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HA VINTO IL GOVERNO.

Si sono finalmente concluse le elezioni regionali più strane e travagliate degli ultimi anni, e quasi certamente dell’intera storia di questa tipologia di consultazioni, da quando le stesse furono istituite.

Elezioni alle quali, da più parti, si è cercato di dare soltanto il significato di un referendum pro o contro il Presidente del Consiglio Berlusconi e la sua opera di governo nell’ultimo biennio; elezioni quasi per nulla precedute da una sana campagna caratterizzata dal naturale confronto tra le parti in lizza sui rispettivi programmi pensati per affrontare i reali problemi dei cittadini (complice anche una singolare messa al bando dei talk-show televisivi di genere politico per tutto il periodo pre-elettorale, che non staremo a commentare in questa sede), bensì preparatesi in un clima avvelenato come non mai da accuse meschine, da fanatici sfruttamenti (se non creazioni ad arte) di infimi inghippi formali onde cercare di impedire addirittura la partecipazione alla competizione ad importanti liste dell’avversario nelle principali città d’Italia, privando così gli elettori di uno dei diritti essenziali, da mosse e contromosse di un’aggressività senza precedenti, davanti agli organi istituzionali preposti a decidere sui ricorsi legali di chi si ritiene leso e persino nelle piazze del Paese.

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Bandiera gialla? Colèra a bordo.

Il giallo e’ il colore che “avverte”: ammonisce, a volte, ìntima.Chi si ricorda di Gianni Pettenati e della sua canzone “Bandiera gialla”, che risuonava nelle “hit parade” alla fine degli anni ’60?Chi sa che nella segnalazione marittima di una volta la “bandiera gialla” issata sul pennone, significava colera a bordo? Forse, pochi lo sanno.Ma tutti sicuramente sanno che lo “sciopero degli …

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I Rumeni, compatti, non hanno aderito allo sciopero farsa.

Eccomi, dunque: non sono sparito, non mi hanno arrestato, non mi hanno picchiato. Solamente ogni volta che cercavo di iniziare a scrivere, un senso di nausea mi prendeva, per tutto quello che succede in questo paese sempre più allo sbando. Finalmente uno stimolo, per rompere il ghiaccio: lo sciopero farsa degli stranieri immigrati, voluto dai soliti fomentatori di odio.…

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35 anni fa: Mikis Mantakas.

Il 28 Febbraio 1975 cadeva a Roma,colpito a morte da due proiettili sparati dai terroristi rossi lo studente greco iscritto al FUAN Mikis Mantakas di soli 23 anni, durante l’ ennesimo assalto alla sede missina romana del quartiere Prati.

Alvaro Lojacono, responsabile materiale dell’ omicidio, non ha mai scontato un minuto per tale reato e neanche per la strage di Via Fani, nonostante le condanne subite a sedici anni per il primo ed ergastolo per il secondo.

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Vittorio Montiglio III.

Mi rendo conto che Morti Dimenticati è un archivio, e ricevendo lettere come questa che pubblico, ritrovo la voglia di scrivere, persa per molteplici motivi, tra cui la situazione della Patria. Grazie, Roberto !Intanto, riprendiamo da Vittorio Montiglio:

Roberto Montiglio said…Grazie per i commenti. Prima di tutto, prego scusse per il mio Italiano che non é troppo buono, non lo parlo nemmeno lo scrivo da tanti anni cuando lo ho imparato a Scuola qua in Cile.

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Forse non ci siamo capiti

Chi ha votato per il “centro-destra” e, particolarmente, per Lega Nord, lo ha fatto soprattutto perche’ la “destra” – che si e’ invece rivelata poco meno che una sinistra moderata – risolvesse la questione immigratoria. Con una certa dose di ingenuita’, gli elettori, hanno sperato che si potesse tornare indietro; bloccare gli “inevitabili” flussi migratori in entrata, e favorire quelli in uscita.…

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IL CORAGGIO DI UNA SCELTA E LA PROVA DELLA SUA CREDIBILITA’.

Per l’11 febbraio, o meglio il 22 di Bahman del calendario persiano, anniversario della rivoluzione islamica, la Guida Suprema iraniana, Alì Kamenei, ha promesso “un pugno in faccia all’Occidente”: può darsi che quanto avvenuto il 9 febbraio davanti all’ambasciata italiana in quel Paese, e ad altre sedi diplomatiche europee, sia da intendersi come l’antipasto, l’esercizio di riscaldamento preludente ad azioni più eclatanti, o che tutto, almeno per il momento, debba considerarsi esaurito lì.

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