Il Ministero dell’Amore e’ ufficialmente nato in USA

La tragicomica realta’ nella quale in Europa e in USA, senza rendercene conto, siamo immersi da tutto il dopoguerra, ovvero, la criminalizzazione dei sentimenti, ha ora forza di legge grazie alle indefesse pressioni lobbistiche della ADL of B’nai B’rith sull’abbronzata amministrazione Obama.Per la verita’, l’ “istigazione all’odio” e’ gia’ reato da quasi 60 anni in tutto l’ “occidente” ancorche’

IL KAMIKAZE BAUSCIA E L’ILLUSIONE DELL’INTEGRAZIONE "BUONISTA"

Strage evitata, presso la caserma “S. Barbara” di Milano, la mattina del 12 ottobre, grazie senz’altro ad un provvidenziale occhio di riguardo avuto, per noi, da Qualcuno lassù, ma anche al più terreno coraggio di un nostro caporale che ha evitato il peggio intervenendo di persona e rimediandoci una leggera ferita allo zigomo destro (oltre, speriamo in futuro, ad una medaglia).
L’ingenere elettronico libico Mohamed Game si era infatti intrufolato nel corpo di guardia della struttura militare con una cassetta degli attrezzi contenente cinque chili di una miscela esplosiva artigianale che, se scoppiata a dovere, avrebbe potuto tranquillamente causare danni a persone e cose di tutto rispetto ancorchè non apocalittici; invece, per fortuna, l’ordigno ha funzionato solo parzialmente, causando la perdita di una mano e della vista, all’attentatore, e il leggero ferimento, come già detto, del bravo caporale che gli ha intimato l’alt.
Sembrerebbe, per ora, trattarsi del gesto di una “cellula” locale di pochi elementi e senza legami con importanti reti islamiche organizzate, per quanto sicuramente ispirato dalla delirante mistica del jihad e dell’autoimmolazione seminatrice di morte tra gli “infedeli”, i quali anche da quella caserma, guarda caso, partono per le loro missioni in Afghanistan. Tuttavia, ciò non deve certo indurci a sottovalutare la pericolosità di simili terroristi “fai da te”, e corre l’obbligo di riflettere seriamente sull’ambiente socio-religioso-culturale, all’interno della comunità islamica, da cui costoro provengono e su quali criteri debbano guidare una politica di integrazione che salvaguardi al tempo stesso le primarie esigenze di sicurezza collettiva in tempi tanto critici per la civile convivenza tra etnìe e culture tanto diverse.
Mohamed Game era in Italia da parecchi anni, immigrato regolare, con sulle spalle una regolare famiglia composta da moglie italiana e quattro figli ed un regolare mestiere,anche se afflitto da qualche superabile problema lavorativo ed alloggiativo. Insomma, ormai un quasi “baùscia” apparentemente tranquillo ed integrato, che ultimamente aveva anche preso a frequentare la discussa “moschea” di viale Jenner, quella dove, sugli effettivi contenuti di promozione della pace e di ferma condanna di ogni violenza dei sermoni che vi sono pronunciati, in idioma a noi incomprensibile, non si è mai onestamente potuta mettere la mano sul fuoco.
Ma è proprio tra gli immigrati islamici esteriormente più inseriti nella società occidentale e rispettosi delle leggi che, ormai l’esperienza ha insegnato, possono nascondersi gli agenti del terrorismo integralista: ben difficilmente uno di essi si celerà dietro ad uno di quei lavavetri o venditori di cianfrusaglie che ci assillano ai semafori, e molto improbabilmente, anche, sarà uno di quelli dediti alla microcriminalità comune, come uno spacciatore o uno stupratore.
Per potere pianificare, preparare, mantenere i contatti segreti giusti nell’ombra, indisturbatamente e senza destare sospetti, è invece molto utile una facciata di rispettabilità accompagnata da sufficienti possibilità materiali; senza contare che è poi l’adesione fanatica a seppur distorte visioni della dottrina islamica la principale molla animatrice di simili fenomeni, mentre, nei comportamenti di delinquenti comuni e sbandati extracomunitari che campano di espedienti, non sembra certo ravvisabile la tendenza a conformarsi ad alcun genere di disciplina religiosa, comunque intesa.
A spingere questi invasati contro le nostre persone, cose ed istituzioni non sono dunque motivi d’ordine sociale, o di disperata reazione a presunte realtà di emarginazione o di discriminazione subite dai poveri immigrati delle loro provenienze in seno alla nostra società, come tante anime belle nostrane vorrebbero invece continuare a fare credere, forse anche per via di una tradizione materialista dura da rimuovere dal pensiero della sinistra, che rende difficile concepire tanto slancio, fino al supremo sacrificio di sè stessi, motivato soltanto da ragioni religiose o spirituali.
Non è, quindi, con le ricette “buoniste” delle sempre maggiori concessioni, delle maniche sempre più larghe in fatto di libertà di riunirsi a “pregare” e di erigere luoghi di culto, al di fuori di ogni controllo, che si favorirà un’integrazione costruttiva e sicura di tali soggetti nei nostri paesi. Questa sarebbe pura illusione ed una “Monaco” che, a lungo andare, ci costerebbe cara. E’ bene ribadire fino alla nausea che questa gente, da buonismo, tolleranza e disponibilità nei suoi confronti, non si lascerà mai intenerire, che i suoi obiettivi non sono infatti rivendicativi di maggiore rispetto o di migliori condizioni di vita per gli immigrati o per i popoli islamici in generale, ma di lotta al mondo occidentale per ciò che esso rappresenta, e che di ogni più piccolo cedimento che gli parrà debolezza approfitterà senza esitare.
Gli interessi della vera integrazione e della nostra sicurezza si tutelino piuttosto prevenendo la predicazione dell’odio tramite controlli rigorosi nelle moschee, imponendo loro la trasparenza dei bilanci (chi li finanzia? Chi finanziano?), esigendo verifiche sulla formazione ricevuta e sul curriculum degli “imam” che vi operano, magari istituendo un “albo degli imam” come suggerito da ministro Ronchi, promuovendo, per quanto possibile, la pronuncia dei sermoni in italiano, ed infine disciplinando rigidamente la nascita di nuovi luoghi di culto islamici.
Intanto, nell’immediato, non si lasci riposare l’intelligence e tutti gli altri organi preposti alle indagini negli ambienti a rischio e alla prevenzione-repressione di atti criminosi come quello appena verificatosi.
Soprattutto, con l’attentato di Milano ancora fresco, si agisca molto e se ne parli poco, onde non indurre in tentazione eventuali potenziali emulatori che potrebbero sentirsi, loro, chamati da Allah a cercare di centrare il disastroso risultato mancato per un soffio dall’ingegnere libico.
Tommaso Pellegrino

Obama fa l’ ecologista, ma l’ asse Iran-Venezuela si rafforza.

Confesso che cominciavo ad essere preoccupato, non ricevendo informazioni nuove da FiammaBolivia dopo il mio ultimo post sull’ Honduras. Ma eccole fresche fresche, che ci danno una situazione chiara ma al tempo stesso preoccupante, di quanto accade nell’ ALBA sempre più rossa ed iranianofila. In attesa dunque che l’ amico FiammaBolivia, come mi ha promesso, apra un suo blog dedicato alla situazione sudamericana, volentieri ricevo e pubblico:

“Caro Vandea, innanzitutto i ringraziamenti di mia moglie per aver pubblicato un’articolo sulla vera situazione dell’Honduras, bellissimo paese tanto bistrattato dalla comunità internazionale (anche dall’Italia purtroppo!!!!!!), per il solo fatto di non voler cadere in un regime comunista.

Il titolo del tuo articolo, purtroppo è più attuale che mai. Chavez non vede l’ora di provare le nuove armi comprate in Russia, senza la minima reazione dell’abbronzato e dell’Unione Europea, la quale vive nell’incapacità di portare avanti le proprie idee senza il consenso degli Stati Uniti, ed è condannata dalla propria burocrazia che non gli consente di diventare leader mondiale.

Questo, Chavez &C. lo sanno, bisogna perciò fare attenzione, perchè questi sono pericolosi !!! Immagina solamente che, a quanto pare, in Bolivia è presente una quantità considerevole di iraniani (!!), che starebbero addestrando i contadini nella difesa del territorio. Si dice anche che buona parte dell’apparato di sicurezza presidenziale sia rappresentato da iraniani, venezuelani e cubani (esattamente come accadeva in Romania con Ceausescu:palestinesi,congolesi, angolani e cubani. Nota di Vandea…). Non sò se è chiaro a tutti però questa gente stà armando qualcosa di pericoloso. Negli altri paesi immagino sia lo stesso, e poi Chavez si lamenta che la Colombia voglia le basi americane nel suo territorio. Ma ben vengano queste basi.

La bellísima (!!!) figlia di Zelaya della foto con il cappellino e la maglietta “hasta la victoria siempre” sarebbe, dicono, l’ intestataria di un conto in Svizzera di 40.000.000 di dollari del popolo honduregno.(Nicu Ceausescu, il rampollo adorato di Elena e Nicolae, docet…NdV.)

Il provocatore onavi, come si nota conosce bene la situazione latinamericana, per aver, sicuramente, letto qualche libro di minà su cuba o per aver visto qualche puntata di turisti per caso. (infatti è di Rifondazione Comunista, ho controllato…NdV).

Dopo aver fatto queste premesse vorrei nuovamente approfittare della tua bontà e pubblicare una lettera di un professore universitario venezuelano, la quale fà capire il pensiero della maggior parte della gente latinamericana che si batte tutti i giorni contro la comunistizzazione del continente, alla faccia dei venditori di fumo che promettono al popolo la fine della povertà, ma non dicono loro però, che la loro povertà finirà perchè moriranno tutti di fame.

Buona lettura.

L’HONDURAS DEVE ESSERE RISPETTATO!!!

Scritto dal Dott. Alvaro Albornoz
Dottore in Diritto Costituzionale
Avvocato Summa Cum Laude
Professore Universitario

Il regime cleptocratico di Chavez non si stanca di far danno all’Honduras e di perturbare la pace e la democrazia di questa nazione. E così hanno eseguito un piano macabro per provocare uno spargimento di sangue nel paese centramericano.

Abituati a trafficare la droga attraverso l’Honduras, sono riusciti a far entrare l’ex presidente Zelaya per la stessa via e con gli stessi mezzi che utilizzavano i narcotrafficanti del governo deposto.

In questa maniera, Zelaya è riuscito ad entrare nell’ambasciata del Brasile a Tegucigalpa, con l’appoggio insensato ed insulso del governo di Lula da Silva, il quale dovrà essere responsabilizzato per le conseguenze di questo gesto.

Il signor Zelaya credeva che, una volta conclusa la funesta operazione, il ritorno al potere, sarebbe stato un gioco da ragazzi, in realtà si è messo la corda al collo da solo, perchè oggi ha solo due opzioni:

La prima è quella di chiedere asilo politico la Brasile (tanto lo da a tutti i terroristi vedi Cesare Battisti! Ndt). In questo caso dovrà sottomettersi alle norme che regolano questa figura nel diritto internazionale, pertanto dovrà abbandonare l’Honduras, non prima di aver ottenuto il salvacondotto dal governo costituzionale capitanato da Micheletti e non potrà rilasciare nessuna dichiarazione nè tantomeno intromettersi nella politica interna honduregna.

La seconda opzione è quella di abbandonare l’ambasciata e consegnarsi alle autorità giudiziali del suo paese, per essere giudicato per i molteplici delitti e malefatte (tra cui il delitto di tradimento alla patria!) commessi durante l’esercizio delle sue funzioni ed affontare le venti e più imputazioni penali che gli ha comminato la Fiscalia Generale della Nazione.

Non esiste nessuna’altra opzione per Zelaya, anche se la sua demenza lo porta a delirare con cose impossibili e giuridicamente inviabili. Il suo ritorno alla presidenza è un’utopia che solo rimane nelle menti ritorte dei rappresentati di lucifero sulla terra.

Per contro, il governo costituzionale e legittimo dell’Honduras, capitanato dal Presidente Micheletti, ha preso le misure legali necessarie per preservare la pace e l’ordine, così da poter evitare l’alterazione del processo democratico e pacifico che si vive in questo momento nel Paese. Il 29 Novembre si svolgeranno le elezioni presidenziali ed il popolo honduregno eserciterà il suo diritto al voto, dimostrando al mondo il significato della vera democrazia.

Gli avvenimenti descritti mantengono in una situazione incerta al mondo e soprattutto a noi, persone democratiche, che, preghiamo Dio perchè protegga l’Honduras da questi pazzi che pretendono rompere l’ordine costituzionale della patria di Lempira e Morazan, per soddisfare le pretese del comunismo internazionale, che non si rassegna all’idea di perdere questo territorio per i suoi piani terroristici, autocratici e di narcotraffico.

La posizione e l’atteggiamento del popolo honduregno e del suo governo costuituzionale, democratico e legittimo, sono così degne e coraggiose che emozionano al più insensibile essere umano. Mai avremmo immaginato di vedere tanta dimostrazione di grandezza, civismo, coraggio , valore e dignità di questo Paese così piccolo che prima di oggi passava inavvertito e che da oggi in poi sarà considerato una delle potenze mondiali in valori, correttezza e decenza pubblica consituendosi come la dimostrazione più palpabile di un popolo difensore della democrazia e dello Stato di Diritto.

Honduras deve essere rispettato!!

Niente e nessuno potrà far tornare indietro questo popolo che vuole vivere in pace ed in democrazia, senza l’ingerenza di nessun altro paese che pretenda calpestare la sovranità ed il potere di autodeterminazione del popolo honduregno.

Questo non è, come vogliono far credere i seguitori di Zelaya, una lotta tra i poveri ed i ricchi impresari.


Questa è una lotta tra il bene ed il male, tra la democrazia e l’autoritarismo, tra l’etica e la corruzione, tra I valori e gli antivalori, tra il progresso e la miseria, tra la libertà e la sottomissione, tra Dio e satana; dovendo necessariamente vincere i primi ai secondi per poter salvare il mondo.

Tradotto (spero bene) da FiammaBolivia.

Che il buon Dio ci salvi !”

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Come si vede, la situazione è assai diversa da quanto i media europei ed italiasiatici vogliono fa apparire. d’ altronde la visita fugace di chavez a Venezia avrebbe dovuto aprire gli occhi a molti. Ma questo, lo sappiamo, è quasi impossibile, con l’ Eskimo sempre presente in readazione dagli anni ’70 ad oggi.

Pubblico questa nota di FiammaBolivia anche nel mio blog primario ed aggiornato Santo Sepolcro.

http://www.santosepolcro.splinder.com/

http://santosepolcro.splinder.com/post/20904111/ALBA+rossa+in+Sudamerica.

http://www.doctoralvaroalbornoz.blogspot.com/

Nazionalismo?

Qualche domanda:1) Da dove zompa fuori l’orgoglio nazionale che sembra pervadere un’Italia che ha appena cessato di esistere come nazione?2) Chi esibisce oggi il Tricolore in piazza, e’ informato del fatto che la costruzione europea, sancita dalla ratifica del Trattato di Lisbona, ha privata l’Italia dell’ultima parvenza di Sovranita’ rimastale?3) Le nostre Forze Armate adempiono ancora ai doveri

Mollare… MAI!

Cari patrioti,

credevate che fossi sparito?
CI SONO!

il (NP)nuovopatriota è PRESENTE, VIVO e VEGETO!
idem dicasi per
IL NUOVO PATRIOTA blog!

il tempo è tiranno ma farò il possibile per postare e seguire i blog alleati alla Patria!
Per difendere i valori morali dell’Italia contro l’invasione comunista ed extracomunitaria!
Nel frattempo; non mollate!

Fino ad allora:

http://img10.imageshack.us/img10/8594/spadaalzataog4.jpg

L’ "alleato" scarica Berlusconi

Finalmente e’ ufficiale: gli USA non gradiscono piu’ l’attuale Governo italiano. Lo riferisce anche Paolo Guzzanti che ne elenca le motivazioni. Chi e’ di gamba lunga se n’e’ accorto gia’ nel corso dell’amministrazione Bush, ma i lungo-gambati non sembrano essere una folla nel Belpaese: qui l’altezza e’ ancora inferiore alla media europea.Essendo ormai l’identita’ italiana una variabile

Camerata Michele Placido, il ’68 è stata una boiata !

Dopo un bel riassetto all’ archivio, riprendiamo in mano questo mio blog secondario. E l’ occasione è ghiotta, prendendo spunto dalla presentazione del film sul ’68 al Festival di Venezia del Camerata Michele Placido, guardacaso un giorno dopo l’ 8 Settembre. Si, Camerata, perchè il regista/attore/ex-poliziotto, nonostante urli ai quattroventi la sua ammirazione per quel periodo, per i “maestri”

Dino Fiorini:l’è ‘d San Zorz!

Siamo all’ inizio del Campionato, e voglio fare un piccolo regalo a Monsoreau, parlando di un asso del Bologna: Dino Fiorini, il Conte Spazzola.

Nato a San Giorgio di Piano (Bo) il 15 luglio 1915, esordì giovanissimo nel Bologna, dove passò tutta la carriera, vincendo 4 scudetti, 1 Mitropa ed 1 Torneo Expo Parigi. Portava i capelli corti, per quello il soprannome. Nella città felsinea era popolarissimo, soprattutto con le donne, che amava, ricambiato con successo. Gli piaceva pure la vita notturna, tant’ è che il CT Pozzo preferì non convocarlo per via di queste abitudini (se giocasse adesso, avrebbe un posto fisso nella Mia Inter…), nonostante le indubbie doti da campione. Terzino sinistro, precedette come tipo di gioco quelli moderni, come Facchetti, Cabrini e Maldini, riuscì a soffiare il posto in squadra nientemeno che ad Eraldo Monzeglio, crescendo cambiò pettinatura, portando i capelli non più all’ Umberto, ma lunghi ed impomatati; tant’ è che fu uno dei primissimi calciatori a fare pubblicità, appunto per la Brillantina Bourjois, anche per via di quel suo essere tombeur de femme nonostante il matrimonio ed i relativi tre figli avuti dalla moglie Italia Degli Esposti.

Quattro scudetti non sono mica bruscolini, eppure la Città Dotta, nonostante Fiorini fosse un vero idolo, non lo ricorda nè con una piazza, nè con una via, una scuola, un campo sportivo, un giardino, un torneo. Nulla di nulla. Il perchè è presto detto: il Conte Spazzola, che in gioventù aveva fatto anche il muratore e si recava agli allenamenti in bicicletta percorrendo 40 chilometri al dì, come la maggior parte degli Italiani era un Fascista convinto, uno che amava Giovinezza per via di prendere la vita di petto e col sole in fronte. Ma, a differenza di chi poi si imboscò oppure si scoprì partigiano il 25 aprile del ’45, Fiorni dopo l’ 8 Settembre aderì con entusiasmo alla GNR, la Guardia Nazionale Repubblicana, di cui ostentava la divisa con fierezza per le strade bolognesi. E, nell’ estate del 1944, la prima degli odii e delle imboscate gappiste, venne ucciso, forse a Monterenzio, ma il suo corpo non fu mai trovato, e a tutt’oggi non esiste una tomba dove le due figlie, Paola e Franca, che ancora vivono nel capoluogo emiliano, lo possano piangere.
Solo recentemente è uscito un libro di Piero Stabellini, “Chi ha ucciso il terzino del Bologna”, dove, in un sospetto e postumo tentativo di “riabilitazione democratica”, si insinua il dubbio di una sua trattativa coi partigiani, che poi lo uccisero per errore. Ma quando mai ? Dino Fiorini era tra i fondatori del Partito Fascista Repubblicano, ed era Fascista fino al collo ! Cosa non si fa in questa italia neo-antifascista di Gianfranco Fini !
(nella foto, un famoso contrasto con Silvio Piola)

Willy Wagner, il Tenente della Wehrmacht che volle farsi eroe.

Questo è un morto dimenticatissimo, che ho ritrovato grazie a due righe di Marcello Veneziani di qualche anno fa. Un morto che dovrebbe essere celebrato tra i Giusti della Seconda Guerra Mondiale; la cui storia dovrebbe essere insegnata nelle scuole italiane e tedesche; e che avrebbe bisogno di grande risalto. Ma, tranne che a Trani, dove avvenne questo eroismo, praticamente nulla si trova.
Eroico accadimento che ebbe protagonisti figure forse troppo invise alla vulgata resistenziale: un Vescovo Cattolico, due Gerarchi Fascisti ed un Ufficiale Tedesco.
Ed ecco i fatti: 16 Settembre 1943, truppe canadesi con qualche elemento badogliano aggregato, uccidono in un’ imboscata vera e propria presso il Cimitero di Trani 5 soldati della Wehrmacht, facendo dieci feriti. Due giorni dopo, secondo il Diritto Internazionale di Guerra allora vigente, furono rastrellati cinquanta abitanti della cittadina pugliese per essere fucilati.
I parenti e gli abitanti corsero ad avvisare il proprio Arcivescovo, Monsignor Francesco Petronelli, il quale si precipitò sulla piazza deputata all’ esecuzione, cercando di convincere il giovane Tenente austriaco a risparmiare la vita a quei civili. Visto vano ogni tentativo, l’ alto Prelato si pose davanti al plotone d’ esecuzione già schierato, offrendo la propria vita in cambio di quella dei prigionieri. Subito imitato in questo da due Gerarchi Fascisti tranesi presenti: il Podestà, Giuseppe Pappolla, ed il Segretario del Fascio, Antonio Bassi. Tale gesto convinse l’ ufficiale dell’ Esercito Tedesco a liberare gli ostaggi, sebbene fosse conscio di quello che lo aspettava per questo atto di generosità. Infatti, come a conoscenza di ogni ufficiale, sottufficiale e soldato tedesco di allora, tale disubbedienza ad ordini superiori comportava la Pena Capitale. Questo non impedì al Cattolico Tenente Jelo Webl Will Wagner di agire secondo la propria coscienza: fu infatti prelevato su ordini superiori e costretto a scavarsi la fossa presso il Cimitero di Trani dove venne fucilato. Successivamente questo episodio fu oggetto di oblìo e confusione da parte tedesca per non generare precedenti, tanto che fino a poco tempo fa si considerava protagonista dell’ episodio il Tenente F. Kurtz. Solo recentemente è stato riconosciuto il merito a Willy Wagner, il cui corpo fu trasferito dai tedeschi al Cimitero di Montecassino per un ulteriore tentativo di far dimenticare l’ accaduto.
Ripeto,però, che ogni ufficiale, sottufficiale e soldato tedesco sapeva che ogni gesto di clemenza contrario agli ordini superiori avrebbe voluto dire la propria condanna. Ma per l’ Italia Erich Priebke, sebbene subalterno di Kappler, è ugualmente colpevole.