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Liviu Corneliu Babeş.

Due anni sono passati dalla Rivolta Operaia di Brasov che abbiamo precedentemente esposto. Il regime comunista ha rafforzato la propria presenza di spie ed infiltrati nelle officine della cittadina rumena. Molti i deportati nei vari campi. La popolazione, alle prese con i notevoli problemi economici, sembra aver dimenticato. Liviu Babeş, no.Ed è incredibile che, tranne che in Romania, questa figura sia praticamente sconosciuta, lui che giustamente dovrebbe essere chiamato (ed in Patria lo è) lo “Jan Palach Rumeno”.

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Liviu Corneliu Babeş.

Due anni sono passati dalla Rivolta Operaia di Brasov che abbiamo precedentemente esposto. Il regime comunista ha rafforzato la propria presenza di spie ed infiltrati nelle officine della cittadina rumena. Molti i deportati nei vari campi. La popolazione, alle prese con i notevoli problemi economici, sembra aver dimenticato. Liviu Babeş, no.Ed è incredibile che, tranne che in Romania, questa figura sia praticamente sconosciuta, lui che giustamente dovrebbe essere chiamato (ed in Patria lo è) lo “Jan Palach Rumeno“.

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Il Marzo 1989 di Liviu Babeş.

1989, l’ anno storico, per la Romania Moderna. In tutta l’ Europa dell’ Est si respira un’ aria nuova. L’ Unione Sovietica, dopo anni di politiche economiche disastrose stringe i cordoni della borsa verso gli stati fratelli. Sotto l’ incalzare dello Scudo Satellitare voluto da Ronald Reagan i satrapi di Mosca non si sentono più molto sicuri.

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RIPARTIAMO DA QUEL PREDELLINO.

Ricorda decisamente più da vicino la squilibrata irlandese Violet Gibson, che, nel 1926, sparò a Mussolini ferendolo leggerissimamente, oppure quell’altro campione di salute mentale autore di un “attentato”, per fortuna anche quello privo di gravi conseguenze, contro Ronald Reagan, portato a termine per amore dell’attrice Jodie Foster, che non i “professionali” esecutori dei piani omicidi contro leaders politici e popolari di razza, finalizzati a cambiare il corso della storia infrangendo sogni riformatori della portata di quelli di J.

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