Il programma perfetto

Non capisco chi mi dice che non sa per chi votare “perchè sono tutti uguali“.
Proprio oggi, parlando con un collega ed amico che mi ha esternato, lui di sinistra, i suoi dubbi volendo votare (“perchè è un dovere prima che un diritto”: sì, noi ultrasessantenni la pensiamo ancora così e mi piace sentir parlare di doveri e non solo di diritti) , ma non avendo fiducia in nessuno.
Gli ho risposto che io ho solo l’imbarazzo della scelta e mi piacerebbe poter votare tutti i partiti che considero meritevoli, almeno quattro: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Nuova e CasaPound.
I programmi elettorali non sono solo libri dei sogni, ma il solco sul quale intende incamminarsi il partito che li propone.
Poi bisogna tener conto delle resistenze, degli sgambetti, delle interferenze (come quelle dei tiranni europei) che condizionano fortemente una azione di governo.
Ne sa qualcosa il Presidente Trump che cerca di attuare il programma proposto e votato dagli elettori, ma viene continuamente sgambettato non solo dagli avversari democratici, ma anche dai magistrati che dovrebbero invece limitarsi ad applicare le leggi, non a bloccarle o modificarle (ma tutto il mondo è paese e noi ne sappiamo molto su quel tema …) e persino dai parlamentari del suo stesso partito.
Ma ci prova e continuerà a provarci e solo per questo merita di essere nuovamente votato.
Altrettanto dicasi per il Centro Destra di governo che ha tolto le tasse sulle successioni, ridotto le aliquote irpef, prodotto una legge contro l’immigrazione selvaggia, tolto la tassa sulla prima casa, realizzato una legge migliore sulla legittima difesa.
Poteva fare di più ?
Certamente, ma gli ostacoli si sono materializzati con le toghe e con le interferenze straniere.
Allora non sono tutti uguali.
Perchè ci sono quelli che vogliono dare la cittadinanza ad un milione di stranieri immigrati, che vogliono aprire le nostre città ad un’altra orda di immigrati, che vogliono la patrimoniale sui nostri risparmi e sulle nostre case per mantenere quell’orda di immigrati, che vogliono piegarsi ai voleri dell’unione sovietica europea, senza alcuna dignità.
E ci sono quelli che vogliono bloccare gli ingressi e cacciare i clandestini già presenti.
Ci sono quelli che propongono la flat tax e l’abolizione della Fornero.
Ci sono quelli che vogliono sì commerciare con gli atri stati europei, ma restando padroni a casa propria.
Questi rappresentano un programma perfetto e se anche solo, vincendo, ne realizzassero una parte, fermerebbero la decadenza della nostra Gente e porrebbero le fondamenta per una rinascita della nostra Patria.
E non si dica che sono tutti uguali, perchè Salvini e la Meloni mi sembra non abbiano nulla in comune con Renzi e la Boldrini (e i loro compagni).

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Gli italiani non lo meritano

E fortunatamente in italia c’è lei a spiegarci la satira imbecille dei radical chic nostrani. Claretta Petacci o Giorgia Meloni, in ogni caso è una brutta satira. Chissà che sarebbe successo se avesse fatto satira su una qualche figura femminile di sinistra, chissà cosa avrebbero detto in sua difesa. Però, non ci meritiamo Gene Gnocchi e la sua bruttissima satira.
Gene Gnocchi e Claretta Petacci: perle (dell’ironia) ai porci. La satira va per eccessi, iperboli, paradossi e mastica, rimastica e sputa tutte le figure retoriche che vuole e che probabilmente voi che vi siete incarogniti dandogli del cretino, non sapete manco che siano. di Selvaggia Lucarelli

Gene Gnocchi è un intellettuale. Uno scrittore. Un uomo di tv. Ed è soprattutto un comico. Il fatto che io abbia premesso il resto non è casuale. Vederlo trattato come un cretino, in questi giorni, per via della battuta su Claretta Petacci e il finto maiale della Meloni, mi fa incazzare come poche cose al mondo. Assistere al linciaggio selvaggio da parte di un’orda di barbari che non conosce, non ha letto, non pratica la satira e pretende di dare lezioni a uno che ha fatto cose meravigliose per decenni, riuscendo sempre a percorrere sentieri poco battuti, a inventare, creare, divertire, stupire, stravolgere con originalità e cultura, è una di quelle faccende per cui mi prende il male di vivere.

Assistere allo sdegno di editorialisti e gente che i mezzi per comprendere la satira li avrebbe pure, mi incupisce ancora di più. La battuta (e dover spiegare la costruzione di una battuta è un’operazione deprimente quanto spiegare una barzelletta o perché uno non ama più un altro o perché la pena di morte fa schifo e tante altre cose che dovrebbero essere chiare e definitive), non era “Claretta Petacci era un maiale”. La battuta era “il maiale era di Giorgia Meloni, le è scappato, è un maiale femmina tra l’altro e l’ha chiamato Claretta Petacci”. Ora. Mi sembra evidente che Gnocchi volesse dire, molto banalmente, che il nome del suo fantomatico e surreale animale domestico potrebbe essere il nome di un personaggio legato alle sue idee politiche di destra. La battuta beffeggiava la Meloni, non la Petacci. E qui apro parentesi.

Sembra una storia comica o inventata per l’occasione, ma io ho avuto un cane che si chiamava Duce. Era tutto nero, mio fratello ha avuto un periodo demenziale-fascista nell’adolescenza e mentre noi altri pensavamo ai soliti Bobby, Nerino e Jack, lui prese a chiamare il nuovo arrivato Duce. Detestavamo tutti quel nome, i miei gli davano dell’ imbecille, ma alla fine vinse lui, perché il cagnolino, ormai, vittima della propaganda fascista del fratello maggiore che lo corrompeva a suon di biscotti e frattaglie, rispondeva solo al nome “Duce”.  Mio fratello derideva il Duce? No, purtroppo. Lo omaggiava.

Gene Gnocchi dava del maiale alla Petacci? No, intendeva dire che la Meloni, in un ipotetico mondo che non esiste ma è una sua costruzione ironica, un suo animale lo chiamerebbe Claretta o Benito o perfino Adolf o Goebbels (benché la Meloni non sia filo-nazista presumo), perché la satira fa questo. Va per eccessi, iperboli, paradossi e mastica, rimastica e sputa tutte le figure retoriche che vuole e che probabilmente voi che vi siete incarogniti dandogli del cretino, non sapete manco che siano. Gene Gnocchi non se lo merita il vostro “imbecille”. I vostri editoriali saccenti. Le lezioncine “I morti si rispettano”. Siete sguaiati. Siete fuori fuoco. E infine, lasciatevelo dire, nei recinti non andrebbero messi i maiali, figuriamoci la satira.

Un nuovo Risorgimento per l’Italia

La sinistra sembra destinata a perdere le prossime elezioni, arrivando anche al terzo posto dopo il Centro Destra e i grillini.
Per tentare di evitarne il collasso da tempo sono in azione i megafoni dei media asserviti ai padroni che, quotidianamente, martellano con commenti critici il Centro Destra e i grillini, esaltando invece la sinistra che ha “ben” governato, snocciolando ogni genere di elaborazione statistica finalizzata a dipingere l’Italia come un Bengodi e regalando ospitate a loro colleghi, ugualmente asserviti e ad “esperti” che, però, risultano consulenti di questo o quel governo o ministro, rigorosamente di marca pci/pds/ds/pd.
E costoro forniscono anche qualche suggerimento ai magistrati, come quando annunciano una indagine, che sembra inesistente, contro, tanto per cambiare, Berlusconi per la vendita del Milan.
Evidentemente tutto questo sbilanciamento della comunicazione e della propaganda, non basta.
Evidentemente i sondaggi devono essere particolarmente devastanti per Renzi e compagni, se hanno sentito il bisogno di interferire con le nostre elezioni anche due signori che con l’Italia nulla hanno a che fare visto che sono di nazionalità francese e olandese.
Costoro si sono permessi di “ammonire” e minacciare.
Costoro si sono arrogati la facoltà di “vietare” (non si può vietare nulla ad uno stato Sovrano nè ad un governo espressione del Popolo di quello stato !) di superare il limite del 3% di rapporto deficit pil.
Costoro si sono espressi condannando l’espressione “razza bianca” usata da quello che spero, oggi più che mai, sia il prossimo Governatore della Lombardia, ATTILIO FONTANA.
Costoro sono anche quelli che, con il ditino alzato alla Scalfaro, condannano la Russia per presunte interferenze nelle elezioni altrui, ma sono anche quelli che fanno ben di peggio perchè, dopo l’elogio di Micron a Gentiloni, adesso arrivano gli ascari per cercare di bastonare dove è possibile.
Costoro, con una presunzione sconfinata, hanno dichiarato che le elezioni in Italia rappresentano un rischio per la loro europa (forse vorrebbero cancellare la parola elezioni dal vocabolario ?).
E magari il voto italiano facesse andare a gambe all’aria la loro europa !
Sarebbe una liberazione per tutti i Popoli di questo continente.
Le elezioni del 4 marzo possono rappresentare un nuovo Risorgimento contro l’occupazione straniera che si manifesta con gli ukase della commissione europea e con l’invasione degli immigrati.
Due facce di un’unica medaglia finalizzata a soggiogare ed estinguere noi Italiani.

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D’accordo con Renzi

Per una volta sono d’accordo con Renzi quando dice che la prossima campagna elettorale sarà contro l’incompetenza e che l’avversario del pci/pds/ds/pd è l’M5S.
Infatti è una lotta titanica per il gradino più alto del podio (dell’incompetenza) tra Renzi e Di Maio.

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Non rinuncio alla mia Identità

Il Presidente Trump ha esposto, nel modo schietto come è suo costume che lo rende totalmente differente dai parrucconi della politica che, infatti, hanno strillato come verginelle offese, perchè non vuole nuovi immigrati negli Stati Uniti.
Del resto se i paesi di provenienza non fossero così poco attrattivi, nessuno penserebbe di andarsene.
Ovviamente è stato tacciato di razzismo epiteto che, ormai, è come il prezzemolo, rivolto a chiunque non la pensi come i sinistrati.
Così come è accaduto a Fontana, candidato del Centro Destra per la presidenza della Lombardia, che ha avuto l’ardire di rivendicare la sua Identità, Italiana, Nazionale, Bianca.
Ma perchè dovremmo rinunciare a rivendicare quello che siamo, orgogliosamente, dando quindi ospitalità, pagando, servendo estranei che non hanno simili paturnie ?
Nessuno obietta ai negri che proclamano il “black power”, perchè quando qualcuno rivendica la sua appartenza identitaria viene coperto di contumelie e costretto a precipitose rettifiche ?
Fontana ha ragione nel dire che l’immigrazione di massa ci condannerebbe all’estinzione, dopo un periodo di marginalità e di persecuzioni.
Forse chi lo attacca vorrebbe la nostra estinzione ?
Io, no !
Noi siamo in tempo a bloccare la deriva cui ci conduce l’accoglienza, ma dobbiamo saper reagire e per saper reagire dobbiamo aver ben in mente quale sia il nostro interesse, che NON E’ concedere spazi sempre più ampi e denari (nostri, solo nostri, tutti nostri !) agli immigrati.
Ma ve l’immaginate se, a fronteggiare la ribellione degli immigrati (che ci sarà, basta vedere l’arroganza e la violenza con la quale si comportano le seconde e le terze generazioni, quelle a cui vorrebbero regalare la cittadinanza, anche solo quando salgono in branco sugli autobus !) fosse quel branco di piagnoni e di censori delle parole altrui di Renzi, della Boldrini, di Bergoglio, di Grasso, di Gentiloni ?
Saremmo sottomessi senza combattere.
Il vero razzismo è di chi vorrebbe estinguere la nostra Gente per far spazio, dare accoglienza agli estranei.
La Storia non ha insegnato proprio nulla ?
Ricordate la fine che fece un Impero guidato dai dissoluti e viziosi discendenti di chi aveva costruito un Impero quando concessero la cittadinanza e delegarono ai “nuovi Romani” la difesa dei confini e la gestione della cosa pubblica ?
Dobbiamo imparare dalla Storia che nessun altro farà il nostro interesse meglio di noi stessi.
Dobbiamo andare fieri di quelli che siamo, di come siamo, della nostra Storia, del nostro passato.
Non dobbiamo chiedere scusa a nessuno, nè ripagare alcunchè.
Al contrario, devono ringraziarci per tutto quello che abbiamo donato al mondo.
Solo questa è la mentalità giusta per affrontare le sfide del mondo contemporaneo, non rinunciare alla nostra Identità.
E, allora, è meglio un Fontana che questa lezione l’ha ben appresa, oppure un Gori che canta con il coro ?


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Il M5s è di sinistra senza SE e senza MA

Credo che gli elettori di destra abbiano  finalmente capito che il M5s che si era presentato come il partito del Né-Né (né a destra né a sinistra), non solo è di sinistra ma non esente da elementi di comunismo reiterato di matrice espropriativa.  Per paradosso, quel comunismo massimalista che non ha più il PD, viene sfoderato da loro. Dove?
Soprattutto nel “reddito di cittadinanza” che dovrebbe essere fatto a spese dei pensionati. Ecco un articolo di Gian Maria De Francesco per il Giornale che ben lo spiega  e che viene rilanciato anche dal sito libre idee:

Deficit, taglio delle pensioni e più tasse. Il fantasmagorico programma di governo del Movimento 5 Stelle si fonda su questo mix che, a prima vista, può sembrare quantomeno improbabile ma che, a guardarlo un po’ meglio, assume contorni terrificanti. 

“Tutto parte dagli annunci del candidato premier Luigi Di Maio contenuti in un’intervista concessa al Mattino. In buona sostanza, il reddito di cittadinanza a geometria variabile (da 780 euro mensili per i single a 1.950 per famiglie con due figli che hanno più di 14 anni) che, almeno nelle intenzioni costerebbe 17 miliardi dei quali 2 destinati a potenziare i centri per l’impiego, sarà finanziato per 12 miliardi dal taglio delle pensioni d’oro, cioè quelle superiori a 5mila euro. Come osservato in precedenza anche dal Giornale, tale intendimento significherebbe cancellare ex abrupto i 145mila trattamenti superiori a tale soglia. Ma, come precisato dallo stesso Di Maio, «saranno tagliate quelle sopra i 5mila euro netti non coperte dai contributi e comunque il risparmio sarà distribuito su più anni». Insomma, anche il reddito di cittadinanza presupporrebbe deficit, circostanza sempre smentita dai pentastellati”.

“Ieri la spiegazione dell’arcano da parte della deputata grillina Laura Castelli che in un colloquio con La Stampa interpellata sulla possibilità che la Consulta bocci come in passato la decurtazione, ha precisato che «il problema dei diritti acquisiti si può superare togliendo una quota a tutte le pensioni per poi redistribuire i risparmi da quelle d’oro a quelle più basse». Dunque la proposta del Movimento assomiglia molto a quella profetizzata dal Giornale: tagliare del 21% le pensioni sopra i 3mila euro mensili recuperando annualmente i 12 miliardi.” (fonte: Il Giornale)

Tutto chiaro, no? Si toglie a chi ha diritto per redistribuire in modo demagogico,  falso-egualitario e comunistico ai nuovi poveri del  Terzo mondo, poiché saranno loro i primi a beneficiare del loro “reddito di cittadinanza” avendo più figli,  come fui fin troppo facile profetessa nei confronti di qualche amico di destra, attratto dalla “novità” pentastallatica, allorché comparvero per la prima volta sul mercato dell'”offerta politica”, nel 2013.
E già che ci siamo, che garanzia di democraticità danno questi dilettanti allo sbaraglio assoldati dalla  ditta privata Casaleggio & Associati che fa capo all’associazione Rousseau?

Altro elemento di sinistra è l’immigrazionismo verso il quale sono sempre stati fortemente ambigui. Come non ricordare, del resto, che si attivarono per l’abolizione della Legge Bossi-Fini  la quale  contemplava il reato di immigrazione clandestina?

La loro lotta alla corruzione e contro i vitalizi fa semplicemente ridere i passeri. Quando l’Italia del monocolore democristiano, aveva sprechi e vitalizi a gogò e si facevano pure leggine-regalo per parenti e amici, il Paese correva come una locomotiva, c’era benessere per tutti ed eravamo tra le prime potenze industriali del mondo. Strano concetto dell’economia hanno i PentaGrulli, se pensano di raddrizzare i bilanci sui guasti prodotti dall’Euro, una coercizione valutaria imposta attraverso una moneta-debito  emessa dal Nulla, col semplice taglio dei vitalizi! Del resto, come è già stato notato, di uscita dall’Euro non ne parlano più.

La stampa di regime ci tiene molto a mostrarceli come gli antagonisti del PD, a metterli nel calderone delle forze “populiste” insieme alla Lega, accreditandoli come  vera “opposizione”.
Dal canto loro, i PentaGrulli che molto hanno in comune coi cespugli di Sinistra Italiana, e col  partitucolo giustizialista di Grasso “Liberi e uguali“, ci tengono a “smarcarsi” e a far vedere che “ballano da soli”.
Ma attenzione e a non cadere nella trappola di un eventuale fronte unico anti-grillino con il Pd e Renzi, vero Berlusconi?

Inserire una  quarta forza di sinistra come quella del M5s, nel paesaggio dei partiti,  raggiunge uno scopo micidiale per i nemici della nostra indipendenza: creare un fronte unico antigrillino in modo simil-tedesco (la Grosse Koalition) emarginando le “ali estreme” o quanto meno, calmierarle. Una Lega sedata e  “berlusconizzata” non piacerebbe più a nessuno, tanto per fare un esempio e perderebbe fatalmente il suo appeal.
Non si facciano intimorire i leghisti nei confronti della campagna “scandalistica” di queste ore contro l’ex sindaco di Varese Attilio Fontana, candidato al Pirellone,  per la sua affermazione sulla “razza bianca a rischio”. Se Fontana avesse usato il termine soft di “civiltà europea”, si sarebbero scatenati lo stesso a difendere la bontà dell'”accoglienza” ad ogni costo.

Il bacio gay dei grillini in Parlamento  durante il  passaggio del ddl anti-omofobia del 19 settembre 2013
Ma torno ai Pentagrulli, forza di sinistra massimalista (altro che semplici “populisti”!). Lo furono quando sostennero il matrimonio gay della Legge Cirinnà, come pure il ddl anti-omofobia del 19 settembre 2013, lo furono quando  sollecitarono per primi e sostennero l’eutanasia all’italiana del governo Gentiloni a fine legislatura, lo sono quando si mostrano ambigui e non vogliono scoprire le carte sull’immigrazione, perché temono di sembrare a loro volta “razzisti”. La loro astensione sullo ius soli, non va vista come un vero NO, ma come una semplice “sospensiva”.
Lo sono ancora di più quando sostengono i tagli delle pensioni per poter beneficare i “nuovi poveri”, e quando scatenano surrettiziamente  la guerra tra le nuove e le vecchie generazioni. Queste ultime, trattate da Nababbi che dovrebbero farsi decurtare le loro pensioni acquisite faticosamente e  già pagate con  fior di contributi, in segno di “solidarietà”. Con buona pace, per quei ceti medi già messi a dura prova da una crisi senza fine.
A corollario di tutto ciò, c’è la loro  conclamata incompetenza, inettitudine e superficialità oltre ogni limite, incapaci come sono di ovviare al problema-rifiuti di Roma (giunta Raggi) e all’acquisizione di un albero di Natale per la capitale che non faccia ridere i polli. Polli “spelacchiati”.

Serve altro?

E poi le scuse…

È un mezzo passo indietro quello che Catherine Deneuve fa in una lettera aperta pubblicata dal quotidiano francese Liberation, in cui torna a parlare del tema delle molestie, dopo avere messo il suo nome nell’elenco di cento persone firmatarie di un appello finito sulle pagine di Le Monde e che difende la “libertà di importunare”, parlando di una “caccia alle streghe” avviata dopo l’emergere del caso Weinstein.

“Lo stupro è un crimine, ma tentare di sedurre qualcuno, anche ostinatamente o in maniera maldestra, non lo è, come la galanteria non è un’aggressione machista”, si leggeva nell’appello. Ma se la Deneuve ribadisce “sono libera, e lo resterò”, la fiumana di critiche che le si è rivolta contro dopo avere firmato l’appello la porta ora a correggere la rotta, spiegando il perché e che cosa significasse per lei aderire.
“Saluto fraternamente tutte le vittime di atti odiosi che possono essersi sentite offese. È a loro e soltanto a loro che presento le mie scuse”, spiega l’attrice francese, dopo che anche Le Monde ha dovuto pubblicare un articolo in cui argomentava la sua decisione di pubblicare l’appello. E dice che se avesse ritenuto che ci fosse alcunché sul tema delle molestie “non l’avrebbe firmato”, condannando al contempo “un’era dove le semplice accuse sono sufficienti a ottenere punizioni, dimissioni… e spesso un linciaggio mediatico”.
La lettera aperta della Deneuve arriva dopo commenti sui media da parte di alcune delle donne che hanno firmato l’appello, per nulla in linea con il suo modo di vedere. In molte l’hanno condannata, a partire da Asia Argento, che sui social ha criticato le firmatarie: “La loro misoginia interiorizzata – ha scritto – le ha lobotomizzate fino a un punto di non ritorno”. Altrove sono arrivate invece dimostrazioni di sostegno. “Senza le avances – ha detto Claudia Gerinifinisce il mondo”-
Ora la Deneuve chiarisce: “Vorrei dire ai conservatori, razzisti, tradizionalisti di ogni bordo che hanno trovato strategico darmi il loro sostegno, che non sono sciocca. Non avranno la mia gratitudine né la mia amicizia, anzi”.

L’inganno dell’europa

Grazie ai compiacenti e servili megafoni dei media, l’unione sovietica europea, dietro alla quale si celano le consorterie affaristico e finanziarie prive di scrupoli, valori e principi e preoccupate solo di arricchirsi a prescindere dai danni che compiono, si millanta l’europa come il Bengodi della Civiltà, contrapposta ai biechi “populisti” che sono anche Nazionalisti.
Come se il Nazionalismo fosse un difetto e non quella grandissima virtù per la quale migliaia di persone hanno donato la loro vita (e non mi risulta che ci sia qualcuno che abbia sacrificato la sua vita per l’unione sovietica europea, tanto da rendere attualissimo il detto che se uno non è disposto a morire per le sue idee o non vale nulla lui o non valgono nulla le sue idee: i Nazionalisti sono morti per le proprie idee, nessun europeista lo ha fatto).
Le ultime due uscite pro europa sono sintomatiche di una propaganda ingannatrice dei cittadini.
E’ stata strombazzata la decisione di Bruxelles di imporre una tassa (non arrivano oltre a vietare, sanzionare e tassare !) sulla plastica.
La motivazione è di quelle che fanno spuntare una lacrimuccia da coccodrillo, i telegiornali ci hanno mostrato tartarughe soffocate nel mare per aver inghiottito plastica, spiagge deturpate dalle bottiglie di acqua vuote e i quotidiani hanno riportato l’ormai orchitica fotografia del cavalluccio marino che ha in bocca uno di quei bastoncini per pulirsi le orecchie.
Com’è brava questa europa che si preoccupa di limitare l’uso della plastica !
Poi si scopre che sì. “è anche per fare cassa“, in previsione della perdita, nel bilancio europeo, dei dodici miliardi che versava il Regno Uniti che si avvia felicemente a riconquistare la sua Sovranità Nazionalista.
Tagliare le spese non è proprio venuto in mente a quei Soloni di Bruxelles, perchè avrebbero dovuto cominciare con le loro immeritate prebende, allora cosa fanno ?
Fanno pagare noi cittadini, con l’ennesima tassa che si aggiunge (non che si sostituisce !) a quelle nazionali.
Naturalmente il tutto condito da un mieloso buonismo per ingannare i più creduloni.
La seconda vicenda che in questi giorni viene propagandata come una grande iniziativa a beneficio dei cittadini è il divieto alle commissioni sull’uso delle carte di credito e la riduzione della franchigia per i rimborsi sugli usi fraudolenti (il tutto sotto il nome di PSD2 che sembra quasi una loggia segreta …).
Ah, che bello !
Come sono buoni loro che tagliano le unghie alle banche !
Ma credete davvero che sia così ?
Quella è la facciata e i pochi che avevano carte con commissioni rilevanti e i pochissimi che si facevano beffare dai ladri di bancomat, potranno ottenere rimborsi e risparmiare qualcosina.
Ma non saranno le banche a pagare, perchè sarà sufficiente che si aumenti, anche di un euro, la commissione annuale per il rilascio e il possesso della carta/bancomat, ed ecco che, ripartendo il costo sui milioni di utilizzatori, a pagare non sono più le banche (che magari aumenteranno con quella scusa i ricavi) ma tutti i cittadini.
Una partita di giro unicamente per alimentare la propaganda europeista.
Un inganno, insomma.
L’inganno dell’europa.

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I pretoriani della sudditanza

Giornalisti, “intellettuali”, “esperti” dell’economia e politici di sinistra, tutti rigorosamente “europeisti”, sono stati precettati dalla consorteria affaristico finanziaria per influenzare il voto degli Italiani in senso favorevole al mantenimento della sudditanza a Bruxelles.
Sbraitano tanto per le presunte interferenze russe nelle elezioni americane e nel referendum della Brexit, rispolverano vecchie fake news antirusse anche per le elezioni italiane, ma gli unici che interferiscono sono loro.
In modo smaccato con la marchetta di Micron a Gentiloni (se non è interferenza quella, pari al sostegno di Obama – con un ottimo risultato, veramente ! – al “remain” nel Regno Unito …) o in modo subdolo quando nelle trasmissioni televisive radiofoniche che, inevitabilmente, almeno in parte si ascoltano, chiamano una sfilza di parrucconi che, senza contraddittorio o contrapposti nella misura di tre contro uno, sbeffeggiano il programma di Centro Destra.
Ma cosa c’è da sbeffeggiare e perchè mai non dovrebbe essere attuabile l’abolizione della Fornero, la flat tax e la cacciata dei clandestini ?
L’abolizione della Fornero costerebbe solo 8 miliardi, meno dell’un per cento delle spese in bilancio e pari al costo delle mancette a pioggia di Renzi.
La flat tax restituirebbe agli Italiani più soldi in tasca con i quali pagare i servizi migliori, consentendo allo stato di ridurre le spese, uscendo dalle nostre vite, ad esempio vendendo e privatizzando la rai (quindi non più canone, bollette elettriche più leggere e denaro fresco che entra in cassa).
La cacciata dei clandestini, la fine del servizio taxi con la Marina Militare, farebbe risparmiare alle casse dello stato circa due miliardi all’anno.
Perchè non si potrebbe fare ?
La verità è che i parrucconi hanno paura che si faccia, perchè ci sgancerebbe dalla sudditanza dall’unione sovietica europea e dimostrerebbe che ha ragione, ancora una volta, Trump quando antepone l’interesse del suo popolo a quello degli altri.
Ma la fine della sudditanza sarebbe anche la fine dei parrucconi nostrani che, nella servile acquiescenza degli ukase europei, hanno costruito il loro status, pagati per strologare per iscritto e a parole in modo avulso alla realtà, con l’arroganza e la supponenza di chi si ritiene chiamato a “educare” il prossimo, quando dovrebbe invece essere rieducato lui, magari con il modello cinese della rivoluzione culturale.
Sconfiggere il 4 marzo i parrucconi, significa sconfiggere la consorteria affaristico finanziaria che vorrebbe guidare il mondo elargendo il nuovo oppio dei popoli tramite facebook, twitter e roba simile e cercando di soffocare le voci indipendenti, come quelle di Trump e, a casa nostra, quelle della Lega e di Fratelli d’Italia, che dicendo pane al pane e vino al vino, smontano e ridicolizzano la costruzione del “mondo perfetto”, buonista e politicamente corretto che ci vogliono far pagare con la perdita della nostra Libertà, Identità e Indipendenza.

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Ai politici ed intellettuali ottusi e buonisti.

Dalla pagina Facebook di Chiara Bianchi

Dedicato a politici ed intellettuali ottusi e buonisti.
Paola Giacobbi

Federico De Palma (residente in Tunisia)
 
“Amerei che questo post navigasse. In questo momento sembra che siano solo i tunisini a terrorizzare. Sapete perché? Io ho vissuto la rivoluzione e come in tutte le rivoluzioni del pianeta tra le prime cose che si fa c’é lo sfondamento delle carceri. Sono evasi quindi a migliaia pazzi e criminali e sono «migrati» subito per l’italia. Un’italia che accetta chiunque anche senza documenti pur di incassare denari per politici e soci. E che nessuno mi venga a dire che non si sapeva. Cosi é stato per Egitto, Libia, Siria… Il terrorismo li recluta tutti tra le sue fila con piacere. Parliamo di carceri e manicomi criminali signori. Per questo girano anche nudi. E SONO DECINE DI MIGLIAIA.”
 
Noi già da tempo lo sapevamo, ma questo avviso arriva direttamente da un testimone che vive in quel paese.