L’ Eccidio di Cadibona

A commento di un mio post del 2006,ho ricevuto il seguente commento, al quale mi sembra doveroso dare maggior spazio,essendo io latitante da qualche tempo per mancanza di tempo.

Eccolo:

Intervista a Roberto Nicolick, Autore di “39 biglietti di sola andata” L EDIZIONI Savona

“Il titolo del libro “39 biglietti di sola andata” ha un motivo preciso d’essere ?” “Si, 39 sono i prigionieri giustiziati in modo arbitrario e sommario dai partigiani comunisti nel maggio del 45, a guerra finita, solo per vendetta . Sola andata, indica che fu un viaggio su un autobus , a senso unico senza speranza, verso la morte” “Si e’ ispirato ad un fatto realmente accaduto ?” “Certamente, la strage accadde per davvero, i cadaveri vennero tutti ritrovati e seppelliti dopo presso il cimitero di Altare, detto delle Croci Bianche, dove riposano tuttora, accanto a tombe di partigiani, finalmente in pace, senza odio e rancori.” “Chi sono i protagonisti della vicenda ?” “Le vittime, tutti uomini dai 17 ai 60 anni compiuti, i loro fucilatori, esponenti della cosiddetta polizia partigiana comunista, le donne del convoglio Repubblicano, che vennero stuprate nell’Alessandrino e un certo numero di persone che assistettero alle violenze e alla strage.” “Nel libro vi sono anche delle foto.” ” Infatti, foto recenti e d’epoca per meglio inquadrare e descrivere i luoghi dove si snoda la vicenda. Foto molto belle e suggestive, alcune assolutamente inedite.” “In sintesi, ci racconti la vicenda, oggetto del suo scritto” ” Al crollo della Repubblica Sociale Italiana, aprile 1945, si formarono delle colonne in fuga dalle principali citta’ del Nord. Una di queste partita da Savona, riesce ad arrivare tra mille difficolta’ a Valenza Po, dove le formazioni partigiane locali la intercettano e ne arrestano i componenti. Le donne subirono violenza sessuale, tutti furono derubati dei valori personali. Quindi vennero imprigionati presso il carcere di Alessandria. Dove arrivarono i partigiani savonesi a prelevarli, con un autobus, da Alessandria , attraversando l’Acquese, raggiunsero Cairo, lasciando una scia di sangue di esecuzioni sommarie, A Cadibona , dopo un pestaggio violentissimo, si concluse la vicenda con la fucilazione in massa di 37 persone. Le donne furono risparmiate.” “Per scrivere questo paperback dove ha raccolto i dati e le notizie ?” “Dai giornali dell’epoca, dall’Archivio di Stato ma principalmente da testimonianze di persone che assistettero personalmente al fatto, e da persone che scamparono alla morte. A tutt’oggi queste soffrono di incubi per questa vicenda terribile.Altri hanno ancora adesso paura, e non hanno voluto comparire, infatti non sono stati nominati, come pure gli assassini, che ho citato solo con le iniziali, per il cosiddetto diritto d’oblio Gli assassini ?Tutti personaggi noti e riconosciuti, protestarono la loro innocenza in tribunale, nel corso del processo che ebbe luogo successivamente. Alcuni furono condannati ma….amnistiati e tre di loro faranno anche carriera politica. Comunque vissero tutti felici e contenti, la solita vergogna.” “Perche’, Nicolick, ha scritto questo libro…scomodo ?” “Sin da piccolo ero incuriosito dalla strage, se ne parlava a mezza bocca, senza dare fastidio agli assassini che viaggiavano onorati e rispettati. Era in corso un meccanismo di rimozione di un fatto vergognoso. Tuttora attivo , e penso che i morti, di qualsiasi fazione, esercito, cultura o bandiera debbano essere ricordati e rispettati senza alcun tipo di strumentalizzazione politica. Questo in ultima analisi e’ il principale motivo, per riflettere sull’odio politico e sulla intolleranza di certi integralisti.Inoltre parlare di una strage compiuta da partigiani comunisti e’ come infrangere un tabù… Forse questo libro e’ scomodo per due tipi di persone : per me che sto cominciando a ricevere delle minacce e per chi mi invia le minacce, perche’ e’ obbligato a guardarsi dentro…” “Lei e’ uno storico ?” “No, sono una persona curiosa che vuole guardare dentro e dietro alle cose, che vuole capire, senza grandi strumenti culturali, senza atteggiamenti da secchione, e soprattutto voglio raccontare agli altri, non in modo ermetico o criptico, come accaddero certe cose, terribili e cruente, come quella in oggetto…” “Allora, auguri per il suo libro.” “Grazie, di cuore, l’editore mi ha gia’ comunicato che le vendita vanno bene. E’ un libro che fara’ discutere molto, e questo e’ un fatto buono.”.