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L’assedio di Milano

Sapessi come è strano….trovarsi trombati a Milano. Intendiamoci, le docce fredde a volte fanno bene e svegliano. Non si può vivere solo di rendite di posizione. Nulla è un “diritto acquisito”, figuriamoci il voto dei cittadini. Ora  a palazzo Marino si stracciano le vesti e cercano di “fare autocritica” degli errori commessi, ma diciamo la verità: la Moratti è una giraffa freddina che non sa creare feeling coi milanesi.

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I Nuovi Mostri

Non si tratta, come da titolo del post, del film a episodi di Dino Risi ed altri registi.In questo blog, ci siamo occupati a più riprese delle metamorfosi mostruose del contemporaneo,in ambito arte-urbanistica, con relativa ideologia sotterranea, mirata a fare tabula rasa della memoria artistica e formale della nazione, fino a notare rottami di simbologie deviate del decoro urbano.…

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I sogni muoiono all’alba

In realtà la, sia pur risicata, vittoria dell’uomo venuto da Santa Maria Capua Vetere provincia di Caserta era annunciata ben prima dell’alba, nonostante il progressivo sgretolamento di quelle percentuali che erano sfornate man mano che, senza alcun criterio, arrivavano i risultati dai vari seggi (e fatto salvo ogni esito di eventuali ricorsi …).

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Forse una speranza c’è

I dati vanno a rilento.E con questi parziali non è possibile commentare.Se Merola sarà costretto al ballottaggio, tanto di cappello a Manes Bernardini, riuscito, dopo una partenza fortemente ad handicap per i ritardi con i quali il Centro Destra lo ha scelto come candidato, a recuperare.Se supererà il 30% vorrebbe dire che ha guadagnato ben dieci punti rispetto alla somma dei voti di Pdl e Lega nel 2009 e, soprattutto, non ha risentito della transumanza dei finioti che, assieme all’Udc, prendono meno di quanto non ottenesse il partito di Casini da solo.Pare che la lista Grillo ottenga più del 10%: da ridere più che in uno spettacolo del suo nume tutelare.Se sarà ballottaggio Manes Bernardini e i suoi dovranno gettare il cuore oltre l’ostacolo, per far comprendere ai bolognesi che mostrano timidi segnali di risveglio e rinsavimento, che qui non si tratta di un voto politico tra sinistra e Centro Destra, bensì del futuro della nostra città, delle nostre tradizioni, dei nostri costumi, del nostro essere bolognesi.

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Sognare non è vietato

Domani, nel tardo pomeriggio, dovremmo conoscere con una approssimativa certezza il risultato del voto per l’elezione del sindaco e sapremo se, ancora per due settimane, ci dovremo occupare delle elezioni.E’ evidente che per il Centro Destra bolognese la vittoria sarebbe costringere Merola al ballottaggio, per poi profondere l’ultimo sforzo, buttando il cuore oltre l’ostacolo e sostenere Manes Bernardini per l’elezione al secondo turno.L’impresa è difficile ma non impossibile.Bologna negli ultimi sei anni (escluso l’anno abbondante di commissariamento) è stata male amministrata e non c’è bolognese che non lo capisca.Ma Bologna è anche una città con una incomprensibile tradizione comunista che non capisce, ma si adegua.Mi auguro, evidentemente, che questa volta i bolognesi capiscano e non si adeguino a votare per la decadente continuità che ci propone Merola, ma per scegliere il cambiamento e l’alternativa offerta da Manes Bernardini.

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Un voto per Bologna

Ci siamo.Una campagna elettorale iniziata nel modo peggiore, con una stucchevole telenovela sul candidato del Centro Destra, finisce con Virginio Merola, vincitore annunciato, in evidente affanno.Sicuramente suoi demeriti, ma anche una evidente, ottima performance del candidato alla fine scelto da Lega e Pdl, Manes Bernardini.Domani noi bolognesi voteremo per scegliere come vorremo la Bologna per secondo decennio del secolo.Dopo il fallimento di Cofferati (di cui Merola fu importante assessore all’urbanistica) con scelte scellerate come la moschea – respinta grazia anche alla battaglia di Manes Bernardini – e il civis e l’esperienza di “c’è Delbono a Bologna” , ridicola non solo per il misero lasso di tempo (otto mesi) di amministrazione, ma soprattutto per le modalità della caduta, i bolognesi non devono sbagliare nuovamente scelta.Qui non si tratta di Centro Destra o di sinistra, di votare per il partito (comunista) dei padri o per quello “dei padroni”, qui si tratta del nostro futuro di cittadini bolognesi e della Bologna che trasmetteremo ai nostri figli.Anche qui, come altrove, l’immigrazione è un problema, quindi ribadire il no alla moschea è un obbligo, come lo è rivedere la scelta del civis per salvare le Due Torri e il centro storico dalla devastazione che suborebbero con un simile mezzo in circolazione.Ma ancora il traffico e i servizi, l’ordine pubblico e la pulizia della città, anche dai cosiddetti “graffitari” che non sono altro che teppisti che deturpano proprietà pubbliche e private.E il tutto finalizzato a privilegiare i bolognesi rispetto a chi viene qui senza radici e senza conoscere le nostre tradizioni, i nostri costumi e che non ha contribuito a fare di Bologna quella città ricca e benestante che vorrei tornasse ad essere.Merola rappresenta la continuità con un passato che ci ha regalato una triste e incolore decadenza.Per questo, per cambiare rotta e contrastare la decadenza della città, domani voterò Manes Bernardini sindaco, bissando con il voto di lista al Pdl e, nel quartiere, il voto alla lista Pdl-Lega.

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Le sorelle di Trieste

A forza di parlare di massimi sistemi, perdiamo di vista quanto si svolge dietro casa nostra. Questa è una triste storia alla Charles Dickens che però invece di svolgersi nei sobborghi londinesi si svolge a casa nostra in una bella città del Nord: Trieste. Una storia riportata dal Corriere che appartiene a quei ceti medi e a quella piccola borghesia  che la globalizzazione vuole estinguere, calpestandone la dignità.

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La rimonta di Manes Bernardini

In questa campagna elettorale amministrativa due sono stati gli elementi caratterizzanti.Le ripetute gaffes di Merola, alcune esilaranti ed innocue (se non per il candidato stesso) come quelle che hanno messo a nudo la totale ignoranza sulla principale formazione sportiva della città che vorrebbe amministrare, altre di una pesantissima gravità, come il giustificazionismo (autoassolutorio) verso il consumo giovanile di droga.L’altro elemento di impatto ormai nazionale è la candidatura di Manes Bernardini.Credo che la Lega abbia tratto un notevole giovamento dall’aver candidato il giovane avvocato bolognese.Partita ad handicap, la candidatura di Manes Bernardini ha, poco alla volta, convinto molti bolognesi ed ottenuto le chiavi anche per rappresentare quella Bologna che vuole risorgere nei “salotti buoni” cittadini e persino della televisione (martedì prossimo è invitato a “Porta a porta”, la “terza camera” dello stato).

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I dubbi di Merola e Bonacini

Sul Carlino Bologna di oggi un trafiletto riporta una opinione in sintonia del candidato del pci/pds/ds/pd Merola e del suo segretario regionale (credo si chiami Bonacini) i quali ritengono molto difficile un accordo con il cosiddetto terzo polo al ballottaggio.E’ vero che aggiungono che se ne dovrà ragionare lunedì sera ad urne chiuse, ma la loro esternazione fornisce due indicatori significativi.Intanto mostra, quanto meno, i dubbi crescenti sulla vittoria al primo turno, diretta conseguenza della debolezza di un candidato abbonato alle gaffes (anche gravi come quella sulla droga !

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Della serie: buoni sì, ma fessi no

A proposito del post di Eleonora Milano, di male in peggio?, leggendo il post e la striscia di Reuters qui sotto, si può comprendere il motivo del suo disappunto, a riguardo della città di Milano, qualora dovesse passare nelle mani di Pisapia.E, a tal proposito, basta con i finti moralismi, perchè, a quanto pare, i più puliti avrebbero la rogna, come si evince anche da questo post su Marco Travaglio, e da quest’altro su Concita De Gregorio, o qualche scheletro nell’armadio, come è il caso dell’altro candidato a sindaco di Milano.…
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