque anche i bollettini dell’avvenuto pagamento delle rate condominiali. A quale pro mi chiedo, dal momento che non se ne comprende la logicità visto che c’è la dichiarazione dell’amministratore che lo comprova. Ma oltre a non averli portati con noi, sarebbe stato tutto inutile perchè dai bollettini stessi deve (o dovrebbe?) risultare la cifra scorporata tra spese ordinarie e spese straordinarie. In pratica, sui bollettini deve apparire in modo chiaro e senza dar adito ad incertezze quanto è stato pagato, rata per rata, di quel lavoro per il quale si chiede la detrazione fiscale. Cavillosità superflua e inutile perchè c’è già la dicharazione dell’amministratore a comprovarlo; la specifica, così come la vogliono quelli del CAF, la si può vedere solamente dal bilancio consuntivo annuale. La richiesta è stata pertanto di quelle assurde e vessatorie.

Per concludere, vista l’irremovibilità dell’addetto, il quale voleva vedere, senza discussioni di sorta, i bollettini di pagamento trimestrali quietanzati, abbiamo rinunciato alla detrazione, cancellandola dal mod.730. Il perdere un’altra giornata per recuperare i 5 euro di detrazione cui avremmo avuto diritto per quest’anno, non sarebbe proprio valsa la pena.

Questa vicenda mi fa pensare che in quei posti vada messa solo gente preparata e competente, e non improvvisatori. A dare una qualche speranza sul fronte delle richieste unutili che rasentano l’assurdità ci ha pensato il Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate. Ieri, infatti, il direttore Attilio Befera, come risulta dal presente articolo giornalistico del Sole 24 Ore, Befera, stop a controlli vessatori, ha dato uno stop a questo genere di controlli vessatori.

Nel caso mio, di cui sopra, oltre al danno le beffe.
Danno, perchè se non fosse stato per la possibilità di detrarre la spesa, il lavoro non sarebbe stato approvato dalla maggioranza dei condomini, e quindi non si sarebbe fatto.
Beffe perchè ora si è aggiunta quest’altra cavillosità per poter detrarre la spesa.

Spero che per queste vicende, e comunque per l’anno prossimo, il ministro Tremonti ci metta adeguata pezza.

Sceneggiata napoletana

Mentre il candidato del terzo polo pateticamente cerca di sottrarre voti al Centro Destra (e deve difendersi dalle accuse di conflitto di interessi per gli appalti che la sua azienda ha ottenuto dal comune) , il candidato entrato sindaco nell’agone elettorale comincia ad avere dei dubbi sulla sua elezione.
I sondaggi lo danno a cavallo del 50% ma, soprattutto, la sua campagna elettorale non solo non decolla ma è costellata di autogol.
Da buon campano, allora, ricorre alla sceneggiata napoletana e da due giorni i quotidiani riportano notizie circa lo stato di stress che il candidato entrato vincitore nelle schede sta vivendo.
Assenze improvvise, malattie, tensione emotiva.
Lo consola, supportandolo, un altro caduto sulla strada dello stress, Maurizio Cevenini (a proposito, avete notato la ripetitività degli slogan di questi personaggi ? Cevenini c’è, scrivono oggi. C’è Delbono a Bologna, scrivevano nel 2009 … e si è visto come è andata a finire: c’è il commissariamento a Bologna !).
A me sembra tanto un appello al buon cuore degli elettori (nei tribunali sarebbe l’arringa dei difensori di ufficio di colpevoli al di là di ogni ragionevole dubbio:mi rimetto alla clemenza della corte) per raccattare quei voti che sembrano venir meno.
Ma potrebbe risolversi anche con l’ennesimo autogol, perchè sì, commosso da tanta sofferenza, io un cento euro posso anche regalarli per le prime cure al candidato stressato, ma il voto, no, io voto un sindaco che abbia energia, determinazione e nervi saldi per difendere i miei interessi di cittadino bolognese e sia in grado di sopportare lo stress non solo di una campagna elettorale, ma anche di cinque anni di amministrazione di una delle principali città italiane.
Magari sarebbe sufficiente scegliere un sindaco che sia ancora giovane ed entusiasta e che non subisca gli strascichi delle passate battaglie politiche e amministrative, che si aggiungono ad un’età già da “senatore”.
Merola non potrà che guadagnarci in salute e Bologna in innovazione se il prossimo sindaco si chiamerà Manes Bernardini.

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Affamati di Energia

Dopo quello che è successo in Giappone, il mondo si sta interrogando sul nucleare sì, nucleare no. E un mio post del 2007, che trattava di tale argomento, ha segnato nei giorni scorsi il record di visitatori. A fargli conquistare la palma d’oro è stata sicuramente la puntata di Annozero del 28 aprile 2011. Argomento clou di quella sera deve essere stato quello dell’energia, con ospite principale il professor Franco Battaglia, in qualità di esperto in materia. Come per molti, anche per me il Professore era stato un emerito sconosciuto fino al 15 marzo 2007, e cioè fino a quando scrissi il post dal titolo La chimera energia verde, nel quale parlavo diffusamente di lui.
Nel programma televisivo di giovedì scorso s’era appunto dibattuto su nucleare sì, nucleare no, tema molto in voga di questi tempi, amplificato qui in Italia dal messaggio ministeriale trasmesso tempo addietro dalla radiotelevisione: “E voi cosa ne pensate del nucleare?”
Potrà sembrare strano che in un blog letterario si parli di argomenti scientifici, ma è anche un modo per ricordare ancora una volta Marcello, alias Sarcastycon. Egli era infatti grande esperto in materia di energia dal nucleare, scrivendo su di essa in varie occasioni, da vero esperto. Il suo studio migliore è un saggio pubblicato in un post suddiviso in quattro parti, dal titolo: Nucleare? Sì grazie, così ripartito:
Prima parte Nucleare? Sì grazie (parte 1°, sintetica ambientazione politica del problema)

Seconda parte: Nucleare? Sì grazie (parte 2°, cos’è la fissione nucleare)
Terza parte La Fusione (Un ottimo riassunto di studi, un ottimo avvio iniziale per chi intenda addentrarsi nella materia)

Quarta parte Il confinamento magnetico (Eccellente studio chiaro e sintetico sulla reazione di fusione Deuterio Trizio, facilmente comprensibile anche dai non addetti ai lavori) Favorevole al nucleare, Marcello ne spiegò i motivi nel saggio. Analoghi motivi li aveva indicati il professor Franco Battaglia nella trasmissione di quel mio post. In pratica, per entrambi è l’unico mezzzo, allo stato attuale delle cose, per soddisfare la crescente domanda di energia elettrica dell’Italia. Le tesi del Professore, che aveva portato quel giorno in quella radio privata, mi avevano convinto della validità e bontà delle sue idee sul nucleare, bistrattando come illusoria l’energia prodotta dall’etanolo, dal fotovoltaico e dal solare termodinamico.

Il professor Franco Battaglia è Docente di Chimica dell’Ambiente presso l’ Università di Modena, e, con altri scienziati – tutta gente che la sà lunga in tema di energia – nel 2001 aveva fondato il Gruppo Galileo, presente in rete col sito Galileo 2001, del cui Gruppo è qui consultabile il Manifesto.

In quest’altro videodibattito il professor Franco Battaglia spiega in un breve confronto perche’ l’energia solare non ha in realta’ futuro. Il motivo e’ molto semplice: con le tecnologie eoliche o fotovoltaiche quando non brilla il sole o non soffia il vento non vi e’ produzione di elettricita’ e quindi bisogna comunque installare la potenza elettrica convenzionale. Le fonti solari permettono soltanto di risparmiare poco combustibile convenzionale o nucleare a costi altissimi e non aggiungendo di fatto potenza al sistema elettrico.

Qui l’intervista di Legno Storto, del 26 marzo 2011, di Giuseppe Filipponi, al presidente di Galileo 2001, professor R.A. Ricci, su “I danni dei media superiori a quelli delle radiazioni di Fukushima”.

In questa intervista, fatta il 28 aprile 2011 via mail da Luigi Mauro, il prof Battaglia spiega perchè – secondo lui – seguire l’ideologia ambientalista sarà disastroso. E i motivi sono sempre gli stessi che aveva prospettato quattro anni fa. Eccone alcuni di allora.
In Francia ci sono 58 centrali termonucleari, e noi, che nel 1987 avevamo rinunciato al nucleare domestico a causa del noto referendum, siamo però circondati da esse.

Era intenzione dell’allora nostro governo di quattro anni fa di convertire il 10% degli allora consumi di benzina derivante dal petrolio, in benzina ricavata dal mais di produzione nostrana. Ma per produrre tale quantitativo di benzina all’etanolo, come sarebbe stato nelle intenzioni dell’allora ministro dell’Ambiente, si sarebbero dovute radere al suolo tutte le città esistenti in pianura padana e mettere tutta quell’area a produrre intensivamente mais.

Ma c’era di più, che la diceva assai lunga sulla validità di tale proposta. Da rigorosi calcoli matematici, fatti dal gruppo di scienziati di Galileo2001, era emerso che, per ricavare tale benzina dal mais, ci sarebbe voluta altrettanta energia pari a quella che se ne sarebbe ricavata!

In tema di energia fotovoltaica, sulla quale sembrava ci fosse stato un particolare innamoramento di quell’ex ministro, pare che i conti non quadrassero minimamente, e due blogger lo avevano dimostrato, conti alla mano. Peccato che nel frattempo i due blog sono stati chiusi, e quei dati non sono più reperibili.
Consiglio inoltre la lettura di tre saggi scritti dal professor Franco Battaglia, dal sito Galileo2001, dai titoli:
Il grande bluff sull’energia solare (vedi YouTube di cui sopra)
Se Rubbia si arrampica sugli specchi (leggere qua)
in cui si parlava dell’ultima frontiera: il solare termodinamico, del quale mi sembra però di non averne più sentito parlare.

L’ultimo saggio spiegava perchè l’idea non avrebbe avuto successo: con gli impianti messi a punto finora, la resa era del 10 %, massimo 13 %, tutto il resto veniva perso nei vari passaggi di trasformazione, i quali dipendevano, secondo vari gradi di rendimento, da: efficacia degli specchi – efficacia dei fluidi – efficacia termodinamica della trasformazione di calore in elettricità. La dipendenza da tutti questi fattori faceva sì che la resa di quel genere d’impianti sia stata solo di quelle percentuali così basse. In pratica, il gioco non valeva o non vale la candela, perchè, in pratica, per sostituire una centrale elettrica di tipo convenzionale da 1000 MW con una centrale che sfrutti il solare termodinamico, ci vorrebbero 32.000.000 di metriquadrati di specchi (da lavare e lucidare frequentemente, per mantenere al massimo grado la loro efficienza). Ecco perchè il progetto mi pare sia naufragato, nonostante l’allora sponsorizzazione del comico Beppe Grillo, paladino ecologista della prim’ora.
Lancio una provocazione: chi fra tutti i lettori del blog non è ecologista? O lo è meno di coloro? Ma si vorrebbe maggiore onestà intellettuale da parte di quegli scienziati che propongono le loro idee per la salvaguardia del mondo. Ad esempio, nella presentazione dell’impianto del solare termodinamico nel febbraio 2007, pubblicato dal Corriere della Sera che conservo ancora, credo non ci sia scritto che per mantene efficiente ed in vita l’impianto sarebbe occorso il supporto di una forte fonte di calore esterna, che sarebbe servita per mantenere il fluido, costituito da sali, ad una temperatura minima costante (giorno e notte) di non meno di 240 gradi, altrimenti i sali sarebbero solidificati e così l’impianto sarebbe saltato rendendosi praticamente inservibile. Trascurando di parlare di questo particolare non indifferente, credo abbia finito col convincere l’allora Ministro preposto della bontà del sua idea, mentre invece l’impianto sarebbe dovuto essere ulteriormente perfezionato, per poter essere veramente economicamente competitivo. Comunque sia andata a finire, la vicenda risale a quattro anni fa, e personalmente non ne ho più seguiti gli sviluppi. Voglio solo sperare che non siano stati costruiti tanti impianti di quel genere, come sarebbe stato nelle intenzioni. E questo almeno finchè l’impianto non sarebbe diventato economicamente valido; continuando invece nella ricerca di fluidi per l’impianto che non avrebbero necessitato di fonti di calore esterne supplementari.

La mia conclusione personale su questo tema è sempre quella di quattro anni fa, e cioè che in natura non esiste energia gratuita e a zero, o a basso costo. Non sono ancora stati inventati gli amplificatori di energia; esistono solo gli amplificatori di potenza, che però, durante il processo di amplificazione, assorbono ulteriore energia esterna.
L’unica fonte di energia veramente “verde”, e a costo zero, è quella che proviene dal “risparmio energetico”: lì è tutto gratis e a zero impatto ambientale. Tutto il resto sono illusorie chimere.

A mitigare questo pessimismo vi è però una notizia positiva che viene dal mondo dell’economia e che genera ottimismo: Total, forse la più grande compagnia petrolifera del mondo, il 29 aprile ha annunciato il lancio di un’offerta d’acquisto su una quota di maggioranza, il 60%, di SunPower Corp, azienda americana del settore dell’energia solare. L’offerta di Total, da 1,37 miliardi di dollari, rappresenta una delle mosse maggiori mai compiute da un big petrolifero nel campo delle energie rinnovabili. E quando si muovono società di questo calibro, con importi di tale entità, vuol dire che gatta ci cova, e sotto sotto qualcosa si sta muovendo.

Severgnini: chi non salta complottista è

Fervono i preparativi alla Casa Bianca e al Pentagono sulle foto di repertorio da autorizzare alla diffusione sull’uccisione di Osama bin Laden. Di Saddam, vedevamo i denti guasti, i pidocchi e le pulci che saltavano;  di Osama abbiamo visto solo una foto tarocca, prontamente fatta sparire, per un senso della decenza, da tanto era palesemente falsa. In un Paese con il mito della trasparenza universale come gli Usa è un po’ poco.

Luttwak lunedi sera a Porta a Porta ha già annunciato la foto di lui  con la moglie (o meglio, di una delle mogli) di Osama della quale lui si sarebbe servita come “scudo umano” per ripararsi dal blitz. L’Eroe del Male, deve essere immortalato da Gran Codardo, come merita e ora la regia mediatica si  è messa all’opera. Non ci sono foto, e allora occorre prontamente provvedere alla bisogna. Non si sa mai che la schiera dei “complottisti” e dei “dietrologi”, venga a scompaginare le tranquille certezze attualmente diffuse dai media mainstreams globali: morto Satana, ora viviamo in un mondo migliore, più libero e bello –  come recita lo slogan di uno shampoo per capelli luminosi. Da oggi siamo tutti più “sicuri” fino a prova contraria. Peccato che la galassia dei gruppi terroristi islamisti non si limiti alla solita Al Qaeda. Peccato che gli sbarchi dei nordafricani di fede islamica e di etnia araba sulle nostre coste continuano imperterriti come prima e più di prima.

Ma ci sono giornalisti che invece di informare con oggettività hanno un vizio: ci chiedono troppi atti di fede. La nuova Chiesa sono loro. Contestualmente a ciò, avvertono i lettori a non esagerare con la dietrologia; pena la lettera scarlatta di “complottista”. E magari la promozione da complottista a “terrorista”. E’ il caso di Beppe Severgnini. Articoli come quello comparso ieri 2 maggio sulla sua rubrica del Corsera Italians suonano come avvertimenti intimidatori, carichi di boria.  Ammonire i dubbiosi, piuttosto che svolgere il lavoro per cui sono strapagati: informare, è diventato il nuovo sport nazionale giornalistico della testata ammiraglia. Vietato avere dubbi, solo certezze.  Vietato non sorridere, non festeggiare, non brindare come si fa a Times Square. Ma come? Il mondo si è liberato del Demonio e  voi non festeggiate? Eppoi, siamo tutti americani, no? A destra come a sinistra, come al centro.

Bin Laden il “mai morto”, il supposto morto nel 2002, poi nel 2004, poi morto secondo l’opinione della leader pakistana Benazir Bhutto, beh, ora la sapete la novità?  è rimorto. Il cadavere? Giace in fondo al mare, lanciato da una portaerei.  Il popolo statunitense brinda, la Borsa vola. La crisi può attendere. Obama può ricandidarsi. Severgnini bacchetta i lettori che non si adeguano e somiglia a  Otto Grunf della Banda TNT  del fumetto di Magnus- Bunker, quello che indossava la maglietta con la scritta credere, ubbidire, combattere. Fidarsi dei media e dei suoi operatori è diventata un’arrampicata di settimo grado.

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Osama, Obama e i "bei colpi"

Roma – “Obama bin Laden è morto”. Sarà stata la concitazione nel dare la notizia, sarà che la differenza sta tutta tra una ‘s’ e una ‘b’. Fatto sta che alcune tv Usa quando la scorsa notte è stata annunciata l’uccisione del leader di Al Qaida hanno fatto gran confusione tra Osama/Obama. La ‘gaffe’ in vari casi è finita nei titoletti a scorrimento ed è subito stata corretta. Un ‘anchor’ della ‘Ktxl Tv’ ha detto: “Il presidente Obama sta per annunciare al paese che il presidente Obama è morto“. «Giustizia è fatta», ha detto Obama. Per l’Occidente finalmente una buona notizia, Osama è stato ucciso, Carlos è ormai un grasso ergastolano, Sandokan e Totò Riina marciscono in carceri di massima sicurezza, resta in libertà solo El Chapo (il tarchiato), invisibile boss del narcotraffico messicano, ma un articolo di Saviano su Repubblica lo ha individuato a Durango: è spacciato. Grazie a Osama, Obama verrà rieletto per un secondo mandato, non correremo il rischio, visto il livello miserabile dei candidati repubblicani, di vedere sostituito un mediocre, come è stato Obama nel primo mandato, da un repubblicano scadente.

[fonte: un quotidiano dalla rete]

E COSì, IL PRESIDENTE “ABBRONZATO”
HA PIAZZATO QUELLO CHE BIN LADEN
AVREBBE DEFINITO UN “BEL COLPO”.
DI SICURO LO E’, PER LUI, UN COLPO
CHE QUASI CERTAMENTE GLI PERMETTERA’
QUELLO CHE MAGGIORMENTE DESIDERAVA:
OCCUPARE ANCORA IL CAREGHINO
DELLA CASA BIANCA.
CONCRETAMENTE A COSA PORTA
LA MORTE DI OSAMA BIN LADEN?
A UNA FACCIATA BUONA PER GLI ALLOCCHI.
SEMPRE IN GRAN NUMERO PRESENTI
IN OGNI PARTE DEL GLOBO.
IO CREDO CHE UN CAPO TERRORISTA
O MAFIOSO CHE SIA VIENE DELEGITTIMATO
DAI SUOI STESSI SOSTENITORI
PER ESSERE SOSTITUITO, IN MOLTI CASI,
DA FORZE FRESCHE.
DI SICURO, OSAMA BIN LADEN ANDAVA
BENE PER SPAVENTARE I POLLI.
MA OGGI NON SERVIVA NEMMENO
PIU’ PER QUELLI.
“UN BEL COLPO”, CERTO, UN TERRORISTA
IN MENO. CHISSA’ COME MAI
AVVENUTO NEL MOMENTO MIGLIORE
CHE POTESSE CAPITARE.
E CON UN CADAVERE DI CUI
NON E’ CONSENTITA LA VISIONE.


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+nuovopatriota+

Io sono Nessuno

Nell’era della tracciabilità universale, della reperibilità telefonica grazie alla telefonia mobile, della dittatura della trasparenza (la teoria del mondo come  “casa di vetro”) , della videosorveglianza universale ad ogni angolo di strada, dei body scanner agli aeroporti, delle rilevazione dei dati biometrici, delle intercettazioni telefoniche con tanto di tabulati schiaffati sulle prime pagine dei quotidiani, delle foto scattate dai cellulari eppoi immesse in rete a scopo di sputtanamento, l’unico modo per difendersi è rendersi irreperibile. Sì, ma come?

Quasi impossibile. Se andiamo ai supermercati l’acquisto di molti prodotti lascia tracce che saranno poi utili ai ricercatori di mercato per stabilire mirate inchieste di marketing. Tant’è vero che poi si sentono in dovere di molestarci al telefono nelle ore di cena, per cercare di piazzare telefonicamente questo o quel prodotto da venderci. In particolare, lasciamo tracce con le apposite carte sconti di supermercati ed outlet. Lasciamo tracce sul biglietto di un treno, di una metropolitana, di un prelievo col bancomat, di una transazione con le carte di credito,  con carta acquisti, e ora nei nuovi aggeggi High Tech  iPhone e iPad che seguono gli spostamenti degli utenti,   eccetera.

                                                                            

Lasciamo tracce sul monitor del pc del nostro medico di base, ogni qualvolta andiamo a farci curare e a farci prescrivere qualche farmaco. Lasciamo tracce al fotofinish di una strada se appena siamo fuori di qualche km dai fatidici 50 obbligatori, per la consueta multa a domicilio. Lasciano tracce tutti i nostri conti correnti e depositi bancari regolarmente monitorati da un Grande Fratello Finanziario e Universale, preposto per farci i conti in tasca (in caso di leggi inique come i prelievi forzosi delle famigerate “patrimoniali”, detrarre direttamente dal conto corrente diventa un gioco da ragazzi come fece Amato nel 1992).  
Insomma, vivere ed esistere in questa società,  significa renderci rintracciabili. E’ forse diminuita la delinquenza comune e quella organizzata, grazie a tutto ciò? La risposta è NO. Anzi, è aumentata. Dal che se ne desume che tutto questo potenziamento di strumenti di controllo immesso nelle città del mondo  dopo l’11 settembre 2001 è stato fatto con uno scopo precipuo: il controllo della popolazione e l’insinuarsi  in modo pervasivo nel nostro privato. E che il “terrorismo internazionale” è solo un vuoto pretesto, tenuto conto che bloccare i flussi migratori (vera causa di disordine, di possibili attacchi nonché di decomposizione sociale) è considerato un tabù per la società globalizzata .
Qualche tempo fa google è stato fatto oggetto di una causa da parte di una fotomodella canadese la quale ha chiesto di poter accedere all’IP di un’internauta che a suo dire, l’avrebbe offesa e diffamata sul web . Questa  sarebbe la ragione del giro di vite dato a molti motori di ricerca circa l’anonimato. Ma come sappiamo “queste rivoluzioni con obbligo di dati completi non avvengono mai per questi motivi: primo, da sempre anche un commentatore offensivo può essere smascherato anche da prima se dietro richiesta e azione legale si cerca il suo IP in caso di insulti; e dall’IP si rintraccia subito la persona” (copyright: Josh).
La convinzione è che non siano le fotomodelle a dettare una netiquette che in fondo è già in vigore, ma alcune lobby di pressione che da tempo ambiscono mettere le mani sulla rete anche negli Usa, per ingabbiare teorie, pensieri, concetti e parole ritenuti scomodi. Con ciò, la sottoscritta non intende certo fare l’apologia ai troll, ai fake, ai flame war né agli insultatori o diffamatori di professione, dai quali è giusto e sacrosanto difendersi. Voglio però sottolineare che nella società della sovraesposizione mediatica, e della tracciabilità informatica,  il mio pensiero in materia di anonimato (anche sul web), coincide con quello della poetessa Emily Dickinson:
Io sono nessuno! Tu chi sei?
Sei nessuno anche tu?
Allora siamo in due!
Non dirlo! Potrebbero spargere la voce!

Che grande peso essere qualcuno!
Così volgare – come una rana,
che gracida il tuo nome – tutto giugno
ad un pantano in estasi di lei!