I moralisti di merda

Boldrini non vuole CasaPound in Parlamento: “Italiani, evitate di fare errori”. La crociata della Boldrini contro “i fascisti del terzo millennio”. “Gli italiani siano lungimiranti e non facciano l’errore di votarli” di Sergio Rame

Laura Boldrini continua la sua personalissima crociata contro la destra. O meglio: le destre, come le apostrofa lei. Da Busto Arsizio, dove è andata a manifestare contro i giovani leghisti che hanno dato alle fiamme un fantoccio che la rappresentava, ha trovato parole d’accusa per il Carroccio e per tutti quei movimenti di estrema destra che si sono candidati ad entrare in parlamento. Ovviamente, fosse per lei, alle Camere non dovrebbero metterci piede. In particolar modo CasaPound. la Boldrini non vuole vedere aggirarsi in Parlamento un solo esponente di CasaPound. E così lancia l’appello agli italiani: “Devono essere consapevoli che in ballo c’è la nostra democrazia, e quindi evitate di fare errori”.

Durante la vistita a Busto Arsizio, come racconta Repubblica, la Boldrini ha invitato la sinistra a scendere in campo contro “i fascisti del terzo millennio”. “Dobbiamo sempre avere in mente la memoria – spiega – non dimenticare che cosa abbiano rappresentato il fascismo e il nazismo nel nostro paese. Io penso che gli italiani siano abbastanza lungimiranti da non fare questo errore”. A preoccuparla è soprattutto CasaPound. E la sola possibilità che qualche esponente del movimento di estrema destra possa entrare in Parlamento mette in allarme la Boldrini. Tanto da mettersi a lanciare appelli agli elettori. “Dobbiamo fare di tutto per mettere in guardia l’elettorato da questo pericolo – tuona – perché, purtroppo, oggi ci sono questi gruppi che vanno in quella direzione, che fomentano i giovani, che aprono pagine Facebook che inneggiano al fascismo e al nazismo”.

Non c’è solo CasaPound a togliere il sonno alla Boldrini. È l’intera galassia della destra a preoccuparla. A infastidirla, per esempio, c’è anche il partito guidato da Fiamma Negrini: i Fasci italiani del lavoro. Alle ultime comunali erano riusciti a far eleggere un consigliere nel piccolo comune di Sermide-Follonica. Giovedì scorso il Tar di Brescia ha dichiarato illegittima la partecipazione alla tornata elettorale della lista fascista. Per aggirare la decisione dei giudici amministrativi, il partito è confluito con Forza Nuova e Fiamma Tricolore nella coalizione “Italia agli italiani”. “Sul tema dell’antifascismo – chiosa la Boldrini – non dobbiamo abbassare la guardia. Occorre una ferma risposta democratica di fronte a questa pericolosa deriva”.

———————————————–
Però, quando viene picchiato barbaramente un poliziotto, non la si sente parlare. Non la si sente parlare nemmeno quando i suoi amici antifascisti, pubblicano questi volantini…

Tutto sia amore!

Che tutto in me sia Amore. Che la fede, sia l’Amore che crede. Che la speranza, sia l’Amore che attende. Che l’adorazione, sia l’Amore che si prostra. Che la preghiera, sia l’Amore che t’incontra. Che la fatica, sia l’Amore che lavora. Che la mortificazione, sia l’Amore che s’immola. Che soltanto il tuo amore, o Dio, […]

Hanno di nuovo nel mirino i nostri risparmi

Pietro Grasso, ex magistrato e auspicabilmente prossimo ex presidente del senato, si è messo in testa di capeggiare una lista della sua area politica del cuore, l’estrema sinistra.
In un momento di lucidità ha compreso che gli invasati sproloqui dei suoi compagni di strada e, in particolare, della sua degna dirimpettaia di scranno alla camera bassa, non portano nulla di buono e, anzi, allontanano gli elettori.
Allora ha avuto una alzata di ingegno:  parlo anch’io di tasse.
Peccato per lui (e per noi) che i suoi consigliori siano fatti dello stesso stampo di tutti quelli di sinistra, cioè che intendono le tasse solo come prendere e mai come restituire.
Così mentre il Centro Destra illustra progetti come la flat tax per ridurre drasticamente l’imposizione fiscale, quando persino i grillini parlano di tasse troppo alte (salvo poi proporre progetti che implicherebbero una stangata fiscale su tutti noi) e Renzi, con la faccia tosta che si ritrova, blatera sulle sue riduzioni di tasse, ecco che a Grasso fanno dire che bisogna intervenire sulle rendite finanziarie (sì, quelle sulle quali intervenne Renzi, per portare la imposizione al record del 26%).
Quale sarebbe la genialata di Grasso e compagni ?
Applicare un’aliquota progressiva.
Così chi più risparmia, più paga.
Geniale !
Eppure non è la loro costituzione più bella del mondo, quella nata dalla resistenza antifassista, che all’articolo 47 ammonisce, con tutta la solennità di cui è capace che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” ?
Già, begli incoraggiamenti quelli di aumentare le tasse sui risparmi o far pagare di più chi più risparmia !
Sono incoraggiamenti uguali alla tutela esercitata per sorvegliare le proposte finanziarie formulate ai risparmiatori.
Meglio che i comunisti continuino a pensare all’antifascismo, fanno meno danni.

Entra ne

Educare da giovani alle armi

L’iniziativa benemerita di una scuola di Schio ha provocato miopi polemiche, ovviamente da sinistra.
Un istituto tecnico della località vicentina ha infatti, nel quadro di un addestramento alla disciplina sportiva, inserito quattro lezioni di tiro con aria compressa al poligono di Vicenza.
La solita mamma, presumibilmente iperprotettiva e di sinistra, ha allarmato un consigliere regionale del pci/pds/ds/pd che ha cominciato a farfugliare le solite orazioni cattocomuniste contro le armi.
Il programma è proseguito regolarmente.
In passato ci fu la polemica per un manifesto che rappresentava un felice adolescente vicino ad un fucile, mentre si apprestava ad andare a caccia con suo padre.
Le reazioni cattocomuniste rappresentano il punto finale della decadenza morale e civile di un popolo, dello stesso tipo che portò Roma a far combattere, al posto dei propri figli, immigrati ex schiavi, causando quindi il lassismo e l’indebolimento delle difese esterne e quindi portando l’Impero al dissolvimento.
Siamo nelle stesse condizioni.
L’abolizione del servizio militare obbligatorio, la caciara per rendere obbligatorio il servizio “civile” (sic !) e la contemporaneo opposizione a ripristinare quello in armi, l’ostilità ad uno sport salutare ed istruttivo come la caccia, la visione delle armi, con tutti i divieti degni di un regime tirannico al loro possesso ed utilizzo per difesa dai rapinatori, gettano le basi perchè l’invasione degli immigrati possa essere portato a compimento con la presa di potere e la sottomissione di noi Italiani.
La levata di scudi contro ogni attività, ogni iniziativa che aiuterebbe i giovani ad una conoscenza ed una educazione all’uso delle armi significa voler impedire che noi Italiani, soprattutto quelli giovani, possiamo difenderci e reagire.
Ricordo come a Roma non solo fosse consentito, ma anzi obbligatorio possedere armi per intervenire a difesa della res publica e per difendere la propria famiglia e proprietà.
A chi non era consentito ?
Agli schiavi.
Noi cittadini Italiani siamo trattati come schiavi e se qualcuno, possedendo regolarmente un’arma ne fa uso per difendere la sua proprietà, viene perseguitato più dei rapinatori.
E’ ora di cambiare registro.
E’ ora di invertire il senso di marcia.
E c’è solo una parte politica che, pur senza possedere facoltà taumaturgiche, possa fermare il declino.
E’ il Centro Destra, perchè la sinistra, in ogni sua colorazione (dal rosso dell’estrema, al rosato dei cattocomunisti renziani al giallo dei grillini) è contraria ad ogni iniziativa che consenta di educare i giovani alla difesa.
Come abbiamo letto per la questione di Schio.

Entra ne

Se l’antifascismo serve a coprire l’immigrazionismo

Macerata ultimo atto. Questa mattina hanno dato il permesso in comune per una manifestazione della cosiddetta “società civile”. Guardateli bene: chi erano secondo voi? Sempre gli stessi, questa volta però, con la fascia tricolore come quella dei sindaci. In altre parole, tutti cittadini e tutti sindaci, tutti tricolorati. La patria è l’ultimo rifugio di quelle canaglie  che l’hanno sempre disprezzata e calpestata. Qui la cronaca.  Ordini di scuderia: marciare senza simboli di partito, tanto cari alla sinistra (anche se poi c’erano lo stesso). Creare iniziative “inclusive” e “fronti uniti” (siamo al mai morto “frontismo” tenuto in naftalina e rispolverato per l’uopo).  Già, tutti antifascisti,  anche se poi, alla luce dei fatti di Piacenza e di Bologna (e in queste ore pure a Napoli) è il  termine più screditato che ci sia:  sputtanato dai centri sociali, dagli antagonisti, dai casseurs, dai picchiatori e linciatori dei carabinieri.   Il giallo di Pamela vivisezionata in due valige trolley? chissenefrega, l’importante per costoro  è marciare per “l’antifascismo”. Osserviamo bene oggi cosa serve a coprire questo termine-lenzuolo:
L’immigrazione fuori controllo, le mafie nigeriane i crimini allogeni, i vivisezionisti di fanciulle, i mangiatori di cani scuoiati vivi (è successo a Briatico nel Vibonese), i mangiatori di  gatti (buoni anche quelli, è successo a Torino), i masturbatori davanti agli asili, gli stupratori di 75enni, di ragazzine, di ogni età.  Ogni genere di nefandezze, di degrado, di cosche nere, di inciviltà, di tribalismo, di selvaggeria è consentito
Però dai,  c’è l’antifascismo (ormai è una minaccia) usato come una mannaia per tapparci la bocca e per impedirci di denunciare  tutti i soprusi di cui sopra. Basta che ci sia quello e automaticamente la società è più civile. “Civile” è un’altra di quelle parolette magiche: la mobilitazione della “società civile”. Poi guardi le foto e – toh! –  ti accorgi che son sempre loro, mascherati da “società civile”. E’ una delle solite carnevalate in auge tutto l’anno.
Non è un caso che la ministra Fedeli abbia progettato già da qualche tempo, visite “guidate” per le scuole,  ai centri d’accoglienza. Un’autentica operazione di lavaggio al cervello degli studenti in funzione “accoglientista”.
 E a Ferrara, guarda caso, sono vicini al Museo della shoah. Ergo se ne deduce che sta scattando un ricatto atroce. Chi non vuole “migranti” (termine che sta a sottolineare l’erranza) è contro l’ebreo errante, e perciò, antisemita.
Occorre forse ricordare che Israele ovvero lo stato ebraico li respinge e pratica un’oculata politica demografica a sua salvaguardia? Intendiamoci, fa bene; ma poi le comunità ebraiche europee e in particolare italiane sono tra  le più zelanti forze immigrazioniste. Doppiopesismo, è   dir poco. 
L’asticella sale sempre di più e i ricatti diventano sempre più  numerosi, pesanti,  abietti. E’ lo stato (anzi, il Superstato) Etico trans e sovranazionale che lo esige.
L’altra sera c’era quel Matteo Ricci, sindaco di Pesaro con la faccia ridanciana da cretinetti in uno di questi talk di Del Debbio. Faceva il professorino e dava lezioni di Morale, la materia che riesce meglio ai piddioti in perenne marcia e campagna AntiFa. Chi spara ai neri è un terrorista. Quel bischero di La Russa cascava in pieno nel suo tranello cercando di difendersi. Occorre che le forze politiche sovraniste passino all’attacco. E’ compito vostro, cari compagnucci, garantire l’ordine pubblico. Era questa la risposta che andava data e rinviata al mittente, invece di berciare  e di agitarsi a vuoto come fa ‘Gnazio.  E “il pistolero” Traini, semmai  è l’effetto del caos, del degrado e del crimine che c’è già da tempo proprio grazie a loro, non la causa. Non lasciamo il bandolo del  logos ai nostri ottusi antagonisti.

Stasera la Boldrini (ovvero la voce dell’UNCHR)  al Niguarda (sì, proprio la località milanese del picconatore Kabobo, quello che compì la strage di tre italiani massacrati e altri feriti, già dimenticati e archiviati dalla PresidentA)  davanti al murales,  fa salire ancora più su l’asticella: vuole sciogliere tutti i gruppi ritenuti “fascisti”. Sì, ma ritenuti da chi? Da lei?  Basterà mettere l’etichetta “fascista” su ogni idea, concetto, immagine sgradita e contraria al pensiero unico (UE, gender, uteri in affitto, nozze gay,  immigrazione selvaggia) e – oplà –  il gioco è fatto. Come in tutte le  dittature passate, presenti e … non oso dire future, perché riprenderci il futuro e insieme ad esso,  il nostro destino, tocca a  noi. Possiamo e dobbiamo farlo. Ora più che mai. 

Coperture fiscali

Una delle accuse che viene sistematicamente mossa al programma del Centro Destra è che sarebbe troppo costoso e non ci sono le coperture.
Poi arriva il presidente di quella Confindustria che tramite il Sole 24 Ore è la capofila dei “non si può” e tira la volata ai cattocomunisti con cui evidentemente fa buoni affari e spara un piano dal costo di 250 miliardi in cinque anni.
Praticamente il doppio di quanto verrebbe a costare l’abolizione tout court della Fornero e il programma di tutto il Centro Destra.
Dubito che i suoi giornalisti, così zelanti a fare la punta agli aghi sulle proposte del Centro Destra, metteranno in campo altrettanta pignoleria nei confronti di chi paga loro lo stipendio.
Allora è evidente che il problema non sono le coperture, ma quello che si vuol fare.
La questione si sposta dal prosaico piano dei numeri, a quello filosofico del “cosa vogliamo”.
Cosa vogliamo dal Benessere del nostro sistema politico ?
Cosa vogliamo da uno stato che ci depreda del 50% dei nostri redditi e risparmi ?
Cosa vogliamo per essere felici ?
Sì, perchè è giusto guardare ai bilanci, guardare alla produttività, guardare all’incremento del pil, ma se tutto questo non si traduce nella possibilità di godersi la vita, allora a cosa serve ?
Non serve a nulla avere maggiore produttività se poi viene utilizzata per pretendere risultati ancora maggiori (leggetevi le presentazioni dei bilanci consuntivi e previsionali delle grandi aziende e tutte vi proporranno un triennio futuro con maggiori ricavi, maggiori dividendi e minori costi, senza alcun paragrafo per i sacrifici che occorrono per ottenerli).
Allora meglio porsi mete meno ambiziose (sulla pelle altrui !) e garantire ai cittadini la possibilità di una maggior periodo da dedicare ai propri interessi e alle proprie passioni.
E si scopre, grazie al capofila degli industriali, che costerebbe anche meno.

Entra ne

La fissazione per teste vuote

Mi sembra sia stato Pietrangelo Buttafuoco a definire l’antifascismo “una fissazione più che una malattia“.
Del resto chi ha la testa vuota deve riempirla con qualche surrogato e una fissazione antifascista è comoda, facile e non richiede l’attivazione di alcun neurone.
Ben lo hanno dimostrato ieri le sinistre che tra cortei, scontri con le Forze dell’Ordine e presidi antifascisti hanno dato visibilità al comizio di Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, a Bologna.
Ma loro sono solo la massa che, pavlovianamente, reagisce agli stimoli forniti dai “cattivi maestri”, oggi come allora, che non vogliono ascoltare chi esprime, democraticamente, le proprie opinioni.
Queste voci che escono dalle macerie del muro di Berlino, nonostante il passare degli anni, non sono ancora state in grado di darsi neppure una parvenza di democraticità.
Per loro le opinioni sono un reato.
Forza Nuova ringrazia e incassa la gratuita pubblicità visto che la notizia è passata su tutti i radio e telegiornali, oltre che sui quotidiani online e oggi sarà sicuramente sulle prime pagine.
I cittadini di Bologna, espropriati del centro e anche della libertà di circolare nella propria città ringraziano molto meno, anche se sanno che la responsabilità è tutta delle zecche e di chi le istiga parlando di “vomito” e poi ritira la mano condannando i loro comportamenti.
Il 4 marzo, andando a votare, riflettiamo tutti anche sul fatto che chi, sistematicamente, per impedire al prossimo di manifestare le sue idee, devasta le città, provoca scontri e comprime la libertà di tutti è sempre e solo di sinistra.

Entra ne

Uomini e sudditi

Per quanto dica e mi dica di non ascoltare o guardare i programmi di informazione faziosa che ci propinano i media di regime, è difficile cambiare abitudine, così al pomeriggio, tornando a casa, accendo la televisione per guardare/ascoltare Sky tg 24 Economia.
Alcuni giorni fa era ospite, dopo lunga assenza, uno degli economisti di punta della Lega, Armando Siri, per parlare, al solito, del programma economico del Centro Destra (nella fattispecie la minaccia di dazi sollevata da Salvini a difesa dei nostri prodotti agricoli).
Facendo finta di essere imparziali, il telegiornale di Murdoch ha invitato un senatore comunista (in passato ospite fisso a difesa delle posizioni governative) e, come “imparziali” un universitario e un giornalista.
In realtà era il più classico tre contro uno, dove l’universitario e il giornalista ammantavano di una inesistente obiettività la loro visione faziosa.
Ma Siri ha difeso bene le posizioni e, nonostante i reiterati tentativi del conduttore di parlargli sopra, è riuscito anche a far capire le intenzioni della Lega.
Divertente l’atteggiamento del senatore comunista che, imperterrito, continuava a dire che non si può fare questo, non si può fare quello, perchè ? Perchè no, perchè non è materia sulla quale possa disporre un governo italiano essendo demandata all’europa, quel Moloch che sta divorando tutta la nostra Sovranità.
Mi dispiace che Siri non abbia evidenziato quell’atteggiamento spocchioso e codardo (spocchioso contro noi Italiani e codardo verso i burocrati di Bruxelles) di uno con la tipica mentalità da suddito.
Perchè non è vero che “non si può”, perchè come abbiamo rinunciato alla nostra Sovranità, così possiamo riprendercela nel nostro stesso interesse.
Per farlo, però, ci vogliono degli Uomini, non dei sudditi.

Entra ne

La politica degli ignoranti

Venerdì prossimo il segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore, terrà un comizio a Bologna, in quella Piazza Galvani che, adiacente a Piazza Maggiore, di fronte al noto Bar Zanarini, di fianco al retro di San Petronio e con alle spalle Corte de’ Galluzzi, fu la piazza della Destra all’epoca di Giorgio Almirante negli anni settanta e ottanta.
Il sindaco di Bologna, Merola, ha dichiarato “faremmo a meno di ascoltarli“, dimostrando non solo il livello della sua apertura mentale, ma anche il relativo quoziente di cui dispone.
Si possono infatti contestare i nemici (si tratta di nemici per loro e quindi mi adeguo) solo quando se ne conoscono le idee che, potrebbero anche coincidere a volte con quel simulacro valoriale che esiste nella testa di Merola e dei suoi compagni.
Al contrario io credo che tutti abbiano il diritto di parola e che ascoltarli sia una opportunità per tutti noi.
Che dire ?
Rimangano i cattocomunisti nella loro ignoranza ed è un vero peccato che il Centro Destra non abbia ancora avuto il coraggio di accettare CasaPound e Forza Nuova nella propria coalizione.
Tanto, come dimostrano le aggressioni a Fratelli d’Italia a Livorno, la sinistra non fa distinzioni, quindi sarebbe opportuno contrapporvisi e combatterla tutti assieme. 
Speriamo di non dover rimpiangere quei voti, come già accadde nel 1996 e nel 2006.

Entra ne

Lo stato indegno

10 Carabinieri costretti a scappare contro 400 schifosi delinquenti. L’immagine della fine di uno Stato indegno di Emanuele Ricucci

Perdonate lo sfogo. Che grande schifo. Ricorderemo questo 10 febbraio come un chiodo arrugginito che va a chiudere la bara d’Italia. Il mio Paese mi fa male.

Da Pastrengo, a Macerata. Dalla carica a cavallo, ai dieci Carabinieri contro i 400 delinquenti. E qui, in questa assurda favoletta nel quinto anno dell’Era della tolleranza, in questa immagine, prima di tutto, prima di ogni rinnovata considerazione sui centri sociali, sull’antifascismo militante, ormai assurto al livello superiore di montagna di merda, sul silenzio contraddittorio della sinistra che blatera di moralità a targhe alterne, sul PD che ha creato ad arte uno scenario di contrapposizione civile surreale, confermato dal suo non esprimersi, rispolverando i fantasmi del passato per distrarre dal presente, divide et impera, su una frantumazione di un popolo adolescente, mai stato veramente tale, prima di ogni altra analisi, in questa immagine sta la fine epica, etica ed estetica dello Stato.

In quei 10 Carabinieri costretti a scappare di fronte a 400 bimbi viziati, figli di babbo, delinquenti. Scarto ed insulto di una generazione che farà fallire la continuità della gente d’Italia. Già indebolita dalla propria cocente mediocrità di provincia. Truccata male, vestita peggio, mai nata, mai risorta. Abortita alla messa la domenica. Tra una preghiera, un gossip, due bei baffi neri, un pregiudizio sul vicino, un compito da fare per pulirsi la coscienza di bravo cittadino e un piatto di spaghetti all’acido.

E allora viene da chiedersi, senza mezzi termini: lo Stato, cazzo, dov’è?

Autorizzare un corteo zeppo di rancore gratuito, ben noto, di clandestini e di “bandiere” dell’Anpi, in un giorno di memoria nazionale, istituito per Legge, nel Giorno del Ricordo, in una città ancora in lacrime, in cui una ragazza è stata ammazzata e fatta a pezzi da un clandestino. Una manifestazione per la tolleranza che canta contro i morti infoibati dei cori da stadio. A strafottersene di quanto buia e profonda sia la foiba della coscienza.

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Quando i propri figli si dividono il quartiere in una misera guerra tra poveracci. Corvi che beccano i resti. E su qualche brandello si ammazzano. In nome di un problema inesistente: il fascismo. Il fascismo. Il fascismo. Vomito.

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Lo Stato che non è più padre, non è più confine. Né fine. Se non servitù della sovranazionalità. Non è garante, ne equilibrio delle forze sociali. Non è primus inter pares. È una paresi. E una parentesi, assieme.

Lo Stato, cazzo, dov’era?

Quando ha lasciato dieci Carabinieri a prendere le botte, senza neanche qualche lacrimogeno. Così da poter disperdere quella mandria di maiali. Che per tutta risposta si avventano su uno di loro, che cade, e lo pestano tutti insieme. Niente lacrimogeni, in sotto numero. Ma perché?

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Quando si tratta di applicare la legge. E di pensarne una nuova, se necessario, per garantire la serenità dei cittadini e la dignità della propria stessa essenza. Come la Legge Cossiga, come la Legge Reale. Dov’è l’inasprimento delle pene per la sovversione, per il vandalismo e la violenza politica di grave entità? Dov’è il suo pugno duro? Dove sono le sue palle di marmo? Dove sono i provvedimenti contro le scorribande dell’estrema sinistra, contro i centri sociali? Leggi “speciali” impossibili da realizzare nell’epoca che vuole discolparsi da tutto, evitando, per incompetenza e vigliaccheria, di assumersi responsabilità. E allora come può essere Stato?

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Quando si tratta di bilanciare i significati, di prendere per mano la propria gente e condurla nella lucidità del confronto democratico. Dove? Quando si tratta di garantire un pareggio nella battaglia semantica che si sta combattendo. Secondo cui, se manifesti contro le discriminazioni, non vai insultando i morti. Se manifesti per la pace, e contro il fascismo, non vai a tirare mazzate ai Carabinieri. Se vai a manifestare per l’evoluzione di modernità di un Paese, per il progresso, non vai a ripescare i fascisti con tutti i treni in orario, i balilla e l’obelisco del Foro Italico. E se ti senti di sinistra, e sai che gli italiani in condizione di povertà che piangono di nascosto dai figli sono milioni, non ti senti anche un po’ stronzo a pensare che il tuo unico obiettivo è prendertela con chi gli porta la spesa in periferia, perché non ti frega dei poveri, ma della visibilità elettorale che ha il tuo avversario?

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Non si sentono parlare i suoi rappresentanti. Che, già lo so, oggi tireranno fuori la criptica critichetta della domenica, in cui si capisce fin troppo bene da che parte stanno, come a farci un’elemosina di Stato, appunto. Ed oggi, oh disgrazia, sarà il più scolorito Presidente della Repubblica della storia recente a doversi spacchettare dal ghiaccio dei silenzi in cui si mantiene in vita, a riaccendersi di colore, dal grigio che lo perseguita, evocando, magari, calma, tranquillità, democrazia; di dare sempre la precedenza, di ringraziare e di salutare quando si esce dalla salumeria. All’indomani di una giornata VERGOGNOSA per la decenza di ogni cittadino onesto e rispettabile. Sempre che non tiri in ballo il fascismo.

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Dov’è Minniti? O nel girone dei mandanti morali? E chi sono a questo giro i mandanti morali, eh Boldrini, Saviano et similia?

Lo Stato cazzo dov’era?

Quando moriva Pamela, quando avviene la grande mistificazione, che riesce a trasformare un prodotto della sua superficialità, nell’esatto opposto, ovvero in un’azione da ricondurre specificamente alla bontà della visione antifascista? Da Oseghale a Traini, il passo è breve e, anche qui, surreale. Ma non c’è equilibrio, subito la condanna: Oseghale pagherà, ma Traini è il vero cancro di questo tempo. Un tempo che è…Stato.

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Quando deve specificare la propria posizione, e prendere le distanze, in nome dei valori dell’antifascismo, di cui si riempie tanto la bocca, tramite i suoi figuri. A sentirlo, l’antifascismo è il più alto e moderno valore repubblicano. Eppure, nello stesso calderone c’è lo Stato, e le teste di cavolo manesche dei centri sociali; ci sono i bambini portati in gita da piccoli a osannare la prima copia della Costituzione, e c’è chi si rifiuta di mettere a disposizione un sala comunale ad un movimento, come Casa Pound, ad esempio, che, democraticamente l’ha richiesta, ha più di cento sedi in Italia, ha raccolto ben più firme di quelle necessarie per la candidatura, e sarà presente e “votabile”, quindi, in tutti i collegi del Paese? Un movimento perfettamente riconosciuto dalla democrazia, dotato di uno specifico programma complesso e dettagliato, di un’alternativa, quindi non di una cartelletto elettorale senz’arte, né parte, né significato

Lo Stato cazzo dov’è?

Quando si tratterà di tirare la linea del rigore, di richiamare tutti all’attenzione, all’ordine, impedendo, come possibile, che si minimizzi ciò che è accaduto oggi tra Piacenza e Macerata. L’anarchia più perfida, più infima, sporca, viscida, come quella pelle butterata, quei capelli arruffati, quell’eskimo sporco di chi oggi ha sputato sui morti, cantando “com’è bello far le foibe da Trieste in giù“, e rendendo noto a tutti che non esistono morti di serie A e di serie B, ma direttamente che del Giorno del Ricordo, in questo Paese, non frega quasi un cazzo a nessuno. Percepito com’è, lontano nella storia, lontano negli eventi, a causa di una corruzione ideologica, dell’impronta che l’egemonia culturale imperante gli ha attribuito, legandolo, in una perfetta operazione psicosociale, tipica delle sinistre, anche solo nell’evocazione, alla destra estrema, nazionalista, possibilmente fascista, e quindi di conseguenza, all’immagine del razzismo, della fazione, dell’intolleranza verso il resto, insomma, ad una questione “di parte”

Lo Stato, cazzo, dov’è?

Lo Stato chi è? È Stato perché?

Questo Stato non c’è. Questo Stato puzza di morto, è un’offesa, è un cavillo, è un pezzo di colla di trattati internazionali, è una vena sottopelle fina, invisibile, che non dà più sangue. Si tiene in piedi a forza, è una convenzione, un’abitudine. Questo Stato è maleducato, incapace di formare, di essere esempio, di assumersi delle responsabilità. Di permanere, di rimanere, di ricordare.

E alla fine di tutto questo, dove finisce lo Stato, in Italia, inizia la società (in)civile. E proprio in questo settore, qualcuno ce l’ha fatta. Ce l’ha fatta a deviare l’attenzione, a prosciugare quel ruscello fino e quasi rinsecchito di attenzione che il Giorno del Ricordo ha in questo Paese. In un esperimento psicosociale tristissimo, quasi assimilabile a quello dei cani di Pavlov, che appena sentivano il campanello, correvano a sbavare. Per riflesso condizionato.

Come quei cani, tanti italiani. Che nella pigrizia di sviluppare un proprio pensiero critico, assoceranno il Giorno del Ricordo ai fascisti rancorosi, a qualcosa di destra, banalmente e brutalmente inteso, dimenticando, per l’appunto, che settanta anni fa si trattava di italiani, di connazionali, di fratelli, e non di fascisti.

Ma alla fine di una giornata così vergognosamente amara, viene da chiedersi, più e più volte, con le vene del collo gonfie di sangue che è benzina, aspra e bruciante: lo Stato dov’era?

E a tutti quei connazionali guardano in silenzio da dietro le tapparelle, ricordo solo che gli italiani di oggi, senza quelli di ieri, della Pietas, della Misericordia e del rispetto, della ferrea moralità romana, finanche cattolica, sono solo una vaga e stereotipata espressione geografica, sono solo dei portatori sani di baffi neri, pizza e mandolino. Inutili alla storia.

“Il mio Paese mi fa male in questi empi anni,
per i giuramenti non mantenuti,
per il suo abbandono e per il destino,
e per il grave fardello che grava i suoi passi”

(Robert Brasillach, poeta)