Due o tre cose sull’Ungheria di Orban

I nostri giornali non vi forniranno mai questo sguardo sincero e disinteressato  sulla capitale dell’ odierna Ungheria  :

Sono stata per qualche giorno a Budapest, una città degna di essere vissuta. Si respira un’aria d’altri tempi quando potevi muoverti tranquilla nelle città. Strade pulite, persone gentili, bus in orario, prezzi accessibili. Non ho visto nulla che mi abbia inquietato, nessuna “risorsa”, nessuno che voglia fregarti. Abbiamo prenotato taxi e bus dall’Italia e in perfetto orario erano lì ad aspettarci, abbiamo dimenticato un oggetto sull’autobus e l’abbiamo ritrovato dopo qualche giorno,  grazie all’interessamento dell’autista. Era da tanto tempo che non avevo questa bella impressione di pace, di ordine, di libertà camminando per le strade e incontrando le persone che dimostravano di essere oneste: non c’erano clandestini a bighellonare e ciondolare in giro, non c’erano coloro che ti volevano vendere per forza qualche mercanzia, non c’erano giovani in forza fisica che chiedevano la carità, nessuno ti importunava. Persino l’unico barbone che ho intravisto era dignitoso, aveva il suo giaciglio, ma il mattino presto se ne andava al mercato, e durante il giorno non si riusciva a vederlo. Mi ha colpito il Parlamento che emerge in tutta la sua bellezza con le sue guglie e le sue simmetrie specie se osservato dalla riva opposta del Danubio (foto in alto).  Ho visitato le sale, lo scalone d’onore, i gioielli della Corona, ma la cosa che più mi ha colpito è l’aula dell’Assemblea nazionale 199 posti per prendere decisioni con una certa rapidità…..- così ha detto la guida-.. Il confronto con il nostro pletorico Parlamento italiano dove cantano troppi galli e non si fa mai giorno,  è immediato.

Tornata in Italia, nella mia città, ho avuto una sensazione orribile: strade piene di sporcizia e di “merda”, cicche in terra, disordine da ogni parte, muri imbrattati. A Budapest, e ho girato in lungo e in largo, non ho visto un mozzicone, una cacca di cane, una scritta sui muri. Loro ci tengono alla loro città, alle loro tradizioni, ai loro monumenti, noi evidentemente no. Lasciamo che imbrattino e imbruttiscano tutto senza ribellarci. Che peccato! Che nostalgia per le nostre belle città ormai sofferenti e degradate.

Linda Pizzetti
Ho chiesto io a una mia cara amica di fornirmi qualche riga di reportage sul suo viaggio a Budapest.
L’amica Vanda invece mi ha fornito il collegamento di un articolo che mette i brividi. Le città europee che ospitano troppi cittadini bianchi (ovvero composte di soli nativi) non sono molto gradite all’UE. E’ quanto sembra possibile dedurre da quello che è accaduto in questi giorni – riportato dal portale di notizie ungherese 888.hu – alla città dell’Ungheria di Székesfehérvár, in lizza per aggiudicarsi il titolo di capitale europea della cultura per il 2023.

Le selezioni hanno luogo in questi giorni, e la delegazione della città ungherese ha presentato come tutte le altre, un suo video di presentazione, intitolato “Tele Élettel”, dove mostra la vita nella ridente cittadina magiara. Nel video si vedono bambini che giocano, delle chiese, un prete che sorride soddisfatto alle scene di giubilo dei suoi concittadini mentre passano in rassegna gli scorci più belli della città.
Una presentazione dove la vita tutto sommato appare scorrere felice e serena (ndr: come nella lettera di Linda) ma che secondo gli esperti internazionali della commissione selezionata dall’UE che sta valutando a chi assegnare il prestigioso riconoscimento, rappresenta un “video di propaganda per l’Europa cristiana bianca nel quale ci sono troppi cittadini bianchi felici, croci e non compaiono minimamente i migranti.”
Il sindaco Cser-Palkovics ha rilasciato una conferenza stampa dove racconta le fasi della selezione e le motivazioni dell’esclusione “fondate esclusivamente su ragioni di carattere ideologico e politico. Il primo cittadino racconta come la commissione non abbia nemmeno per un istante preso in considerazione i programmi e gli investimenti proposti da Székesfehérvár per conquistarsi il titolo, nè tantomeno i commissari hanno addotto motivazioni pertinenti per escludere la città dalla competizione. (qui l’articolo integrale).

Le società composte da nativi vengono considerate “incivili” dalla Ue

Non c’è bisogno di aggiungere altro: è chiaro che la Ue considera “incolti” e “incivili” i paesi con società omogenee e  non ancora “meticciate”. Ma se si parla di Kalergi e dei suoi nefandi piani di ingegneria sociale sempre più  in via di realizzazione, si viene considerati “complottisti”. 
Per colpa dell’immigrazione ci sono nuvole nere sull’Europa, — dichiara dal canto suo Orban. — Le nazioni cesseranno di esistere, l’Occidente crollerà mentre l’Europa non si renderà nemmeno conto che è stata conquistata.”Il primo ministro ungherese ha inoltre chiesto la creazione di “un’alleanza globale” contro l’immigrazione.Le dichiarazioni di Orban arrivano alla vigilia delle elezioni politiche del prossimo aprile, in cui conta di essere riconfermato come capo del governo.
 “L’Ungheria prima di tutto. Difenderemo la nazione contro quelli che agiscono nell’Ue e nell’Onu, realizzando il piano Soros, cioè l’accoglienza di milioni di immigrati musulmani”. È quello che ha detto lunedì il premier ungherese Viktor Orban, ricalcando lo slogan di Trump (America first), nel suo ventesimo discorso sullo stato della nazione, aprendo di fatto la campagna elettorale del suo partito Fidesz per le elezioni dell’8 aprile. Secondo Orban, i politici di Bruxelles, Berlino e Parigi favoriscono l’immigrazione, mettendo a rischio “la civiltà cristiana europea a favore dell’islam”. I paesi occidentali dell’Europa ormai sono invasi da migranti che “verranno presto a bussare alla nostra porta ormai non solo dal sud, ma anche dall’occidente”. Orban prevede l’arrivo di 60 milioni di immigrati africani negli anni a venire e contro questo rischio, la barriera sul confine sud del paese starebbe l’unica difesa. (fonte: ANSA).

Lascio trarre a voi le conclusioni. Conoscete qualcuno nella nostra nomenklatura politica che parli in modo altrettanto chiaro? E che abbia sbandierato lo STOP INVASIONE nel suo programma elettorale mettendolo al primo punto? Che abbia altrettanto a cuore il nostro Paese così come lui ce l’ha dell’Ungheria?
Che farà la Ue se sarà rieletto Orban e se le sue politiche antimmigrazioniste andranno avanti? Gli invierà le Brigate AntiFà a fracassargli il cranio come sta facendo da noi? 
E siccome si vince anche con oculate politiche di alleanze ecco quel che ha detto Orban al primo ministro di un paese amico, la Bulgaria, Bojko Borisov durante la sua visita a Sofia.

“Riteniamo che l’immigrazione sia pericolosa per la sicurezza pubblica, per il nostro benessere e per la cultura cristiana europea. Pertanto abbiamo deciso di presentare la nostra proposta: un pacchetto di emendamenti che include le soluzioni elaborate dall’Ungheria e il cui punto principale consiste nel chiedere all’Unione europea di smettere di porre la ricollocazione al centro del suo pensiero, invece della protezione delle frontiere”.
Orban si poi è complimentato con la Bulgaria, che detiene la presidenza rotante del consiglio dell’UE, per aver eretto un muro ai confini con la Turchia per difendersi dall’arrivo dei migranti in Europa.  (euronews
Come si può ben vedere, a Est si  cerca di mettersi in salvo  e in particolare l’Ungheria fiorisce col Fiorino. Il fatto di non essere nella moneta comune, le dà ancora più forza.  Niente di nuovo, invece, sul Fronte Occidentale. E in particolare nella nostra Penisola già da tempo desovranizzata e  oltraggiata.  

Spingono all’inciucio perchè annusano la sconfitta

Finora il Centro Destra non ha sbagliato la campagna elettorale, allora ci pensa l’alito mefitico dei media a cercare di proiettare l’immagine di un Centro Destra allo sbando, quando allo sbando è la sinistra.
Tanto che i commentatori che pensano di avere maggior seguito e quindi di esercitare maggiore pressione, stanno tutti andando sulla stessa strada per indurre Berlusconi e Renzi ad unirsi.
L’esaltazione della GroKo tedesca (dove l’Afd, l’estrema destra, è ora accreditata di un consenso superiore a quello dei socialisti) fa il paio con le continue “notizie” sulle liti tra i leaders del Centro Destra.
Così il giorno in cui sul Resto del Carlino è apparsa una chiarissima intervista a Salvini che, sul tema, ha confermato che il partito che prenderà più voti designerà il Presidente del Consiglio quindi a lui sta bene che, se sarà Forza Italia,il Cav possa designare Tajani o Draghi, i giornali radio titolavano: continua la lite nel Centro Destra su chi sarà il premier.
Una balla.
Certo, ognuno pensa di poterlo fare e personalmente preferirei lo facesse Salvini, ma il programma parla chiaro: immigrazione e sicurezza, flat tax e pensioni, Sovranità e Identità, sono capisaldi per tutti.
Ed è proprio quello che preoccupa, perchè un’Italia che si riappropri del suo destino e non sia più in ginocchio davanti ai potentati finanziari, allora è un’Italia che spaventa.
Così, visto che i partiti affini a quei potentati economici (quelli di sinistra) non vinceranno, cercano di dividere il Centro Destra per fare una nuova operazione Alfano.

Avete notato che, rispetto a tutte le altre campagne elettorali dal 1994, è stato silenziato ogni attacco a Berlusconi ?

Nessuno parla più di “conflitto di interessi” e Renzi si è sbilanciato fin quasi a tesserne le lodi, rimarcando la sua presunta differenza da Salvini.

Da Bruno Vespa (il più talebano) in giù, tutti ad arzigogolare sul fatto che se non ci sarà una maggioranza, allora un governo bisognerà pur farlo e quindi si dovrà essere responsabili.
Il ruolo che nel 2013 fu di Monti (megafono dei potentati finanziari) oggi sembra appaltato alla Bonino, alla quale hanno fatto fare una lista che, già nel nome, è offensiva per tutti gli Italiani danneggiati da Bruxelles e per evitare l’alea della raccolta firme, hanno mosso Tabacci per darle una copertura.
Adesso la Bonino si schiera con la massa, per un governo di larghe intese, senza Grillo e Salvini.
Quasi quasi mi piacerebbe che il Centro Destra non raggiungesse la maggioranza assoluta, mentre la somma dei seggi di Grillo e Salvini la raggiungesse.
E facessero un bel governo “populista” e, magari, anche “razzista e xenofobo” ma, soprattutto, “antieuropeo“.
Uno schiaffone violentissimo agli affaristi senza etica e senza valori e ai loro agenti in Italia.

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I moralisti di merda

Boldrini non vuole CasaPound in Parlamento: “Italiani, evitate di fare errori”. La crociata della Boldrini contro “i fascisti del terzo millennio”. “Gli italiani siano lungimiranti e non facciano l’errore di votarli” di Sergio Rame

Laura Boldrini continua la sua personalissima crociata contro la destra. O meglio: le destre, come le apostrofa lei. Da Busto Arsizio, dove è andata a manifestare contro i giovani leghisti che hanno dato alle fiamme un fantoccio che la rappresentava, ha trovato parole d’accusa per il Carroccio e per tutti quei movimenti di estrema destra che si sono candidati ad entrare in parlamento. Ovviamente, fosse per lei, alle Camere non dovrebbero metterci piede. In particolar modo CasaPound. la Boldrini non vuole vedere aggirarsi in Parlamento un solo esponente di CasaPound. E così lancia l’appello agli italiani: “Devono essere consapevoli che in ballo c’è la nostra democrazia, e quindi evitate di fare errori”.

Durante la vistita a Busto Arsizio, come racconta Repubblica, la Boldrini ha invitato la sinistra a scendere in campo contro “i fascisti del terzo millennio”. “Dobbiamo sempre avere in mente la memoria – spiega – non dimenticare che cosa abbiano rappresentato il fascismo e il nazismo nel nostro paese. Io penso che gli italiani siano abbastanza lungimiranti da non fare questo errore”. A preoccuparla è soprattutto CasaPound. E la sola possibilità che qualche esponente del movimento di estrema destra possa entrare in Parlamento mette in allarme la Boldrini. Tanto da mettersi a lanciare appelli agli elettori. “Dobbiamo fare di tutto per mettere in guardia l’elettorato da questo pericolo – tuona – perché, purtroppo, oggi ci sono questi gruppi che vanno in quella direzione, che fomentano i giovani, che aprono pagine Facebook che inneggiano al fascismo e al nazismo”.

Non c’è solo CasaPound a togliere il sonno alla Boldrini. È l’intera galassia della destra a preoccuparla. A infastidirla, per esempio, c’è anche il partito guidato da Fiamma Negrini: i Fasci italiani del lavoro. Alle ultime comunali erano riusciti a far eleggere un consigliere nel piccolo comune di Sermide-Follonica. Giovedì scorso il Tar di Brescia ha dichiarato illegittima la partecipazione alla tornata elettorale della lista fascista. Per aggirare la decisione dei giudici amministrativi, il partito è confluito con Forza Nuova e Fiamma Tricolore nella coalizione “Italia agli italiani”. “Sul tema dell’antifascismo – chiosa la Boldrini – non dobbiamo abbassare la guardia. Occorre una ferma risposta democratica di fronte a questa pericolosa deriva”.

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Però, quando viene picchiato barbaramente un poliziotto, non la si sente parlare. Non la si sente parlare nemmeno quando i suoi amici antifascisti, pubblicano questi volantini…

Tutto sia amore!

Che tutto in me sia Amore. Che la fede, sia l’Amore che crede. Che la speranza, sia l’Amore che attende. Che l’adorazione, sia l’Amore che si prostra. Che la preghiera, sia l’Amore che t’incontra. Che la fatica, sia l’Amore che lavora. Che la mortificazione, sia l’Amore che s’immola. Che soltanto il tuo amore, o Dio, […]

Hanno di nuovo nel mirino i nostri risparmi

Pietro Grasso, ex magistrato e auspicabilmente prossimo ex presidente del senato, si è messo in testa di capeggiare una lista della sua area politica del cuore, l’estrema sinistra.
In un momento di lucidità ha compreso che gli invasati sproloqui dei suoi compagni di strada e, in particolare, della sua degna dirimpettaia di scranno alla camera bassa, non portano nulla di buono e, anzi, allontanano gli elettori.
Allora ha avuto una alzata di ingegno:  parlo anch’io di tasse.
Peccato per lui (e per noi) che i suoi consigliori siano fatti dello stesso stampo di tutti quelli di sinistra, cioè che intendono le tasse solo come prendere e mai come restituire.
Così mentre il Centro Destra illustra progetti come la flat tax per ridurre drasticamente l’imposizione fiscale, quando persino i grillini parlano di tasse troppo alte (salvo poi proporre progetti che implicherebbero una stangata fiscale su tutti noi) e Renzi, con la faccia tosta che si ritrova, blatera sulle sue riduzioni di tasse, ecco che a Grasso fanno dire che bisogna intervenire sulle rendite finanziarie (sì, quelle sulle quali intervenne Renzi, per portare la imposizione al record del 26%).
Quale sarebbe la genialata di Grasso e compagni ?
Applicare un’aliquota progressiva.
Così chi più risparmia, più paga.
Geniale !
Eppure non è la loro costituzione più bella del mondo, quella nata dalla resistenza antifassista, che all’articolo 47 ammonisce, con tutta la solennità di cui è capace che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” ?
Già, begli incoraggiamenti quelli di aumentare le tasse sui risparmi o far pagare di più chi più risparmia !
Sono incoraggiamenti uguali alla tutela esercitata per sorvegliare le proposte finanziarie formulate ai risparmiatori.
Meglio che i comunisti continuino a pensare all’antifascismo, fanno meno danni.

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Educare da giovani alle armi

L’iniziativa benemerita di una scuola di Schio ha provocato miopi polemiche, ovviamente da sinistra.
Un istituto tecnico della località vicentina ha infatti, nel quadro di un addestramento alla disciplina sportiva, inserito quattro lezioni di tiro con aria compressa al poligono di Vicenza.
La solita mamma, presumibilmente iperprotettiva e di sinistra, ha allarmato un consigliere regionale del pci/pds/ds/pd che ha cominciato a farfugliare le solite orazioni cattocomuniste contro le armi.
Il programma è proseguito regolarmente.
In passato ci fu la polemica per un manifesto che rappresentava un felice adolescente vicino ad un fucile, mentre si apprestava ad andare a caccia con suo padre.
Le reazioni cattocomuniste rappresentano il punto finale della decadenza morale e civile di un popolo, dello stesso tipo che portò Roma a far combattere, al posto dei propri figli, immigrati ex schiavi, causando quindi il lassismo e l’indebolimento delle difese esterne e quindi portando l’Impero al dissolvimento.
Siamo nelle stesse condizioni.
L’abolizione del servizio militare obbligatorio, la caciara per rendere obbligatorio il servizio “civile” (sic !) e la contemporaneo opposizione a ripristinare quello in armi, l’ostilità ad uno sport salutare ed istruttivo come la caccia, la visione delle armi, con tutti i divieti degni di un regime tirannico al loro possesso ed utilizzo per difesa dai rapinatori, gettano le basi perchè l’invasione degli immigrati possa essere portato a compimento con la presa di potere e la sottomissione di noi Italiani.
La levata di scudi contro ogni attività, ogni iniziativa che aiuterebbe i giovani ad una conoscenza ed una educazione all’uso delle armi significa voler impedire che noi Italiani, soprattutto quelli giovani, possiamo difenderci e reagire.
Ricordo come a Roma non solo fosse consentito, ma anzi obbligatorio possedere armi per intervenire a difesa della res publica e per difendere la propria famiglia e proprietà.
A chi non era consentito ?
Agli schiavi.
Noi cittadini Italiani siamo trattati come schiavi e se qualcuno, possedendo regolarmente un’arma ne fa uso per difendere la sua proprietà, viene perseguitato più dei rapinatori.
E’ ora di cambiare registro.
E’ ora di invertire il senso di marcia.
E c’è solo una parte politica che, pur senza possedere facoltà taumaturgiche, possa fermare il declino.
E’ il Centro Destra, perchè la sinistra, in ogni sua colorazione (dal rosso dell’estrema, al rosato dei cattocomunisti renziani al giallo dei grillini) è contraria ad ogni iniziativa che consenta di educare i giovani alla difesa.
Come abbiamo letto per la questione di Schio.

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Se l’antifascismo serve a coprire l’immigrazionismo

Macerata ultimo atto. Questa mattina hanno dato il permesso in comune per una manifestazione della cosiddetta “società civile”. Guardateli bene: chi erano secondo voi? Sempre gli stessi, questa volta però, con la fascia tricolore come quella dei sindaci. In altre parole, tutti cittadini e tutti sindaci, tutti tricolorati. La patria è l’ultimo rifugio di quelle canaglie  che l’hanno sempre disprezzata e calpestata. Qui la cronaca.  Ordini di scuderia: marciare senza simboli di partito, tanto cari alla sinistra (anche se poi c’erano lo stesso). Creare iniziative “inclusive” e “fronti uniti” (siamo al mai morto “frontismo” tenuto in naftalina e rispolverato per l’uopo).  Già, tutti antifascisti,  anche se poi, alla luce dei fatti di Piacenza e di Bologna (e in queste ore pure a Napoli) è il  termine più screditato che ci sia:  sputtanato dai centri sociali, dagli antagonisti, dai casseurs, dai picchiatori e linciatori dei carabinieri.   Il giallo di Pamela vivisezionata in due valige trolley? chissenefrega, l’importante per costoro  è marciare per “l’antifascismo”. Osserviamo bene oggi cosa serve a coprire questo termine-lenzuolo:
L’immigrazione fuori controllo, le mafie nigeriane i crimini allogeni, i vivisezionisti di fanciulle, i mangiatori di cani scuoiati vivi (è successo a Briatico nel Vibonese), i mangiatori di  gatti (buoni anche quelli, è successo a Torino), i masturbatori davanti agli asili, gli stupratori di 75enni, di ragazzine, di ogni età.  Ogni genere di nefandezze, di degrado, di cosche nere, di inciviltà, di tribalismo, di selvaggeria è consentito
Però dai,  c’è l’antifascismo (ormai è una minaccia) usato come una mannaia per tapparci la bocca e per impedirci di denunciare  tutti i soprusi di cui sopra. Basta che ci sia quello e automaticamente la società è più civile. “Civile” è un’altra di quelle parolette magiche: la mobilitazione della “società civile”. Poi guardi le foto e – toh! –  ti accorgi che son sempre loro, mascherati da “società civile”. E’ una delle solite carnevalate in auge tutto l’anno.
Non è un caso che la ministra Fedeli abbia progettato già da qualche tempo, visite “guidate” per le scuole,  ai centri d’accoglienza. Un’autentica operazione di lavaggio al cervello degli studenti in funzione “accoglientista”.
 E a Ferrara, guarda caso, sono vicini al Museo della shoah. Ergo se ne deduce che sta scattando un ricatto atroce. Chi non vuole “migranti” (termine che sta a sottolineare l’erranza) è contro l’ebreo errante, e perciò, antisemita.
Occorre forse ricordare che Israele ovvero lo stato ebraico li respinge e pratica un’oculata politica demografica a sua salvaguardia? Intendiamoci, fa bene; ma poi le comunità ebraiche europee e in particolare italiane sono tra  le più zelanti forze immigrazioniste. Doppiopesismo, è   dir poco. 
L’asticella sale sempre di più e i ricatti diventano sempre più  numerosi, pesanti,  abietti. E’ lo stato (anzi, il Superstato) Etico trans e sovranazionale che lo esige.
L’altra sera c’era quel Matteo Ricci, sindaco di Pesaro con la faccia ridanciana da cretinetti in uno di questi talk di Del Debbio. Faceva il professorino e dava lezioni di Morale, la materia che riesce meglio ai piddioti in perenne marcia e campagna AntiFa. Chi spara ai neri è un terrorista. Quel bischero di La Russa cascava in pieno nel suo tranello cercando di difendersi. Occorre che le forze politiche sovraniste passino all’attacco. E’ compito vostro, cari compagnucci, garantire l’ordine pubblico. Era questa la risposta che andava data e rinviata al mittente, invece di berciare  e di agitarsi a vuoto come fa ‘Gnazio.  E “il pistolero” Traini, semmai  è l’effetto del caos, del degrado e del crimine che c’è già da tempo proprio grazie a loro, non la causa. Non lasciamo il bandolo del  logos ai nostri ottusi antagonisti.

Stasera la Boldrini (ovvero la voce dell’UNCHR)  al Niguarda (sì, proprio la località milanese del picconatore Kabobo, quello che compì la strage di tre italiani massacrati e altri feriti, già dimenticati e archiviati dalla PresidentA)  davanti al murales,  fa salire ancora più su l’asticella: vuole sciogliere tutti i gruppi ritenuti “fascisti”. Sì, ma ritenuti da chi? Da lei?  Basterà mettere l’etichetta “fascista” su ogni idea, concetto, immagine sgradita e contraria al pensiero unico (UE, gender, uteri in affitto, nozze gay,  immigrazione selvaggia) e – oplà –  il gioco è fatto. Come in tutte le  dittature passate, presenti e … non oso dire future, perché riprenderci il futuro e insieme ad esso,  il nostro destino, tocca a  noi. Possiamo e dobbiamo farlo. Ora più che mai. 

Coperture fiscali

Una delle accuse che viene sistematicamente mossa al programma del Centro Destra è che sarebbe troppo costoso e non ci sono le coperture.
Poi arriva il presidente di quella Confindustria che tramite il Sole 24 Ore è la capofila dei “non si può” e tira la volata ai cattocomunisti con cui evidentemente fa buoni affari e spara un piano dal costo di 250 miliardi in cinque anni.
Praticamente il doppio di quanto verrebbe a costare l’abolizione tout court della Fornero e il programma di tutto il Centro Destra.
Dubito che i suoi giornalisti, così zelanti a fare la punta agli aghi sulle proposte del Centro Destra, metteranno in campo altrettanta pignoleria nei confronti di chi paga loro lo stipendio.
Allora è evidente che il problema non sono le coperture, ma quello che si vuol fare.
La questione si sposta dal prosaico piano dei numeri, a quello filosofico del “cosa vogliamo”.
Cosa vogliamo dal Benessere del nostro sistema politico ?
Cosa vogliamo da uno stato che ci depreda del 50% dei nostri redditi e risparmi ?
Cosa vogliamo per essere felici ?
Sì, perchè è giusto guardare ai bilanci, guardare alla produttività, guardare all’incremento del pil, ma se tutto questo non si traduce nella possibilità di godersi la vita, allora a cosa serve ?
Non serve a nulla avere maggiore produttività se poi viene utilizzata per pretendere risultati ancora maggiori (leggetevi le presentazioni dei bilanci consuntivi e previsionali delle grandi aziende e tutte vi proporranno un triennio futuro con maggiori ricavi, maggiori dividendi e minori costi, senza alcun paragrafo per i sacrifici che occorrono per ottenerli).
Allora meglio porsi mete meno ambiziose (sulla pelle altrui !) e garantire ai cittadini la possibilità di una maggior periodo da dedicare ai propri interessi e alle proprie passioni.
E si scopre, grazie al capofila degli industriali, che costerebbe anche meno.

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La fissazione per teste vuote

Mi sembra sia stato Pietrangelo Buttafuoco a definire l’antifascismo “una fissazione più che una malattia“.
Del resto chi ha la testa vuota deve riempirla con qualche surrogato e una fissazione antifascista è comoda, facile e non richiede l’attivazione di alcun neurone.
Ben lo hanno dimostrato ieri le sinistre che tra cortei, scontri con le Forze dell’Ordine e presidi antifascisti hanno dato visibilità al comizio di Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, a Bologna.
Ma loro sono solo la massa che, pavlovianamente, reagisce agli stimoli forniti dai “cattivi maestri”, oggi come allora, che non vogliono ascoltare chi esprime, democraticamente, le proprie opinioni.
Queste voci che escono dalle macerie del muro di Berlino, nonostante il passare degli anni, non sono ancora state in grado di darsi neppure una parvenza di democraticità.
Per loro le opinioni sono un reato.
Forza Nuova ringrazia e incassa la gratuita pubblicità visto che la notizia è passata su tutti i radio e telegiornali, oltre che sui quotidiani online e oggi sarà sicuramente sulle prime pagine.
I cittadini di Bologna, espropriati del centro e anche della libertà di circolare nella propria città ringraziano molto meno, anche se sanno che la responsabilità è tutta delle zecche e di chi le istiga parlando di “vomito” e poi ritira la mano condannando i loro comportamenti.
Il 4 marzo, andando a votare, riflettiamo tutti anche sul fatto che chi, sistematicamente, per impedire al prossimo di manifestare le sue idee, devasta le città, provoca scontri e comprime la libertà di tutti è sempre e solo di sinistra.

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Uomini e sudditi

Per quanto dica e mi dica di non ascoltare o guardare i programmi di informazione faziosa che ci propinano i media di regime, è difficile cambiare abitudine, così al pomeriggio, tornando a casa, accendo la televisione per guardare/ascoltare Sky tg 24 Economia.
Alcuni giorni fa era ospite, dopo lunga assenza, uno degli economisti di punta della Lega, Armando Siri, per parlare, al solito, del programma economico del Centro Destra (nella fattispecie la minaccia di dazi sollevata da Salvini a difesa dei nostri prodotti agricoli).
Facendo finta di essere imparziali, il telegiornale di Murdoch ha invitato un senatore comunista (in passato ospite fisso a difesa delle posizioni governative) e, come “imparziali” un universitario e un giornalista.
In realtà era il più classico tre contro uno, dove l’universitario e il giornalista ammantavano di una inesistente obiettività la loro visione faziosa.
Ma Siri ha difeso bene le posizioni e, nonostante i reiterati tentativi del conduttore di parlargli sopra, è riuscito anche a far capire le intenzioni della Lega.
Divertente l’atteggiamento del senatore comunista che, imperterrito, continuava a dire che non si può fare questo, non si può fare quello, perchè ? Perchè no, perchè non è materia sulla quale possa disporre un governo italiano essendo demandata all’europa, quel Moloch che sta divorando tutta la nostra Sovranità.
Mi dispiace che Siri non abbia evidenziato quell’atteggiamento spocchioso e codardo (spocchioso contro noi Italiani e codardo verso i burocrati di Bruxelles) di uno con la tipica mentalità da suddito.
Perchè non è vero che “non si può”, perchè come abbiamo rinunciato alla nostra Sovranità, così possiamo riprendercela nel nostro stesso interesse.
Per farlo, però, ci vogliono degli Uomini, non dei sudditi.

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