Bandiera gialla? Colèra a bordo.

Il giallo e’ il colore che “avverte”: ammonisce, a volte, ìntima.Chi si ricorda di Gianni Pettenati e della sua canzone “Bandiera gialla”, che risuonava nelle “hit parade” alla fine degli anni ’60?Chi sa che nella segnalazione marittima di una volta la “bandiera gialla” issata sul pennone, significava colera a bordo? Forse, pochi lo sanno.Ma tutti sicuramente sanno che lo “sciopero degli

I Rumeni, compatti, non hanno aderito allo sciopero farsa.

Eccomi, dunque: non sono sparito, non mi hanno arrestato, non mi hanno picchiato. Solamente ogni volta che cercavo di iniziare a scrivere, un senso di nausea mi prendeva, per tutto quello che succede in questo paese sempre più allo sbando. Finalmente uno stimolo, per rompere il ghiaccio: lo sciopero farsa degli stranieri immigrati, voluto dai soliti fomentatori di odio. Che non solo è stato un flop pazzesco, ma ha visto una partecipazione quasi nulla dei Lavoratori Rumeni. E quello che è incredibile è che il partito rumeno corrispondente del PD nostrano, quel PSD che non amo particolarmente perchè sempre di sinistra rimane, e sempre è orientato dall’ ineffabile “Volpon” Iliescu, si è dimostrato più moderato, ragionevole e disponibile al dialogo del quasi omonimo italiano, che non perderà mai il suo antiberlusconismo travagliante e santoresco. Infatti il rappresentante in italia del PSD, Marian Mocanu, Consigliere del Senato di Romania, già una quindicina di giorni fa si era dichiarato completamente contrario a questa sciopero da operetta:

Andora, 15/02/2010: Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di invitare la comunità rumena in Italia, a non aderire allo sciopero dei migranti, previsto per il prossimo 1 marzo. La Costituzione Italiana , garantisce ad ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed ogni lavoratore è libero di esprimere la richiesta dei propri diritti anche tramite questa forma di lotta. Sono però altrettanto sicuro che, aderire ad una forma di protesta come questa, sia un danno per la nostra comunità .
Infatti , per usare le parole del Ministro Maroni , dopo i tremendi fatti di via Padova a Milano, è giunto il momento di “lavorare tutti insieme “ e di evitare il rischio di creare nuovi ghetti, nuove situazioni di auto isolamento. Sono consapevole che anche la nostra comunità avrebbe motivo di esprimere le proprie ragioni, di denunciare le situazioni di sfruttamento e di chiedere più controllo nel mondo del lavoro.
In quanto cittadini europei, siamo chiamati a maggiore responsabilità e a far valere le nostre giuste ragioni all’interno e con gli strumenti dell’ordinamento italiano, al fianco e con i lavoratori italiani come anche sottolineato dalla presa di posizione delle maggiori confederazioni sindacali italiane. La nostra comunità è espressione, al pari di quella italiana, di un popolo di lavoratori, di una cultura del “fare” e dell’intraprendere, come dimostrato dalle oltre 25.000 partite iva aperte fino al 2009 da cittadini rumeni. Non partecipare a questo sciopero, non significa non lottare per i propri diritti e per quelli dei propri figli ma, invece sottolineare il nostro rifiuto verso ogni forma di ghettizzazione e esclusione dal tessuto sociale italiano, dimostrando, per usare le parole del Presidente d ella Camera On. Fini , che non vogliamo rifugiarci “in identità pregresse formando ghetti di autoesclusione’ ma aprirci al tessuto sociale, economico e produttivo dell’Italia”.

Marian Mocanu
Consigliere Onorario del Presidente del Senato Rumeno

Ed anche oggi ha ribadito il concetto:

IL FALLIMENTO DELLO SCIOPERO DEL 1 MARZO RILANCIA LA LINEA DELL’UNITA’ DEI RUMENI CON IL POPOLO E I LAVORATORI ITALIANI

La comunità rumena, nella maggioranza ha capito che uno sciopero su base etnica rappresenta la fine di ogni possibilità di dialogo. Ma lo sciopero, è bene ricordarlo serve per le vertenze di lavoro , per chiedere il rinnovo dei contratti, per una mondo del lavoro più giusto, non per rivendicazioni politiche e per la richiesta di diritti che, come europei , già possediamo. La presenza di un centinaio di rumeni allo sciopero non è stato rappresentativo per la comunità ma si è trattato di una presenza a titolo personale

Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di ringraziare l’intera comunità rumena in Italia, per il senso di responsabilità dimostratrato per non aver partecipato allo sciopero del 1 Marzo, autoproclamato da alcuni gruppi di cittadini extracomunitari, con l’appoggio di alcune organizzazioni italiane. Come più volte sostenuto , la Costituzione Italiana , garantisce ad ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed ogni lavoratore è stato libero di partecipare o meno a questo sciopero. La comunità rumena, ha capito che uno sciopero su base etnica rappresenta forse la fine di ogni possibilità di dialogo. Ma lo sciopero, è bene ricordarlo serve per le vertenze di lavoro , per chiedere il rinnovo dei contratti, per una mondo del lavoro più giusto, non per rivendicazioni politiche e, ancor meno , per la richiesta di diritti che, come europei, già possediamo. Aderire , ad esempio, ad un evento che riguardava i soli cittadini immigrati non avrebbe portato alcun beneficio a nessuno e avrebbe causato ulteriori frizioni tra italiani e immigrati rumeni dando il pretesto alle forze più estreme di sostenere la tesi che sussiste una guerra tra poveri. Dobbiamo sentirci partecipi degli sforzi della collettività italiana. Certo, non mancano fenomeni di intolleranza e razzismo , che si riflettono quasi sempre sulle persone più deboli come i nostri ragazzi , e su questi fenomeni dobbiamo vigilare e denunciarli senza problemi alle autorità italiane senza però prestarsi a giochi politici che invece che risolvere il problema spesso lo usano per fini elettorali. Come cittadini rumeni dobbiamo ricordarci che siamo cittadini comunitari, e come tali godiamo di diritti e doveri parificati a quelli degli italiani e le tante battaglie delle comunità extracomunitarie, seppur umanamente comprensibili, ci riguardano solo marginalmente. Nel mondo del lavoro le battaglie per un fisco più giusto , la sicurezza sui luoghi di lavoro e le tutele sociali sono battaglie che rumeni e italiani devono portare avanti in modo comune e unitario e attraverso le strutture istituzionali italiane , dobbiamo opporci ad ogni tentativo che crei la contrapposizione rumeno – italiano.

Gli interessi e le battaglie dei lavoratori rumeni sono anche quelle dei italiani e di tutti i cittadini comunitari.

Marian Mocanu

Consigliere Onorario del Presidente del Senato della Romania

Certo, l’ impronta di sinistra traspare qua e là, ma che differenza di impostazione rispetto ad un PD che non smette di mostrare il proprio retroterreno culturale e le proprie radici comuniste ! Ma la Mia Romania dimostra di essere più imparziale anche nella stampa, come dimostra un articolo di Romania Libera di ieri che, a fronte dei 200. 000 partecipanti violetti di rabbia alla manifestazione di Roma contro Silvio Berlusconi, riduce ad un più reale e realistico 10.000 il numero dei partecipanti. Evidentemente chi ha avuto il comunismo, ha fatto tesoro delle loro menzogne. In Italia, purtroppo, gli utili italioti credono ancora alle favolette rosse.