Questa non è una guerra contro il terrore è una lotta contro i nemici dell’America

musulmani in preghiera

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Al tempo in cui mi occupavo dell’occupazione russa dell’afganistan, scendevo a volte per Jalabad e attraversavo il confine con il Pakistan per trovare un po’ di riposo a Peshawar. Negli ambienti cupi e sporchi del vecchio Hotel Intercontinental battevo le mie storie su un telex sofferente accanto ad un ufficio che recava sulla porta la scritta “Capo Contabile”. Sul muro vicino alla porta — non so se fosse stato il capo contabile ad apporlo — c’era un foglio di carta incorniciato che riportava quattro versi di Kipling che ricordo ancora: una scaramuccia ad un posto di frontiera / una galoppata in uno passo stretto / cinquemila sterline di istruzione abbattute da un fucile da cinque rupie. Oppure, suppongo oggi, da un kalashnikov AK-47, prodotto a Quetta, oppure da uno di quei missili Blowpipe che abbiamo consegnato ai mujahedin con tanto trasporto all’inizio degli anni ’80 affinchè potessero uccidere i loro — e nostri — nemici, i Russi. Ma ho pensato più a lungo ai nascondigli, alle gole e alle montagne soprastanti, alle muraglie di roccia nuda alte 1500 metri, alle caverne e ai tunnel immensi che Osama bin Laden ha scavato in queste montagne. Qui, presumibilmente, si trovano i “buchi” dai quali l’Occidente vuole stanarlo “con il fumo”, sempre ammesso che sia stato abbastanza gentile da scappare a nascondervisi. Giacchè esiste un parere sempre più diffuso–fondato sulla nostra retorica–che bin Laden ed i suoi uomini siano in fuga, alla ricerca di posti in cui nascondersi. Non ne sono così sicuro. Sono pieno di incertezze su ciò che bin Laden possa star facendo ora. In realtà non sono affatto sicuro di ciò che noi — l’Occidente — stiamo per fare. è vero, i nostri cacciatorpedinieri e le nostre portaerei e i nostri caccia e bombardieri e le truppe si stanno ammassando nella vasta regione del Golfo. I nostri ragazzi del SAS — così dicono in Medio Oriente — stanno già arrampicandosi nelle regioni nord dell’Afganistan, ancora sotto il controllo delle forze dell’ultimo Shah Mosud. Ma cosa stiamo progettando di fare esattamente? Rapire bin Laden? Abbatterci sui suoi accampamenti e ucciderli in blocco, bin Laden e tutti i suoi algerini, egiziani, giordani, siriani e arabi del golfo? O forse bin Laden è solo il primo capitolo della nostra nuova avventura medio-orientale, che si allargherà dopo ad includere l’Iraq, il rovesciamento di Saddam Hussein, la distruzione degli Hezbollah libanesi, l’umiliazione della Siria, la mortificazione dell’Iran, la reimposizione di un altro fraudolento “processo di pace” tra Israele ed i Palestinesi? Se tutto ciò vi sembra il frutto di una fervida fantasia, dovreste ascoltare ciò che proviene da Washington e Tel Aviv. Mentre le fonti interne al Pentagono di The New York Times lasciano intendere che Saddam potrebbe essere il capitolo due, gli Israeliani stanno cercando di mettere in lista il Libano — il “centro del terrore internazionale” secondo il primo ministro israeliano Ariel Sharon — per un bombardamento o due, assieme alla piccola striscia di spazzatura di Yasser Arafat laggiù a Gaza dove gli Israeliani hanno scoperto, incredibile a dirsi, una “celluna bin Laden”. Gli Arabi chiaramente vorrebbero egualmente porre fine al terrore nel mondo. Ma preferirebbero altri nomi sulla lista. Ai Palestinesi piacerebbe vedere Sharon catturato per il massacro di Sabra e Chatila, un massacro terrorista condotto dagli alleati libanesi di Israele–che erano stati addestrati dall’esercito israeliano–nel 1982. Con 1800 morti arriva solo ad un quarto del numero delle vittime dell’11 settembre. I Siriani di Hama vorrebbero porre Rifaat Al-Assad, fratello dell’ultimo presidente, sulla loro lista di terroristi per la strage condotta dalle sue Brigate di Difesa nella città di Hama quello stesso anno. Con 20.000 morti è più del doppio del dazio dell’11 settembre. I libanesi vorrebbero processi per gli ufficiali israeliani che progettarono l’invasione del Libano nel 1982, che uccise 17500 persone, la maggior parte civili–di nuovo, ben più del doppio del dato dell’11 settembre. I cristiani del Sudan vorrebbero che il presidente Omar al-Bashir fosse portato in tribunale per strage. Ma come gli Americani hanno chiarito, è solo alla caccia dei loro nemici terroristi che vanno, non dei loro amici terroristi o di quei terroristi che hanno di continuo macellato popolazioni al di fuori della “sfera di interesse” americana. Finanche quei terroristi che vivono comodamente in USA ma non hanno fatto del male agli USA sono al sicuro: prendiamo per esempio il miliziano pro-Israele che uccise due soldati irlandesi dell’ONU nel sud del Libano nel 1980 e che ora vive tranquillo a Detroit dopo essere fuggito da Tel Aviv. Gli irlandesi hanno il nome e l’indirizzo, se ma l’FBI fosse interessata — ma chiaramente non lo è. Per questo non ci viene realmente chiesto di combattere il “terrore del mondo”. Ci viene chiesto di combattere i nemici dell’America. Se ciò significasse ingabbiare gli assassini che si celano dietro le atrocità di New York e Washington, pochi avrebbero da ridire. Ma solleverebbe la questione del perchè queste migliaia di innocenti sono più importanti–perchè meritino di più il nostro sforzo e forse il nostro sangue– che tutte le altre migliaia di innocenti. E solleva anche una domanda molto più scomoda: se ai crimini contro l’umanità commessi negli USA l’11 settembre debba essere fatta corrispondere giustizia o no — o piuttosto un assalto militare inteso ad estendere il potere politico americano nel Medio Oriente. Ad ogni modo, ci viene chiesto di sostenere una guerra i cui fini sembrano essere tanto fuorvianti quanto nascosti. Gli Americani ci dicono che questa guerra sarà diversa da tutte le altre. Ma una di queste differenze pare essere il fatto che non sappiamo chi stiamo andando a combattere e per quanto tempo. Certamente nessuna nuova iniziativa politica, nessun vero impegno politico reale a favore del Medio Oriente, nessuna giustizia neutrale sarà parte probabile di questo conflitto di durata indefinita. La disperazione e l’umiliazione e la sofferenza dei popoli del Medio Oriente non figurano tra gli obiettivi della nostra guera–solo la disperazione e l’umiliazione e la sofferenza di americani ed europei. Per quanto concerne bin Laden, nessuno crede che i Talebani davvero non sappiano dove si trovi. è in Afganistan. Ma è veramente finito a terra? Durante la guerra russa, emergeva ogni volta per combattere gli occupanti russi dell’Afganistan, per attaccare la seconda superpotenza mondiale. Ferito sei volte, era un maestro delle imboscate tattiche, come i russi scoprirono a loro spese. Il male e la cattiveria non si avvicinano alla descrizione del massacro di massa degli USA, ma — se fosse stato davvero un lavoro di bin Laden — ciò non significa che non ricomincerebbe di nuovo a combattere. E combattere sul terreno di casa. Ci sono tantissimi nascondigli oscuri in cui infilarsi. E tanti fucili a basso costo per spararci. E questa non sarebbe affatto “un nuovo tipo di guerra”.

The Independent 25 settembre 2001 Robert Fisk.

Happy Birthday, America!

standard2 On July 4, 1776, we claimed our independence from Britain and Democracy was born. Every day thousands leave their homeland to come to the "land of the free and the home of the brave" so they can begin their American Dream.

Happy Birthday, America!

In CONGRESS, July 4, 1776

The unanimous Declaration of the thirteen united States of America

When in the Course of human events, it becomes necessary for one people to dissolve the political bands which have connected them with another, and to assume among the powers of the earth, the separate and equal station to which the Laws of Nature and of Nature’s God entitle them, a decent respect to the opinions of mankind requires that they should declare the causes which impel them to the separation.

We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty, and the pursuit of Happiness. That to secure these rights, Governments are instituted among Men, deriving their just powers from the consent of the governed. That whenever any Form of Government becomes destructive of these ends, it is the Right of the People to alter or to abolish it, and to institute new Government, laying its foundation on such principles and organizing its powers in such form, as to them shall seem most likely to effect their Safety and Happiness.

Prudence, indeed, will dictate that Governments long established should not be changed for light and transient causes; and accordingly all experience hath shewn, that mankind are more disposed to suffer, while evils are sufferable, than to right themselves by abolishing the forms to which they are accustomed.

But when a long train of abuses and usurpations, pursuing invariably the same object evinces a design to reduce them under absolute Despotism, it is their right, it is their duty, to throw off such Government, and to provide new Guards for their future security.

Such has been the patient sufferance of these Colonies; and such is now the necessity which constrains them to alter their former Systems of Government. The history of the present King of Great Britain [George III] is a history of repeated injuries and usurpations, all having in direct object the establishment of an absolute Tyranny over these States. To prove this, let Facts be submitted to a candid world.

He has refused his Assent to Laws, the most wholesome and necessary for the public good.

He has forbidden his Governors to pass Laws of immediate and pressing importance, unless suspended in their operation till his Assent should be obtained, and when so suspended, he has utterly neglected to attend to them.

He has refused to pass other Laws for the accommodation of large districts of people, unless those people would relinquish the right of Representation in the Legislature, a right inestimable to them and formidable to tyrants only.

He has called together legislative bodies at places unusual, uncomfortable, and distant from the depository of their public Records, for the sole purpose of fatiguing them into compliance with his measures.

He has dissolved Representative Houses repeatedly, for opposing with manly firmness his invasions on the rights of the people.

He has refused for a long time, after such dissolutions, to cause others to be elected; whereby the Legislative powers, incapable of Annihilation, have returned to the People at large for their exercise; the State remaining in the meantime exposed to all the dangers of invasion from without, and convulsions within.

He has endeavoured to prevent the population of these States; for that purpose obstructing the Laws for Naturalization of Foreigners; refusing to pass others to encourage their migrations hither, and raising the conditions of new Appropriations of Lands.

He has obstructed the Administration of Justice, by refusing his Assent to Laws for establishing Judiciary powers.

He has made Judges dependent on his Will alone, for the tenure of their offices, and the amount and payment of their salaries.

He has erected a multitude of New Offices, and sent hither swarms of Officers to harass our people, and eat out their substance.

He has kept among us, in times of peace, Standing Armies, without the consent of our legislatures.

He has affected to render the Military independent of and superior to the Civil power.

He has combined with others to subject us to a jurisdiction foreign to our constitution and unacknowledged by our laws; giving his Assent to their Acts of pretended Legislation:

  • For protecting them by a mock Trial from punishment for any Murders which they should commit on the Inhabitants of these States:
  • For cutting off our Trade with all parts of the world:
  • For imposing Taxes on us without our Consent:
  • For depriving us in many cases of the benefits of Trial by Jury:
  • For transporting us beyond Seas to be tried for pretended offences:
  • For abolishing the free System of English Laws in a neighbouring Province, establishing therein an Arbitrary government, and enlarging its Boundaries so as to render it at once an example and fit instrument for introducing the same absolute rule into these Colonies:
  • For taking away our Charters, abolishing our most valuable Laws and altering fundamentally the Forms of our Governments:
  • For suspending our own Legislatures, and declaring themselves invested with power to legislate for us in all cases whatsoever.

He has abdicated Government here by declaring us out of his Protection and waging War against us.

He has plundered our seas, ravaged our Coasts, burnt our towns, and destroyed the lives of our people.

He is at this time transporting large Armies of foreign Mercenaries to complete the works of death, desolation and tyranny, already begun with circumstances of cruelty and perfidy scarcely paralleled in the most barbarous ages, and totally unworthy the Head of a civilized nation.

He has constrained our fellow Citizens taken Captive on the high Seas to bear Arms against their Country, to become the executioners of their friends and Brethren, or to fall themselves by their Hands.

He has excited domestic insurrections amongst us, and has endeavoured to bring on the inhabitants of our frontiers, the merciless Indian Savages, whose known rule of warfare is an undistinguished destruction of all ages, sexes and conditions.

In every stage of these Oppressions We have Petitioned for Redress in the most humble terms. Our repeated Petitions have been answered only by repeated injury. A Prince, whose character is thus marked by every act which may define a Tyrant, is unfit to be the ruler of a free people.

Nor have We been wanting in attentions to our British brethren.

  • We have warned them from time to time of attempts by their legislature to extend an unwarrantable jurisdiction over us.
  • We have reminded them of the circumstances of our emigration and settlement here.
  • We have appealed to their native justice and magnanimity, and we have conjured them by the ties of our common kindred to disavow these usurpations, which would inevitably interrupt our connections and correspondence.

They too have been deaf to the voice of justice and of consanguinity. We must, therefore, acquiesce in the necessity, which denounces our Separation, and hold them, as we hold the rest of mankind, Enemies in War, in Peace Friends.

We, therefore, the Representatives of the United States of America, in General Congress, Assembled, appealing to the Supreme Judge of the world for the rectitude of our intentions, do, in the Name, and by the authority of the good People of these Colonies, solemnly publish and declare.

That these United Colonies are, and of Right ought to be Free and Independent States; that they are Absolved from all Allegiance to the British Crown

and that all political connection between them and the State of Great Britain is and ought to be totally dissolved;

and that as Free and Independent States, they have full Power to levy War, conclude Peace, contract Alliances, establish Commerce,

and to do all other Acts and Things which Independent States may of right do. And for the support of this Declaration, with a firm reliance on the protection of Divine Providence, we mutually pledge to each other our Lives, our Fortunes, and our sacred Honor.

bar

The Signers of the Declaration
and the new States they represented

  • Connecticut

  • Roger Sherman
  • Samuel Huntington
  • William Williams
  • Oliver Wolcott
  • Delaware

  • Caesar Rodney
  • George Read
  • Thomas McKean
  • Georgia

  • Button Gwinnett
  • Lyman Hall
  • George Walton
  • Maryland

  • Samuel Chase
  • William Paca
  • Thomas Stone
  • Charles Carroll of Carrollton
  • Massachusetts

  • John Hancock
  • Samual Adams
  • John Adams
  • Robert Treat Paine
  • Elbridge Gerry
  • New Hampshire

  • Josiah Bartlett
  • William Whipple
  • Matthew Thornton
  • New Jersey

  • Richard Stockton
  • John Witherspoon
  • Francis Hopkinson
  • John Hart
  • Abraham Clark
  • New York

  • William Floyd
  • Philip Livingston
  • Francis Lewis
  • Lewis Morris
  • North Carolina

  • William Hooper
  • Joseph Hewes
  • John Penn
  • Pennsylvania

  • Robert Morris
  • Benjamin Rush
  • Benjamin Franklin
  • John Morton
  • George Clymer
  • James Smith
  • George Taylor
  • James Wilson
  • George Ross
  • Rhode Island

  • Stephen Hopkins
  • William Ellery
  • South Carolina

  • Edward Rutledge
  • Thomas Heyward, Jr.
  • Thomas Lynch, Jr.
  • Arthur Middleton
  • Virginia

  • George Wythe
  • Richard Henry Lee
  • Thomas Jefferson
  • Benjamin Harrison
  • Thomas Nelson, Jr.
  • Francis Lightfoot Lee
  • Carter Braxton

Demolizione controllata? 7

Riprendiamo una scena del crollo delle torri. La sequenza è stata ripresa con una macchina fotografica motorizzata, quindi gli scatti sono successivi uno all’altro. Volendo si può anche calcolare la velocità di scatto e quindi, quella iniziale di caduta della torre. I complottisti affermano che le torri sono state demolite intenzionalmente provocando un crollo controllato. A sostegno della loro teoria mostrano delle foto dove si vedono degli sbuffi di polvere uscire dalle pareti delle torri gemelle.

Adesso, noi, con la sequenza fotografica vedremo che gli sbuffi non sono dovuti all’esplosione di cariche esplosive ed in oltre che l’incendio si propagò anche ai piani inferiori di quelli dell’impatto.

Noteremo dei punti rossi molto vividi segno di una temperatura particolarmente alta.

Il lato mostrato è quello posteriore, come si può notare l’incendio è anche qui, quindi si può presupporre che tutto il piano sia in fiamme. Osservate l’antenna ed usate come riferimento le parabole (quelle palle attaccate all’antenna) al fine di determinarne l’altezza rispetto il tetto. Adesso spostate la vostra attenzione sulla destra della torre e noterete un oggetto in caduta libera, parallelo allo spigolo. Più in basso di esso c’è del fumo, alla stessa altezza dell’incendio che si vede benissimo. Ora spostatevi sul lato opposto e fissate la vostra attenzione sullo spigolo della torre in corrispondenza della linea dell’incendio. Le fodere d’alluminio delle colonne d’acciaio, sono staccate, sintomo di una pressione anomala che ha deformato le coperture.

Guardate l’insieme della torre da quel punto, e andando in alto vi accorgerete che essa pende leggermente verso sinistra (aiutatevi con le linee verticali disegnate dalle colonne. Usate questi indizi per giudicare l’evolversi degli avvenimenti.

Osservate come all’altezza del pavimento dove ci sono le fiamme, esistono già degli sbuffi di fumo che fuoriescono dalla struttura L’antenna è ancora al suo posto mentre il corpo che precipita è ancora più in basso rispetto lo scatto precedente. Per aiutarvi, usate le linee orizzontali della struttura.

L’antenna è ancora al suo posto, anche se più inclinata a sinistra rispetto a prima mentre il corpo ha raggiunto gli sbuffi che escono dal piano in fiamme .

L’antenna è ancora lì ma inclinata verso sinistra mentre il corpo ha superato gli sbuffi e si appresta ad uscire dall’inquadratura.

Ora fate attenzione. Succede un fatto anomalo, il fumo che copriva interamente il tetto della torre, improvvisamente si abbassa mostrando il parapetto, come se fosse stato aspirato verso il basso. L’antenna ora è più bassa ed inclinata. Le fiamme sono soffiate all’esterno dalla struttura mentre prima erano all’interno ed allineate al piano. Lo sbuffo laterale aumenta d’intensità, anch’esso soffiato verso l’esterno. Già si notano, sulla destra, parti della struttura che precipitano, nessuna sulla sinistra. Possiamo presupporre che l’inclinazione della parte superiore della torre stia facendo cadere le macerie, all’interno quelle di sinistra ed all’esterno quelle di destra. Lo potete dedurre da come il fumo sul lato sinistro sia inclinato verso sinistra. E’ evidentissimo il differente andamento tra destra e sinistra.

Notate come il fumo che prima si era abbassato, ora stia tornando in alto ma permane la separazione tra destra e sinistra. Le fiamme sono tornate all’interno della struttura e coperte dal fumo ma aumenta la violenza e la distanza alla quale è scagliato lo sbuffo. Notate quanto materiale sta precipitando sulla destra mentre a sinistra ancora non si notano detriti. Osservate attentamente al centro della torre immediatamente sotto il fumo, c’è un’altro sbuffo appena accennato.

Tutta la struttura al di sopra dell’impatto sta collassando sui piani inferiori che si disintegrano. Parti sono proiettate distanti dalle pareti verticali. Lo sbuffo che si trovava in alto a destra della torre continua a proiettare materiale. Quello al centro frontale aumenta d’intensità così come quello a destra in basso. I piani superiori collassando stanno sfondando i solai inferiori scomponendo l’energia cinetica rivolta verso il basso in due vettori:

· Uno sul piano orizzontale

· L’altro su un piano inclinato di 45° rispetto la verticale.

Il fumo, più leggero, è spinto sul piano orizzontale e quindi fuoriesce orizzontalmente dalla torre, mentre tutto il resto che sta crollando segue l’andamento inclinato lanciando verso l’esterno le parti di struttura che compiendo un arco si andranno a schiantare sugli edifici tutt’intorno. Notate ancora il netto comportamento dei due lati, quello destro e quello sinistro. I detriti a destra sono più bassi di quelli a sinistra, come se avessero tempi di caduta differenti. Il fumo non è ancora una palla (quindi nessuna esplosione) ma continua ad avere due comportamenti nettamente diversi sui lati. Ancora più in basso, sul lato destro si nota un’altro sbuffo con fuoriuscita di detriti.

Osservate, con l’avanzare del crollo, l’enorme compressione dovuta alla parte alta della torre che è ancora integra, demolisce tutto quello che trova in basso. Tutto il resto si evolve naturalmente.

Il fronte di caduta ha ormai raggiunto il primo sbuffo che si trovava al centro della facciata. Gli altri due a destra aumentano la loro attività. Si nota un incremento significativo di detriti che cadono dal lato sinistro.

Notate quanto materiale è proiettato al di fuori della torre. Ancora c’è un diverso comportamento tra destra e sinistra. Mentre a destra i detriti cadono compiendo un arco, a sinistra cadono verticalmente. La nuvola di fumo è sempre inclinata a sinistra sul lato sinistro mentre ha la più naturale forma a “palla” su quello destro. Gli sbuffi sono solo sul lato destro e sulla facciata.

Collassano le pareti esterne che non reggono più l’enorme peso in.

Notate dei puntini rossi in mezzo al fumo. La fuoriuscita di materiale dagli sbuffi è violenta.

Aguzzate la vista e tra il fumo noterete più di un puntino rosso a diverse altezze. Questo significa che gli incendi si trovavano anche al di sotto del punto d’impatto Ormai il fronte di caduta ha raggiunto la zona di dove prima si trovavano gli sbuffi, quello al centro della facciata e quello laterale destro. Lo sbuffo a destra non c’è più, ma al posto suo compare un grosso pezzo di struttura che precipita portandosi dietro il suo fumo. Il crollo a sinistra non è ancora evidente come quello a destra e continuano a non esserci sbuffi.

Ancora puntini rossi a macchia di leopardo. Notate come da sinistra, adesso, parti della struttura stiano precipitando quasi intere. Pezzi da decine di tonnellate si stanno riversando ovunque. Il crollo di destra è sempre più basso di quello a sinistra e più ampio.

aumentano le parti in caduta libera. Il fronte di caduta è sempre più in basso rispetto a quello del crollo.

Da sinistra precipiano parti massicce, molto più grandi di quelle di destra.

Il fronte del crollo avanza soffiando aria ed alimentando gli incendi. I puntini rossi diventano più vividi e si spostano in basso anticipando il fronte del crollo. Il comportamento del fuoco è normale, la struttura collassante sta funzionando da mantice alimentando i focolai dei piani inferiori. Notate a destra, la parte di struttura che si trovava all’altezza del secondo sbuffo, sta precipitando ruotando su se stessa, tirandosi dietro il proprio fumo. Quella struttura è stata direttamente interessata dall’incendio altrimenti non fumerebbe in quel modo. A sinistra grosse porzioni di struttura si spezzano precipitano ma non hanno fumo. Il fronte di caduta è sempre obliquo, esso anticipa quello del crollo.

Considerazioni

Abbiamo visto nell’introduzione di quest’indagine ed a pagina 4 di come siano effettuate le demolizioni controllate. Adesso se veramente si è voluto deliberatamente distruggere le torri, dove sono state poste le cariche? Quante? E con quale sequenza sono state fatte esplodere?

La serie mostrata non mette in risalto nessun’esplosione. Ma anche volendo ammettere che gli sbuffi dipendessero dalle esplosioni delle cariche usate per demolire le torri, ne sarebbero state usate così poche? Continuiamo col ragionamento.

Abbiamo visto solo 2 esplosioni sul lato destro e 2 al centro della facciata, quelle 4 cariche avrebbero fatto crollare una torre progettata per assorbire un impatto di un 707? Torri che, a quanto si è visto hanno resistito dando il tempo alla maggior parte del personale di mettersi in salvo? Tra l’altro abbiamo visto che gli sbuffi della facciata non hanno aperto crepe nella struttura ma si sono limitate a soffiare una nuvola di polvere e null’atro

Siamo seri! Torniamo con i piedi per terra! Smettiamo di parlare di demolizione controllata. In una demolizione controllata le cariche sono poste tutt’intorno all’edificio, in basso ed in alto. La sequenza non ci mostra esplosioni a “corona” tutt’intorno all’edificio e tanto meno esplosioni in sequenza dall’alto verso il basso. Vi ricordo di ricontrollare a pagina 4 la procedura di demolizione.
Il fronte del crollo è sempre in ritardo rispetto quello di caduta ed entrambi seguono un andamento oblicuo da sinistra verso destra. Ne deduciamo che la parte destra è collassata prima della sinistra. Tra l’altro il collasso di destra ha provocato la frantumazione della struttura in parti piccole mentre quello di sinistra ha fatto precipitare ampie porzioni delle colonne esterne. Abbiamo visto come la maggior parte delle fiamme risiedevano nella parte destra della torre

Conclusioni

Da quello che abbiamo visto e dall’ausilio della conoscenza delle demolizioni controllate possiamo affermare che le torri non sono state deliberatamente distrutte dagli americani. Che i crolli ed i collassi sono stati causati da una serie di circostanze e coincidenze :

  • Un impatto che ha causato la perdita del 95% della resistenza meccanica
  • Focolai che alimentati da tutto quello che si trovava all’interno della struttura hanno generato , trovandosi al chiuso, un’innalzamento della temperatura tale da indebolire ulteriormente la resistenza meccanica
  • Il vento potrebbe aver agito da elemento scatenante, ricordiamoci che le torri erano alte 400 metri ed erano state progettate per resistere con la struttura integra alla pressione del vento a quella quota.

Demolizione controllata? 6

Continuiamo con l’avvicinamento al WTC7 Dalle mappe e dalle foto esposte nei precedenti articoli abbiamo visto che i crolli delle torri non sono avvenuti verticalmente perchè sono stati coinvolti anche tutti gli edifici facenti parte del WTC (World Trade Center).
Adesso passiamo ad analizzare il perimetro esterno del WTC e cioè quella serie di edifici identificati col nome di WFC (World Financial Center). Aiutiamoci con un’altra cartina e con una tabella di riferimento.

No. Block Lot Address Name Color Code Rating
1 16 100 395 South End Ave. Gateway Yellow Moderate Damage
2 16 120 120 West St. 1 WFC Tower A Yellow Moderate Damage
3 16 120 120 West St. South Bridge Yellow Moderate Damage
4 16 120 120 West St. 1-2 WFC Link Bridge Yellow Moderate Damage
5 16 120 125 West St. 2 WFC Tower B Blue Major Damage
6 16 140 200 Vesey St. 3 WFC Tower C – Annex Blue Major Damage
7 16 140 201 Vesey St. Winter Garden Building Blue Major Damage
8 48 1 2 Wall St. Yellow Moderate Damage
9 49 2 111 Broadway. Yellow Moderate Damage
10 51 14 125 Greenwich St. Yellow Moderate Damage
11 51 16 90 Trinity Pl. Yellow Moderate Damage
12 52 10 120 Cedar St. Blue Major Damage
13 52 15 110 Trinity Pl. Yellow Moderate Damage
14 52 21 120 Liberty St. Yellow Moderate Damage
15 52 22 124 Liberty St. Fire Station Yellow Moderate Damage
16 52 30 106 Liberty St. Yellow Moderate Damage
17 52 7501 110 Liberty St. Yellow Moderate Damage
18 52 7502 114 Liberty St. Engineering Building Blue Major Damage
19 53 23 5 Carlisle Yellow Moderate Damage
20 53 28 1 Carlisle Yellow Moderate Damage
21 53 33 110 Greenwich St. Yellow Moderate Damage
22 54 1 130 Liberty St. Bankers Trust Blue Major Damage
23 56 1 130 Cedar St. Blue Major Damage
24 56 20 155 Cedar St. Greek Orthodox Church Black Collapse
25 56 4 90 West St. Blue Major Damage
26 58 WTC 1 North Tower Black Collapse
27 58 WTC 2 South Tower Black Collapse
28 58 WTC 3 Marriott International Hotel Black Collapse
29 58 1 WTC 4 South East Plaza Red Partial Collapse
30 58 1 WTC 5 North East Plaza Red Partial Collapse
31 58 1 WTC 6 Custom House Red Partial Collapse
32 84 WTC 7 Black Collapse
33 62 1 1 Liberty Plaza. Yellow Moderate Damage
34 63 1 10 Cortland St. Yellow Moderate Damage
35 63 3 22 Cortland St. Yellow Moderate Damage
36 63 6 27 Church St. Century 21 Yellow Moderate Damage
37 63 13 189 Broadway. Yellow Moderate Damage
38 63 16 187 Broadway. Yellow Moderate Damage
39 65 10 9 Maiden Ln. Jewelers Building Yellow Moderate Damage
40 65 16 174 Broadway. Yellow Moderate Damage
41 80 4 47 Church St. Millennium Hotel Yellow Moderate Damage
42 84 1 140 West St. Verizon Blue Major Damage
43 86 1 90 Church St. Post Office Yellow Moderate Damage
44 88 2 12 Vesey St. Yellow Moderate Damage
45 88 8 26 Vesey St. Yellow Moderate Damage
46 88 10 28 Vesey St. Yellow Moderate Damage
47 88 13 14 Barclay St. Yellow Moderate Damage
48 125 20 100 Church St. Yellow Moderate Damage
49 126 2 110 Church St. Yellow Moderate Damage
50 126 9 45 Park Pl. Blue Major Damage
51 126 27 120 Church St. Yellow Moderate Damage
52 127 1 30 West Broadway. Blue Major Damage
53 127 18 75 Park Pl. Yellow Moderate Damage
54 128 2 224 Greenwich St. Yellow Moderate Damage
55 136 15 60 Warren St. Yellow Moderate Damage
56 138 16 128 Chambers St. Yellow Moderate Damage

Ancora una volta non si può certo dire che il crollo delle torri sia stato pilotato, sempre che non si sia incantato il disco delle menzogne complottiste. Ma come può essere successo tutto ciò? Prima di tutto dobbiamo capire quanto fossero grandi le torri e quanta superficie coprivano. Ancora una volta le foto ci sono di grande ausilio.

Da qui possiamo vedere benissimo di quanto spazio c’era tra le colonne dell’armatura esterna e la loro dimensione fisica (considerate che sono foderate d’alluminio).

Questa foto è stata scattata dal WTC2. Si vede il lato sud del WTC1, il marriot Hotel ed aguzzando la vista si nota al centro della foto leggermente in alto il tunnel che univa il WTC al WFC. I palazzi alla sinistra sono quelli del WTC2 e 3. Impressionante l’altezza vero?

Questo è l’atrio di una delle torri. Potete vedere le colonne principali che poi si dividevano per 3 nel loro andamento verticale. Proprio avanti a sinistra si possono vedere quelle del core foderate dal marmo.

Questo invece è il WTC7 visto sempre dalla WTC2. Vicino vero? Guardandolo così si può benissimo immaginare che sia stato investito dai detriti delle torri. Gli edifici bianchi proprio qui sotto sono il WTC6 e 5. Pensate c’è gente che ancora crede che i detriti delle due torri sono caduti verticalmente alla base delle stesse.Ricontrolliamo un attimo come erano costruite queste benedette torri

Questa è la struttura. Le mensole che si vedono sono i supporti dei solai, non ci credete? Allora guardate meglio la foto più in basso. Osservate bene come sono fissati i solai e sopratutto la dimensione della struttura che li compone.

Come potete notare la struttura è leggerissima. Dato che non fa parte della struttura portante non è necessaria la robustezza agli sforzi.
I solai in questo caso servono solo a sostenere uno sforzo statico verticale.
Credete che l’acciaio che li compone avrebbe sopportato le temperature della combustione?
I complottisti parlano di un massimo di 600 gradi. Ammettendo che abbiano ragione, si può credere che siano stati sufficenti a indebolire e piegare la struttura?

Lo sapevate che i solai erano appoggiati e non bloccati? Il motivo è semplice. I solai avevano la necessita di avere intorno lo spazio necessario alla dilatazione termica e quindi si dovevano muovere in uno spazio all’interno della struttura senza trasferire pressione sulle pareti costituite dalle colonne esterne. Tutto intorno ed all’interno esisteva un giunto elastico che in termini tecnici si chiama giunto di dilatazione. Avete mai fatto caso a quei tagli a distanza regolare che viene fatto nel cemento dei marciapiedi o delle piattaforme? Quei tagli funzionano come un giunto di
dilatazione e servono ad impedire che il cemento si spacchi a causa dei movimenti termici. Altra cosa da prendere in considerazione, i solai non hanno tutti lo stesso peso. Mano a mano che si sale il peso deve diminuire e quindi sia i solai che le strutture si alleggeriscono e rastremano. Da cui si deduce che la dimensione delle colonne alla base non poò essere la stessa di quelle in alto.
Altra cosa non meno importante è il peso complessivo della struttura e la pressione che esercita sulla superficie su cui insiste. Allora se i dati che ho trovati in internet, presso un sito complottista sono esatti, le torri dovevano pesare circa 98.000 tonnellate al progetto per un peso effettivo di 244.5 kg per metro quadrato, a questo poi bisogna aggiungere tutte le infrastrutture.

Each tower had an effective floor area of 319,000 m2 and used 87,000 tonnes of steelwork.The reported quantity of structural steel used in the
construction of the towers, varies from 175,000 to 220,000 US short tons, with the most commonly quoted figure being 192,000 tons, that
is, 96,000 tons (87,091 tonnes) per tower.]

Facciamo due calcoli (sempre con i dati dei complottasti), The potential force of the impact from each plane can be approximately calculated and the figures are very large. The weight of each plane would have been approximately 150 tonnes, according to the media reports and Boeing
data on this type of plane. The plane would have been traveling at around 800 kms/hour at impact. This gives a momentum of Momentum =
150 x 800/3.6 = 33,333 tonnes.m/sec.

If the plane was arrested by the building in effectively 0.6 seconds, which is a reasonable estimate based on a linear deceleration over
the 63.5 m width of the building, then the force exerted on the building is the momentum/effective time to arrest, i.e.,
Force = 33,333/0.6 = 55,555 kN.


To put that in perspective, the ultimate limit state design wind pressure over the entire height of the building is 220 kg/m2 2). This gives a ULS
wind force on one face of the building of 58,400 kN.

Wind Force = 220 x 63.5 x 411 = 5,741,670 kg-force = 5,741,670 x 9.8 N = 56,268,400 N = 56,268 kN

Thus the potential force of impact from the plane is 95% of the design ultimate limit state wind load on the building!

Ecco cosa riportano I complottisti, per affermare cosa? Che le torri non potevano crollare a causa degli impatti e degli eventi collaterali perchè :


If any core columns were taken out by the impact, then clearly, the undamaged core columns would have to carry an increased compression
load. That this implies that the perimeter frame to floor connections must be put under severe stress, is false. The remaining core columns had ample reserve strength to handle the increased load (by themselves). The loading on these columns could be increased more than 400% before failure occurred (one would need to be remove 37 of the 47 core columns to increase the load on the remaining columns by 400%). The perimeter columns had even more reserve strength. Here is a quote from Engineering News Record,
April 2, 1964.


A design procedure that will be used for structural framing of the 1,350-ft high twin towers of the World Trade Center in New York City gives the exterior columns (perimeter columns) tremendous reserve strength. Live loads on these columns can be increased more than 2,000% before failure occurs.

Bla, bla, che il calore non poteva deformare la struttura e che quindi le torri sarebbero dovute crollare in 15 secondi invece di 10! Ma dico dopo
tutti i calcoli fatti la struttura aveva subito un impatto che ne aveva inficiato il 95% della resistenza, le rimanenti colonne venivano sovraccaricate del 400% e le torri non dovevano cadere? Ma bastava un alito di vento, altro che cariche esplosive.

E la menzogna continua su un DVD

I complottisti non stanno con le mani in mano e continuano con la loro campagna menzognera sui fatti dell11 settembre. La capacità di queste persone di sfruttare delle disgrazie altrui per fini politici propagandistici è stupefacente, persino le iene e gli sciacalli qualche volta lasciano in pace i morti.
Ma l'la cosa più incredibile di tutte è che trovino persone che gli danno credito credendo a fantasiose ricostruzioni pseudoscientifiche fatte da REGISTI, TEOLOGI, FILOSOFI, CHIMICI dell'ACQUA, SCRITTORI, ed io ci aggiungo, giullari, saltimbanchi, acrobati, scimmie e pappagalli addestrati che confutano prove scientifiche di studi fatti dai migliori laboratori americani, dalle migliori università, dai più grandi ed affermati studi di architettura, addirittura il grande Piano si è sbilanciato in un'affermazione positiva sul lavoro fatto.
NO!
L'attacco dell'internazionale socialista alla più grande democrazia esistente, quella che ha liberato il mondo delle più grandi dittatute, quella che è stata ed è tutt'ora il faro della gente che vuole vivere in un paese libero che ti offre infinite opportunità di espressione (il regista che sputa nel piatto in cui mangia vive a LosAngeles) continua con ogni bassezza politica e morale.

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I / gli automi, bambocci, fantocci, manichini, marionette, pupazzi, pupi, trottole, zimbellibambolotti, teste di legno, uomini di paglia, esecutori del grande burattinaio comunista mettono in rete ogni nefandezza possibile pur di infangare la democrazia, quella vera ed i paesi occidentali fedeli al suo credo per sostenere il terrorismo internazionale ed i suoi avversari.

Così i soldati europei e quelli Americani diventano assassinicriminali, malvagiincendiari, omicidi, perversi, scellerati, conquistatoricattivi, crudeli, infernali, maligni, sciagurati, immorali, invasori, ed il resto del del mondo è angariato, schiacciato, soffocato, prevaricato, perseguitato, schiavizzato, strangolato, vessato, molestato, assalito, sopraffatto, asservito, calpestato, tiranneggiatotormentato, angosciato, indebolito, torturato, dominato, umiliato, violentato, terrorizzato, sottomettesso, violato, mentre i cinesi, gli iraniani, cubani e tutti quelli della stessa razza politica vengono fatti passare per agnellini illuminati.
Si sputa su guantanamo e si nasconde che ancora esistono i campi di concentramento per i dissidenti, che giornalisti vengono imprigionati senza uno straccio di prova, che le esecuzioni capitali solo in cina quest'anno sono state 10.000 e quelle in iran rasentano le 250 facendo passare le 1000 americane in 10 ani come se fosse l'unico male su questa terra.
Nessuno ricorda che gli stati sopra citati fanno parte della commissione ONU per i diritti dell'uomo…
…diritti dell'uomo?

Ma vogliamo farci prendere per i fondelli da questi dispensatori di menzogne?

Bene io a tutta questa gente che sputa veleno, menzogne e sostiene il più becero dei terrorismi preferisco questa:

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perchè sono consapevole che i suoi padri hanno versato il loro sangue anche per me. Perchè i suoi padri non mi hanno schiacciato sotto il calcagno della peggior dittatura che sia mai nata dall'ideologia del comunismo. Perchè i suoi padri le hanno trasmesso il germe della democrazia e gli anticorpi a totalitarismi.

Perchè grazie agli americani sono nato libero di pensare con la mia testa.

nocommunism

Libero di credere al mio intelletto ed alla mia conoscenza, libero dall'aver inculcate con la forza della privazione della libertà personale da ideologie che sappiamo benissimo di quante disgrazie abbiano portato al genere umano e continuano  a disseminare con la calunnia, la diffamamazione, l'infamare, lo screditare, lo squalificare, il disprezzare, il vilipendere, l'infangare, il minimizzare, lo sminuire, lo svilire, il disonorare, il parlar male, lo sputtanare, il discreditare, il dequalificare di tutti coloro che sono avversari da abbattere, ammazzare, annichilire, annientare, annullare, assassinare, cancellare, demolire, disintegrare, massacrare, prostrare, rovinare, sopprimere, sterminare, stroncare, uccidere, umiliare, fare a pezzi, frantumare, dissolvere, spazzare via.

Ditemi quale di tutti i verbi ed aggettivi linkati non appartengano ai comunisti, ditemi un solo verbo del quale non ci sia stato un'azione conseguente o un comportamento affine.

Bene, io preferisco credere a quello che in libertà mi è stato insegnato dai duecento anni di democrazia americana e dai principi elaborati da John Locke che non  dalle dottrine di Thomas Hobbes, teorico dell'assolutismo o da quelle del socialismo e suoi derivati.

Sono un'illuso? Si forse lo sono ma preferisco credere che questo sia un aeroplano e non un'astronave americana che rientra da un viaggio temporale effettuato a velocità warp e che si sta materializzando sui cieli Irakeni per scaricare tutto il suo potenziale di morte a suon di raggi invisibili.

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AGGIORNAMENTO : Neanche a farlo apposta Barbara ha scritto un post che si incastra benissimo col mio

La peggio gioventù VII

NOVEMBRE 1969.
1 Novembre: Roma, bomba al cinema Brancaccio.
Linea ferroviaria Treviso-Udine, attentato dinamitardo.
4 Novembre: Torino, ordigno esplosivo contro la scuola religiosa “San Giuseppe”.
Prato, bombe contro un’ industria tessile.
5 Novembre: Torino, sette studenti di sinistra arrestati per attentati vari.
Milano, violenze alla Bracco, Lagomarsino e IBM Italia.
6 Novembre: Torino, violenti incidenti provocati dai comunisti; feriti il vice-questore, un ufficiale di polizia e 33 agenti.
Pordenone, assaltata la sede del giornale “Il Gazzettino”.
Bari, violenze dei comunisti contro impiegati ed operai; feriti 2 operai e 5 uomini delle forze dell’ordine.
Milano e provincia, gravi incidenti per gli scioperi dei metalmeccanici. Presa di mira la FIAT in Corso Sempione: tafferugli e sassaiola, contro l’edificio e contro la Pubblica Sicurezza, che si chiude con 56 feriti, di cui 53 della polizia. Picchetti bloccano la Bracco Industria Chimica e la Roche.Bassano del Grappa, azioni di disturbo alle industrie Metalfusione F.lli Toniotto, F.lli Meneghetti e ISCA con imposizione agli operai ed impiegati di abbandonare il posto di lavoro.Stessa imposizione da parte di elementi estranei all’azienda ai lavoratori della UNI.MAC e della FIMA.
Sabotata la linea ferroviaria Brindisi-Taranto.Bari, alla FIAT scontri tra scioperanti e personale che vuole lavorare: 2 feriti.
A Milano si vieta al personale con la violenza di tornare al lavoro nelle Aziende: Roche, S.I.O., Columbia e Gnocchi, Cartiera Binda, Kores, Gunther Wagner, Schering e Bracco.
Incidenti a Bologna alla Ducati Elettrotecnica, alla Cantieri Navali del Tirreno e Riuniti di Genova, alla Olivetti di Ivrea, a Bergamo e Stezzano.
7 Novembre: Milano, operai comunisti dell’ Alfa Romeo aggrediscono un giornalista ed un fotoreporter del “Corriere della Sera”.
Trieste, aggrediti due fotoreporter del giornale “Il Piccolo”.
8 Novembre: Genova, i comunisti aggrediscono gli operai dei Cantieri del Tirreno che rifiutavano di scioperare.
Roma, estremisti di sinistra invadono la Facoltà di Magistero dell’ Università.
10 Novembre: Rovagnasco di Segrate, la Everest Calcaterra è fatta segno di vandalismi.
11 Novembre: Torino, violenze alla FIAT Lingotto: bloccati gli uffici della Direzione; feriti un agente ed un carabiniere.
Milano, invaso lo stabilimento Corrada a Lainate e costretti allo sciopero i lavoratori della Roche e della Bracco.Venezia, minacciati i dipendenti della Mira Lanza da gruppi di scioperanti.
12 Novembre: Torino, violenze agli stabilimenti FIAT a Mirafiori, Lingotto e Stura. Impedito l’accesso agli impiegati.Genova e Torre Annunziata, occupate dai metalmeccanici le stazioni ferroviarie.Invasioni, minacce e vandalismi alle Officine Meccaniche Putin di Villaverla; alla SIAE Microelettronica di Cologno Monzese; alla Poli-Chimica ed alla Roche di Milano.
13 Novembre: Torino, nuove violenze alla FIAT; aggrediti gli operai della Commissione Interna a Rivalta.Bologna, il Consiglio Comunale decide il trasporto gratuito per gli scioperanti.Manifestazioni ed incidenti in tutta la penisola: a Milano alla Risomesa, alla S.I.O. ed alla Roche; a Bergamo alla Revisione Macchine Utensili, alla SIAD, alla Magrini ed alla SACE; a Siracusa occupata la Strada Statale 114.Roma, nuove violenze alla Facoltà di Magistero.
14 Novembre: Torino, la FIAT sospende 29 operai denunciati per atti di violenza. Disordini alla Lancia.Minacce e percosse a chiunque voglia lavorare: alla Roche a Bergamo; alla Inverni di Senago; alla Manuli Dardanio di Brugherio.Vandalismi alla Officina Meccanica Beltramelli di Stezzano e alla F.lli Lanza di Predore.Sesto San Giovanni (Mi), distrutte le auto e le moto degli operai e degli impiegati che non aderiscono allo sciopero.Bologna, assaltato l’Istituto Tecnico “Pacinotti”.
15 Novembre: Roma, cortei e blocchi stradali.
17 Novembre: Seriate, alla IBI la ditta viene invasa e danneggiata, operai ed impiegati malmenati.
19 Novembre: Venezia, assaltata la direzione delle Assicurazioni Generali, e gli impiegati salvati a stento dalla polizia.Volanti Rosse imperversano al Nord in spedizioni punitive contro chi non sciopera: alla SIT a Schio, al Lanificio Nicolato di Chiampo, alla Smalteria e Metallurgia Veneta di Bassano del Grappa ed alla Pellizzari di Arzignano.Fondi (Lt), occupato ed incendiato il Municipio; numerosi feriti fra i carabinieri.Portici (Na), distrutti 6 autobus dai manifestanti.Catania, Taranto, Trento, Bari, violenti incidenti.Milano, i comunisti provocano violenti incidenti nelle strade del centro. Ucciso l’agente di Polizia Antonio Annaruma, ferito il questore Mario Guida e oltre 60 agenti. Assaltate le ambulanze che trasportano i feriti.
20 Novembre: Torino, devastato da studenti di sinistra il Liceo “Gioberti”.
21 Novembre: Roma, i comunisti tentano di provocare un’ insurrezione tra i detenuti del carcere “Regina Coeli”. Aggredito e derubato un ufficiale di polizia.Milano, anarchici tentano di invadere il Palazzo di Giustizia. Violenze alla FIAT, alla UNILIT ed alla Pirelli.Torino, sabotaggi e scontri tra operai e dipendenti della Azienda Tranviaria.
23 Novembre: Roma, violenti incidenti, ferito un sottufficiale di polizia.Genova, aggressione da parte comunista contro i partecipanti al comizio del parlamentare liberale Durand de la Penne.
24 Novembre: Roma, attentato dinamitardo contro la Caserma dei Carabinieri della Legione “Lazio”.
25 Novembre: Roma, il Partito Comunista costringe la giunta comunale a stanziare 30 milioni a favore degli scioperanti. Trovato ordigno esplosivo sotto un ponte dell’ Olimpica.
30 Novembre: aggressioni da parte di estremisti di sinistra contro la comunità Israelitica romana.

Brigate Rosse – Settima parte – Le BR-PCC

La liberazione del generale Dozier e quanto ne conseguì si abbattè sulle Brigate Rosse come un tornado, a subirne le conseguenze non fu solo la colonna veneta ma tutti i tronconi della oramai frammentata organizzazione. Tre dei quattro terroristi catturati “decisero” di collaborare, le loro rivelazioni, sopratutto quelle di Antonio Savasta, permisero di effettuare centinaia di arresti in tutta Italia –
Interrompo brevemente la narrazione, come avete notato ho virgolettato il “decisero”, il perché è presto detto, tutti i testi da me consultati riportano quel episodio con le stesse scarne parole: “Quattro militanti delle BR-PCC sono catturati e torturati”, sempre identiche seguite da un punto e da nessuna spiegazione. Un salto nel buio nella storia, come se nessuno degli autori si fosse posto delle domande che a me sorgono spontanee: torturati da chi e chi permise che in uno stato civile fossero adottati simili sistemi? Se qualcuno di voi per conoscenza diretta o per averlo letto me lo sapesse dire mi farebbe una cortesia.
– Fra gli arrestati vi erano anche molti membri di quello che era stato il nucleo principale delle BR, le BR-PCC allora guidate da Barbara Balzerani (catturata dai Carabinieri in compagnia del convivente Giovanni Pelosia Ostia il 19 giugno 1981) che videro così indebolirsi ancora di più le loro capacità operative. Un altro brutto colpo il gruppo lo subrono nel maggio 1982, quando Umberto Catalani uno dei membri della direzione strategica fu ucciso dai Carabinieri a Vecchiano in provincia di Lucca. Questo episodio evidentemente agitò non poco le acque tanto che fu diffuso un comunicato in cui si parlava di “ritirata strategica”, il concetto fu poi approfondito nell’opuscolo n. 18 del dicembre 1982 cui diedero il loro assenso esterno anche le BR-WA, le BR-PG e alcune formazioni minori, evidentemente più che una strategia era una necessità visto che tutte avevano grossi problemi d’organico. La frenetica mattanza che nei primi anni aveva una cadenza quasi giornaliera subì fortunatamente una brusca frenata, le azioni di maggior spicco degli anni successivi furono: il ferimento del socialista Gino Giugni avvenuto a Roma il 3 Maggio 1983 con cui le BR-PCC si proponevano di colpire la politica economica del governo e sostenere gli autoconvocati, l’attentato mortale al diplomatico statunitense Leamon Hunt a Roma il 15 Febbraio 1984 nel tentativo di spostare l’attenzione sulle contraddizioni fra est ed ovest nella speranza di trovare degli appoggi per la costituzione di un fronte antimperialista (attualissima questa sigla) e infine l’assassinio di Enzo Tarantelli, docente di economia politica e presidente dell’Istituto di Studi Economici e del Lavoro, della CISL avvenuto il 27 Marzo 1985 a Roma. Nel frattempo a sancire una nuova frattura interna nel Maggio 1984 uscì l’opuscolo “Autoconvocati e due linee all’interno delle BR-PCC” che rifletteva il pensiero politico di un gruppo di brigatisti che nel 1985 si staccarono dalle BR-PCC rendendosi autonome anche sul piano organizzativo prendendo e la denominazione “seconda posizione” per diventare in seguito Unione dei Comunisti Combattenti. Questo evento rese vano il tentativo di riorganizzarsi aumentando gli effettivi che in quegli anni erano stati minati da un’unica perdita, quella di Antonio Giustini ucciso a Roma dalla polizia il 14 Dicembre 1984 nel corso di una rapina ad un furgone portavalori dell’agenzia di sicurezza Metro Security Expres. Fino al 10 febbraio 1986 a Firenze le BR-PCC non colpirono più, in quel occasione a perdere la vita fu l’ex sindaco Lando Conti a decretarne la condanna fu la sua compartecipazione azionaria in un’industria produttrice di materiale bellico come in seguito confermato in occasione della risoluzione strategica numero 20. Il 14 febbraio 1987 a Roma persero la vita quelle che si possono considerare le ultime vittime del nucleo storico delle BR-PCC, nel corso di un esproprio per autofinanziamento furono uccisi due agenti di polizia, Giuseppe Scravaglieri e Rolando Lanari. Lo stesso giorno la maggior parte dei militanti delle BR-PCC che erano oramai incarcerati aprirono un dibattito che diventerà quasi un appello ai loro pochi compagni ancora in libertà, essi propugnavano la soluzione politica degli anni 70 dichiarando chiusa l’esperienza storica delle BR. I pochi militanti contrari ad abbandonare la lotta armata decisero di continuare da soli, mettendo in atto i loro intenti con l’uccisione del democristiano Roberto Ruffilli avvenuta a Forlì il 16 Aprile 1988, per poi rivendicarla con un documento in cui si dicevano contrari alla decisione di senso opposto presa dalla quasi totalità dei militanti delle Brigate Rosse. Un’ultima operazione condotta dai Carabinieri tra il Settembre e l’Ottobre del 1988 in Lazio e Toscana permise di arrestare anche questi ultimi irriducibili chiudendo, di fatto, l’esperienza rivoluzionaria delle BR-PCC, nei mesi successivi qualche membro sfuggito alla cattura fece ritrovare in Toscana e a Parigi degli opuscoli firmati “Cellula per la costituzione del partito comunista combattente”, a questo fantomatico gruppo non fu mai attribuita nessuna azione. Delle circa quattromila persone processate per aver militato nelle BR 93 appartenevano alle Brigate Rosse – Partito comunista combattente.
IL MASTER

Gli anni ’70…i miei. (9)

Vivevamo blindati. Nelle scuole che frequentavamo i professori avevano un atteggiamento che andava dalla chiusura più totale a qualche sprazzo di discussione. Ricordo il mio professore d’italiano che mischiava un’intolleranza per i ‘fascisti’ in generale, con un’apertura verso la sottoscritta, studentessa abbastanza brillante ed attenta: guardava con sorpresa il mio abbigliamento sportivo (meglio non andare a scuola coi tacchi…) ed il mio piglio testardo. Si sorprendeva quando nelle discussioni con lui mostravo conoscenza di qualcosa di diverso dal ‘Mein Kampf’ e spesso si soffermava a parlare con me finite le ore di lezione…Anche da quelle ore di dialogo è nata la mia voglia di vedere sempre i due lati di un problema, che spesso mi ha fatto tacciare di ‘insubordinazione’….
C’erano i comizi e c’erano i funerali. In alcuni anni purtroppo i secondi furono molto più frequenti dei primi. Nel 1973 ci fu l’omicidio dei fratelli Mattei a Primavalle, da parte di militanti di Potere Operaio; nel ’74 ci fu l’omicidio di Mazzola e Giralucci nella sede del MSI di Padova, da parte di brigatisti rossi; l’omicidio di Sergio Ramelli a Milano nel 1975, da parte di militanti di avanguardia operaia. Questi funerali me li ricordo ancora. Ricordo l’orrore del viso di Virgilio Mattei carbonizzato in quelle foto. Ricordo il silenzio di quel funerale a Roma, una piazza piena dove non si sentiva volare una mosca. Ricordo bandiere italiane tenute fra le mani e feretri che ci sfilavano davanti. Ricordo la netta consapevolezza di tutti che sarebbe potuto capitare anche a noi. Ricordo l’odio che serpeggiava fra gli italiani, fomentato a bella posta per esaltare gli animi più fragili e spingere verso ‘la strategia della tensione’, verso quella divisione tra italiani di serie A ed italiani di serie B che poi effettivamente si è attuata fino allo sdoganamento di Berlusconi della Destra Italiana. Un percorso durante il quale è stato fatto un processo alle idee, ai libri, ai personaggi di cultura legati in qualche modo alla Destra. Un vero e proprio martellamento psicologico e mediatico (in epoca in cui non c’era nessun pluralismo d’informazione, se non di tipo quasi carbonaro…) durato più di 20 anni. E scusate se è poco….(continua)

Brigate Rosse – Sesta Parte – Le colonne Walter Alasia e 2 Agosto

La colonna milanese Walter Alasia nel dicembre 1979 si era rifiutata di distribuire il comunicato numero 9 “Sulle grandi fabbriche” perché non ne condivideva il contenuto e ne elaborò uno proprio, nel Luglio 1980 si riunì a Roma la direzione strategica delle BR nel tentativo di ricomporre lo strappo, ma senza giungere a nulla, infine nel Novembre 1980 i membri della WA presero la decisione di staccarsi unilateralmente dall’organizzazione. Il 12 Dicembre misero in atto loro prima azione in proprio di cui fu vittima Renato Briano, direttore del personale della Magneti Marelli, seguita a breve da quella contro il direttore tecnico della Falk, Manfredo Mozzanti colpito il 28 novembre 1980. Questi due iniziative spinsero la direzione strategica a decretare ufficialmente l’espulsione della colonna attraverso alla pubblicazione dell’opuscolo numero 10. Le prime perdite la neonata organizzazione indipendente le subì l’11 Dicembre 1980 quando, Walter Pezzoli e Roberto Serafini furono intercettati a Milano da un gruppo speciale dei Carabinieri e dopo un breve scontro a fuoco rimasero a terra senza vita. Il 17 Febbraio 1980 la Brigata ospedalieri “Fabrizio Pelli” appartenente alla WA rivendicò il ferimento del direttore sanitario del Policlinico di Milano, Luigi Marangoni attraverso all’opuscolo “Attacchiamo la DC principale responsabile della ristrutturazione nell’ospedale”. Prima di rientrare in azione le BR WA lasciarono trascorrere qualche mese, ma lo fecero in grande stile il 3 giugno 1981 sequestrando l’ingegnere Renzo Sandrucci, direttore della produzione dell’Alfa Romeo. Questa azione fu concepita soprattutto a scopo di propaganda attraverso alla distribuzione di vari volantini: “Attaccare il disegno controrivoluzionario del capitalismo multinazionale nel suo cuore la fabbrica” del giugno 1981, “Contributo alla elaborazione della linea politica” del luglio 1981, “Campagna nelle fabbriche” dell’agosto 1981 e “Bilancio Campagna Sandrucci” nell’autunno 1981, ma fortunatamente si concluse in modo incruento con la liberazione del rapito davanti alla Marelli il 23 Luglio 1981.Fu il periodo di massimo splendore della WA che aveva agito in sincrono con altre colonne che nel frattempo si erano staccate dalle BR, la fronte carceri con la colonna di Napoli avevano gestito la campagna Cirillo tenendolo prigioniero dal 27 Aprile al 24 Luglio 1981, la fronte carceri organizzò anche il rapimento di Roberto Peci prelevato ad Ascoli Piceno il 10 Giugno per poi essere detenuto a Roma fino al 3 Agosto 1981, infine nel veneto la colonna Annamaria Ludman rapì e tenne prigioniero Giuseppe Taliercio dal 20 Maggio al 5 Luglio.Sull’onda dell’entusiasmo, la WA nel Dicembre 1981 diffuse la sua prima risoluzione strategica, fu una gloria effimera la fine della lotta per i suoi membri era vicina.Senza che le WA riuscissero a mettere a segno qualche altro colpo significativo, il 23 Luglio 1982 in un bar milanese fu ucciso dalla polizia il militante Stefano Ferrari e il 12 novembre a Cinisello Balsamo Maurizio Biscaro morì cadendo da un cornicione mentre cercava di sottrarsi all’arresto, da quel giorno in poi l’azione delle forze dell’ordine si fece incalzante, fu un succedersi di arresti, durante i quali i membri della WA riuscirono ad emettere un solo comunicato nel Gennaio 1983 dallo speranzoso titolo “Ancora un passo”. L’azione delle forze dell’ordine continuò martellante e nel Febbraio 1983 i pochi membri ancora in libertà decisero di sciogliere la colonna, la storia della WA termino così. Pur avendo operato per solo poco meno di tre anni su un totale di quasi quattromila brigatisti inquisiti quelli appartenenti alla Walter Alasia furono 123.Più corta e meno cruenta fu la storia della colonna veneta “2 agosto” che prese il nome da alcuni incidenti sul lavoro accaduti a Porto Marghera. Nel veneto a gestire le azioni delle BR era la colonna Annamaria Ludmann “Cecilia” che fra il 20 maggio e il 5 luglio 1981 rapì e detenne a Mestre l’ing. Taliercio, la gestione di questo evento portò a dei dissidi interni, per cercare di sanarli fra ottobre e novembre del 1981 si tenne a Milano una riunione della direzione strategica che non portò a nulla inducendo alcuni membri a distaccarsi per fondare la “2 agosto”. L’annuncio ufficiale fu dato il 17 dicembre 1981 dalle BR – Partito Comunista Combattente, colonna Anna Maria Ludmann in coda al comunicato di rivendicazione del sequestro del generale americano James Lee Dozier.I membri della colonna non effettuarono nessuna azione armata limitandosi solo a qualche volantinaggio e furono quasi tutti arrestati dopo la liberazione del generale Dozier avvenuta a Padova il 28 gennaio 1982, ad opera di un nucleo speciale dei Carabinieri. A indicarne le generalità furono i loro ex compagni nel tentativo di alleggerire la propria posizione processuale. L’unico appartenente alla “2 Agosto” a perdere la vita in modo cruento fu Ermanno Faggiani ucciso in un conflitto a fuoco con le forze di polizia spagnole 17 marzo 1993, si era reso latitante durante un permesso dopo aver scontato otto anni di carcere in Italia.
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