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La stampa a Cuba ed in Italia.

Apprendo che il viceministro dell’ Economia Vincenzo Visco, non pago della bella legge donata agli Italiani in compagnia del prode Bersani, ha dato mandato al proprio legale di querelare il quotidiano Libero che aveva riproposto la vicenda della villa a Pantelleria con relativa sentenza di Cassazione con condanna.

Siccome in Italia, come a Cuba, vige la libertà di opinione,voglio esprimere anch’io la mia:

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Come a Cuba, avremo il Grande Fratello ? Chiedetelo a Visco.

A Cuba si chiama Seguridad. Nell’ex-DDR si chiamava Seguritmi, in Romania Securitate.

Dove c’è un regime comunista, ogni cittadino è spiato, schedato, pedinato, intercettato, con ogni mezzo possibile. Spesso il fratello, l’amico, il collega è lo spione di turno, a volte costretto a forza.

Anche in Italia, dove pur tra mille difficoltà, stiamo vedendo nascere un regime comunista, presto, grazie alla Legge Bersani-Visco, saremo tutti tracciati, ogni nostro acquisto, malattia, divertimento sarà schedato e sottoposto al burocrate di turno che deciderà se possiamo permettercelo.

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I PRIGIONIERI DI LA PRIMAVERA DI CUBA, UN SCANDALO PER TUTTI.

Sono già tre anni di ingiusta prigione in condizioni inumane che scontano i Prigionieri della Primavera di Cuba. È un controsenso utilizzare la parola “commemorazione” perché non stiamo parlando di un fatto del passato ma è solo accaduto tre anni fa. Stiamo parlando di un’ingiustizia del presente. In questa data pesano tre anni di sofferenza per loro e le loro famiglie ed ogni giorno che passa è un scandalo maggiore, perché si prolunga questa ingiustizia.

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mercoledì, 02 agosto 2006 Un piccolo uomo, un dittatore feroce.

Lìder minimo, dovrebbero chiamarlo. Ma in Italia i solito pessimi maestri ed i barbudos nostrani sono già pronti a stracciarsi le vesti, con delegazioni allarmate ed allertate in caso di dipartita di Fidèl.

Eh si, perchè dopo la caduta del muro, le rivelazioni su Pol Pot, la fucilazione di Ceausescu, il pensionamento di Gorbaciov, l’impresentabilità dei dittatori bielorussi e birmani, le aperture della Cina al capitalismo (ma non ai diritti umani), questo piccolo uomo rappresenta ancora la speranza che il comunismo, rifrullato in salsa sudamericana dei nuovi presidenti zapatisti/zaparetisti , possa alla fine trionfare, per la gioia degli ex-brufolosi orfani del ’68, magari clonando il messia dei rivoluzionari ed icona dei pubblicitari furbetti, quel criminale terrorista che risponde al nome di Che Guevara.

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